<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137</id><updated>2012-02-27T16:18:51.529-08:00</updated><category term='foto'/><title type='text'>Josekino</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>136</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-1363972855731398058</id><published>2012-02-27T15:19:00.006-08:00</published><updated>2012-02-27T15:28:23.996-08:00</updated><title type='text'>Alla notte degli Oscar trionfa il cinema della memoria e della fantasia: 5 statuette a testa per "The Artist" e "Hugo Cabret"</title><content type='html'>Los Angeles, 26. Confermato il trionfo del francese “The Artist” – ma girato interamente a Los Angeles - alla Notte degli Oscar 2012, in una cerimonia quest’anno molto formale e seriosa, anzi piatta, nonostante la conduzione del veterano presentatore (per la nona volta) Billy Crystal, e la presenza delle star più amate e invidiate del pianeta. Dai Brangelina a George Clooney, accompagnato dalla nuova fiamma; da Tom Cruise (premiato il miglior film) a Penelope Cruz.&lt;br /&gt;Pochi numeri musicali e scenette comiche come nelle vecchie edizioni - per un programma, come di consueto, rispettato al secondo -, tranne lo spettacolare omaggio al cinema dal Cirque du Soleil&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-p6nlneot4i4/T0wQ96Cd1LI/AAAAAAAABJU/rEZ6UwUqBDw/s1600/OscarMerylMichel.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-p6nlneot4i4/T0wQ96Cd1LI/AAAAAAAABJU/rEZ6UwUqBDw/s200/OscarMerylMichel.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5713960682963981490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;, della figlia d’arte Victoria Chaplin. Non a caso ha vinto i maggiori premi un film muto e in bianco e nero, delizioso e impeccabile omaggio al cinema hollywoodiano fine anni Venti, ovvero del periodo di passaggio dal muto al sonoro. Cinque statuette alla pellicola francese – alla pari con il film di Scorsese “Hugo Cabret” che però si è aggiudicato altrettante ma ‘tecniche’ – per il miglior film, regia (Michel Hazanavicius) e attore protagonista (Jean Dujardin, scelta che ha tolto dall’imbarazzo gli amici Clooney e Pitt, entrambi nominati), oltre che per la colonna sonora di Ludovic Bource e i costumi di Mark Bridges.&lt;br /&gt;Al film di Martin Scorsese, quelli più importanti per la miglior scenografia (per la terza volta dopo “The Aviator” e “Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Flett Street” di Tim Burton, e su nove nomination) ai nostri Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo – che lo ha dedicato al regista e all’Italia, che da 13 anni non è in primo piano – e per la miglior fotografia a Robert Richardson (due Oscar già vinti per “JFK” di Oliver Stone e “The Aviator” dello stesso Scorsese su sette nomination). Gli altri tre per il montaggio (Philip Stockton, Eugene Gearty) e il missaggio (Tom Fleischman e John Midgley) sonori, e gli effetti speciali visivi (Robert Legato, Joss Williams, Ben Grossmann e Alex Henning)&lt;br /&gt;Così prevedibile che non se lo aspettava nemmeno lei, quello alla pluripremiata (tra gli altri 6 Golden Globes) Meryl Streep che lo vince per la terza volta (su diciassette nomination), a scapito delle colleghe, e soprattutto di Glenn Close, ennesima nomination per “Albert Nobbs”, ma non ancora vincitrice dell’agognata statuetta.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-LqG3Kb2JPmo/T0wQugb5DMI/AAAAAAAABJI/0yDYbcorbJM/s1600/OscarhristopherPlummer.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 166px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-LqG3Kb2JPmo/T0wQugb5DMI/AAAAAAAABJI/0yDYbcorbJM/s200/OscarhristopherPlummer.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5713960418393263298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;  “The Iron Lady” si è aggiudicato anche, meritatamente, quello per il miglior trucco (Mark Coulier e J. Roy Helland) che ha ‘trasformato’ l’attrice in una credibile Thatcher.&lt;br /&gt;La miglior attrice non protagonista è l’afroamericana Octavia Spencer per “The Help” che ha superato le colleghe Jessica Chastain, la star in ascesa di “Tree of Life”, candidata per lo stesso film; la francese Bérénice Bejo per “The Artist” (e moglie del regista); Melisa McCarthy per “Le amiche della sposa” e Janet McTeer per “Albert Nobbs”. Per il miglior attore non protagonista finalmente ha vinto Christopher Plummer per “Beginners” (ancora inedito in Italia) che, a 82 anni, ha battuto il record per il vincitore dell’Oscar più anziano. Sconfitti l’altro grande, coetaneo, Max von Sydow per “Molto forte, incredibilmente vicino” (che vedremo prossimamente), Nick Nolte per “Warrior” e il giovane (rivelazione) Jonah Hill per “L’arte di vincere” dove recita accanto all’altro sconfitto della serata, Brad Pitt. Però tra i protagonisti erano candidati anche un’inimitabile Gary Oldman per “La talpa” e il messicano Demian Bichir per “A Better Life”.&lt;br /&gt;A “Paradiso amaro” è andata la statuetta &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-UmQniLo97Pc/T0wQQCOQdPI/AAAAAAAABI8/7fYRksMZcCM/s1600/OscarBrangelina.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 182px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-UmQniLo97Pc/T0wQQCOQdPI/AAAAAAAABI8/7fYRksMZcCM/s200/OscarBrangelina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5713959894886937842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;per la miglior sceneggiatura non originale di Alexander Payne (anche regista), Nat Faxon e Jim Rash; mentre per quella originale a Woody Allen, premiato dall’Academy dopo venticinque anni, cioè da quello per la sceneggiatura di “Hannah e le sorelle”.&lt;br /&gt;A “Millennium - Uomini che odiano le donne” l’Oscar per il miglior montaggio (Angus Wall e Kirk Baxter); e a “I Muppet” quello per la miglior canzone, “Man or Muppet” di Bret McKenzie.&lt;br /&gt;Oscar per il miglior film straniero all’iraniano “Una separazione” di Asghar Farhadi, che ha giustamente sbaragliato gli altri film candidati dai rispettivi paesi, due europei (Belgio e Olanda), Israele e Canada, non usciti in Italia, che crediamo non siano all’altezza di questa lucida e originale riflessione sulla coppia e sulla società contemporanea.&lt;br /&gt;Miglior lungometraggio d’animazione all’originale e cinefilo “Rango” di Gore Verbinski e miglior cortometraggio “The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore” di William Joyce e Brandon Oldenburg. Non ce l’ha fatta (per Pixar) Enrico Casarosa con “La luna”, l’altro italiano in gara. &lt;br /&gt;Il premio per il miglior documentario di lungometraggio è andato a “Undefeated” di Daniel Lindsay, T.J. Martin e Rich Middlemas, e per il cortometraggio doc a “Saving Face” di Daniel Junge e Sharmeen Obaid-Chinoy, americano ma girato in Pakistan, dove le donne vengono deturpate dai mariti con l’acido. Miglior corto di finzione è “The Shore” di Terry George.&lt;br /&gt;Insomma ha trionfato il cinema del sogno &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-U3-KC8D6PU4/T0wP-hdxjGI/AAAAAAAABIw/sJ1C7uEIsco/s1600/OscarPenelopeCruz.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 143px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-U3-KC8D6PU4/T0wP-hdxjGI/AAAAAAAABIw/sJ1C7uEIsco/s200/OscarPenelopeCruz.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5713959594035874914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;e della memoria, tra viaggi nei ricordi del passato e avventure nella fantasia degli autori e degli spettatori. E per questa nostra era digitale non è male, perché bisogna sempre rivedere i capolavori del passato e riscoprire il potere onirico, magico e artistico del grande schermo, difficile da imprigionare in un dvd o in un cellulare.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-1363972855731398058?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/1363972855731398058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=1363972855731398058' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1363972855731398058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1363972855731398058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/alla-notte-degli-oscar-trionfa-il.html' title='Alla notte degli Oscar trionfa il cinema della memoria e della fantasia: 5 statuette a testa per &quot;The Artist&quot; e &quot;Hugo Cabret&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-p6nlneot4i4/T0wQ96Cd1LI/AAAAAAAABJU/rEZ6UwUqBDw/s72-c/OscarMerylMichel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-6141005136462527836</id><published>2012-02-25T16:07:00.002-08:00</published><updated>2012-02-27T16:18:51.537-08:00</updated><title type='text'>Un gradevole e fantastico "Viaggio nell'isola misteriosa" del celeberrimo Jules Verne</title><content type='html'>Un gradevole prodotto per famiglie, e soprattutto per ragazzi, che non è un vero e proprio sequel perché, dopo il "Viaggio al centro della Terra", i produttori seguono la scia dei romanzi del celeberrimo Jules Verne e, infatti, stavolta si tratta di un "Viaggio nell'Isola misteriosa" (in originale “Journey 2: The Misterious Island”), però il protagonista e la &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-00fCTF3wQCs/T0wctZX7M1I/AAAAAAAABKQ/zb2b96nsy-0/s1600/ViaggioIsolaMisteriosa6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-00fCTF3wQCs/T0wctZX7M1I/AAAAAAAABKQ/zb2b96nsy-0/s200/ViaggioIsolaMisteriosa6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5713973593457242962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;produzione (Beau Flynn &amp; Tripp Vinson e Charlotte Higgins) sono gli stessi del precedente film. Una rivisitazione, ovviamente, in 3D del mondo dello scrittore francese, maestro dell’avventura fantastica - con lo stesso giovane attore in ascesa - per la gioia dei grandi e dei piccini appassionati di avventure di  altri tempi con gli effetti speciali digitali di oggi. E visto l’epilogo, se la nuova pellicola funziona al botteghino come la precedente - e negli States gli incassi delle prime settimane lo confermano -, il prossimo sarà un "Viaggio alla luna" (“Dalla Terra alla Luna”) e in questo modo ci troveremo di fronte ad una nuova vera e propria saga ‘verneiana’.&lt;br /&gt;Oltre ai produttori e al giovane protagonista Josh Hutcherson (rivisto anche in “I ragazzi stanno bene”), sempre nei panni di Sean &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-KgELN2XxBbI/T0wcbW_C5KI/AAAAAAAABKE/1m6njHHYi4I/s1600/ViaggioIsolaMisteriosa15.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-KgELN2XxBbI/T0wcbW_C5KI/AAAAAAAABKE/1m6njHHYi4I/s200/ViaggioIsolaMisteriosa15.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5713973283578373282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Anderson, il cui padre (nel precedente era Brendan Fraser), nel frattempo è scomparso, ora troviamo il nonno esploratore spericolato e un po’ folle, interpretato dal grande Michael Caine, e un nuovo partner - e co-produttore - The Rock ovvero Dwayne Johnson (“Il re scorpione”), nei panni del robusto patrigno. Dirige questa fantastica avventura con sicuro mestiere Brad Peyton, scrittore/regista canadese, fan dichiarato della pellicola precedente, e già autore del lungometraggio “Cani e gatti: la vendetta di Kitty Galore 3D”. &lt;br /&gt;Il diciassettenne Sean riceve una richiesta di soccorso in codice – probabilmente dal nonno Alexander Anderson – da una misteriosa isola che non dovrebbe esistere. E, dato che tra il ragazzo e il patrigno Hank non corre buon sangue, l’uomo non riesce a trattenerlo a casa e decide di accompagnarlo nella sua ricerca per risalire a chi e da dove è stato inviato il messaggio, dando inizio a un viaggio che li porterà nel Pacifico meridionale, in un posto che poche persone hanno visto o sono sopravvissute per parlarne. E’ un luogo meraviglioso, dalla stupefacente vegetazione, con forme di vita tanto strane quanto minacciose (gli animali piccolissimi lì sono mostruosi, insetti inclusi, e quelli enormi sono minuscoli), i vulcani sono montagne tutte d’oro e tanti sono i misteri e i segreti nascosti.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-uvZovUtcgHw/T0wcGgEYh6I/AAAAAAAABJ4/7LaXtE-BSjM/s1600/ViaggioIsolaMisteriosa20.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-uvZovUtcgHw/T0wcGgEYh6I/AAAAAAAABJ4/7LaXtE-BSjM/s200/ViaggioIsolaMisteriosa20.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5713972925239429026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai due compagni di viaggio per caso si aggregano Gabato (l’ispano Luis Guzman, da “Carlito’s Way” a “Traffic”), l’unico pilota di elicottero che, con la bella e determinata figlia sedicenne Kailani (Vanessa Hudgens, da Gabrielle in “High School Musical” a “Beastly” e “Sucker Punch”), ha accettato di rischiare (in cambio di soldi) per accompagnarli sul posto. I quartetto riesce ad individuare l’isola – anzi a sfracellarvisi perché l’atollo è ‘protetto’ da una sorta di eterna tempesta – per soccorrere l’unico essere umano vivente, cioè l’amato e ammirato nonno di Sean. Ma non hanno molto tempo per villeggiare perché presto scoprono che l’isola è in procinto di inabissarsi, e devono trovare il modo di scappare nel minor tempo possibile...&lt;br /&gt;Una godibile passatempo – sceneggiata dai cugini Brian &amp; Mark Gunn, da un soggetto scritto con Richard Outten - che, sulle tracce del romanzo “L’isola misteriosa”, appunto, ha come riferimenti&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_vWGWcpXo-A/T0wboL3lu8I/AAAAAAAABJs/2BKCwsU2Tdk/s1600/ViaggioIsolaMisteriosa11.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-_vWGWcpXo-A/T0wboL3lu8I/AAAAAAAABJs/2BKCwsU2Tdk/s200/ViaggioIsolaMisteriosa11.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5713972404420983746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; e fa delle citazioni di altri classici della letteratura avventurosa e/o fantastica, tanto che l’isola ha qualcosa in comune con quelle di Robert Stevenson (“L’isola del tesoro”) e di Jonathan Swift (Lilliput de “I viaggi di Gulliver”), e anche personaggi e luoghi, dal capitano Nemo ad Atlantide; dal cinema fantastico all’horror anni Cinquanta/Sessanta. Il tutto visto attraverso il filtro del cinema d’animazione e dei fumetti per sfruttare meglio l’effetto stereoscopico. Riuscitissimi e tenerissimi i mini elefantini, godibile il volo in ‘groppa’ alle api giganti e altre trovate, anche perché la pellicola evita di trascinarci in particolari inutili e tempi morti, tanto che ha una durata standard di un’ora e mezza (94’), fatto attualmente più unico che raro.&lt;br /&gt;Nel cast anche Kristin Davis (Liz Anderson, la madre), la mite Charlotte del successo del piccolo e poi del grande schermo “Sex and the City”; Anna Colwell (Jessica) e Stephen Caudill (poliziotto). Il direttore della fotografia è David Tattersall, già autore delle immagini della seconda trilogia (prequel) di “Star Wars”; le colorite e scintillante&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Fk8okShHpi4/T0wbR6LxU8I/AAAAAAAABJg/qPnRjJBKJZ4/s1600/ViaggioIsolaMisteriosa22.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Fk8okShHpi4/T0wbR6LxU8I/AAAAAAAABJg/qPnRjJBKJZ4/s200/ViaggioIsolaMisteriosa22.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5713972021716669378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; scenografie sono di Bill Boes (da “I Fantastici 4” a “I Puffi”); l’agile montaggio di David Rennie (“Il mistero delle pagine perdute”); i costumi molto ‘casual’ di Denise Wingate (“La rivolta delle ex”) e le musiche di Andrew Lockington, che aveva già firmato la colonna sonora del precedente “Viaggio”.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-6141005136462527836?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/6141005136462527836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=6141005136462527836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/6141005136462527836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/6141005136462527836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/un-gradevole-e-fantastico-viaggio.html' title='Un gradevole e fantastico &quot;Viaggio nell&apos;isola misteriosa&quot; del celeberrimo Jules Verne'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-00fCTF3wQCs/T0wctZX7M1I/AAAAAAAABKQ/zb2b96nsy-0/s72-c/ViaggioIsolaMisteriosa6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-1352385790092154842</id><published>2012-02-24T10:22:00.000-08:00</published><updated>2012-02-24T15:51:39.287-08:00</updated><title type='text'>Ancora una vicenda vera portata sul grande schermo in un film per famiglie: "Qualcosa di straordinario"</title><content type='html'>Ancora un cosiddetto film per famiglie ispirato a un fatto realmente accaduto e, infatti, dopo “L’incredibile storia di Winter il delfino”, la vera vicenda della ‘famiglia’ di balene grigie che ha persino sciolto il ghiaccio della guerra fredda per un film ricco di avventure&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-r-GDObkUY4g/T0GikjXdYfI/AAAAAAAABGI/cCs4XlX8bVU/s1600/QualcosaStraordinario8.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-r-GDObkUY4g/T0GikjXdYfI/AAAAAAAABGI/cCs4XlX8bVU/s200/QualcosaStraordinario8.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5711024551335125490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;, emozioni e, ovviamente, tanti buoni sentimenti nella miglior tradizione hollywoodiana, e in bilico tra dramma e commedia.&lt;br /&gt;Firmato dal veterano artigiano Ken Kwapis (da “Il segreto della Piramide d’Oro” a “La verità è che non gli piaci abbastanza”), racconta la vicenda romanzata della battaglia di un’ambientalista che fa di tutto per salvarle perché imprigionate sotto il ghiaccio del mare dell’Alaska, ai tempi del presidente ex attore Ronald Reagan.&lt;br /&gt;Però dalla storia scaturiscono anche altri particolari della società contemporanea – siamo tra il 1988 e l’89 -, quelli che scattano quando tutti sono spinti, o ‘costretti’ da passione o interesse, a mobilitarsi per una causa comune. E un caso animalista, ambientalista e solidale diventa un’atto che ‘paga’ sia socialmente che politicamente e/o economicamente, a seconda di chi si offre per l’occasione; chi per interesse (pubblicità, immagine) o speculazione, chi per aiutare perché veramente motivato a difendere animali e ambiente.&lt;br /&gt;Dal libro “Freeing the Whales” di Thomas Rose, sceneggiato da Jack Amiel &amp; Michael Begler, con lo stesso autore, narra del cronista locale Adam Carlson (John Krasinski, dal serial televisivo “The Office” a “E’ complicato”) che non vede l’ora di abbandonare la sua provincia, ubicata sulla punta settentrionale dell’Alaska, per cercare fortuna altrove. Ma proprio quando il futuro della sua carriera è ormai incerto, ecco che gli si presenta una grande opportunità: salvare una famiglia di maestose balene grigie intrappolato sotto il ghiaccio del Circolo Polare Artico.&lt;br /&gt;Però, tra magnati del petrolio, capi di Stato, militari e giornalisti affamati di notizie catapultatesi al gelido avamposto, la persona che preoccupa maggiormente il giovane giornalista è Rachel Kramer (Drew Barrymore, dalla dolce bambina in “E.T.” a la figlia adulta di De Niro in “Stanno tutti bene”), che non solo è un’agguerrita ambientalista ma anche la sua ex.&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-XQ0QfPbBo3Y/T0GiPYJD0FI/AAAAAAAABF8/htV3Y8yw8zk/s1600/QualcosaStraordinario7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-XQ0QfPbBo3Y/T0GiPYJD0FI/AAAAAAAABF8/htV3Y8yw8zk/s200/QualcosaStraordinario7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5711024187544686674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con poco tempo a disposizione, Rachel, Adam e Nathan (l’esordiente Ahmaogak Sweeney), un nativo undicenne – il loro tramite con la popolazione e la cultura locale – devono organizzare un’improbabile coalizione fatta di gente del luogo – che vorrebbero che la selezione naturale segua il suo corso -, avide compagnie petrolifere, militari americani e russi (allora c’era Gorbaciov), che accantonano le loro divergenze per puntare verso un obiettivo comune che sta commovendo il mondo intero (via cavo o satellite).&lt;br /&gt;Fallito il tentativo di rompere l’enorme lastra con una chiatta rompighiaccio prestata dal potente petroliere e portata sul posto dai marine, la popolazione locale tenta freneticamente di forare e rompere chilometri di ghiaccio, mentre una rompighiaccio sovietica spinge le lastre ghiacciate verso l’entroterra, per riuscire a spostarle di almeno quattro miglia. Se miracolosamente l’impresa dovesse riuscire, le balene intrappolate nell’acqua gelida senza poter riemergere verranno liberate ad una distanza di sicurezza in mare aperto, e potranno finalmente iniziare la loro migrazione annuale di 5000 miglia, verso il mare della California da dove provengono.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-yDKv61okoWQ/T0Ghvq489tI/AAAAAAAABFw/rvvW0UsFLKU/s1600/QualcosaStraordinario5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-yDKv61okoWQ/T0Ghvq489tI/AAAAAAAABFw/rvvW0UsFLKU/s200/QualcosaStraordinario5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5711023642821588690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essendo una vicenda vera, si sa che il caso finì felicemente e il film non poteva chiudersi altrimenti. Però lo spettacolo è gradevole e a tratti divertente perché non mancano umorismo né ironia, tanto da coinvolgere un pubblico di grandi e piccini.&lt;br /&gt;Nel nutrito cast anche Kristen Bell (la reporter Jill Jerard), da “Burlesque” a “Non mi scaricare”, e che vedremo prossimamente in “Comic Movie” dei fratelli Farrelly; Dermot Mulroney (colonnello Scott Boyer), da “Il matrimonio del mio migliore amico” a “J. Edgar” e fra poco nei thriller “Beyond” e “The Grey”; Tim Blake Nelson (Pat Lafayette), da “Fratello, dove sei?” dei Coen a “Fratelli in Erba”; Vinessa Shaw (Kelly Meyers), da “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick a “Melinda &amp; Melinda” di Woody Allen; l’esordiente John Pingayak (Malik), della tribù Cup’ik, che è ballerino, compositore e cantante di musiche ancestrali; John Chase (Roy), anche lui al debutto sul grande schermo e residente in Alaska; e il veterano Ted Danson (il petroliere J.W. McGraw), dal televisivo “Cin Cin” a “Tre scapoli e un bebè” e “Tre scapoli e una bimba”, e a “Salvate il soldato Ryan”.&lt;br /&gt;La fotografia è di John Bailey, al suo quinto film con Kwapis e, quindi, veterano del cinema e passato alla regia anche lui; le scenografie di Nelson Coates, da “Il collezionista” al nuovo film di Robert Zemeckis “Flight”; il montaggio di Cara Silverman, da “Cape Fear” di Scorsese&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-IHVPh25Ue2c/T0GhOKGM4sI/AAAAAAAABFk/wcBEHTCQV4M/s1600/QualcosaStraordinario4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-IHVPh25Ue2c/T0GhOKGM4sI/AAAAAAAABFk/wcBEHTCQV4M/s200/QualcosaStraordinario4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5711023067083104962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; a “La verità è che non gli piaci abbastanza” dello stesso Kwapis; i costumi di Shay Cunliffe, da “Uomini e topi” a “The Bourne Ultimatum”; e le musiche Cliff Eidelman, da “Star Trek VI: rotta verso l’ignoto” alla precedente commedia del regista.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-1352385790092154842?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/1352385790092154842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=1352385790092154842' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1352385790092154842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1352385790092154842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/ancora-una-vicenda-vera-portata-sul.html' title='Ancora una vicenda vera portata sul grande schermo in un film per famiglie: &quot;Qualcosa di straordinario&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-r-GDObkUY4g/T0GikjXdYfI/AAAAAAAABGI/cCs4XlX8bVU/s72-c/QualcosaStraordinario8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3942323782871161662</id><published>2012-02-22T15:09:00.001-08:00</published><updated>2012-02-24T15:24:03.503-08:00</updated><title type='text'>Sul grande schermo siamo ancora tutti "Sfiorati" da cose immense, terribili, meravigliose</title><content type='html'>Dal romanzo omonimo di Sandro Veronesi "Gli sfiorati", l'opera seconda di Matteo Rovere (“Un gioco da ragazze”) con protagonista un trio di giovani attori in ascesa come Andrea Bosca, Miriam Giovanelli e Michele Riondino, assecondati da Claudio Santamaria, Asia Argento, Massimo Popolizio e la spagnola Aitana Sanchez Gijon che, dopo Almodovar, è spesso sui set italiani. Nei cinema dal 2 marzo in circa 80 copie, prodotto (con Rai Cinema e costato 3milioni di euro) e distribuito da Fandango.&lt;br /&gt;Un padre in comune: è questa l’unica cosa che unisce Méte e Belinda. Lui giovane grafologo, innamorato del carattere di ogni essere umano nascosto dietro la scrittra. Lei adolescente inafferrabile, in bilico tra consapevolezza e scoperta di sé. Non si sono praticamente&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/--80BNRwY1xk/T0gbm0JmRjI/AAAAAAAABIk/oYa9ed8lYaI/s1600/Sfiorati3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/--80BNRwY1xk/T0gbm0JmRjI/AAAAAAAABIk/oYa9ed8lYaI/s200/Sfiorati3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712846480967353906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; mai visti, ma adesso sono costretti a passare sotto lo stesso tetto la settimana che precede il matrimonio dei genitori…&lt;br /&gt;"Volevamo rispettare lo spirito del libro - esordisce Rovere -, la contaminazione tra generi, rileggere una storia densa e importante, sull'impossibilità di poter amare e sull’ossessione dell'oggetto del desiderio. Un romanzo di vent'anni fa su un incontro ai confini della leggerezza. E di essere quasi 'sfiorati' anche nello stile".&lt;br /&gt;"All’inizio la scelta di fare 'Gli sfiorati' mi sembrava strana - dice lo scrittore-sceneggiatore Francesco Piccolo -, perché è un romanzo che rappresenta un po' gli anni '80, perciò abbiamo deciso di rapportarlo all’oggi, capire se può esistere ancora quel tipo di giovinezza e, forse, andare più a fondo nella realtà attuale. Io e Laura avevamo sceneggiato anche 'Caos calmo' ma lì eravamo più attaccati al libro. Qui invece abbiamo adoperato la scrittura circolare che nel romanzo non c'è, perché abbiamo pensato si prestasse".&lt;br /&gt;"Io lo metterei tra i film non difficili - ribatte il produttore Domenico Procacci -, forse è stato uno dei primissimi progetti, quando Laura Paolucci (produttore delegato e co-sceneggiatrice ndr.) mi ha proposto il romanzo, da allora sono passati moltissimi anni. Ma ad un certo punto ha cominciato a prender corpo, era il momento giusto per raccontare una generazione non necessariamente leggera. Il libro esiste e abbiamo lavorato su questo, e pensato di affidarlo a Matteo, perché lo raccontasse un po' da fratello maggiore anziché da padre. Avere un regista che la descrive da vicino. Comunque ci sono tante differenze col romanzo che è molto anni '80”.&lt;br /&gt;"La scelta di ogni attore è una storia a sé - ribatte il regista. La presenza di personaggi principali e non, si apriva a diversi caratteri e personalità. Con Asia (nel ruolo della PR Beatrice ndr.) abbiamo fatto un'attenta lettura e lei, con approccio molto ironico, ha deciso di raccontare l'insicurezza della categoria, rappresentativa di un gruppo. Credo che in questo mondo a tutto tondo, fra genitori e ragazzi, ci fosse una racconto divertente della realtà".&lt;br /&gt;"Abbiamo fatto un enorme lavoro prima - afferma la Argento -, Matteo è talmente esigente da farmi sentire incapace: arrivava e diceva 'così non va bene', ed io 'come la vuoi, cosa devo fare? Lui voleva una parlantina, io ho una voce grave; lui la voleva più alta, acuta. Ne conosco un po' di PR romane, qui sembra di essere ancora nell'antica Roma, c'è il salone con gente che mangia e beve. A Milano, invece, non hanno tempo da perdere, vanno alle mostre, ai concerti, non si fermano a raccontare di sé come fa Beatrice. Questo la farà amare, ma gli uomini scappano da lei. E questo ragazzino è piuttosto cattivello con lei. E’ un sorta di condizione umana plausibile, ma lei alla fine avrà la sua rivincita".&lt;br /&gt;"C'è qualcosa di nostro qua e là - spiega Andrea Bosca che è Méte, il protagonista -; la sfida è un posto dove tutti vorrebbero andare ma nessuno ci riesce. Il romanzo spiega tutto, cosa vedo, cosa c'è nella testa del mio personaggio, di questo sconosciuto. Però Matteo ci dava delle direttive che mettevano ordine in questo caos. C'era una difficoltà emotiva estrema nel ritrovare la leggerezza, ma alla fine abbiamo riso di questo ragazzo a volte restio, a volte vigliacco, passando attraverso tutte queste difficoltà. Ed il suo non è un vero happy ending".&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ymW2GT5_ar8/T0gbFac88KI/AAAAAAAABIY/rT19r0QwBjE/s1600/Sfiorati2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ymW2GT5_ar8/T0gbFac88KI/AAAAAAAABIY/rT19r0QwBjE/s200/Sfiorati2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712845907133526178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il mio personaggio è soprattutto presente nel terzetto - dichiara Santamaria che è il terzo, infatti, meno giovane tra i protagonisti, il grafologo -, nelle scene con loro due, ci siamo divertiti a costruire il personaggio, anche in scarpe bruttissime e con la pancia. Bruno ha un modo di essere molto diverso dal mio, ma ci ho lavorato finché non ho trovato il centro del personaggio, che vive situazioni da cui non può sfuggire (la moglie infedele lo ha lasciato, una figlia che vede poco, non ha una casa, non ha una lira). Trova evasione attraverso il lavoro, inventa questa teoria degli 'sfiorati', questa specie di lavagna pericolosa (dove incolla i manoscritti ndr.), elementi di una nuova categoria non incasellabile in una tipologia che non ha precedenti, una personalità mutuabile, che cambia dopo aver scritto una parola. Il suo è quasi un rapporto da fratello maggiore, paterna".&lt;br /&gt;"Il mio, forse, è il più sfiorato di tutti - sostiene Miriam Giovanelli, spagnola anche lei, che è Belinda -, ho fatto soltanto un film in Italia, ma mi sono dovuta trasferire. Per la prima volta mi sono sentita attrice perché il regista mi ha diretta. Tutta la mia ‘sfioratezza’ ha a che vedere con Matteo, è stato un viaggio pazzesco nel film e nella vita. Stupendo".&lt;br /&gt;"Divertirsi anche sul loro incontro - dice Rovere -, c'è già sul libro, anche se modelli e temi sono complessi. Sono partito da 'Un mondo senza pietà' di Eric Rochant (film francese dell’89 ndr.). Il mio cinema’scolastico’ è quello degli anni '90; quello universitario va più indietro. Il personaggio femminile è un po' come 'La collezionista' di Rohmer, ma sono stati tanti gli autori che hanno fatto delle commedie di contenuto - senza scomodare Billy Wilder, e dimenticando l'impianto televisivo di quelle odierne - il mio modello è, forse, il francese Jacques Audiard, che affronta la realtà con leggerezza. E con gli occhi del realismo volevo tentare di raccontare una storia più universale, fondere il mondo visivo contemporaneo e storie come queste. Quel tipo di regia su questo tipo di storia".&lt;br /&gt;"Conoscevamo il romanzo da molti anni - confessa la sceneggiatrice Paolucci -, l’abbiamo ripreso ristudiandolo più sulla esistenza che sull'incesto, perché, volendo, lo potevamo fare sulle famiglie allargate. Nel libro, dove c’è molta religione, tutto tende a desiderare questa scena, viene elaborato su questo pensiero, tanto che quando ci arrivi (l’incesto ndr.) hai una soddisfazione. E con leggerezza, volevamo che negli spettatori fossero messe in dubbio delle certezze; che Belinda non uscisse mai di casa (nel libro esce spesso e ha persino un fidanzato) e cerca in tutti i modi di resistere".&lt;br /&gt;"Pensavo che questo mondo fosse vicino a Rochant - chiosa Procacci – tanto che, allora, gli ho mandato una copia. Il  libro gli è piaciuto molto, ma considerava Roma un elemento fondamentale del romanzo, e lui non la conosceva abbastanza, da poterla raccontare da dentro. Sia Belinda che Méte nel libro sono italiani, non volevo una coproduzione, ma andare in questa direzione per allontanarli di più: lei è cresciuta in un altro paese, in una cultura diversa (nel romanzo no). Credo sia molto ben diretto perché è un film di scrittura per un lavoro di scrittura cinematografica. Francesco Piccolo è uno scrittore ed è raro che un autore lavori sul romanzo di un altro. Di solito la messa in scena tende a normalizzarlo, invece in questo caso c'è un lavoro di reinvenzione, di riscrittura, rispettando lo spirito del libro. Un metodo che aiuta tutti".&lt;br /&gt;"Il discorso di Roma è centrale - spiega l'autore -, Veronesi dice: 'Visti dalla strada i profili dei palazzi del centro di Roma non sono mai dritti'. Roma e l'unica che potesse contenerla è quella del centro storico, la stratificazione delle edificazioni, i palazzi abitati da individui impossibilitati di possederli, un loro luogo da non possedere. Riondino/Damiano ubica gli individui in case non loro, appartenute a tante persone prima di noi. Nel libro c'è lo sguardo di chi non è cresciuto a Roma, per me che vi sono cresciuto è un forte richiamo &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-WLgQ_Uq1WbY/T0gaiAbV5qI/AAAAAAAABIM/rz5G_W-zS40/s1600/Sfiorati5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-WLgQ_Uq1WbY/T0gaiAbV5qI/AAAAAAAABIM/rz5G_W-zS40/s200/Sfiorati5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712845298852030114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;poter ricostruire quelle atmosfere ".&lt;br /&gt;“L’idea della palla e del rientro nel film – dice Rovere sul fatto che il film si conclude in modo ellittico - è di Laura e Piccolo, per ricominciare esattamente da questo punto di partenza”.&lt;br /&gt;“Nel libro la palla c’è quando Méte scende dal taxi e la rilancia, niente più – afferma Piccolo -. Noi volevamo un elemento in sospeso, e ci sembrava di averlo inventato. Cercare quel calcio al pallone da un'altra parte, dal punto di vista del padrone che lo riceve. Méte accetta quello che è successo, se ne libera, accetta tutto e canta persino Ramazzotti. Io sono un fan di Eros, ma questo non c'entra. Cercavamo una possibilità in cui le conseguenze fossero sopportabili: sotto un diluvio universale (si scatena un temporale estivo ndr.), una canzone liberatoria che fosse un po' grezza, liberatoria per tutti, anche per il padre, il super sfiorato rozzo. Dopo aver cercato per un sacco di tempo, ha vinto Eros e dopo due secondi la cantavamo tutti e tre (sceneggiatori e regista ndr.)”.&lt;br /&gt;“Non credo l’avrebbe cantato all’inizio del film – ribatte Bosco -, perché Méte non ha soltanto una spinta sessuale, ma la sua è una grande storia amore, inaccettabile. Poi, invece, può risalire in macchina col padre, e cantare”. &lt;br /&gt;“Nel libro è un onestissimo venditore di cappelli, ma un po' rozzo, tatuato... – conclude il regista sul padre, diventato qui ex giocatore ed ex dirigente di calcio -. Un personaggio struggente, quando lo vediamo in tivù ed espone la sua teoria. Era divertente sintetizzarlo, che fosse riconoscibile, senza pregiudizi. Noi viviamo in una società complicata per tutte le generazioni, c'è un difendersi, una sorta di battaglia. Gli ‘sfiorati’ mi inteneriscono, li voglio bene, sono persone che combattono per la loro felicità, cercano di trovare gli strumenti giusti, si fanno travolgere dagli eventi, a volte vivono bene a volte male. Credo sia un tenero strumento di difesa dai 17 ai 60 anni, in un mondo che non li da niente. E’ difficile autodefinire il proprio stile. Anche un linguaggio televisivo è figlio di determinati tempi, il cinema è un po' più libero e comodo da raccontare. Io ho la volontà di portare lo spettatore all'interno della vicenda e farlo sentire libero. Bisogna riscoprire il linguaggio cinematografico perché credo il cinema subisca un po' l'assenza del mezzo, travolto dalla ‘pillolabilità’ del serial, della fiction. Così come la tivù offre una singola risposta, credo tocchi al cinema provare a dare più risposte a un’unica domanda”.&lt;br /&gt;“Gli anni Ottanta erano più liquidi, la giovinezza più fluida, oggi si mangia liquido (soldi) – aggiunge la Argento -, molte porte si sono chiuse, non ci sono spazi mentali dove sognare; sono tempi molti diversi. Non c'è un paragone plausibile”.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-pJZOYhHR4cw/T0gaGTy6urI/AAAAAAAABIA/8hNhGl9MFUE/s1600/Sfiorati10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 143px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-pJZOYhHR4cw/T0gaGTy6urI/AAAAAAAABIA/8hNhGl9MFUE/s200/Sfiorati10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712844823014849202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Siamo allegri e schizofrenici – confessa Bosco. Adesso debutto in teatro ad Asti con una mia regia, “Una questione privata” di Fenoglio; poi esce il film di Ferzan Ozpetek (16 marzo). Sono felicissimo”.&lt;br /&gt;“E’ anche un ritratto generazionale – aggiunge Santamaria sul film -, non hanno un punto fermo, ma una costante mutevolezza, e non ricevono delle certezze, come negli anni '80. In quanto a impegni di lavoro, sono a teatro (all’Olimpico di Roma) con Filippo Nigro (dal 15 al 25 marzo). Anch’io nel film di Ozpetek e in “Diaz” che uscirà il 13 aprile”.&lt;br /&gt;“Ho un nuovo film in programma ma finché non finisco non parlo – chiude la Giovanelli -, e deve ancora uscire “Dracula” di Dario Argento con Asia”.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3942323782871161662?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3942323782871161662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3942323782871161662' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3942323782871161662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3942323782871161662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/sul-grande-schermo-siamo-ancora-tutti.html' title='Sul grande schermo siamo ancora tutti &quot;Sfiorati&quot; da cose immense, terribili, meravigliose'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/--80BNRwY1xk/T0gbm0JmRjI/AAAAAAAABIk/oYa9ed8lYaI/s72-c/Sfiorati3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-4755896274966936573</id><published>2012-02-21T08:23:00.003-08:00</published><updated>2012-02-23T08:56:35.862-08:00</updated><title type='text'>Arriva il campione d'incassi francese "Quasi amici", una commedia con una 'strana coppia"</title><content type='html'>Venti milioni di spettatori in patria, in Germania finora quasi 5 milioni, e venerdì 24 febbraio arriva nelle sale italiane "Quasi amici" ovvero il fenomeno "Intouchables" che ha fatto salire la febbre anche da noi, tanto che gli stessi esercenti, dopo aver visto il trailer, chiedono sempre più copie, che per il momento sono 300 circa. I diritti per il possibile remake italiano sono sempre di Medusa - reduce dell'enorme successo di "Benvenuti al Sud", rifacimento del campioni&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-GXALrQWmkYQ/T0ZsqIqrAHI/AAAAAAAABH0/yCGJjEV9TxA/s1600/QuasiAmici6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-GXALrQWmkYQ/T0ZsqIqrAHI/AAAAAAAABH0/yCGJjEV9TxA/s200/QuasiAmici6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712372648502820978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; d'incassi d'oltralpe "Giù al nord". "E' molto difficile - confessa Giampaolo Letta, vicepresidente e AD di Medusa -, anche se abbiamo acquistato il film un anno fa, parecchio tempo prima del festival di Cannes, perché ci ha colpito la sceneggiatura. Poi sulla Croisette sono state presentate le prime immagini. Allora non sapevamo come sarebbe andato".&lt;br /&gt;"Siamo stati sedotti da questa storia vera - rivela Olivier Nakache, uno dei due registi venuti a Roma per presentarlo -, dall'idea di raccontare un argomento difficile come l'handicap in modo divertente, una storia forte, moderna e pragmatica. A noi piace la commedia bella, ben fatta, ci sono tanti film nati dall'umorismo che si crea intorno ad un incontro improbabile che cambia la vita in meglio ai due personaggi, e noi non volevamo metterci nessuna barriera né limite".&lt;br /&gt;"C'erano tante trappole da evitare - ribatte l’attore Omar Sy che nel film è l'improbabile badante Driss -, ma la sceneggiatura è forte, ben strutturata e io ho fatto semplicemente quello che era già scritto. Anche perché con loro due ci conosciamo da dieci anni e l'hanno scritto pensando a me. Un rapporto libero, naturale, nato dalla conoscenza. E con François (Cluzet, nel ruolo del ricco e colto paraplegico Philippe, rimasto a casa perché impegnato) dalla voglia di recitare insieme, tutto in modo molto naturale".&lt;br /&gt;"Il personaggio è scritto su di lui, pensando a lui - ribatte Nakache -, abbiamo già fatto tre film insieme. Questo però è nato dal documentario 'A la vie, a la mort', visto nel 2004, che raccontava proprio l'improbabile incontro tra Philippe Pozzo di Borgo – che sulla sua storia ha scritto il libro “Il diavolo custode” (pubblicato ora in Italia da Ponte alle Grazie) -, rimasto paraplegico in seguito a un incidente di parapendio, e Abdel, un ragazzo algerino della periferia parigina da lui ingaggiato come badante. Questo ruolo offriva a Omar l'occasione di leggere meglio le sue doti e poi si è rivelato molto ma molto intenso. L'incontro tra due persone, che, nonostante la loro diversità, scoprono i loro punti in comune, soprattutto l'umorismo, e tutte quelle battute tra di loro che hanno reso leggero un argomento serio. Abbiamo aggiunto al personaggio &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-BQLWjiBPsmA/T0ZsRSo34zI/AAAAAAAABHo/Tp0XnuVM7s0/s1600/QuasiAmici3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-BQLWjiBPsmA/T0ZsRSo34zI/AAAAAAAABHo/Tp0XnuVM7s0/s200/QuasiAmici3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712372221682901810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;la danza, la pittura che sono tutte qualità proprie di Omar".&lt;br /&gt;"La reazione del vero Philippe al film - prosegue Toledano - rivela il suo senso dell'umorismo: 'Ho applaudito con tutte due le mani' ci ha detto. E la cosa che ci ha colpito tantissimo è la reazione del pubblico; e soprattutto del mondo dei disabili, che non ci aspettavamo così calorosa, anzi era quella che temevamo di più. Omar (ha esordito scrivendo ‘battute’ per la tivù ndr.) ha molto successo ed è molto conosciuto, sicuramente loro hanno reagito in maniera positiva perché - è la prima volta - non si aspettavano un film che offrisse la possibilità di ridere insieme a noi, anziché essere guardati con compassione e pietà. 'E' un racconto di integrazione enorme, ci guarda maniera diversa' hanno detto. Poi si sono moltiplicati gli incontri con le associazioni del settore perché ha toccato una corda in maniera delicata e sensibile ma con umorismo".&lt;br /&gt;“Il vero Philippe ha comunque ancora notevoli difficoltà a spostarsi – prosegue -, al contrario in Marocco - dove si è trasferito con la seconda moglie - ha ricevuto tantissimi giornalisti e dei rappresentanti delle Associazioni dei disabili. E a quella fondata da lui va una parte dei diritti sugli incassi”.&lt;br /&gt;"La nostra ispirazione maggiore viene dalle grandi commedie all'italiana - confessa Toledano -, e tra queste "Profumo di donna". E' bello poterlo dire, fare questo mestiere, questo lavoro e fare queste commedie. Per il ruolo di Philippe infatti ci vorrebbe un Vittorio Gassman, le vostre commedie affrontavano allora argomenti gravi, difficili con un’inimitabile leggerezza".&lt;br /&gt;"Il nostro riferimento è più il cinema europeo che quello americano - continua Nakache -, che negli ultimi anni sforna sequel prequel triquel. Non si poteva fare con l'handicap, abbiamo preso in considerazione e/o rivisto 'Il mio piede sinistro', 'Rain Man', 'Lo scafandro e la farfalla', 'Mare dentro' e anche 'C'eravamo tanto amati'. Ma soprattutto i film italiani anni Sessanta/Settanta. Sappiamo che sono interessati al remake americano, ma noi vorremmo mantenere un certo controllo della sceneggiatura perché si tratta di una storia vera. Ed è venuto fuori il &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-x7rGfG0PZYM/T0Zr-j9qGXI/AAAAAAAABHc/QaVahvpJhdk/s1600/QuasiAmici2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-x7rGfG0PZYM/T0Zr-j9qGXI/AAAAAAAABHc/QaVahvpJhdk/s200/QuasiAmici2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712371899915966834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;nome di Colin Firth (ovviamente per Philippe ndr.)"&lt;br /&gt;"E' un piacere che sia uscito in tanti paesi diversi – aggiunge -, per il momento l'idea è stare a vedere come il pubblico reagirà in Italia. Siamo curiosi, elettrizzati per come il pubblico reagirà, in che maniera accoglierà una storia vera così forte nelle sale di tutto il mondo".&lt;br /&gt;"Anch'io penso che sia totalmente inutile un remake americano - prosegue Toledano - perché hanno sempre questo bisogno di rifarlo con attori americani, in inglese e ambientato in America. E' una vecchia storia ma noi abbiamo detto: 'Omar è insostituibile'!"&lt;br /&gt;"Sarkozy ci ha invitati davvero a cena all'Eliseo e per l'occasione anche Philippe ma lui non è potuto venire. Una bellissima serata, perché non era in campagna elettorale, tanto che non abbiamo nemmeno una foto. Una cena privata, perché lui ama il cinema, quindi, in fondo è stato come aver cenato con un amico".&lt;br /&gt;E a proposito di un articolo uscito su Variety che accusava il film di razzismo verso 'i meno abili' (non solo), i registi chiariscono: "Si tratta di un unico articolo datato settembre 2011, prima che il film uscisse in Francia, però che ha fatto il giro mondo sui siti internet, pubblicato dalla rivista ancor prima del grande successo: motivato da uno sguardo americano sulla società francese, si tratta di miopia; la nostra è diversa dalla storia americana, è fatta di colonizzazione e immigrazione, certo, ma vista con l'occhio della cultura americana. Il film infatti poi è stato molto bene accolto da 'Hollywood Report' e simili. Tanto che abbiamo deciso di smettere di difenderci dall'articolo, perché &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Uq58st4R9To/T0ZrjnZO_1I/AAAAAAAABHQ/NwauWTMcecI/s1600/EricToledanoOlivierNakache1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Uq58st4R9To/T0ZrjnZO_1I/AAAAAAAABHQ/NwauWTMcecI/s200/EricToledanoOlivierNakache1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712371436980469586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;è una provocazione un po' idiota, anche perché lo stesso Weinstein ha comprato i diritti di distribuzione negli Usa. Alla fine si ha la tendenza a ricordare solo quello, tanto che col titolo 'L'America shockata da Intouchables', l'hanno fatto riuscire quando il film è uscito. E' l'effetto destabilizzante di un unico articolo, alla fine è solo tanto rumore (per nulla ndr.). Il pubblico in Francia e in Germania ci ha dato ragione, sarebbe difficile capire il perché. La settimana prossima esce in America, il pubblico americano ci darà la risposta appropriata. L'ultima (unica) persona che ha attaccato il film è stato Le Pen!".&lt;br /&gt;"E' chiaro che il giornalista ha visto la storia con l'ottica americana e senza nemmeno vedere il film - afferma Sy -. La reazione del pubblico la vedremo dopo, lui non ha, ovviamente, il distacco necessario per leggere storie e vedere pellicole provenienti da un altro tipo di cultura. E' sbagliato. Come sarebbe sbagliato vedere la storia di Eddie Murphy, che ha avuto un grosso successo in America, attraverso la nostra ottica europea. Il film offre a tutte le persone l'occasione di guardare al di là del loro naso: c'è la possibilità della solidarietà, non volevamo solo il pessimismo, la rassegnazione, ma un po' di speranza".&lt;br /&gt;"Abbiamo fiducia nella tradizione di Medusa - conclude  Nakache - e ci basta la loro esperienza sul campo. Ci fidiamo di quello che faranno, quando saranno alla fase due (il rifacimento ndr.). Ora stanno lavorando all'uscita, poi ci saranno dettagli più concreti, per il momento è stato fatto solo qualche nome che ci lascia molto soddisfatti".&lt;br /&gt;"Sono molto contento di aver partecipato al progetto - afferma Ludovico Einaudi, autore della colonna sonora -, ed è la prima volta che lavoro per una commedia. Sono stato conquistato leggendo la sceneggiatura dall'umorismo sottile, elegante, in cui non si rischia mai di cadere in trappole come il patetismo o cose del genere. Quello che mi piace in fondo è il tema dell'handicap fisico - rapportato ad una grande borghesia francese -, come se la &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-chbyejRNWZk/T0ZrJev_pPI/AAAAAAAABHE/WOSCABpNfiQ/s1600/QuasiAmici9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 143px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-chbyejRNWZk/T0ZrJev_pPI/AAAAAAAABHE/WOSCABpNfiQ/s200/QuasiAmici9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712370987983414514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;vita si fosse prosciugata, non solo spenta, è l'handicap della borghesia; dall'altra parte c'è la periferia che di vita ne ha da vendere, dove il sangue scorre ancora nelle vene. E Driss porta la vita nella casa dell'handicappato, questo mi ha fatto riflettere: l'incontro tra due mondi che si aiutano fra loro, la possibilità di integrazione, di accogliere persone del mondo che voglio vivere e hanno bisogno di aiuto perché non hanno mezzi, e con la nostra vecchia cultura creare insieme un futuro per la nostra società".&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-4755896274966936573?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/4755896274966936573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=4755896274966936573' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/4755896274966936573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/4755896274966936573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/arriva-in-campione-dincassi-francese.html' title='Arriva il campione d&apos;incassi francese &quot;Quasi amici&quot;, una commedia con una &apos;strana coppia&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-GXALrQWmkYQ/T0ZsqIqrAHI/AAAAAAAABH0/yCGJjEV9TxA/s72-c/QuasiAmici6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-835823792132640144</id><published>2012-02-20T07:06:00.000-08:00</published><updated>2012-02-23T07:23:19.672-08:00</updated><title type='text'>Finalmente nelle sale da venerdì "La (ri)scomparsa di Patò" dal romanzo di Camilleri</title><content type='html'>A circa un anno e mezzo dalla presentazione al Festival Internazionale del Film di Roma 2010, esce finalmente in sala venerdì 24 "La scomparsa di Patò", tratto dal romanzo di Andrea Camilleri, diretto da Rocco Mortelliti e con un cast di tutto rispetto, distribuito da Emme&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-2GpeLTYFC1s/T0ZZ11uD26I/AAAAAAAABG4/Cq123h-45Wk/s1600/Pato5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-2GpeLTYFC1s/T0ZZ11uD26I/AAAAAAAABG4/Cq123h-45Wk/s200/Pato5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712351958854261666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Cinematografica in 30 copie. Una sorta di giallo in costume, ma non solo, con tanti rimandi al nostro presente.&lt;br /&gt;"Quando uscì il libro, Rocco se ne innamorò immediatamente - esordisce lo stesso Camilleri alla presentazione romana in un noto ristorante del centro - e mi confessò la voglia di farne un film. 'Se hai la possibilità e i mezzi fallo', gli dissi. E' stato un amore a prima vista, io ci ho messo mano pochissimo, così com'era stato per la fiction televisiva. Se ci sono buoni sceneggiatori sono loro i veri traduttori in immagini. Preferisco siano gli specialisti del settore a farlo, il film è del regista, a me è arrivata la sceneggiatura già pronta, scritta da loro (Mortelliti e Nichetti ndr.), c'erano tutte le esigenze principali del racconto. Il libro è strutturato in una sorta di dossier, l'autore ha una gran quantità di documenti, e si dice 'ora fai il tuo romanzo'. Un po' quello che è successo a Mortelliti, ha fatto il film basandosi su questi elementi. Il perché e il per come un uomo intende scomparire, uno spunto che mi è stato dato da tre righe con cui Sciascia chiude 'A Ciasciuno il suo': 'è scomparso come scomparve Patò...".&lt;br /&gt;"Come tutti noi abbiamo pensato almeno una volta nella vita, Patò disse: 'piglio il treno e me ne vado, ora ve la vedete voi', e lo fece fregando anche la mafia. E' un racconto sulla supponenza, la stupidità del potere che vuole che un certo fatto segua le sue regole, sia visto con i suoi occhi, attraverso due poveracci subordinati che devono rischiare la carriera. E loro se ne calano fuori con uno escamotage, un'intelligenza e una furberia tutta meridionale. C'era già tutto questo nell'ambientazione e nei dialoghi. E così ho detto: Buon lavoro ragazzi!"&lt;br /&gt;Vigata, 1890, Venerdì Santo. Nella piazza viene messo in scena il ‘Mortorio’ (la Passione di Cristo), nella quale l’integerrimo e irreprensibile direttore della sede locale della Banca di Trinacria Antonio Patò (Neri Marcorè) interpreta la parte di Giuda. Ma dopo la finta impiccagione Patò che, accompagnato dagli improperi del pubblico, cade in una apposita botola, scompare nel nulla… &lt;br /&gt;"Il burocratese del libro mi piaceva tantissimo - ribatte Mortelliti -, e a indagare c'erano due siciliani, ma io volevo uno dal 'nord' (Napoli). Poi abbiamo 'tradito' il finale facendo vedere dove è finito Patò che nel libro non c'era. E il film si sta vendendo un po' in tutto il mondo, inclusi gli Usa tramite Raitrade. Il fatto è che&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-uTj4VxAwh18/T0ZZaNjqCwI/AAAAAAAABGs/55HQHGve9lA/s1600/Pato2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 115px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-uTj4VxAwh18/T0ZZaNjqCwI/AAAAAAAABGs/55HQHGve9lA/s200/Pato2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712351484216740610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; abbiamo visto per la prima volta Camilleri al cinema".&lt;br /&gt;"Lo voglio ringraziare per questo romanzo epistolare - prosegue lo sceneggiatore Maurizio Nichetti – e per questa storia che nessun palinsesto aveva previsto. Per me è una passione che resta da tre anni".&lt;br /&gt;"Quando si scrive ti scorrono in mente tante cose che hai visto - confessa lo scrittore -, Hitchcock l'ho sempre amato e adorato, è capace che ci ho messo inconsciamente anche lui. Lo scrittore è figlio di tanti padri; e anche di tanti film. Se c'è, è qualcosa di inconscio, quella certa ironia che Hitch metteva in tante cose".&lt;br /&gt;"Questo Patò è di ieri, ma il fatto diverso è che ancora oggi ci sono tanti farabutti che fanno l'imbroglio ma mica scompaiono - chiosa Marcorè che è il protagonista della vicenda -. Guidano le navi, fanno i politici, solo che attualmente anche se ti trovi su un'isola sperduta del Pacifico non ti lasciano in pace,  tanto che alla fine devi ritornare".&lt;br /&gt;"Ho scritto la canzone 'vesto altri panni' – confessa il regista - e poi ho scoperto di averla preso inconsciamente da 'Arlecchino servitore due padroni'.”&lt;br /&gt;"Sono contento che finalmente Patò ricompaia (nel senso di film ndr.) - riprende Marcorè -, non si sia 'demorso'. Rocco mi ha proposto le premesse per un lavoro anche divertente, interessante emblema dell'italiano contemporaneo, perché si fa sempre fatica a trovare il responsabile. Un politico tedesco si è dimesso dopo 5' per uno pseudo scandalo, invece qui mica se ne vanno. Interpretare i farabutti è sempre più divertente e poi ho avuto dei compagni di viaggio ottimi. Giravamo in Sicilia a febbraio e allora nevicò anche lì".&lt;br /&gt;"Mi sono trovato benissimo con Antonio Casagrande - dichiara Nino Frassica, il maresciallo dei Carabinieri&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-j9v9vlMhop8/T0ZY_RMV06I/AAAAAAAABGg/r3j6SebiSyQ/s1600/Pato4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-j9v9vlMhop8/T0ZY_RMV06I/AAAAAAAABGg/r3j6SebiSyQ/s200/Pato4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712351021336220578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Paolo Giummaro - perché viene dalla stessa scuola del teatro, quella della farsa dialettale. Per interpretare uno che vive in provincia, che conosce tutti quelli del paese, che dovrà forse arrestare parente, un vicino. Per uno che conosce il carattere, recitare in dialetto è più vero. Neri fa il siciliano ma ha imparato il dialetto del luogo. Una volta arrivato è andato in giro a parlare con le persone, il guaio che ha incrociato un bus pieni di bergamaschi – scherza -. E poi ha dovuto ricominciare da capo. Non era siciliano ma ora parlandolo sembra. Ma ci sono attori che parlano un siciliano che noi odiamo. Rocco è stato formidabile, ci ha dato la sceneggiatura già pronta, non dovevi inventare niente, e poi se avevamo qualche dubbio potevamo sempre chiamare l'autore ‘vivente’ del libro".&lt;br /&gt;"Noi siamo abituati a fare personaggi visti dagli altri dall'alto, con un punta di superiorità - afferma Casagrande (che è Ernesto Bellavia, capo della Pubblica Sicurezza) -, invece arrivare dal ‘nord’ come personaggio, da una Napoli più colta, più industrializzata; ci si immerge in una realtà che sembra antica e insignificante ma poi scopre che è profonda. Una Sicilia ancora più profonda in quel periodo".&lt;br /&gt;"Ho un minuscolo ruolo - aggiunge Guia Jelo -, ma sono sempre felice di farlo, mi sono buttata con amore ed entusiasmo in un film in cui anche mio padre ha una piccola parte, il parroco. Ed ora non c'è più, perciò lo dedico a lui".&lt;br /&gt;Ma nel cast c’è anche Alessandra Mortelliti, figlia del regista e nipote dello scrittore nel ruolo della moglie dello scomparso, che dice “lavorare con mio padre è stato rassicurante ma allo stesso tempo difficile, perché mi riprendeva sempre e ho dovuto fare ‘meno’, mentre avrei preferito farla un po’ sopra le righe, anzi comica”. E poi: Flavio Bucci (Arturo Bosisio), Gilberto Idonea (Liborio Bonafede), Simona Marchini (principessa Imelda Sanjust), Manlio Dovì (Calogero Pirrello), Franco Costanzo (ragioniere Cardillo), Giacinto Ferro (prefetto Tirirò), Pippo Crapanzano (Artidoro Pecoraro), Alessia Cardella (Rachele Infantino), Giovanni Calcagno (Ciarramiddaro), Danilo FOrmaggia (Marchese Cantante), Alessandro Scarpetti (Giovanni Abbate), Francesco Capizzi (mastrodascia Vapano) e il grande Roberto Herlitzka (becchino Don Carmelo).&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-VAYdwi_8jNY/T0ZYJvjmJaI/AAAAAAAABGU/B-6vPsSWC2E/s1600/Pato6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-VAYdwi_8jNY/T0ZYJvjmJaI/AAAAAAAABGU/B-6vPsSWC2E/s200/Pato6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5712350101773886882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film è stato prodotto da Donatella Palermo per 13 Dicembre in associazione con Emme Cinematografica e S.Ti.C. Cinematografica con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con Rai Cinema (ma non distribuito da 01) e con la Regione Sicilia e Sicilia Film Commission. &lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-835823792132640144?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/835823792132640144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=835823792132640144' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/835823792132640144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/835823792132640144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/finalmente-nelle-sale-da-venerdi-la.html' title='Finalmente nelle sale da venerdì &quot;La (ri)scomparsa di Patò&quot; dal romanzo di Camilleri'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-2GpeLTYFC1s/T0ZZ11uD26I/AAAAAAAABG4/Cq123h-45Wk/s72-c/Pato5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3965971845150061115</id><published>2012-02-12T15:40:00.000-08:00</published><updated>2012-02-12T15:57:53.726-08:00</updated><title type='text'>Torna ancora una volta, ma in 3D, "Star Wars - Episodio I: La minaccia fantasma" firmato dal maestro George Lucas</title><content type='html'>Dopo lo straordinario successo in America della versione 3D de “Il re leone” e prima di quella, attesissima, di “Titanic”, realizzata dallo stesso James Cameron - annunciata per aprile -, non poteva mancare all’appello il primo episodio della trilogia/prequel della celeberrima saga di “Guerre stellari”, creata, sceneggiata, prodotta e diretta da George&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-TGxw6Ph5BLE/TzhP42vfqEI/AAAAAAAABFY/dGVPxRCu8eQ/s1600/StarWars-EpisodioI%2B3D1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-TGxw6Ph5BLE/TzhP42vfqEI/AAAAAAAABFY/dGVPxRCu8eQ/s200/StarWars-EpisodioI%2B3D1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708400365878093890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Lucas. &lt;br /&gt;Un’operazione che molti considerano inutile, ma che offre comunque l’occasione di vedere (o rivedere) ‘il cinema al cinema’ come accadeva fino a trent’anni fa con le regolari riedizioni. Una bella offerta che è notevolmente calata con la nascita delle televisioni private – cresciute e proliferate grazie ai film - e poi scomparsa definitivamente con la diffusione dell’home video prima e il dvd poi. Allora ogni nuova generazione aveva l’occasione di scoprire i classici – vecchi e recenti - sul grande schermo, nella sala buia. Una proposta non indifferente (a parte il prezzo del biglietto) soprattutto quando si tratta di film spettacolari, kolossal o blockbuster che siano,  che andrebbero visti e apprezzati esclusivamente sullo ‘schermo giusto’, come in questo caso.&lt;br /&gt;E se l’effetto stereoscopico aggiunge poco di più alla suggestione e alla monumentalità delle scenografie e degli effetti speciali di cui Lucas è maestro, “La minaccia fantasma” conferma oggi pregi &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-SkXfOsMEbmk/TzhPsIlDAUI/AAAAAAAABFM/lV2YxMAC7fo/s1600/StarWars-EpisodioI%2B3D2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-SkXfOsMEbmk/TzhPsIlDAUI/AAAAAAAABFM/lV2YxMAC7fo/s200/StarWars-EpisodioI%2B3D2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708400147327811906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;e difetti dell’originale, realizzato ormai oltre dodici anni fa.&lt;br /&gt;Una pellicola che aveva deluso intere schiere di fan, perché la cura e la ricerca visiva erano e sono primeggiano sulla storia, ovvero c’era meno ‘sostanza’ rispetto agli episodi della precedente trilogia, quella di oltre trent’anni fa. In compenso non mancano azione e avventura, tra battaglie, corse mozzafiato e voli interspaziali, ingredienti a cui di solito il grande pubblico tiene di più. Inoltre per chi ama rivedere i film col senno di poi, offre anche la possibilità di rivedere una Natalie Portman giovanissima, dopo il sorprendente debutto/lancio in “Leon” di Luc Besson, qui assecondata da Liam Neeson e da un Ewan McGregor non ancora maturo professionalmente.&lt;br /&gt;Naturalmente chi non ama la fantascienza né tantomeno la saga infinita di Lucas è 'inutile' vederlo e/o rivederlo. Probabilmente, come dicono i detrattori, si annoierà. Forse.&lt;br /&gt;Infine, trattandosi di&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-APtpB1W-LnA/TzhPS6qADdI/AAAAAAAABFA/3xh1Z7PFf8o/s1600/StarWars-EpisodioI%2B3D6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-APtpB1W-LnA/TzhPS6qADdI/AAAAAAAABFA/3xh1Z7PFf8o/s200/StarWars-EpisodioI%2B3D6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708399714093764050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; un prequel i protagonisti erano (e sono) i mentori del futuro eroe ancora ragazzino, seppur geniale, Annakin Skywalker (Jake Lloyd), una sorta di messia intergalattico.&lt;br /&gt;Rispolveriamo la trama: le relazioni tra la Federazione dei Mercanti ed il pianeta di Naboo sono sempre più tese. La giovane e inesperta regina del pianeta, Amidala (Portman), decide di inviare come ambasciatori il maestro Jedi Qui-Gon Jinn (Neeson) ed il suo allievo Obi-Wan Kenobi (McGregor), che ormai ha terminato l’addestramento. Ma i negoziati di pace non avranno luogo perché i rappresentanti della Federazione, consigliati dal perfido Darth Maul (Ray Park, poi rivisto in “X-Men”), decidono di eliminare i due Jedi, i quali riescono&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xhwzcuPYaoQ/TzhO35abp6I/AAAAAAAABE0/TxVGesNfQ-4/s1600/StarWars-EpisodioI%2B3D0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 143px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-xhwzcuPYaoQ/TzhO35abp6I/AAAAAAAABE0/TxVGesNfQ-4/s200/StarWars-EpisodioI%2B3D0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708399249903560610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; a scappare e a rifugiarsi nella città sottomarina dei Gungan condotti da un buffo nativo chiamato Jar-Jar…&lt;br /&gt;Nel cast anche l’attrice scandinava Pernilla August (Shmi Skywalker, madre di Annakin), ora passata dietro la macchina da presa; Ian McDiarmid (senatore Palpatine), il veterano Terence Stamp (cancelliere Valorum), Sofia Coppola (Saché), l’allora sconosciuta Keira Knightley (Sabé), Hassani Shapi (Eeth Koth), ora attivissimo anche in Italia; e Samuel L. Jackson (Mace Windu).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3965971845150061115?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3965971845150061115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3965971845150061115' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3965971845150061115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3965971845150061115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/torna-ancora-una-volta-ma-in-3d-star.html' title='Torna ancora una volta, ma in 3D, &quot;Star Wars - Episodio I: La minaccia fantasma&quot; firmato dal maestro George Lucas'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-TGxw6Ph5BLE/TzhP42vfqEI/AAAAAAAABFY/dGVPxRCu8eQ/s72-c/StarWars-EpisodioI%2B3D1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-6888993505445395712</id><published>2012-02-11T14:27:00.000-08:00</published><updated>2012-02-12T15:11:23.372-08:00</updated><title type='text'>Nozze australiane da urlo per "Tre uomini e una pecora" diretti dal regista di "Priscilla"</title><content type='html'>Presentato fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma, esce ora nei cinema "A Few Best Man" (titolo originale diventato “Tre uomini e una pecora”), una commedia divertente ma niente di più, anche se diretta dal già apprezzato Stephan Elliott e scritta da Dean Craig, sceneggiatore di “Funeral Party”.&lt;br /&gt;Infatti, la pellicola in parte tradisce le aspettative perché partendo da una storia – non certo originale -&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-lXVkLW5uO7I/Tzg-ueAm7hI/AAAAAAAABEo/3hSrrKxlFv4/s1600/TreUomini1Pecora3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-lXVkLW5uO7I/Tzg-ueAm7hI/AAAAAAAABEo/3hSrrKxlFv4/s200/TreUomini1Pecora3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708381495742623250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; del tipo "Una notte da leoni" (anche se sembra che la sceneggiatura abbia girato prima dalle parti dei produttori di quel film) in salsa australiana, non mantiene ciò che promette nella folgorante partenza, cedendo poi il passo a stereotipi e luoghi comuni - inclusi quelli omofobici -, nonostante lo faccia con una certa eleganza di stampo britannico, ma rischiando di cadere in un grottesco, spesso volgare almeno per chi non ama gli eccessi goliardici.&lt;br /&gt;Il ricordo dell'accattivante "Priscilla, la regina del deserto" (il film che lanciò il regista australiano in campo internazionale) svanisce, purtroppo, dopo un quarto di film. Non mancano però, qua e là, gag e trovate, gli ormai catastrofici equivoci a catena e una monumentale festa di nozze che strizza l’occhio all’inimitabile “Hollywood Party” di Blake Edwards, senza però raggiungere le stesse vette. In compenso il cast è affiatatissimo ed efficace, diverte divertendosi (e si vede), sostenuto dall’ambientazione australiana, quasi interamente in esterni, perché il matrimonio e la festa hanno ”&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1GVIvWVgM2I/Tzg-SF5a9BI/AAAAAAAABEc/eSiysgtjlbc/s1600/TreUomini1Pecora10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-1GVIvWVgM2I/Tzg-SF5a9BI/AAAAAAAABEc/eSiysgtjlbc/s200/TreUomini1Pecora10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708381008233690130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;luogo nell’immenso e splendido giardino della maestosa villa del padre della sposa.&lt;br /&gt;Quando il giovane inglese David (Xavier Samuel, da “The Twilight Saga: Eclipse” ad “Anonymous”), appena tornato dalle vacanze, annuncia che sta per sposarsi con una ragazza australiana, i suoi sciagurati tre inseparabili amici danno un significato completamente nuovo alla frase “nella buona e nella cattiva sorte”. Infatti, Tom (lo scatenato ‘gentiluomo’ Kris Marshall, da “Love Actually” a “Un matrimonio all’inglese” dello stesso Elliott), Graham (Kevin Bishop, da “L’appartamento spagnolo” a “Irina Palm) e Luke (Tim Draxi, dal serial tv “Supernova” a “In My Sleep”) partono già di malavoglia verso il continente australe al seguito del malcapitato e ignaro sposo, dove ben presto scoprono che la bellissima Mia (Laura Brent, “Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero”), è figlia di un potente, oltre che miliardario, uomo politico locale.&lt;br /&gt;Però la presenza della rediviva cantante-attrice Olivia Newton-John (indimenticabile protagonista del musical cult "Grease", accanto a John Travolta) non è per niente nostalgica, anzi. Forse è l'unica nota veramente trasgressiva e riuscita della commedia: è Barbara, la madre della sposa che dopo numerosi brindisi si scatenerà non solo sulla pista di ballo.&lt;br /&gt;La sceneggiatura, originariamente ambientata in Inghilterra, “ma trasferirla in Australia – dice il regista – mi ha dato la scusa perfetta per tornare a casa. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-gOWCI3AZhKw/Tzg9_qH_CrI/AAAAAAAABEQ/uSqis1rJsOw/s1600/TreUomini1Pecora5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-gOWCI3AZhKw/Tzg9_qH_CrI/AAAAAAAABEQ/uSqis1rJsOw/s200/TreUomini1Pecora5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708380691540937394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Avrei potuto fare qualcosa per il mio Paese, riunire la vecchia squadra e ricreare un po’ di magia”. E, purtroppo, è solo un po’, certo il risultato non è migliore né peggiore del sopracitato film di Todd Haynes, e il pubblico che ama il genere probabilmente non verrà deluso, perché comunque si ride spesso, cosa che capita ormai raramente.&lt;br /&gt;Nel bel cast anglo-australiano anche Jonathan Biggins (Jim Ramme, il padre della sposa), Rebel Wilson (Daphne, la sorella), Steve Le Marquand (Ray, lo spacciatore), visto in “Vertical Limit”; Elizabeth Debicki (Maureen); Geordie Robinson (Pap) e l’autore della colonna sonora (anche del celebre “Priscilla”), il compositore Guy Gross (Yanni, l’arpista new age). La fotografia - che mette in risalto gli splendidi scenari australiani - è di Stephen Windon (da “Rapa Nui” a “The Patriot” e “Fast &amp; Furious 5”); i costumi di Lizzy Gardiner (ancora da “Priscilla” a “Ghost Rider”); le scenografie di George Liddle (“Dark City”); il montaggio di Sue Blainey, fedele collaboratrice del regista.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DICE IL REGISTA&lt;br /&gt;“Molto tempo prima di ‘Priscilla’, er uno vero pioniere dei ‘filmini da matrimonio’ – dichiara Stephan Elliott. Durante l’adolescenza avevo un mio piccolo business parallelo che consisteva nel girare filmini ai matrimoni. Questo succedeva all’epoca in cui una videocamera pesava più del quattordicenne che cercava di usarla. Avete idea di quante volte mi sia capitato di riprendere una madre della sposa ubriaca intenta a ballare YMCA? All’età di 23 anni ho giurato a me stesso che non avrei MAI PIU’ messo piede ad un matrimonio. Compreso il mio. Ma&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-xsptbIQOU-8/Tzg9nPoZKOI/AAAAAAAABEE/QeIHqGwdnuU/s1600/TreUomini1Pecora20.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-xsptbIQOU-8/Tzg9nPoZKOI/AAAAAAAABEE/QeIHqGwdnuU/s200/TreUomini1Pecora20.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5708380272112249058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; il nostro karma può giocarci dei brutti scherzi. Dopo ‘Priscilla’ (per motivi assurdi) tutto quello che mi veniva offerto da Hollywood erano maledetti film sui matrimoni. Centinaia, se non migliaia di schifezze. Il solo modo per farmi affrontare questo orribile genere di film sarebbe stato quello di farlo a modo mio. Questa Possibilità si è concretizzata con ‘A Few Best Men’ (Tre uomini e una pecora) – inteso come una sorta di ‘Die Hard a un matrimonio’. Avrei finalmente ottenuto la mia vendetta!”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-6888993505445395712?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/6888993505445395712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=6888993505445395712' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/6888993505445395712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/6888993505445395712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/02/nozze-australiane-da-urlo-per-tre.html' title='Nozze australiane da urlo per &quot;Tre uomini e una pecora&quot; diretti dal regista di &quot;Priscilla&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-lXVkLW5uO7I/Tzg-ueAm7hI/AAAAAAAABEo/3hSrrKxlFv4/s72-c/TreUomini1Pecora3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3323010520503675237</id><published>2012-02-10T16:48:00.000-08:00</published><updated>2012-02-10T16:57:37.237-08:00</updated><title type='text'>"La verità nascosta" dell'amore nel thriller firmato dal colombiano Andi Baiz</title><content type='html'>In bilico tra le atmosfere del maestro Alfred Hitchcock e il nuovo thriller-horror di marchio spagnolo, l’opera seconda del colombiano Andi Baiz - autore del candidato all’Oscar proposto dalla Colombia nel 2008 “Satanàs” – il film comincia come un classico mélo, fra romanticismo e passione, poi pian piano scivola nel giallo aprendo la strada al thriller dei sentimenti a tinte forti, &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Ob08hMo5yfU/TzW8gdr8XVI/AAAAAAAABD4/OBk5DX0MxRY/s1600/LaVeritaNascosta7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Ob08hMo5yfU/TzW8gdr8XVI/AAAAAAAABD4/OBk5DX0MxRY/s200/LaVeritaNascosta7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5707675368672746834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;fra psicologia (femminile) e oscuri segreti (anche di un inquietante passato storico), gelosia e sospetto, intrighi e ‘verità nascoste’ (visto che il titolo italiano è quasi omonimo di quello di Robert Zemeckis con la coppia Harrison Ford-Michelle Pfeiffer). Non per niente si tratta della prima coproduzione ispano-colombiana, con il non indifferente sostegno di Fox International e distribuita da noi dalla specializzata Moviemax. &lt;br /&gt;E, come ogni storia che affronti gli ambigui meandri dell’amore, ne esplora percorsi, sfaccettature e limiti, fedeltà e tradimento. Adrian (l’attore spagnolo Quim Gutiérrez del premiato “Azul oscuro, casi negro”), fascinoso direttore d’orchestra, prende al volo l’occasione di dirigere l’Orchestra Filarmonica di Bogotà. La sua compagna Bélen (la connazionale Clara Lago, da “El club de los suicidas” a “Primos”), disegnatrice di scarpe, spaventata dall’idea di stare lontana da lui per oltre un anno, decide di seguirlo oltreoceano. Una volta in Sudamerica, la giovane e innamorata coppia affitta una splendida villa costruita fuori città da un architetto italiano, però dato che Adrian diventa ben presto centro di attrazione per il pubblico femminile, incluse le orchestrali, la donna comincia a dubitare della sua fedeltà e decide di metterlo alla prova sparendo (apparentemente) nel nulla.&lt;br /&gt;Addolorato e tormentato, Adrian trova conforto prima nella sua musica subito dopo tra le braccia della bellissima barista di un locale, Fabiana (la sensuale attrice colombiana Martina Garcia, vista in “Biutiful”) che finisce per trasferirsi con lui nella enigmatica villa. E, mentre la passione aumenta, affiorano domande&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QMoBVrp9KUE/TzW8M6Hg3UI/AAAAAAAABDs/FuCb3izuac8/s1600/LaVeritaNascosta1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-QMoBVrp9KUE/TzW8M6Hg3UI/AAAAAAAABDs/FuCb3izuac8/s200/LaVeritaNascosta1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5707675032707194178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; e sospetti – anche da parte dell’ispettore della polizia locale - sulla misteriosa scomparsa di Belén…&lt;br /&gt;Se l’inizio, soprattutto in quanto a trama e dialoghi, è abbastanza convenzionale, quando la componente thriller prende il sopravento, il film coinvolge lo spettatore tra suspense e colpi di scena, claustrofobia e vendetta. Peccato i flash-back chiarificatori che, ricostruendo quello che non avevamo visto, rischiano di smorzare la tensione accumulata fino a quel momento. Comunque ci troviamo sempre di fronte ad un film al di sopra della media che riserva una conclusione non tradizionale, ed è tratto da una sceneggiatura dello spagnolo Haten Khraiche Ruiz-Zorrilla di cui l’autore confessa: “aveva un’anima meravigliosa, tuttavia era ancora una bozza. Mi diedi l’obiettivo di riscriverla in un anno e mezzo, cercando di dare più forza ai personaggi e spostando l’ambientazione in Colombia. In questo modo la feci mia integrando anche le mie inquietudini e preoccupazioni”.&lt;br /&gt;Infatti, l’ambientazione sudamericana aggiunge alla storia tanto fascino quanto ambiguità che in un thriller passionale diventano un pregio in più.&lt;br /&gt;Nel cast anche la colombiana Marcela Mar e la rediviva Alexandra Stewart, attrice canadese radicata in Francia e una delle protagoniste della ‘nouvelle vague”. Infatti ha lavorato soprattutto con François Truffaut e Jean-Luc Godard, ma anche in Italia e in giro per il mondo. &lt;br /&gt;Le musiche (“Qualcosa di classico e hitchcockiano!”) sono firmate dall’argentino Federico Jusid, autore delle colonne sonore di più di 20 lungometraggi, tra cui quella del premio Oscar al miglior film straniero “Il segreto dei suoi occhi” di Juan José Campanella; mentre la bella fotografia e le inquietanti atmosfere dal catalano Josep M. Civit.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-BwxOuCjx7LI/TzW72lNIJ_I/AAAAAAAABDg/TAGdc4MPgeE/s1600/LaVeritaNascosta6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-BwxOuCjx7LI/TzW72lNIJ_I/AAAAAAAABDg/TAGdc4MPgeE/s200/LaVeritaNascosta6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5707674649136474098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Esiste nell’animo di ognuno di noi – afferma Baiz – il desiderio malato di possedere la persona che amiamo. Su questa idea di possessione amorosa ho costruito la storia di ‘La verità nascosta’, una trama sinistra che parla di come sia impossibile amare quando ci si scontra con la nostra natura terrena. Il film mostra i rischi che si possono correre nel mettere alla prova l’amore del proprio partner”. Un rischio davvero mortale! Ma per chi? A voi scoprirlo se amate il genere.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3323010520503675237?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3323010520503675237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3323010520503675237' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3323010520503675237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3323010520503675237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/la-verita-nascosta-dellamore-nel.html' title='&quot;La verità nascosta&quot; dell&apos;amore nel thriller firmato dal colombiano Andi Baiz'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Ob08hMo5yfU/TzW8gdr8XVI/AAAAAAAABD4/OBk5DX0MxRY/s72-c/LaVeritaNascosta7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-1612153696585163057</id><published>2012-02-10T12:52:00.000-08:00</published><updated>2012-02-10T13:00:28.260-08:00</updated><title type='text'>Un uomo sul cornicione sfida la metropoli nell'action thriller "40 carati" di Asger Leth</title><content type='html'>Un thriller d’azione ben congegnato e meglio confezionato che probabilmente conquisterà il pubblico di appassionati, perché è inutile chiedere ad un prodotto di genere verosimiglianza di personaggi e situazioni. Sarebbe come chiedere ai celeberrimi “Mission: impossibile” – serial e saga cinematografica - azioni realistiche e credibili, perché&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-CjhTUK8PuLw/TzWE_2QAg1I/AAAAAAAABDU/bOgavqy9NjU/s1600/40Carati1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-CjhTUK8PuLw/TzWE_2QAg1I/AAAAAAAABDU/bOgavqy9NjU/s200/40Carati1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5707614335191253842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; non sarebbero più ‘impossibili’. L’importante è che il dosaggio di suspense e azione sia abbastanza efficace da provocare e/o trasmettere allo spettatore tensione e brivido, elementi che tengono desta l’attenzione e allontanano dalla noia. E, tutto questo, “Man on a Ledge” (titolo originale), diretto da Asger Leth (affermato documentarista al suo debutto nella fiction) e scritto da Pablo F. Fenjves, tanti anni fa, lo offre al pubblico in meno di due ore di spettacolo (102’), sostenuto anche da un bel cast, tra star in ascesa, vecchie glorie e caratteristi di lusso.&lt;br /&gt;Nick Cassidy (il Sam Worthington di “Avatar”), ex poliziotto newyorkese finito in prigione e ingiustamente condannato a ben 25 anni, evade di galera. A questo punto si mette in contatto col fratello minore Joey (Jamie Bell, il protagonista di “Billy Elliot”, ormai adulto) e la sua ragazza, Angie (la rivelazione Genesis Rodriguez), e - quando nessuno se lo aspetta - entra nel famoso Roosevelt Hotel di New York, tra la 45a. e Madison Avenue, raggiunge uno dei piani più alti del grattacielo e si piazza sul cornicione. E così facendo non solo mette in pericolo la propria vita, ma coinvolge e sconvolge l’intera metropoli, incluse alcune persone molto preoccupate e anche molto in alto che nascondono troppi segreti.&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-NYjcj4cwJlI/TzWEyG3ovCI/AAAAAAAABDI/z_uFPlnl0y0/s1600/40Carati6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-NYjcj4cwJlI/TzWEyG3ovCI/AAAAAAAABDI/z_uFPlnl0y0/s200/40Carati6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5707614099134266402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua drastica decisione di restare sul cornicione del grattacielo – a 78 metri da terra al centro di Manhattan - scatena una vera e propria rivoluzione mediatica e la situazione diventa assai delicata per la dura e determinata negoziatrice del Dipartimento di Polizia, la psicologa Lydia Spencer (Elizabeth Banks, da “The Next Three Days” a “Zack &amp; Miri”), voluta dallo stesso Cassidy. La donna tenta di dissuaderlo, ma deve fare i conti non solo col rivale all'interno del dipartimento, Jack Dougherty (Edward Burns, da “15 minuti” a “Il senso dell’amore”), convinto che per lei esista un conflitto d'interesse, ma anche da altri ambigui colleghi. Ma più Lydia si addentra nei meandri del complicato caso, più si rende conto che forse dietro tutto ciò Cassidy nasconde un altro obiettivo.&lt;br /&gt;Forse ha qualcosa a che fare col misterioso progetto sul quale il fratello di Cassidy sta lavorando insieme alla sua fidanzata? Oppure ha a che fare con gli sforzi che il suo migliore amico al dipartimento, Mike Ackerman (Anthony Mackie, di “The Hurt Locker”), sta facendo per aiutarlo a scendere? Oppure con i loschi traffici del potente uomo d’ affari David Englander (un invecchiato, prosciugato e perfido Ed Harris, 4 volte nomination agli Oscar)? Un uomo che sostiene ancora che il suo grosso diamante di 40 carati, appunto, gli sia stato da lui rubato. Tutto ed il contrario di tutto è possibile nel tentativo di uno sbirro caduto in disgrazia di provare la sua innocenza e, contemporaneamente, di vendicarsi di chi l’ha mandato in prigione. La posta in gioco è assai più pericolosa della propria esistenza.&lt;br /&gt;Lo spunto non è nuovo nel cinema americano, anche se non troppo sfruttato negli ultimi anni, ma ha un capostipite di tutto rispetto come “La 14°. ora” di Henry &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-N9Vl5ffObg4/TzWEcsc4YYI/AAAAAAAABC8/Kpa1jGZOIZE/s1600/40Carati10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-N9Vl5ffObg4/TzWEcsc4YYI/AAAAAAAABC8/Kpa1jGZOIZE/s200/40Carati10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5707613731265470850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Hataway (1951), dove un uomo minaccia di buttarsi dal cornicione, e infatti storia e riprese (in alto e dal basso, e grazie al passato nel documentario del regista) ricordano qua e là il cinema ‘realistico’ del celebre artigiano di Hollywood, a lungo sottovalutato. Altri riferimenti, vecchi e nuovi, nell’azione della coppia giovane mentre tenta di penetrare nel caveau del miliardario, che rimanda alle pellicole sulle ‘grandi rapine’, dai celebri “7 uomini d’oro” di Marco Vicario in poi. E la rivincita del protagonista – con cui il pubblico si identifica – sui potenti che decidono sulla vita dell’uomo comune facendogli pagare, non solo, le proprie colpe. Almeno al cinema la giustizia trionfa!&lt;br /&gt;Il film, quindi, mantiene quel che promette, con un ritmo e un montaggio parallelo azzeccato (di Kevin Stitt), che evita tempi morti e inutili prolungamenti; una buona fotografia di Paul Cameron (“Man on Fire”), le giuste scenografie di Alec Hammond e i costumi ‘casual’ di Susan Lyall, entrambi insieme anche per “Red”. Le musiche sono del trentasettenne Henry Jackman, da “Mostri contro alieni” a “X-Men: l’inizio” e “Il gatto con gli stivali”.&lt;br /&gt;Nel cast anche la bravissima Kyra &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-1JxP0y1FwEw/TzWEB1DVhcI/AAAAAAAABCw/r4I4H5DwvSs/s1600/40Carati9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-1JxP0y1FwEw/TzWEB1DVhcI/AAAAAAAABCw/r4I4H5DwvSs/s200/40Carati9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5707613269717779906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sedgwick (la reporter televisiva Suzie Morales), Mandy Gonzalez (manager), Felix Solis (Nestor), John Dossett (Ted Henry), Barbara Marineau (presentatrice tv), J. Smith-Cameron (psichiatra), Patrick Collins (padre Leo), Titus Welliver (Nathan ‘Dante’ Marcus) e Candice McKoy (agente Bullhorn), tutti volti noti soprattutto al pubblico televisivo.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-1612153696585163057?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/1612153696585163057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=1612153696585163057' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1612153696585163057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1612153696585163057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/un-uomo-sul-cornicione-sfida-la.html' title='Un uomo sul cornicione sfida la metropoli nell&apos;action thriller &quot;40 carati&quot; di Asger Leth'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-CjhTUK8PuLw/TzWE_2QAg1I/AAAAAAAABDU/bOgavqy9NjU/s72-c/40Carati1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-437564164054237344</id><published>2012-02-08T19:05:00.000-08:00</published><updated>2012-02-09T19:19:37.911-08:00</updated><title type='text'>Un'Italia divisa dopo l'Unità nella miniserie "Il Generale dei Briganti" di Paolo Poeti con Daniele Liotti su Raiuno domenica e lunedì</title><content type='html'>Raiuno chiude le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia in tivù - domenica 12 e lunedì 13 febbraio, in prima serata - con la miniserie “Il Generale dei briganti” scritta e diretta da Paolo Poeti e interpretata da Daniele Liotti. Una fiction di qualità che racconta la storia di una figura leggendaria, un uomo dalla forte personalità forte, di origini contadine che, grazie ad un’intelligenza fuori dal comune, è diventato col passar del tempo l’archetipo del brigante risorgimentale: Carmine Crocco.&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-mhgwL-5PTrI/TzSMXMsFm3I/AAAAAAAABCk/U8FDLH2aZ9I/s1600/GeneraleBriganti5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-mhgwL-5PTrI/TzSMXMsFm3I/AAAAAAAABCk/U8FDLH2aZ9I/s200/GeneraleBriganti5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5707340957956283250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Definito “Il Generale dei briganti”, Crocco ha affascinato e continua ad affascinare intere generazioni e le sue gesta, spesso ardite e spregiudicate, lo hanno reso alla storia come un vero e proprio eroe popolare.&lt;br /&gt;La fiction vuole ricordare il fenomeno del brigantaggio ed è frutto della libera ispirazione degli autori – soggetto di Antonio Ferraro e sceneggiatura di Giovanna Koch, entrambi scritti con lo stesso regista e con la consulenza del Prof. Carlo Felice Casula - a fatti e personaggi.&lt;br /&gt;“E’ la storia romanzata in quattro ore di spettacolo – esordisce il regista alla presentazione stampa romana - in una fiction che rievoca le lotte garibaldine e la partecipazione dei briganti. Personaggi ed eventi inventati per ricostruire le contraddizioni di un’unità forzata e non condivisa da tutti, nemmeno ora ad oltre 150 anni di distanza”.&lt;br /&gt;Sono, forse, troppe le ingiustizie inflitte allora ai contadini? Così può sembrare ad una prima visione, ma è risaputo che la popolazione del sud – l’indomani dell’Unità - si è sentita tradita e dimenticata, nonostante i sogno e le promesse fatte poi infrante. Girata interamente nel Meridione, tra Basilicata e Puglia, in gran parte nei luoghi in cui si svolge la storia (vera) del protagonista, secondo Poeti grazie ai produttori Massimo e Vanessa Ferrero.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-4LQjiwpLClA/TzSLz9PJTkI/AAAAAAAABCY/DJohSS6EipE/s1600/GeneraleBriganti9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-4LQjiwpLClA/TzSLz9PJTkI/AAAAAAAABCY/DJohSS6EipE/s200/GeneraleBriganti9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5707340352512937538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Uno sguardo sull’Unità d’Italia attraverso gli occhi di un contadino spinto al brigantaggio – prosegue l’autore -, mentre il personaggio del giovane repubblicano, mazziniano, borghese e medico è assolutamente falso, una mia fantasia che segna un incontro-scontro per due momenti storici, prima del 1860 e dopo. Un fatto che determina il mancato stato repubblicano, il mancato riscatto del Meridione. I personaggi non sono vincitori, ma perdenti tra i vincitori; uomini e donne che hanno combattuto per un ideale, per un intero paese e poi da esso esclusi. Fa pensare che la verità della vicenda è tale o supposta, vera o verosimile. Dato che non esiste una verità assoluta ma soggettiva, l’importante è che chi l’afferma sia sincero e onesto con se stesso. Il prezzo pagato dal Meridione è più alto, è maggiore il numero di morti nella guerra civile che nelle tre guerre d’indipendenza. E il mancato riscatto ha segnato anche l’inizio della grande emigrazione (nelle Americhe ndr.). Ma non volevo monumentalizzare i briganti ma rendere giustizia perché la loro era una guerriglia cittadina, erano banditi sociali, lottavano giorno per giorno per la sopravvivenza. La costruzione dei rapporti del protagonista sono frutto dell’invenzione, quali l’amicizia tradita e gli amori contrastati. Non si tratta di un bignami di storia ma di un’opera di finzione che volevo fosse popolare su un tema difficile  da svelare”.&lt;br /&gt;“Ha il bollino del 150° anniversario – dichiara Fabrizio Del Noce, Direttore di Rai Fiction – su un fatto reale liberamente visto attraverso la delusione del Sud, dall’altra parte, quella delle tensioni di fine Ottocento, quando Giolitti veniva chiamato ‘il ministro della malavita’”. &lt;br /&gt;“Erano persone opposte allo stato sociale che opprimeva i contadini, i poveri, gli ultimi – ribatte Liotti/Crocco. Raccogliendo dati&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-7cYq4Hf9wpQ/TzSLY0oU6sI/AAAAAAAABCM/nj1F_aZMKIM/s1600/GeneraleBriganti13.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-7cYq4Hf9wpQ/TzSLY0oU6sI/AAAAAAAABCM/nj1F_aZMKIM/s200/GeneraleBriganti13.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5707339886346169026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; e studiando le fonti ho scoperto una figura controversa del brigantaggio, e opinioni contrastanti. C’è chi dice che era un eroe chi un criminale, io credo fosse un uomo semplice, intelligente, in grado di leggere e scrivere, baluardo del desiderio di riscatto sociale e della dignità umana dei contadini. Nonostante tutte battaglie perse, lui continua a lottare, prima contro i latifondisti, i proprietari terrieri che opprimevano la sua classe; poi contro il governo piemontese che distrugge il Meridione, contro tutto e tutti attraverso il bene. La grandezza d’animo di un uomo che, nonostante le lotte e i delitti, è capace di amare la famiglia, la sua Nennella. Una storia d’amore ben scritta, per nulla scontata. Un personaggio  che ho apprezzato per la tendenza molto forte di un vero resistente”.&lt;br /&gt;Ma nella vicenda c’è anche l’amore tra Mariano Aiello, il medico garibaldino (Danilo Brugia) e la contessina Giuseppina Guarino (Christiane Filangieri), figlia del perfido Conte Ludovico Guarino (Massimo Dapporto).&lt;br /&gt;“Quando ho letto la parte ho trovato imbarazzante dover fare il cinico persecutore – confessa Dapporto -, data la mia formazione politica avrei preferito combattere con i briganti. Per la perfidia e la cattiveria non ci sono giustificazioni, però di solito quando reciti cerchi di salvare il personaggio. Il conte però non ha nessuna giustificazione, l’ho detestato e gli ho reso un bruttissimo servizio. Fare il cattivo in televisione non paga, perché è più gradito al &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-l0saEcEN08o/TzSK9xS8z-I/AAAAAAAABCA/bIR9Uckqhjc/s1600/GeneraleBriganti22.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-l0saEcEN08o/TzSK9xS8z-I/AAAAAAAABCA/bIR9Uckqhjc/s200/GeneraleBriganti22.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5707339421594734562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;cinema. Però per un attore è più allettante perché la bontà ha un binario unico ed io l’ho percorso per 15 anni, da ‘Amico mio’ in poi. Il cattivo ti arricchisce, ti fa sfogare cattiveria, frustrazioni e rancori. E se ci sono riuscito lo devo all’odio che provavo per il personaggio stesso”.&lt;br /&gt;“C’era allora una grande spaccatura tra Nord e Sud – aggiunge Liotti -, dove non c’erano nemmeno le strade. Il brigantaggio ha rappresentato l’opposizione sociale dopo la repressione del governo piemontese. Non voglio dire che sia ancora un fenomeno attuale, ma bisogna considerare che c’è ancora una spaccatura socio-politica tra Nord e Sud. Due diversi modi di approcciare la cultura, il lavoro, il senso civico. Crocco è un uomo che si ribella, che rompe gli schemi; oggi potrebbero essere persone che difendono le loro idee, che possono diventare leader e fare proseliti”.&lt;br /&gt;“Per raccontare una storia dell’800 ci siamo ispirati al western – afferma la sceneggiatrice Koch -, che ha avuto il coraggio di ricostruire la storia americana senza prendere parte; di illustrare il passato per capire quanto sia stato difficile costruire la civiltà, la legge. Noi dovevamo raccontare l’Unita d’Italia evitando di fare dei santini, anche rischiando di sfiorare la retorica”.&lt;br /&gt;Alla presentazione era presente l’intero cast, tra gli altri, Raffaella Rea (Nennella), Fabio Troiano (Ninco Nanco), Massimiliano Dau (Caruso), Marco Leonardi (Rocco), Massimo Bonetti (Francesco Crocco), David Coco (Antonio, lo scrivano), Larissa Volpentesta (Rosina Crocco).&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-AeMk_lQ_02w/TzSJ6dGn5rI/AAAAAAAABBo/Gzpm4azi8IE/s1600/GeneraleBriganti7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-AeMk_lQ_02w/TzSJ6dGn5rI/AAAAAAAABBo/Gzpm4azi8IE/s200/GeneraleBriganti7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5707338265123088050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima puntata si apre nel 1864, a Vulture in Basilicata, quando Mariano Aiello, deputato napoletano del governo unitario, e Carmine Crocco brigante lucano che nel 1860 aiutò i garibaldini a liberare la sua regione dal giogo Borbonico, si cercano per una resa dei conti finale. E da qui si va a ritroso fino all’infanzia del piccolo Carmine… per raccontare dall’inizio l’intera vita del “Generale dei Briganti”.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-437564164054237344?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/437564164054237344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=437564164054237344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/437564164054237344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/437564164054237344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/unitalia-divisa-dopo-lunita-nella.html' title='Un&apos;Italia divisa dopo l&apos;Unità nella miniserie &quot;Il Generale dei Briganti&quot; di Paolo Poeti con Daniele Liotti su Raiuno domenica e lunedì'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-mhgwL-5PTrI/TzSMXMsFm3I/AAAAAAAABCk/U8FDLH2aZ9I/s72-c/GeneraleBriganti5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-1077014981821384991</id><published>2012-02-04T12:17:00.000-08:00</published><updated>2012-02-05T12:27:48.708-08:00</updated><title type='text'>Una commedia indipendente dolce-amara per piccoli grandi attori: "Hesher è stato qui!"</title><content type='html'>Un’altra opera prima indipendente americana, in bilico fra dramma e commedia, scritta (con David Michod), prodotta e diretta da Spencer Susser che offre al giovane e affermato Joseph Gordon-Levitt (dal ragazzino debuttante di “In mezzo scorre il fiume” di Robert Redford a “Inception” di Christopher Nolan) un’altra bella occasione per sfruttare al meglio il suo talento di attore, accanto al giovanissimo Devin Brochu (bambino di “Nella valle di Elah”) e della &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-fVVydQV7pUM/Ty7lS0YhAUI/AAAAAAAABBc/SHUwsvhbHc4/s1600/Hesher2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-fVVydQV7pUM/Ty7lS0YhAUI/AAAAAAAABBc/SHUwsvhbHc4/s200/Hesher2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705749889386873154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;sempre affascinante Natalie Portman, premio Oscar per “Il cigno nero” girato, sempre nel 2010, ma dopo, e qui anche coproduttrice.&lt;br /&gt;In concorso al Sundance FilmFest, “Hesher” (titolo originale) è semplicemente il consueto dramma di formazione, sebbene contemporaneo, anche quando è costruito con lo stile scanzonato e anticonvenzionale che rimanda ai film della “Nuova Hollywood” anni Settanta, riferimento di gran parte del cinema indipendente statunitense odierno.&lt;br /&gt;L’enigmatico Hesher (Gordon-Levitt) è un trentenne metallaro, capellone e tatuato che, un giorno qualunque, si imbatte per caso nel tredicenne TJ (Brochu), un’adolescente che non ha ancora superato la perdita della madre perché suo padre (Rainn Wilson) ha avuto una straziante reazione e si è chiuso in se stesso, mentre l’anziana ed amorevole nonna (l’ottantenne sempre attiva Piper Laurie, star anni ‘50/’60 ‘&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-cdYoReR1JXA/Ty7k91nPwZI/AAAAAAAABBQ/vWyFzUX46_8/s1600/Hesher12.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-cdYoReR1JXA/Ty7k91nPwZI/AAAAAAAABBQ/vWyFzUX46_8/s200/Hesher12.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705749528939839890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;rilanciata’ nei ’70 da Brian De Palma in “Carrie”) cerca inutilmente di aiutare entrambi.&lt;br /&gt;Installatosi nel garage della casa del ragazzino e, nonostante sembri la persona meno adatta ad aiutarlo ad elaborare il lutto, Hesher si rivela il solo in grado di aiutarlo a uscire dalla sua profonda tristezza ed a spingerlo a superare gli ostacoli tipici dell’adolescenza, dal bullismo alle prime delusioni amorose. Già perché il ragazzino si invaghisce della trentenne ‘precaria’ Nicole (Portman), cassiera al supermercato, che ovviamente non può ricambiarlo, ma soltanto offrirgli l’amicizia materna di una ‘sorella’ maggiorePeccato che questa commedia dolce-amara, dopo un’ottima partenza – persino ironica, cinica e corrosiva – instradata verso il finale si inceppi in situazioni prevedibili, col rischio di cadere in luoghi comuni, un fatto che non fa altro che stiracchiare la vicenda, a scapito del ritmo.&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-rJaclm-5pl0/Ty7ksJ-S93I/AAAAAAAABBE/_iOGYoWFDUw/s1600/Hesher13.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-rJaclm-5pl0/Ty7ksJ-S93I/AAAAAAAABBE/_iOGYoWFDUw/s200/Hesher13.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705749225167583090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’originalità della pellicola risiede nell’ambientazione – nella middle class della sbiadita provincia, ultimamente trascurata anche dalla commedia sentimental-brillante dove sono (diventati) quasi tutti benestanti – e, soprattutto, nel protagonista, un personaggio che sfugge a qualsiasi cliché tanto che l’attore che lo interpreta dichiara: “Ognuno ha una definizione differente per Hesher. Il suo personaggio non si presta ad alcuna definizione. E’ un folle. E’ a metà strada fra un punk e un metallaro”. E la Portman aggiunge: “A Hesher non importa affatto quello che gli altri pensano di lui. E’ volgare, è violento, è ignorante. Incarna tutti i sentimenti che sta attraversando TJ”.&lt;br /&gt;Tra gli altri interpreti del film John Carroll Lynch (Larry), Brandan Hill (Dustin), Paul Bates (Mr. Elsberry), Mary Elizabeth Barrett (Meryl), Audrey Wasilewski (Coleen) e Frank Collison. La fotografia è firmata Morgan Pierre Susser (fratello del regista? Non è dichiarato), la scenografia Laura Fox, i costumi April Napier, mentre il montaggio da Michael McCusker e&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-CwF5TH3nGmk/Ty7kRt-sitI/AAAAAAAABA4/HBdIhrDRyCE/s1600/Hesher14.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-CwF5TH3nGmk/Ty7kRt-sitI/AAAAAAAABA4/HBdIhrDRyCE/s200/Hesher14.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705748770976467666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; la colonna sonora da Frank Tetaz.&lt;br /&gt;Il regista dice dei suoi protagonisti: “Sia Joe che Natalie sono degli attori incredibili. Mi ritengo molto fortunato e onorato del fatto che mi abbiano accompagnato in questo viaggio”.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-1077014981821384991?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/1077014981821384991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=1077014981821384991' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1077014981821384991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1077014981821384991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/una-commedia-indipendente-dolce-amara.html' title='Una commedia indipendente dolce-amara per piccoli grandi attori: &quot;Hesher è stato qui!&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-fVVydQV7pUM/Ty7lS0YhAUI/AAAAAAAABBc/SHUwsvhbHc4/s72-c/Hesher2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-2212546465345115808</id><published>2012-02-04T10:39:00.000-08:00</published><updated>2012-02-05T10:49:50.277-08:00</updated><title type='text'>"Millennium - Uomini che odiano le donne", la trasposizione americana del romanzo di Stieg Larsson non è un remake ma uno sconvolgente Action Thriller</title><content type='html'>Per gustarvi in pieno la versione cinematografica americana del primo libro della saga “Millennium” del giornalista e scrittore svedese Stieg Larsson, dovete dimenticare completamente (se l’avete visto) il film originale perché - come affermano gli autori, il regista David Fincher (da “Seven” a “Il curioso caso di Benjamin Button”) e lo sceneggiatori Steven Zaillian (da “Schindler’s List” a&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-2q0oHqjebe0/Ty7OzXLt8NI/AAAAAAAABAs/_I911V47f74/s1600/Millennium10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-2q0oHqjebe0/Ty7OzXLt8NI/AAAAAAAABAs/_I911V47f74/s200/Millennium10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705725159716810962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; “Gangs of New York”) -, non si tratta di un remake, visto che non è nemmeno ispirato alla precedente sceneggiatura ma direttamente al romanzo, straordinario successo mondiale. Infatti il titolo originale del nuovo film recita “The Girl with the Dragon Tattoo” (t.l. La ragazza col drago tatuato) per discostarsi da quello svedese, anche se da noi riprende, comunque, il titolo della prima puntata, quindi, “Uomini che odiano le donne”.&lt;br /&gt;La vicenda narrata è, ovviamente, la medesima però approccio, stile e narrazione sono molto diversi, anzi sono quelli che abbiamo apprezzato nel cinema del regista: una sobrietà visiva efficace, un’atmosfera non solo gelida e ambigua, ma soprattutto cupa e tortuosa come i meandri della mente dei personaggi. Certo, chi ha apprezzato la pellicola svedese e il romanzo (a cui gli autori sono fedeli) avrà probabilmente meno sorprese e troverà alcune sequenze meno scioccanti perché già le conosce o, quanto meno, se le aspetta.&lt;br /&gt;L’atmosfera – come accennavamo - è &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-rn33bcPTSVw/Ty7OXhMmZ_I/AAAAAAAABAg/skFW0Qlj8Wc/s1600/Millennium5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-rn33bcPTSVw/Ty7OXhMmZ_I/AAAAAAAABAg/skFW0Qlj8Wc/s200/Millennium5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705724681368528882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;quella fredda, anzi glaciale, descritta da Larsson, e non solo perché la pellicola è ambientata nei luoghi descritti dal libro, ma soprattutto perché ricrea un ambiente di corruzione, soprusi e vessazioni sotto una maschera di perbenismo e apparente benessere anche morale. Sentimenti repressi e perversioni nascoste che hanno messo radici in un lontano passato riaffiorano oggi, man mano che vanno avanti le ‘indagini’ dei protagonisti.&lt;br /&gt;Mikael Blomkvist (un inedito ed efficace Daniel Craig, ultimo James Bond del grande schermo), giornalista finanziario deciso a riscattare la propria reputazione dopo essere stato condannato per diffamazione, viene assunto da uno degli industriali più potenti della Svezia, Henrik Vanger (il sempre ottimo, veterano, Christopher Plummer, nomination all’Oscar per l’ennesima volta e ci auguriamo vincitore), per scoprire la verità sulla scomparsa dell’amata nipote Harriet, avvenuta oltre quarant’anni prima. Convinto che la ragazza sia stata uccisa da un membro della sua numerosa famiglia, Vanger chiede al giornalista - ignaro della situazione in cui si è cacciato -, di trasferirsi sulla sperduta isola tra i ghiacci della costa svedese, dove regna&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/--5XrKLR62s4/Ty7ODUSmCcI/AAAAAAAABAU/DcUiprijIS4/s1600/Millennium11.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://4.bp.blogspot.com/--5XrKLR62s4/Ty7ODUSmCcI/AAAAAAAABAU/DcUiprijIS4/s200/Millennium11.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705724334306625986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; la sua famiglia.&lt;br /&gt;Lisbeth Salander (la rivelazione Rooney Mara, lanciata dal piccolo ruolo in “The Social Network”), giovane e stravagante investigatrice, anzi hacker, che era stata assoldata dalla Milton Security per fare delle ricerche su Blomkvist, si ritrova ad indagare al fianco del giornalista sul caso di Harriet Vanger. Ma anche Lisbeth è una ragazza schiva, apparentemente ostile, che rifugge il mondo esterno perché è stata (ed è) più volte ferita…&lt;br /&gt;Il tutto in un dramma che parte come un classico giallo per trasformarsi pian piano in coinvolgente e sconvolgente thriller d’azione, ricco di suspense e brivido, tra corruzione del potere, misoginia, intolleranza e fanatismo; ma anche tra globalizzazione, benessere sociale, giustizia e punizione. Tutto scorre alla perfezione grazie al ritmo serrato – senza tempi morti - che fa passare le 2 ore e 40 minuti della durata senza che lo spettatore se ne accorga nemmeno.&lt;br /&gt;Soprattutto perché, come afferma l’attrice protagonista: “Al pubblico interessa il sottobosco della società più di quanto voglia ammettere. Alla gente interessano i segreti oscuri dell’altra gente e delle società. ‘Uomini che odiano le donne’ ha questa caratteristica, oltre a possedere due personaggi fuori dal comune che il pubblico (già) ama molto”.&lt;br /&gt;Nel film recitano anche l’attore svedese Stellan Skarsgard (Martin Vanger), affermatosi internazionalmente nel capolavoro di Lars von Trier “Le onde del destino” e negli ultimi anni attivissimo a&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TqB06-i6sE4/Ty7NtpqUE1I/AAAAAAAABAI/cnPiYnDpiIk/s1600/Millennium1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-TqB06-i6sE4/Ty7NtpqUE1I/AAAAAAAABAI/cnPiYnDpiIk/s200/Millennium1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705723962086134610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Hollywood; Robin Wright (Erika Berger), ex Mrs. Penn; Joely Richardson (Anita Vanger), figlia di Vanessa Redgrave e del regista Tony Richardson; Geraldine James (Cecilia Vanger), il redivivo Julian Sands (Henrik da giovane), Steven Berkoff (Frode), l’olandese Yorick van Wageningen (Bjurman) e il croato Goran Visnjic (Armansky), trasferitosi a Los Angeles alla fine degli anni ‘90 e protagonista delle ultime stagioni del serial “E.R. - Medici in prima linea”.  &lt;br /&gt;L’eccellente fotografia, che ricrea le atmosfere e lo spirito dei personaggi, è di Jeff Cronenweth, già collaboratore di Fincher per “Fight Club” e “The Social Network” (nomination all’Oscar); le scenografie di Donald Graham Burt e il montaggio di Kirk Baxter e Angus Wall, anche loro fedeli collaboratori di vecchia data del regista.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-2212546465345115808?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/2212546465345115808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=2212546465345115808' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/2212546465345115808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/2212546465345115808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/millennium-la-trasposizione-americana.html' title='&quot;Millennium - Uomini che odiano le donne&quot;, la trasposizione americana del romanzo di Stieg Larsson non è un remake ma uno sconvolgente Action Thriller'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-2q0oHqjebe0/Ty7OzXLt8NI/AAAAAAAABAs/_I911V47f74/s72-c/Millennium10.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-9091155822536921068</id><published>2012-02-03T16:23:00.000-08:00</published><updated>2012-02-05T09:45:57.211-08:00</updated><title type='text'>Per la gioia dei fan vecchi e giovanissimi torna l'ironica e simpatica banda dei "Muppet"</title><content type='html'>Chi – tra gli oggi adulti e oltre - non ha amato l’originale e trasgressiva ‘banda’ dei Muppet alzi la mano! Le star del piccolo e poi del grande schermo ritornano per la gioia degli ex ragazzi degli anni Settanta e Ottanta e grazie alla Disney, ma anche per conquistare le nuove generazioni di adolescenti, ormai sedotti dal digitale ad ogni costo. Ma i ‘nostri’, ancora guidati da Kermit la &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0OGS07QcBDc/Tyx75AlDfaI/AAAAAAAAA_8/Xhz8sEvoyjY/s1600/Muppet1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-0OGS07QcBDc/Tyx75AlDfaI/AAAAAAAAA_8/Xhz8sEvoyjY/s200/Muppet1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705071047309753762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Rana, tornano al cinema in un riuscito mix di live action e animazione – come tradizione vuole – per una commedia divertente in compagnia dei celebri personaggi creati da Jim Henson, bizzarri amici: buoni e cattivi, belli e brutti, romantici e solitari, ma soprattutto simpatici e ancora ‘pupazzi’, animali antropomorfi, che parlano, cantano e ballano, esprimendo sentimenti, emozioni e passioni.&lt;br /&gt;Per i nuovi, provabili, fan questa è un’occasione per conoscerli e assistere alle loro imprese sul grande schermo ad oltre vent’anni della loro ultima comparsa, anche se il loro “The Muppet Show” televisivo è stato riproposto, da tante reti in tutto il mondo, almeno fino al 2000. Per i vecchi appassionati sarà invece l’opportunità – nostalgica ma sempre gustosa – di ritrovare gli indimenticabili amici di un tempo e divertirsi insieme. E ci sono anche delle new entry, e non solo in carne e ossa, così come non manca la guess star ‘per forza’ (addirittura&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-yRAOrf-z3YA/Tyx7piKtcII/AAAAAAAAA_w/uPxYcQxyvrQ/s1600/Muppet4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-yRAOrf-z3YA/Tyx7piKtcII/AAAAAAAAA_w/uPxYcQxyvrQ/s200/Muppet4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705070781448155266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; rapita), ovvero l’irresistibile Jack Black che a loro un po’ “assomiglia”.&lt;br /&gt;Durante una vacanza a Los Angeles, Walter, il più accanito fan del mondo dei Muppet, Walter, insieme a suo fratello umano Gary (il Jason Segel di “Bad Teacher - Una cattiva maestra”) e alla fidanzata Mary (Amy Adams, nomination per “Il dubbio”), tutti nati e cresciuti a Smalltown, scoprono lo scellerato piano del petroliere Tex Richman (il duro Chris Cooper, da “Il ladro di orchidee” a “The Town”) di radere al suolo i Muppet Studios, per poter estrarre il petrolio dal terreno sottostante. L’unica via d’uscita per sfuggire a questo diabolico progetto è organizzare un Telethon per raccogliere i dieci milioni di dollari necessari a salvare l’ex ritrovo dei simpatici beniamini. E così i due fratelli si mettono sulle tracce di Kermit e questi su quella dei loro indimenticati amici, in primis dell’elegante e snob Miss Piggy, ormai giornalista/diva della moda nella redazione di Vogue a Parigi. Sì ancora una volta nel cinema americano la ville lumière! Dopo Woody Allen, Martin Scorsese, dalla commedia al fantasico, all’action thriller.&lt;br /&gt;Sceneggiata dallo stesso Segel e Nicholas Stoller (anche produttore esecutivo) e diretta da James Bobin (proveniente dalla televisione), la pellicola si fa apprezzare anche da chi, senza essere un loro fan sfegatato, allora li seguiva con simpatia grazie alle loro ironia e comicità&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-p378ibmCwUU/Tyx7PBGoINI/AAAAAAAAA_k/30wn_7mn55M/s1600/Muppet5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-p378ibmCwUU/Tyx7PBGoINI/AAAAAAAAA_k/30wn_7mn55M/s200/Muppet5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705070325896061138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;, politicamente scorretta, sulla scia dell’intrattenimento anni Settanta/Ottanta.&lt;br /&gt;Non mancano balli e canzoni, né tantomeno i numerosi cameo: il veterano Alan Arkin (il portiere degli Studios), James Carville (commentatore televisivo), Donald Glover (star tv di “Community” e “30 Rock”), Leslie Feist (cantautrice canadese), Ken Jeong (“Una notte da leoni” 1 e 2), Rico Rodriguez (la premiata sit-com “Modern Family”), Kristen Schaal (voce di cartoni come “Toy Story 3” e “Shrek 3”), Eddie “Piolin” Sotelo (conduttore del famoso programma mattutino in spagnolo “Piolin por la manana”) e il grande caratterista Judd Hirsh (dal serial “Numb3rs” a “This Must Be the Place” di Paolo Sorrentino). Le coreografie sono firmate da Michael Rooney, figlio del grande Mickey, ovviamente anche lui in cameo. Le musiche sono di Christophe Beck, autore di colonne sonore famose, da “Ragazze nel pallone” a “Tower Heist”, ma anche del tema del serial horror “Buffy l’ammazzavampiri” che gli è valso un Emmy Award.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-mksg29nnb8k/Tyx69HTzKUI/AAAAAAAAA_Y/NwYh6kB9zso/s1600/Muppet6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-mksg29nnb8k/Tyx69HTzKUI/AAAAAAAAA_Y/NwYh6kB9zso/s200/Muppet6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705070018324277570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gran finale corale con tutti i nostri amici vecchi e nuovi che cantano e ballano sulle note del celeberrimo ‘manà manà’ (“Mah Na Mah Na”).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-9091155822536921068?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/9091155822536921068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=9091155822536921068' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/9091155822536921068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/9091155822536921068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/02/per-la-gioia-dei-fan-vecchi-e.html' title='Per la gioia dei fan vecchi e giovanissimi torna l&apos;ironica e simpatica banda dei &quot;Muppet&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-0OGS07QcBDc/Tyx75AlDfaI/AAAAAAAAA_8/Xhz8sEvoyjY/s72-c/Muppet1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-2977537524200235922</id><published>2012-01-30T19:27:00.000-08:00</published><updated>2012-01-31T19:39:04.486-08:00</updated><title type='text'>"Sulla strada di casa" la disperazione criminale di due uomini normalmente integerrimi</title><content type='html'>Due storie che alla fine si incrociano, tragicamente; due uomini onesti portati alla disperazione dalla crisi, economica e/o psicologica, e costretti a fare quello che non avrebbero mai fatto. Tutto questo nell’opera prima di Emiliano Corapi “Sulla strada di casa”. Un dramma che ben si adatta alla situazione attuale che costringe l’uomo ad un destino universale fra incertezza e paura. Un dramma umano raccontato come un film di genere, fra poliziesco e action thriller on the road&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xPFUu8hyUZY/TyiyuLxKzrI/AAAAAAAAA_M/K89n-zxa7cU/s1600/SullaStradadiCasa14.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-xPFUu8hyUZY/TyiyuLxKzrI/AAAAAAAAA_M/K89n-zxa7cU/s200/SullaStradadiCasa14.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5704005434567478962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; lungo la Penisola, da nord a sud, dalla Liguria alla Calabria e ritorno.&lt;br /&gt;Un’altra pellicola italiana indipendente che, dopo aver partecipato a una quindicina di festival nazionali e internazionale, ha faticato a trovare una degna uscita in patria, però alla fine ci è riuscita grazie alla Iris Film che lo distribuisce nelle sale dal 3 febbraio in una trentina di copie.&lt;br /&gt;“L’idea del film nasce da un articolo sul giornale – esordisce Corapi – che parlava come la criminalità da qualche anno usi come corrieri persone incensurate; mi incuriosiva e mi intrigava il perché una persona normale corre un rischio così grande per appianare i problemi economici. La storia è stata poi focalizzata in un film di tensione, ma non puramente di genere, che raccontasse la vicenda umana di base. Non mi interessava soltanto il genere ma lo spessore drammatico della vicenda. Evade gli stilemi del genere e mette in risalto il tratto realistico. La necessità di rimanere moralmente integri è un tema universale che mi sembrava attuale in un periodo di confusione dove spesso si è costretti a fare delle scelte sbagliate che non rispecchiano quello che siamo. Persone corrette che mancano della malizia e della spregiudicatezza di cui si ha bisogno oggi per sopravvivere, costrette a fare un salto più alto e rischioso. Persone in difficoltà costrette a fare una scelta sbagliata, e che per il protagonista si &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-v_rWawGmrbg/TyiyRsZXNBI/AAAAAAAAA_A/YolwacNSzbg/s1600/SullaStradadiCasa5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-v_rWawGmrbg/TyiyRsZXNBI/AAAAAAAAA_A/YolwacNSzbg/s200/SullaStradadiCasa5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5704004945109791762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;rivela un disastro”.&lt;br /&gt;Infatti, per salvare la propria azienda, il piccolo imprenditore ligure Alberto (un Vinicio Marchioni, mite, anonimo e azzeccato), inizia a fare il corriere per una potente organizzazione criminale. Misteriosi ‘viaggi d’affari’ per la moglie Laura (Donatella Finocchiaro), una compagna che ha sempre apprezzato la sua onestà. Ma l’arrivo di un altro gruppo di malviventi, interessati al ‘nuovo carico’ che dovrà trasportare, costringe l’uomo a pagare il prezzo più alto della sua scelta: o farà come vogliono loro o gli uccideranno moglie e figlio. E la storia si complica ulteriormente quando Alberto viene a sapere che non dovrà più portare il carico… perché un altro uomo, Sergio (Daniele Liotti), è appena partito con esso.&lt;br /&gt;“Dovevo essere un uomo medio e lo vedevo come una difficoltà enorme – confessa Marchioni, già Freddo nel “Romanzo criminale” televisivo -, perciò sono partito da tutte le possibilità dell’inflessione ligure. E mi sono reso conto che era una buona partenza perché per un attore interpretare un uomo normale è la cosa più difficile in assoluto. Il film mi ha colpito soprattutto perché è la storia di due persone assolutamente normali, di una si sa di più, dell’altra molto meno. E’ un fatto importante perché negli ultimi anni al cinema si usa dire tutto di tutti in modo che anche la casalinga di Voghera (sì, ancora lei ndr.) capisca. Una piccolissima parte della loro storia che sembra enorme perché porta lo spettatore dentro la crisi e le sue conseguenze. Il tutto realizzato con poco più di 250mila euro (né MiBac né Rai Cinema hanno accettato la proposta per ben 3 volte ndr.), come dire due soldi, e che finalmente esce grazie allo sforzo della Iris. Sono orgogliosissimo”.&lt;br /&gt;“La frustrazione di Sergio – ribatte Liotti sul &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-PfSE1lar_uI/Tyix1_94pkI/AAAAAAAAA-0/5vlk6s9m9Rk/s1600/SullaStradadiCasa13.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-PfSE1lar_uI/Tyix1_94pkI/AAAAAAAAA-0/5vlk6s9m9Rk/s200/SullaStradadiCasa13.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5704004469326915138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;suo personaggio – è non aver realizzato i suoi obiettivi prefissati e crede di risolvere facendo questi ‘viaggi’. La paura e il non aver accettato determinate responsabilità lo hanno portato sull’orlo del baratro e… cade. Ma lui e Alberto sono le due facce della stessa moneta. Perciò alla fine, Sergio è alla ricerca di un riscatto, della redenzione”.&lt;br /&gt;“Sono contento di aver affrontato la storia di persone di cui il nostro cinema non parla spesso – conclude il regista -, in fondo si tratta della ‘guerra tra due disgraziati’ che perdono la testa per mantenere la loro integrità. Entrambi hanno una famiglia, un figlio, come tanta gente normale impaurita, precaria, che non arriva alla fine del mese e diventa criminale per disperazione. E’ la cosiddetta guerra tra poveri”.&lt;br /&gt;Il tutto è arrivato grazie “all’appoggio, alla solidarietà e alla grande passione” dei veri produttori Andrea Petrozzi (anche esecutivo), Valerio Mezzabarba, Claudio De Toma e Roberta Petrozzi per Marvin Film e agli associati Eklektik Productions e Mauro Di Castro; del cast e della troupe.&lt;br /&gt;Nel cast anche Massimo Popolizio (boss calabrese), Fabrizio Rongione (capo dei banditi), Renato Marchetti (rappresentante), Fausto Maria Sciarappa (Francesco), Lucia Mascino (Ispettrice di polizia) e la partecipazione di Claudia Pandolfi (Simona, ex moglie di Sergio).&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-O-v7Y6buDPU/Tyixd4JcWLI/AAAAAAAAA-o/7yPa7pmS0Vo/s1600/SullaStradadiCasa3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 122px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-O-v7Y6buDPU/Tyixd4JcWLI/AAAAAAAAA-o/7yPa7pmS0Vo/s200/SullaStradadiCasa3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5704004054911047858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fotografia è di Raoul Torresi, il montaggio di Andrea Maguolo  e le musiche di Giordano Corapi.&lt;br /&gt;“Sulla strada di casa” ha avuto nel 2011 il Premio Speciale della Giuria e il Premio per la Miglior Interpretazione Maschile (Marchioni) ad Annecy Cinema Italien; il Premio Fondazione Antonveneta per la Miglior Opera Prima a Maremetraggio Festival Internazionale di Trieste; Premio Miglior Opera Prima Italiana a Umbria Film Festival; Premio per il Miglior Lungometraggio al Valdarno Cinema Fedic; Terzo premio del Pubblico al Bergamo Film Meeting.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-2977537524200235922?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/2977537524200235922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=2977537524200235922' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/2977537524200235922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/2977537524200235922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/due-storie-che-alla-fine-si-incrociano.html' title='&quot;Sulla strada di casa&quot; la disperazione criminale di due uomini normalmente integerrimi'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xPFUu8hyUZY/TyiyuLxKzrI/AAAAAAAAA_M/K89n-zxa7cU/s72-c/SullaStradadiCasa14.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-2898032444777002211</id><published>2012-01-26T11:32:00.000-08:00</published><updated>2012-01-27T11:43:31.985-08:00</updated><title type='text'>"Più come un artista": c'è una squadra multietnica nella cucina di Gennaro Esposito</title><content type='html'>Alla Casa del Cinema fino al 29 gennaio, sempre alle ore 18, il docu-film di Elisabetta Pandimiglio “Più come un artista”, presentato ieri a Roma, reduce del passaggio alle Giornate degli Autori dello scorso Festival di Venezia, e in attesa dell’uscita in Dvd, dopo la Berlinale, cioè nella seconda metà di febbraio, che partirà &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-WCh89R9D1RM/TyL-DC-hRqI/AAAAAAAAA-c/bjEAptRqAwM/s1600/PiuComeArtista2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-WCh89R9D1RM/TyL-DC-hRqI/AAAAAAAAA-c/bjEAptRqAwM/s200/PiuComeArtista2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702399406496630434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;con una vera e propria tournée.&lt;br /&gt;Un viaggio, non solo gastronomico, tra un piatto e una padellata nell’inarrestabile cucina del ristorante di Gennaro Esposito, uno degli chef più quotati del momento. Passioni e conflitti, sapori e colori, in un luogo dove si diventa tanto amici o tanto nemici; ci si ama e ci si odia, ma si è uniti per l’intera giornata per cucinare e (nelle pause) scherzare o riflettere fra amici-colleghi.&lt;br /&gt;“L’idea non è mia – confessa la regista -, ma di Gianluca Arcopinto (produttore con Marco Ledda per Settembrini film ndr.), poi la chiave mi l’ha dato lo stesso Gennaro per il quale il lavoro è vita, il riscatto in un mestiere che gli piaceva fin da bambino, quando era andato a lavorare in pasticceria per saldare un debito di famiglia. A me la scelta su un materiale immenso, quasi uno studio, perché ero libera di riprendere senza censura 24 ore su 24. ‘Noi siamo questo’ mi diceva, e infatti non è il cuoco rozzo, dittatoriale e geloso delle sue ricette, anzi lascia tutto a disposizione dei suoi ‘allievi’ come in una bottega rinascimentale. Legge loro addirittura i classici latini, persino Bukowski. Il mio è un dietro le quinte del ristorante, perciò sono rimasti fuori i clienti che pure ci sono. Di consueto sono 35 le presenze”.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-3AQrL2iS6uw/TyL9qJ4vgJI/AAAAAAAAA-Q/spn9hht3etc/s1600/PiuComeArtista9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-3AQrL2iS6uw/TyL9qJ4vgJI/AAAAAAAAA-Q/spn9hht3etc/s200/PiuComeArtista9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702398978854715538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Il documentario è stato fortemente voluto da Ledda – ribatte Arcopinto – che conosceva Gennaro, il suo talento e ha facilitato l’incontro. Io invece ho pensato ad Elisabetta che conosco da tanti anni, pregi e difetti inclusi, e mi aspettavo, visto le sue caratteristiche, trovasse la cosa giusta da scandagliare nelle persone”.&lt;br /&gt;Infatti, dagli “appostamenti lunghi intere giornate tra i vapori spessi di una cucina movimentata”, l’autrice segue, osserva e interroga senza parole i ‘protagonisti’ di questo quadro diverso, particolare, anzi eccezionale.&lt;br /&gt;“Una volta, se dicevi a una ragazza che facevi il cuoco, lei ti guardava come si guarda un bandito. Oggi non è più così – dice Esposito – anzi sei considerato quasi come un artista”, da questa sua affermazione il titolo del film che non è un ritratto perché l’obiettivo è sempre addosso alla colorata squadra multietnica della cucina della Torre del Saracino, a Vico Equense (precisamente a Marina di Seiano, nella penisola Sorrentina), durante il lavoro e i ‘tempi morti’: Peppe va pazzo per la moda e il design; la giapponese Fumiko in cucina ha trovato persino l’amore; Masato ha lasciato la fidanzata in patria per viaggiare ‘leggero’; Salvatore è diviso tra cattolicesimo, spiritualità ibride e il suo chiodo fisso: le donne. Però c’è anche chi ha lasciato perdere la laurea in giurisprudenza per dedicarsi ai fornelli, o chi ha scoperto la sua passione quasi per caso.&lt;br /&gt;Non mancano altri aspetti della vita di Gennaro, anzi l’unico momento con cui rinnova la sua energia e, al tempo stesso, trova un momento di relax: la nuotata in mare.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-4yPKpr-s2VE/TyL9SC_Zw_I/AAAAAAAAA-E/grlEDc9ixdc/s1600/PiuComeArtista1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4yPKpr-s2VE/TyL9SC_Zw_I/AAAAAAAAA-E/grlEDc9ixdc/s200/PiuComeArtista1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702398564686742514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autrice, tra gli altri di “Mille giorni di Vito” (Giornate degli Autori, Venezia 2009), però è già impegnata in un altro progetto (con Daria Menozzi), nato parallelamente a questo: “Cattive”, un docu-film sulle donne che scelgono di non essere madri. E, per il momento, lo sta auto-producendo.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-2898032444777002211?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/2898032444777002211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=2898032444777002211' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/2898032444777002211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/2898032444777002211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/piu-come-un-artista-ce-una-squadra.html' title='&quot;Più come un artista&quot;: c&apos;è una squadra multietnica nella cucina di Gennaro Esposito'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-WCh89R9D1RM/TyL-DC-hRqI/AAAAAAAAA-c/bjEAptRqAwM/s72-c/PiuComeArtista2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3680873005355155976</id><published>2012-01-25T08:55:00.000-08:00</published><updated>2012-01-27T09:03:15.793-08:00</updated><title type='text'>Un "Paradiso amaro" ma non troppo per Alexander Payne: 5 nomination all'Oscar</title><content type='html'>Alexander Payne, regista del film in odore di Oscar (cinque nomination tra cui il regista) "Paradiso amaro" con George Clooney  - che ha appena vinto il Golden Globe per questo ruolo ed è candidato all'ambita statuetta -, è di passaggio a Roma per presentarlo, in attesa dell'uscita italiana il 17 febbraio, distribuito da 20th Century Fox Italy in 250 copie.&lt;br /&gt;Un dramma contemporaneo su una famiglia - apparentemente in armonia, anzi 'perfetta' -, all'improvviso, colpita da una tragedia. E allora, fra segreti e menzogne, vizi e virtù, scoperte &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-WNvToEeByEc/TyLYhGtxS0I/AAAAAAAAA8k/MQb3G8oxinQ/s1600/ParadisoAmaro%2528AlexanderPayne%2529.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-WNvToEeByEc/TyLYhGtxS0I/AAAAAAAAA8k/MQb3G8oxinQ/s200/ParadisoAmaro%2528AlexanderPayne%2529.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702358141454338882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;e riflessioni, l'esistenza di un uomo, il capo famiglia, cambierà per sempre. Infatti, fino a quel momento era stato più impegnato sul lavoro che nella propria vita, spesso lontano dalle sue care moglie e figlie.&lt;br /&gt;"Non mi aspettavo cinque candidature - esordisce il regista americano di origine greca - ma lo sospettavo, lo immaginavo, soprattutto dopo aver ricevuto il Golden Globe che di solito sono indicazioni per gli Oscar. Sono molto contento e onorato di stare fra Martin Scorsese, Woody Allen, Terrence Malick e Michel Hazanavicious. Ci saranno dei simposi insieme e spero sempre di incontrare registi come loro, ma sospetto che Allen e Malick non si rechino mai a questi simposi. Ma io, Michel e Martin ci andremo e ci divertiremo insieme. Uno è organizzato dall'Associazione dei Registi Americani; l'altro dall'Academy, dovremo esserci tutti i 5 ma saremo al massimo tre".&lt;br /&gt;"In fondo tratta della condizione di essere umano, ma non è solo drammatico, ci sono sempre momenti difficili in tempo di crisi, è la condizione della maggior parte della gente. Noi dell'ambiente cinematografico, letterario e teatrale raccontiamo della classe media in situazioni comuni, credo che questa pellicola rispecchi la mia generazione, il fatto di essere americani e legato al passato dei nostri avi. E’ drammatico ma anche comico come la vita stessa, e io mi considero un regista di commedie. Ho la fortuna di avere sempre grandissimi attori come Jack Nicholson, Paul Giamatti e George Clooney ad interpretare i miei personaggi".&lt;br /&gt;"La principale ragione per cui ho accettato il progetto è l'ambientazione alle Hawaii - prosegue l'autore di 'Sideways" e "A proposito di Schmidt" -, al di là del fatto di vivere otto mesi in mezzo a quei paesaggi paradisiaci e una natura rigogliosa, ero incuriosito dal tessuto socio-culturale unico, dall'unicità della tradizionale consapevolezza dell'hawaiano delle sue radici e della sua discendenza, non solo l’aristocrazia bianca (protagonista del film ndr.), ma anche i nativi, coscienti delle loro radici e dei loro antenati. E' uno stato a sé, con 1,2 milioni di abitanti, distante dalla terra ferma, in mezzo all'oceano Pacifico. Grazie alla lontananza, alla posizione geografica, sono provinciali da un lato e cosmopoliti dall'altro, perché tutto il mondo va a visitare le Hawaii, migliaia di turisti vi si recano ogni anno, e in prevalenza giapponesi".&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-dlxrUPtfHGs/TyLYF4A0UrI/AAAAAAAAA8Y/e6McKInrHPc/s1600/ParadisoAmaro3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-dlxrUPtfHGs/TyLYF4A0UrI/AAAAAAAAA8Y/e6McKInrHPc/s200/ParadisoAmaro3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702357673651229362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere reali e naturali.&lt;br /&gt;"Parliamo di grandi star e tutto il contesto che ne consegue, ma sono innanzitutto attori. Nicholson e Clooney sono perseguitati dal gossip, dai paparazzi, se hanno la fidanzata oppure no. Quando uscì 'A proposito di Schmidt' dicevano 'Com'è che Nicholson non solleva il sopraciglio? E non ha accanto una ragazza giovane ma una moglie coetanea, una famiglia? Allora le recensioni iniziavano 'Nicholson ha interpretano un uomo sposato con una coetanea'. Ma del film quando si parlerà? Dopo cent'anni, quando non sapranno più chi è? I miei attori devono vestire i panni dell'uomo normale, è scontato che quando accettano di fare un mio film sanno già che il tipo di qualità che cerco è il realismo. Si prestano ad un film che riflette la realtà e non il glamour hollywoodiano che regna in questo periodo. E io dimentico il loro ruolo di star, magari per ricordarmene al momento della promozione".&lt;br /&gt;Amo il classico come tipo di narrazione, non si tratta tanto di stile - dichiara a proposito delle sue opere -, qualche regista può avere uno stile godardiano, qualcun altro surrealista, ma conta la sincerità nell'accettarlo, perché ci piacciono stili diversi. Scegliendo l'intensità e l'efficacia mi si richiede e si aspetta da me un certo tipo di linguaggio. Se fossi un regista ceco, avrei magari un altro stile, se i miei non fossero emigrati negli Usa dalla Grecia, forse, sarei diverso. Il mio è uno stile personale e credo mi rispecchi. Mi piace il cinema classico americano dagli anni '20 ai '70, dall'80 in poi mi piace meno. I classici europei mi piacciono per l'aspetto umano che c'è nella sceneggiatura e nella recitaz&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-WJyzkzXar2k/TyLXxvSA5PI/AAAAAAAAA8M/KP2GuUczN0Y/s1600/ParadisoAmaro1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-WJyzkzXar2k/TyLXxvSA5PI/AAAAAAAAA8M/KP2GuUczN0Y/s200/ParadisoAmaro1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702357327710053618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ione. La mia aspirazione personale è confrontarmi con film diversi ogni volta, non seguire un solo percorso come ho fatto finora, credo che ogni storia imponga lo stile in cui essere raccontata".&lt;br /&gt;A proposito di eutanasia, anche se il film non l’affronta perché accenna al 'testamento biologico', l'autore dice: "Non so perché in Italia ci sia una polemica accesa su questa tematica accettata in America. Se una persona afferma di non volere essere rianimata, di essere 'scollegata', è qualcosa di pacifico e accettato: ha un senso, è un testamento biologico. Non ho pensato a discussioni di questo tipo, soltanto mi sento dire almeno una volta al mese: se dovessi trovarmi in quella situazione sparami!".&lt;br /&gt;"Akira Kurosawa diceva 'spero che la mia morte arrivi mentre sto facendo un film, sul set'. Non voglio fare del sarcasmo sull'incidente mortale di Theo Angelopoulos (morto ieri ndr.), ma stava girando un film. L'ho incontrato anni fa al Festival di Salonicco, dopo 'Sideways', è stato gentile con me. Sono pochi i cineasti di origine greca nel mondo, l'Oscar ideale per me sarebbe per l'iraniano 'Una separazione', come miglior film e non solo come miglior film straniero. La cosa bellissima che mi ha poi detto Angelopoulos in Grecia, è di continuare a fare film, perché nella storia del cinema americano c'erano solo due registi di origine greca, Elia Kazan e John Cassavetes, e così in futuro mi&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-l1yeKEkh-80/TyLXXCmb-VI/AAAAAAAAA8A/rz3XYNLC1EY/s1600/ParadisoAmaro7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 152px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-l1yeKEkh-80/TyLXXCmb-VI/AAAAAAAAA8A/rz3XYNLC1EY/s200/ParadisoAmaro7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702356869039520082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; sarei trovato accanto a loro due. E’ un immenso dolore aver perso un maestro come lui".&lt;br /&gt;"Per me sarebbe un sogno girare a Cinecittà" conclude, anche perché ieri l'ha vista da vicino: ha tenuto una lezione per gli studenti del NUCT.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3680873005355155976?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3680873005355155976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3680873005355155976' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3680873005355155976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3680873005355155976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/un-paradiso-amaro-ma-non-troppo-per.html' title='Un &quot;Paradiso amaro&quot; ma non troppo per Alexander Payne: 5 nomination all&apos;Oscar'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-WNvToEeByEc/TyLYhGtxS0I/AAAAAAAAA8k/MQb3G8oxinQ/s72-c/ParadisoAmaro%2528AlexanderPayne%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-7620916246554909852</id><published>2012-01-24T08:13:00.000-08:00</published><updated>2012-01-27T09:49:17.958-08:00</updated><title type='text'>Uno sconvolgente viaggio appresso alla squadra della Sezione Protezione Minori parigina nel film "Polisse" di Maiwann</title><content type='html'>Presentato a Roma, dall'attrice e regista (per la terza volta) Maiwenn e dall'attore Riccardo Scamarcio - che ne ha una parte, abbastanza ‘tagliata’ in fase di montaggio -, il film "Polisse", premio della Giuria al Festival di Cannes 2011, e in uscita nelle sale italiane il 3 febbraio distribuito da Lucky Red.&lt;br /&gt;Un'opera che illustra la routine quotidiana degli agenti di polizia francesi della Sezione Protezione Minori. Il loro compito arrestare pedofili, acciuffare piccoli borseggiatori e poi riflettere&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-a5IZA2QCv1E/TyLji0vCvnI/AAAAAAAAA94/K9347dQJqsA/s1600/Polisse5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 101px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-a5IZA2QCv1E/TyLji0vCvnI/AAAAAAAAA94/K9347dQJqsA/s200/Polisse5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702370265615482482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; sui rapporti interpersonali durante le pause pranzo; interrogare genitori che abusano dei figli e raccogliere sconcertanti deposizioni dei bambini, affrontare adolescenti dalla sessualità fuori controllo, gioire per la solidarietà dei colleghi e sbellicarsi dalle risate nei momenti più inattesi. Sapere, soprattutto, che al peggio non c'è mai fine e tirare avanti con questa consapevolezza.&lt;br /&gt;Un film duro e crudo, soprattutto per lo stile documentaristico, naturale e disarmante che ci rende partecipe di fatti e situazioni quotidiane, apparentemente 'normali' ma in realtà tortuose, spesso aberranti.&lt;br /&gt;"Ho visto in televisione un documentario sulla Sezione Protezione Minori - confessa la regista, anche nel ruolo della fotografa Melissa - che mi ha colpito profondamente. L'indomani ho chiamato il canale tv dicendo che volevo contattare il regista per sapere come fare ad incontrare gli agenti della Sezione. Così è nato il film".&lt;br /&gt;Infatti la pellicola è il frutto di questi incontri.&lt;br /&gt;"Quello che ho scritto (con Emmanuelle Bercot ndr.) è basato esclusivamente - prosegue - su fatti ai quali ho assistito personalmente o su storie che gli agenti mi hanno raccontato. Ho cambiato qualcosa per alcuni dei casi raccontati, ma non ne ho inventato nessuno. Poi mi sembrava importante raccontare che, quando gli agenti sono impegnati in un caso, lo seguono solo fino a quando il colpevole di un reato viene arrestato, ma poi non sempre vengono informati sull'esito del processo. Passano rapidamente da un caso all'altro per non restare emotivamente coinvolti da nessuno in particolare. Perciò ero decisa a non far sapere al pubblico cosa ne sarebbe stato dagli accusati, visto che non lo sanno nemmeno gli agenti che li hanno arrestati".&lt;br /&gt;"Volevo mostrare - aggiunge - come la Sezione sembri quasi un nucleo familiare: gli agenti stanno insieme da mattina&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-eGfpYBb1Bfw/TyLjK1KshUI/AAAAAAAAA9s/NMA76fNFo8U/s1600/Polisse4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-eGfpYBb1Bfw/TyLjK1KshUI/AAAAAAAAA9s/NMA76fNFo8U/s200/Polisse4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702369853414606146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; a sera, fanno persino colazione insieme e vanno insieme a bere qualcosa dopo il lavoro! Qualche volta però i loro rapporti si fanno tesi per colpa di alcune rivalità e, spesso, per le storie d'amore che nascono tra membri del gruppo... Bisogna considerare che molti degli agenti della Sezione Protezione Minori sono donne che hanno qualcosa da dimostrare, a differenza dei loro colleghi maschi".&lt;br /&gt;"C'è una storia successa circa dieci anni fa e sono stati gli stessi agenti a raccontarmela. Il caso riguardava un uomo molto potente: aveva violentato la figlia per diversi anni eppure è riuscito a cavarsela grazie alla sua posizione e alle sue conoscenze. Persino l'ispettore capo mi ha detto che, anche se si tratta di un caso del passato che difficilmente potrebbe ripetersi, non sarebbe corretto dire che tutti gli accusati vengono trattati nello stesso modo".&lt;br /&gt;"Mentre i casi  sono tutti reali, i personaggi per lo più sono inventati. Emmanuelle ed io abbiamo scritto una specie di 'bibbia' per ciascum protagonista contenente elementi biografici e aspetti caratteriali, oltre a particolari sui rapporti e sulle rivalità tra i diversi membri della Sezione. Anche se tutte queste informazioni non si ritrovano nel film, sono state di aiuto per alcuni degli attori, che la consultavano durante le riprese".&lt;br /&gt;"Gli agenti della Protezione Minori sono spesso guardati dall'alto in basso dagli altri poliziotti! E la sezione è soprannominata 'Baby sezione'. E' assurdo che alla Squadra Antidroga, per quanto svolga un ruolo cruciale, vengano assegnati più risorse che alla sezione che ha il compito di proteggere i ragazzini di Parigi! Un bambino è stato picchiato? Sono loro ad occuparsi del caso. Un adolescente si è suicidato? Se ne occupano loro. Un ragazzino è scappato di casa? Ancora loro. La Sezione Protezione Minori ha a che fare solo con vittime minorenni. Ma se un minorenne commette un reato ai danni di un adulto, viene assegnato alla sezione che si occupa di quel reato specifico. Qualche volta i bambini pensano di essere colpevoli mentre nei fatti sono solo delle vittime: è il caso dei borseggiatori nella metropolitana. Si tratta di minori sfruttati, quindi di vittime, ed è compito della Sezione Minori acciuffare chi li sfrutta. Ciò che rende particolarmente difficile il loro lavoro è che quelli che li sfruttano sono i loro stessi familiari. Perciò passano il loro tempo a dare la caccia ai genitori, o a un fratello, uno zio, un insegnante... E' questo che rende difficile il loro lavoro: devono spiegare ai giudici che l'incesto, la violenza sessuale o l'abuso sono avvenuti all'interno della famiglia e spesso in modo non violento. La violenza può essere silenziosa... ed è il peggior tipo di violenza, credo. Una violenza inaudita".&lt;br /&gt;"Credo sia importante riuscire a trovare il lato comico anche nei momenti più terribili perché altrimenti la vita sarebbe insopportabile. Ed è il solo modo per un poliziotto di sentirsi vivo".&lt;br /&gt;"La vita professionale di questi poliziotti ha dei riflessi sulla loro vita privata. Mi ricordo per esempio un agente che mi ha raccontato che, da quando ha cominciato a lavorare nella Sezione, non è più riuscito a fare il solletico alla figlia. Ogni gesto comincia ad essere pesato e&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4TbLfBkWgwM/TyLi2kStXEI/AAAAAAAAA9g/MM5hOXBO7_w/s1600/Polisse1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-4TbLfBkWgwM/TyLi2kStXEI/AAAAAAAAA9g/MM5hOXBO7_w/s200/Polisse1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702369505287429186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; soppesato. Anche troppo, secondo me. E' quello che si vede nel film quando Joeystarr (il poliziotto Fred ndr.) fa il bagno alla figlioletta".&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-7620916246554909852?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/7620916246554909852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=7620916246554909852' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7620916246554909852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7620916246554909852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/un-viaggio-sconvolgente-con-la-squadra.html' title='Uno sconvolgente viaggio appresso alla squadra della Sezione Protezione Minori parigina nel film &quot;Polisse&quot; di Maiwann'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-a5IZA2QCv1E/TyLji0vCvnI/AAAAAAAAA94/K9347dQJqsA/s72-c/Polisse5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-5505654106496339801</id><published>2012-01-23T07:49:00.000-08:00</published><updated>2012-01-27T09:44:08.587-08:00</updated><title type='text'>Tutto l'odio che viviamo nella nostra società contemporanea in "ACAB" di Sollima-Bonini</title><content type='html'>Dal piccolo al grande schermo, Stefano Sollima ripropone il mondo violento della metropoli, ma stavolta contemporaneo e dal punto di vista dei poliziotti, anzi dei  celerini, sulla società multietnica e, quindi, ‘multiviolenta’ senza retorica né falso moralismo. Tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Bonini (Einaudi), il film è basato su una storia vera. "Acab" è l'acronimo di "All Cops are Bastards" (Tutti i poliziotti sono bastardi) un motto che, nato dal movimento skinhead inglese anni '70, è diventato nel tempo un richiamo universale alla guerriglia nelle&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-HlsW58eigrY/TyLiU8Z-5KI/AAAAAAAAA9U/dBh2cU4u3Rc/s1600/Acab%2528Sollima%2529.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 132px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-HlsW58eigrY/TyLiU8Z-5KI/AAAAAAAAA9U/dBh2cU4u3Rc/s200/Acab%2528Sollima%2529.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702368927644837026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; città, nelle strade, negli stadi. Un film prodotto da Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Marco Chimenz per Cattleya (già produttrice del serial dall'incredibile successo "Romanzo Criminale", diretto dallo stesso Sollima), con Babe Films (Francia), in associazione con FastFilm e in collaborazione con Rai Cinema, che sarà nelle sale italiane da venerdì 27 gennaio, distribuito da 01 in 300 copie.&lt;br /&gt;"L'idea era quella di fare un film di genere, e il reparto mobile della polizia si presta, un film intelligente che affrontasse lateralmente alcuni temi importanti della nostra realtà, ma anche un prodotto di intrattenimento, sulla scia del poliziesco anni settanta.  La vicinanza allo spirito gladiatorio c'era già nel riferimento al graffito del Cobra. E come impressione la semplicità, un film maschile sui corpi maschili, sull'adrenalina che si portano sempre appresso".&lt;br /&gt;"Non abbiamo avuto contributi dalle forze dell'ordine né mezzi né caserme - ribatte il produttore Chimenz -, ma non ci hanno nemmeno ostacolato, dato che avevamo due scene critiche, una davanti al Parlamento, l'altra al Quirinale (dimostrazioni degli stessi poliziotti ndr.). Hanno avuto un atteggiamento di distanza dal film, l'hanno visto vari esponenti della polizia, ma non sappiamo a quale livello. Però non abbiamo mai avuto una reazione d'insieme, ma su tutta la gamma. Alcuni poliziotti sostengono che è la verità, altri che non corrisponde per niente all'oggi, anche perché nel corso degli ultimi 6/7 anni la situazione è molto cambiata".&lt;br /&gt;"Mi sono addestrato, soprattutto nell'aspetto sportivo col rugby - afferma Pierfrancesco Favino che è Cobra -, poi siamo stati aiutati in qualche modo a capire quali siano le tecniche di difesa e d'attacco. La formazione della squadra di rugby conta perché in essa l'aspetto fisico è importante. Prima affronti sul lavoro personaggi così delicati per la morale pubblica, poi spontaneamente alcune sensazioni nascono dentro di te, perché finché &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-QtbLPUBxPj8/TyLh3ZPIjTI/AAAAAAAAA9I/H0kEUT1Us6g/s1600/Acab2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-QtbLPUBxPj8/TyLh3ZPIjTI/AAAAAAAAA9I/H0kEUT1Us6g/s200/Acab2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702368419987885362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;non minacciano la tua famiglia non sai mai come reagirai. Ti chiedi cosa può accadere nel corpo, nel fisico e nella mente in questi momenti così drammatici, e devi simulare qualcosa di questo tipo. Bandisco i casi limiti perché non hanno niente a che fare col film. Quando sei dietro uno scudo e dall'altra parte ti spinge un numero superiore di contendenti anche a te attore, persona, ti provoca qualcosa. L'aggressività è normale nell'uomo, e non siamo addestrati per controllarla. Cosa cambia passando dai panni del Libanese con la pistola, al Cobra che ha un manganello in mano? Cambio anche fisicamente e non solo in testa. Un'idea generalizzata è sempre sbagliata, conta la mia opinione personale, ideologica e morale".&lt;br /&gt;"Devo dire che un pregiudizio ce l'avevo - dichiara Filippo Nigro nel ruolo di Negro -, ma loro devono usare la violenza, quando i limiti con cui viene usata è poco precisato. E' uno stato personale, loro non sono dei celerini qualsiasi, sono reduci di un G8 anche se non lo raccontano spesso, ed è tutto compresso in quattro personaggi. Non penso che siano santi, ma la mia percezione è cambiata. E' la simulazione di un fatto umano, rispondere con violenza e odio ad un attacco, se si viene aggrediti. La preparazione fisica col rugby ci ha aiutato ad unirci come gruppo, al di là dell'aspetto  fisico, dentro la caserma, nel Ducato. Stare con questi poliziotti parecchio tempo insieme".&lt;br /&gt;"Ero quello più in forma nonostante questi 48 e più anni - ribatte Marco Giallini che è Mazinga -, mi sono controllato con una dieta a base di riso e tonno. Figuriamoci non avevo preso  i cazzotti da quelli col casco, ma io già li prendevo di mio. Ci siamo preparati bene e siamo diventati un gruppo, ci telefoniamo ancora due volte al giorno. Ma io non ho mai avuto a che fare col celere, con un altro tipo di polizia sì".&lt;br /&gt;"Più che cambiata è arricchita - dice Andrea Sartoretti nel ruolo di Carletto -, io ho partecipano alle prove non alle cariche perché il mio personaggio è un ex celerino. Dovevo capire da dove venivo, percepivo la tensione immensa che vivono loro, pagati per affrontare una guerra civile quotidiana. Ora la mia opinione ha più colori".&lt;br /&gt;"Entrare nella parte del poliziotto - ribatte il giovane Domenico Diele che è la recluta Adriano -, comprendere più a fondo, capire le ragioni di queste persone. La mia opinione è quella di prima, ma ho più strumenti per valutare le singole posizioni". &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-sP5Y1fWA8VA/TyLhVuqNeqI/AAAAAAAAA88/QSw6IAKUhH4/s1600/Acab6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-sP5Y1fWA8VA/TyLhVuqNeqI/AAAAAAAAA88/QSw6IAKUhH4/s200/Acab6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702367841623046818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E' tratto da un libro, non credo sia un film in mezzo (fra "Diaz", alla Berlinale, e "Romanzo di una strage di prossima uscita ndr.) -, la nostra è un'uscita casuale, difficile da spiegare. Il materiale è di 4/5 anni fa. Il fatto di Genova non è raccontato direttamente, ed è già molto rappresentato, non potrei aggiungere niente. Non è un film sulla celere, nemmeno a favore. Non c'entrano niente, il G8 è un fatto eccezionale che è giusto raccontare. Noi raccontiamo dei celerini, l'odio in cui viviamo, l'intolleranza, la violenza che ogni giorno c'è in città. Questo mondo da un punto di vista inusuale, che non appartiene né alla letteratura né al cinema".&lt;br /&gt;"E' fedele allo spirito del libro - confessa l'autore Bonini - non avevo l'ambizione di provare niente, volevo scartare la lettura bianca o nera. Credo che nel film ci sia un'assoluta fedeltà nell'approccio e nello sguardo. Dietro una visiera di plexiglass è più complicato raccontare la realtà, la durezza dell'oggetto moltiplica l'effetto emotivo, e dobbiamo fare i conti con una parte di noi che rifiutiamo. Di fronte alla scena in cui vengono brutalizzati i tre rumeni che a loro volta avevano brutalizzato gli immigrati, pensi 'stanno facendo bene' ma poi ti trattieni. Non è possibile, c'era un rischio morale, già quando uscì il libro. Credo che quando scrivi o fai un film ti devi liberare dal ricatto, in senso buono del termine, sennò non racconti mai niente, e se lo fai deve essere funzionale a quello di cui sei convinto. Ho conosciuto i tre protagonisti del libro (nel film sono 4 ndr.), ho fatto un'operazione su me stesso non da ridere. Allora mi dava fastidio solo ascoltare, credo sia un passaggio obbligato. Il film è assolutamente fedele e ha una potenza che il libro non ha, quella delle immagini che non  hanno bisogno delle parole".&lt;br /&gt;"E' molto difficile generalizzare - conclude Sollima -, scegliere chi mandare, ma è ovvio che conta la loro attitudine, perché vengono chiamati ad esercitare questo servizio. Tutte le persone che ho incontrato sono completamente diverse fra di loro, ognuno ha una posizione diversa. I celerini sono centinaia di migliaia non volevo criminalizzarli, non potevo immaginarli tutti così. L'irruzione nel covo e gli altri episodi, sono fatti veri, non criminalizziamo, ma abbiamo mostrato delle cose, pezzi nostra storia raccontati con correttezza, evitando il quadro troppo ideologizzato. Il film, nonostante sia immerso nei fatti più sanguinosi ed inquietanti degli ultimi  anni, non vuole essere un film di denuncia sociale, o meglio, non solo. Il problema è il moralismo, che ora si sta scatenando su internet sul tema, chi dice di essere dalla parte Bianca chi dalla parte Nera".&lt;br /&gt;"Un atteggiamento che il film non ha - ribatte Favino -, è un discorso morale, non da parolaccia. Mostra la realtà così com'è, non quella di chi dice 'guarda come sono brutti, o quanto sono belli', quello è moralismo, e crediamo riguardi non solo i celerini, ma anche tifosi, rumeni, persino quello che colpisce col crick per un parcheggio. Una rappresentazione della violenza per consentirci di perdonarci, senza chiedere mai di prendere le parti, perché ormai non si capisce più la differenza tra moralismo e morale".&lt;br /&gt;"Rispetto il lavoro del regista, degli attori - conclude Bonini -, non chiesto mai di intervenire. Prima della stesura della&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Fw7E9mLgYHU/TyLg26Di4TI/AAAAAAAAA8w/8nsTqQOAO_0/s1600/Acab1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Fw7E9mLgYHU/TyLg26Di4TI/AAAAAAAAA8w/8nsTqQOAO_0/s200/Acab1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702367312106152242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; sceneggiatura ho parlato con gli sceneggiatori (Daniele Cesarano, Barbara Petronio, Leonardo Valenti), soprattutto su cosa avevo messo e su cosa era rimasto fuori dal libro. Credo che la scelta degli attori sia assolutamente corretta, perché dovevano attraversare un'esperienza come è accaduto a me quando dovevo scrivere il libro. La mia presenza sul set sarebbe stata un elemento di disturbo. Penso sia giusto così".&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-5505654106496339801?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/5505654106496339801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=5505654106496339801' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5505654106496339801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5505654106496339801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/lodio-in-cui-viviamo-nella-societa.html' title='Tutto l&apos;odio che viviamo nella nostra società contemporanea in &quot;ACAB&quot; di Sollima-Bonini'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-HlsW58eigrY/TyLiU8Z-5KI/AAAAAAAAA9U/dBh2cU4u3Rc/s72-c/Acab%2528Sollima%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3695111527387418640</id><published>2012-01-21T09:19:00.001-08:00</published><updated>2012-01-25T07:57:01.881-08:00</updated><title type='text'>Gli alieni distruggono Mosca (e altre capitali del mondo): al cinema è arrivata "L'ora nera"</title><content type='html'>Ritorna il visionario regista russo, anzi kazako, Timur Bekmambetov (da “I guardiani della notte” a “Wanted - Scegli il tuo destino” e “I guardiani del giorno”), qui nelle vesti di produttore, con Tom Jacobson, di un thriller fantascientifico in 3D di nuova generazione, diretto dal collega Chris Gorak (“Right At Your Door”). Un film di genere in versione catastrofica, dato che è ambientato nella mitica Mosca, per decenni scenario della guerra fredda (vera) ma&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-2J9kB1CuIP0/Txr2B_ehM8I/AAAAAAAAA70/Ijn0cZaMhrQ/s1600/OraNera6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-2J9kB1CuIP0/Txr2B_ehM8I/AAAAAAAAA70/Ijn0cZaMhrQ/s200/OraNera6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700138792470524866" /&gt;&lt;/a&gt; da quasi sessant’anni ‘vietata’ al cinema occidentale e soprattutto a quello hollywoodiano, e oggi più che mai di moda sul grande schermo (la vedremo dalla prossima settimana in “Mission: Impossible - Protocollo fantasma”) ma, non a caso, viene spesso pressoché distrutta come in questo prodotto che non deluderà i fan.&lt;br /&gt;E questo ‘cinegame’ di genere, probabilmente, conquisterà i ragazzi perché ha un buon ritmo e la dose d’azione giusta per coinvolgere gli appassionati. La sceneggiatura di Jon Spaihts - basata su una storia di Leslie Bohem &amp; M.T. Ahern e Jon Spaihts – non riesce ad evitare luoghi comuni né stereotipi, ma in compenso offre qualche colpo di scena e qualche personaggio bizzarro, come l’improvvisato ‘scienziato’, inventore di una stanza/gabbia antialieni, ma anche di un ‘cappottino a rete metallica’ per il suo bellissimo gatto. &lt;br /&gt;La pellicola racconta la vicenda di cinque ragazzi che si ritrovano a Mosca e cercano di sopravvivere ad un apocalittico attacco da parte di invisibili, ostili e spietati extraterrestri. Approdati nella capitale russa nel bel mezzo di una misteriosa tempesta luminosa, igiovani imprenditori americani Sean (Emile Hirsch, da “Into the Wild” a “Milk”) e Ben (Max Minghella, da “The Social Network” a “Le idi di marzo”) inseguono i loro sogni in una metropoli internazionale zeppa di soldi, ma anche di uomini d’affari senza scrupoli. Le turiste per caso Natalie (Olivia Thirlby, vista in “Juno”) e Anne (la Rachael Taylor di “Transformers”), sono invece atterrate a Mosca in attesa di proseguire il viaggio il verso il Nepal, e cercano di sfruttare l’opportunità di divertirsi in una &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-TK_32LvhQQM/Txr1dR9vzWI/AAAAAAAAA7o/wHxlzqsN660/s1600/OraNera9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 92px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-TK_32LvhQQM/Txr1dR9vzWI/AAAAAAAAA7o/wHxlzqsN660/s200/OraNera9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700138161778183522" /&gt;&lt;/a&gt;delle capitali internazionali della vita notturna.&lt;br /&gt;Le due coppie di amici si incontrano tra i fasti e il glamour del nightclub Zvezda, locale di tendenza per stranieri e bellezze locali, e vi trovano anche il giovane Skylar (Joel Kinnaman, del serial televisivo “The Killing”), lo svedese che ha truffato i due inseparabili amici. Ma l’esclusivo club diventa all’improvviso uno scenario terrificante, anzi letale, quando gli alieni invadono il Pianeta e tutto scivola nell’oscurità.  &lt;br /&gt;Sopravvissuti all’attacco iniziale nascondendosi nello scantinato, i cinque giovani emergono ai confini di una Mosca ormai priva di energia elettrica e spopolata. Iniziano allora una vera e propria odissea in una città straniera, dove incontrano alcuni sopravvissuti russi che li aiutano a far luce sui misteri di questi invasori (che con una sorta di scarica elettrica inceneriscono gli umani) e, cosa più importante, si alleano con loro per affrontarli e, possibilmente, annientarli...&lt;br /&gt;Divertimento assicurato per chi ama il genere, anche perché la pellicola – tra riferimenti e citazioni, dal nostrano&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-K1KgI_MhHmg/Txr0baznkDI/AAAAAAAAA7c/mN9U8IxXa6Q/s1600/OraNera7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 102px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-K1KgI_MhHmg/Txr0baznkDI/AAAAAAAAA7c/mN9U8IxXa6Q/s200/OraNera7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700137030280253490" /&gt;&lt;/a&gt;  “L’ultimo uomo della Terra” all’inizio della saga “Mad Max” - ha la durata standard di un’ora e mezza scarsa (montaggio di Fernando Villena) e vanta efficaci effetti speciali digitali visivi supervisionati da Stefen Fangmeier e una bella fotografia di Scott Kevan che sfrutta l’effetto stereoscopico soprattutto su luoghi, palazzi e strade dell’ex metropoli sovietica.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3695111527387418640?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3695111527387418640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3695111527387418640' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3695111527387418640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3695111527387418640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/gli-alieni-distruggono-mosca-e-altri.html' title='Gli alieni distruggono Mosca (e altre capitali del mondo): al cinema è arrivata &quot;L&apos;ora nera&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-2J9kB1CuIP0/Txr2B_ehM8I/AAAAAAAAA70/Ijn0cZaMhrQ/s72-c/OraNera6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-4309055516656236046</id><published>2012-01-20T12:56:00.000-08:00</published><updated>2012-01-20T13:02:05.939-08:00</updated><title type='text'>Ritorna per la quarta volta l'affascinante vampira Selene in "Underworld - Il risveglio"</title><content type='html'>Per i fan della saga fanta-horror d’azione di cui è protagonista la sempre affascinante e brava Kate Beckinsale, ecco una vera sorpresa perché il quarto capitolo ‘funziona’. L’ennesima avventura, stavolta diretta con grinta dagli svedesi Marlind &amp; Stein (“Shelter - Identità paranormali), sempre roboante e zeppa di azione, è molto più stringata (solo 88’), supera ampiamente la deludente precedente sia nel ritmo che nella &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-WCDvtvsikKo/TxnV5tNsmEI/AAAAAAAAA7Q/5nnfLBP0cWI/s1600/UnderworldRisveglio11.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 103px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-WCDvtvsikKo/TxnV5tNsmEI/AAAAAAAAA7Q/5nnfLBP0cWI/s200/UnderworldRisveglio11.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699821990780377154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;storia e, forse, perciò intrattiene e coinvolge offrendoci colpi di scena e lasciando sempre aperta la porta ad un ‘nuovo’ episodio, visto che la protagonista scopre di aver avuto una figlia e… lasciamo a voi appassionato l’altra sorpresa finale. E, come è ormai consuetudine, la pellicola è in 3D, in questo caso sfruttato bene, soprattutto nella prima parte e particolarmente nelle scene di combattimenti e/o esplosioni.&lt;br /&gt;La quarta puntata, sceneggiata da Len Wiseman &amp; John Hlavin (che firmano anche il soggetto), Michael Straczynski e Allison Burnett, vede la leggendaria vampira guerriera Selene (Beckinsale, rimasta prigioniera del cliché, nonostante i suoi esordi di tutto rispetto nel dramma e nella commedia d’autore) si risveglia, quindici anni dopo la sconfitta da parte di lei e del suo compagno Michael - un ibrido umano-Lycan - (in “Underworld Evolution”), dell’Anziano Marcus. Ma da allora gli umani hanno scoperto l’esistenza sia dei Vampiri sia dei Lycan e hanno scatenato una vera e propria guerra senza quartiere per sterminarli. Selene, catturata durante il genocidio, si ritrova così prigioniera nel laboratorio di Antigen, una potente compagnia biotech impegnata a sviluppare un &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-_28qYMV97FU/TxnVtgjw3YI/AAAAAAAAA7E/fxCm_7GngCY/s1600/UnderworldRisveglio8.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-_28qYMV97FU/TxnVtgjw3YI/AAAAAAAAA7E/fxCm_7GngCY/s200/UnderworldRisveglio8.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699821781224840578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;vaccino contro i virus che hanno creato Vampiri e Lycan.&lt;br /&gt;Sconvolta dalla notizia della morte di Michael, Selene poco a poco supera il dolore quando viene a sapere che, mentre era in stato criogenico, ha dato alla luce una bambina, Eve (India Eisley, premiata protagonista del televisivo “The Secret Life of An American Teenager”). In cerca di un rifugio per lei e la figlia, scopre poi che il suo orgoglioso popolo è stato quasi sterminato e che i pochi sopravvissuti sono nascosti nel sottosuolo, ma questi la respingono per via del suo legame con Michael.&lt;br /&gt;Il solo a difenderla e aiutarla nella sua vendetta contro Antigen è il giovane e fascinoso vampiro David (Theo James, da “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni” a “Finalmente maggiorenni”). Ma contro i Lycan, che ancora una volta stanno riprendendo il predominio, persino la stessa Selene sembra impotente, perché essi sono guidati dal più feroce e crudele antagonista, un gigantesco Lycan geneticamente modificato. Però la fine non è stata ancora scritta…&lt;br /&gt;Nel cast due veterani, grandi attori come Stephen Rea (da “La moglie del soldato” a “Intervista col vampiro”) che interpreta il dottor Jacob Lane, primario dell’Antigen; e Charles Dance (da “Plenty” al serial “Il trono di spade”), nel ruolo di Thomas, capo dei vampiri. Ma ci sono anche Michael Ealy (detective Sebastian), Kris Holden-Ried (Quint), Jacob Blair (Kolb) e Sandrine Holt (dottoressa Lida), già protagonista di “Rapa Nui” e “Pocahontas - La leggenda”, poi confinata sul piccolo schermo. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-l9KYNQv16mg/TxnVWZRMz3I/AAAAAAAAA64/pV0jCWPkcK8/s1600/UnderworldRisveglio2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 143px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-l9KYNQv16mg/TxnVWZRMz3I/AAAAAAAAA64/pV0jCWPkcK8/s200/UnderworldRisveglio2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699821384130940786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basato sui personaggi creati da Kevin Grevioux e Len Wiseman &amp; Danny McBride, il film si avvale anche della fotografia di Scott Kevan, delle scenografie di Genie Claude Paré, dei costumi di Monique Prudhomme, del montaggio di Jeff McEvoy e delle musiche di Paul Haslinger.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-4309055516656236046?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/4309055516656236046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=4309055516656236046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/4309055516656236046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/4309055516656236046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/ritorna-per-la-quarta-volta.html' title='Ritorna per la quarta volta l&apos;affascinante vampira Selene in &quot;Underworld - Il risveglio&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-WCDvtvsikKo/TxnV5tNsmEI/AAAAAAAAA7Q/5nnfLBP0cWI/s72-c/UnderworldRisveglio11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-7385351434956990376</id><published>2012-01-18T14:14:00.000-08:00</published><updated>2012-01-18T14:21:23.124-08:00</updated><title type='text'>Dopo lo straordinario successo del precedente, Bisio e Siani vi augurano un "Benvenuti al Nord"</title><content type='html'>Dopo lo straordinario successo di “Benvenuti al Sud” (30 milioni di euro), riadattamento del francese “Giù al Nord”, non poteva che esserci un seguito e,&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-_Hv_rKiHbKo/TxdFxSi-BdI/AAAAAAAAA6s/INr9I66jts4/s1600/BenvenutialNord1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-_Hv_rKiHbKo/TxdFxSi-BdI/AAAAAAAAA6s/INr9I66jts4/s200/BenvenutialNord1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699100566555067858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; visto che squadra vincente non si cambia, casomai si rafforza, eccoci con “Benvenuti al Nord” variazione tutta milanese della precedente commedia campione d’incassi. Certo, stavolta il soggetto e la sceneggiatura sono frutto della fantasia del regista Luca Miniero e di Fabio Bonifacci perché il film francese – nonostante abbia sfondato al botteghino in patria non ha avuto un sèguito -, ma Dany Boon è ancora produttore esecutivo, con Antonella Iovino, della seconda puntata tutta ‘italiana’.&lt;br /&gt;Se il risultato non raggiunge le vette del primo capitolo, la commedia – nonostante qualche forzatura e luogo comune (magari vero) – diverte ancora e dovrebbe accontentare i tantissimi fan, perché come l’altra evita volgarità e macchiette e si avvale della partecipazione di Paolo Rossi nella parte del capo Palmisan, una sorta di Marchionne delle Poste.&lt;br /&gt;Mattia (Alessandro Siani) in crisi con la moglie Maria (Valentina Lodovini) è costretto a trasferirsi a Milano, incastrato dall’ingenuità dei suoi amici Costabile Piccolo (Nando Paone) e Costabile Grande (Giacomo Rizzo), con la complicità di Alberto. Ma niente paura, ad attenderlo c’è proprio Alberto (Claudio Bisio), alle prese con la moglie Silvia (Angela Finocchiaro, anche nel ruolo della madre/suocera): ora che è finalmente riuscita a tornare a Milano, la detesta a causa delle polveri sottili e dell’ozono troposferico e accusa il marito di trascurarla per il troppo  lavoro.&lt;br /&gt;Per lo spaesato napoletano, l’impatto con il Nord e con la vita dell’amico milanese sarà catastrofico al punto che i due, lasciati dalle rispettive mogli, si troveranno a misurarsi con le differenze&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-tJAWrNf7oDU/TxdFeDBR9AI/AAAAAAAAA6g/XhsoIeYfM-c/s1600/BenvenutialNord11.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-tJAWrNf7oDU/TxdFeDBR9AI/AAAAAAAAA6g/XhsoIeYfM-c/s200/BenvenutialNord11.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699100235969721346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; etnico-culturali dei loro caratteri. Così facendo Mattia imparerà il senso di responsabilità da Alberto, mentre Alberto ritroverà la leggerezza grazie a Mattia. Ma l’arrivo degli ‘altri napoletani’, inclusa la mamma (Nunzia Schiano) di Mattia, e la conseguente sequela di equivoci metterà nuovamente a repentaglio la loro amicizia. Una festa degli alpini in un paesino di montagna, fra polenta e balli, però porterà la riconciliazione… di tutti, cioè mogli e mariti inclusi. “O nord e o sud anna sta’ assiem” Scapece (Salvatore Misticone) docet.&lt;br /&gt;Stavolta comunque, visto il ‘trasferimento’ a Milano, la Finocchiaro ha una parte - anzi due perché interpreta Erminia, cioè madre e figlia del suo personaggio - più importante della Lodovini che, dopo il prologo, resta al sud per ricongiungersi al gruppo nel finale del film.&lt;br /&gt;Nel cast anche Fulvio Falzarano (Mario), Gianmarco Pozzoli (Magonza), Katia Follesa (tassista) e Teco Celio (leghista).&lt;br /&gt;Un’inedita Milano è fotografata da Paolo Carnera mentre firma le musiche Umberto Scipione. La pellicola è sempre prodotta da Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Marco Chimenz e Francesca Longardi, realizzata da Cattleya per Medusa Film, in collaborazione con Sky Cinema&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ThwZLk-vmDM/TxdFKeGMwFI/AAAAAAAAA6U/1Y2L4LY4nO8/s1600/BenvenutialNord3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ThwZLk-vmDM/TxdFKeGMwFI/AAAAAAAAA6U/1Y2L4LY4nO8/s200/BenvenutialNord3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699099899640725586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; e con Mediaset Premium, e distribuita da Medusa in ben 800 copie! Il successo è, dunque, assicurato.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-7385351434956990376?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/7385351434956990376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=7385351434956990376' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7385351434956990376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7385351434956990376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/dopo-lo-straordinario-successo-del.html' title='Dopo lo straordinario successo del precedente, Bisio e Siani vi augurano un &quot;Benvenuti al Nord&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_Hv_rKiHbKo/TxdFxSi-BdI/AAAAAAAAA6s/INr9I66jts4/s72-c/BenvenutialNord1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-6860213961813849854</id><published>2012-01-15T15:36:00.001-08:00</published><updated>2012-01-15T15:46:27.931-08:00</updated><title type='text'>"L'incredibile storia - vera - di Winter il delfino", una femmina che visse due volte</title><content type='html'>Ispirato alla storia vera del delfino Winter e della comunità di Clearwater che si è unita per salvargli la vita, è un’opera cinematografica che, pur rispettando le costanti del cinema hollywoodiano per ragazzi, non eccede con lo zucchero né cade nello strappalacrime. Infatti, se la vicenda vera è stata romanzata per renderla fruibile ad un pubblico familiare, riesce a coinvolgere anche un pubblico adulto, principalmente quello che ama&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Qolm5qX47w0/TxNkseNDWYI/AAAAAAAAA6I/_R82jKrbUGc/s1600/WinterIlDelfino7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Qolm5qX47w0/TxNkseNDWYI/AAAAAAAAA6I/_R82jKrbUGc/s200/WinterIlDelfino7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698008668738640258" /&gt;&lt;/a&gt; e conosce gli animali, e soprattutto chi ama in particolare i delfini.&lt;br /&gt;Mentre nuota libero, un giovane delfino femmina resta impigliato in una trappola per granchi e riporta gravi ferite alla coda; viene soccorso e trasportato al Clearwater Marine Hospital, dove gliviene dato il nome Winter. Ma la sua lotta per sopravvivere è solo all’inizio. &lt;br /&gt;La perdita della coda – le è stata amputata per fermare l’infezione - può costargli la vita e saranno necessarie l’esperienza di un appassionato biologo marino, il Dr. Clay Haskett (Harry Connick Jr.); l’ingegno di un brillante medico esperto di prostetica, il Dr. Cameron McCarthy (il premio Oscar Morgan Freeman) e l’incrollabile devozione di un ragazzo, l’introverso e solitario Sawyer (Nathan Gamble) che l’ha soccorso per primo, per portare a compimento un miracolo; questo miracolo non solo ha salvato il vero Winter (nel ruolo di se stesso), ma è riuscito ad aiutare migliaia di persone in  tutto il mondo.&lt;br /&gt;Quindi, come dicevamo su, “L’incredibile storia di Winter il delfino” è un’avventura ora commovente ora divertente&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-F1mseb7wozk/TxNj8-LHhUI/AAAAAAAAA58/3ZNPl3axVgo/s1600/WinterIlDelfino15.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-F1mseb7wozk/TxNj8-LHhUI/AAAAAAAAA58/3ZNPl3axVgo/s200/WinterIlDelfino15.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698007852686738754" /&gt;&lt;/a&gt; che riflette anche sul potere di guarigione dei legami famigliari, umani e animali, anzi misti.&lt;br /&gt;“Uno dei temi più importanti del film è che tutti noi - gli umani, gli animali, la natura - viviamo insieme – afferma il regista Charles Martin Smith -; siamo parte di una comunità globale che va oltre il genere umano e penso che il film parli di questo in modo profondo e divertente, con cuore e umorismo”.&lt;br /&gt;Il vero Winter è diventato nella realtà il simbolo del coraggio e della speranza per milioni di persone in tutto il mondo - in particolare quelle che devono affrontare disabilità fisiche - colpite dalla sua straordinaria storia di recupero e riabilitazione. &lt;br /&gt;Il film è anche interpretato dalla rediviva Ashley Judd nel ruolo Lorraine Nelson, madre single di Sawyer; Cozi Zuehlsdorff è l’estroversa Hazel, la figlia di Clay, che fa presto amicizia con Sawyer; il veterano Kris Kristofferson è Reed, padre di Clay e nonno di Hazel; Austin Stowell è Kyle Connellan, Frances Sternhagen è Gloria Forrest, e Austin Highsmith è l’assistente Phoebe.&lt;br /&gt;L’ex attore Charles Martin Smith (da “American Graffiti” a “Gli intoccabili” e “Mai gridare al lupo”), passato dietro la cinepresa da oltre vent’anni, ha diretto con mano sicura la sceneggiatura firmata Karen Janszen (“Free Willy 2”) e Noam Dromi. Il film è prodotto da Andrew A. Kosove e Broderick Johnson (candidati all’Oscar per “The Blind Side”) della Alcon Entertainment, e &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ox-NOalW2OY/TxNjOYpIe0I/AAAAAAAAA5w/SPC5xUczKqk/s1600/WinterIlDelfino13.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ox-NOalW2OY/TxNjOYpIe0I/AAAAAAAAA5w/SPC5xUczKqk/s200/WinterIlDelfino13.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698007052338101058" /&gt;&lt;/a&gt;Richard Ingber. Robert Engelman e Steven P. Wegner sono i produttori esecutivi.&lt;br /&gt;La bella fotografia in 3D di Karl Walter Lindenlaub offre il meglio nelle sequenze subacque, mentre lo scenografo Michael Corenblith, il montatore Harvey Rosenstock e la costumista Hope Hanafin offrono una corretta resa tecnica. Le musiche sono state composte dall’attivissimo Mark Isham (da “In mezzo scorre il fiume” a “Nella valle di Elah”).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-6860213961813849854?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/6860213961813849854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=6860213961813849854' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/6860213961813849854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/6860213961813849854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/lincredibile-storia-vera-di-winter-il.html' title='&quot;L&apos;incredibile storia - vera - di Winter il delfino&quot;, una femmina che visse due volte'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Qolm5qX47w0/TxNkseNDWYI/AAAAAAAAA6I/_R82jKrbUGc/s72-c/WinterIlDelfino7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-7635428802990063616</id><published>2012-01-11T17:50:00.000-08:00</published><updated>2012-01-14T18:14:09.503-08:00</updated><title type='text'>Nel 2020 a Napoli regnerà "L'era legale" del Sindaco Nicolino Amore</title><content type='html'>Un mockumentary per sognare una Napoli come la città più pulita, sicura e ricca del Pianeta. Questo è “L’era legale” di Enrico Caria con Patrizio Rispo (“Un posto al sole”) e Cristina Donadio, una produzione Rossellini Film con Meta Research, nelle sale dal 13 gennaio, distribuito da Bolero Film.&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8TwLspQbmUI/TxI2TIyaG5I/AAAAAAAAA5k/k_XZHAgj-PY/s1600/EraLegale9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-8TwLspQbmUI/TxI2TIyaG5I/AAAAAAAAA5k/k_XZHAgj-PY/s200/EraLegale9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697676180981422994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un finto documentario, quindi, che racconta le tragicomiche avventure di Nicolino Amore (Rispo) che la sorte porta da un basso nei Quartieri Spagnoli alla poltrona del Sindaco; un uomo normale senza ambizioni politiche né sete di potere che si ritrova a governare una metropoli.&lt;br /&gt;Assistiamo così alla sua buffa e irresistibile ascesa, alle sue gaffe nella Napoli-bene e al suo adagiarsi sugli allori: la bella vita gli dà alla testa e da bravo parvenu cerca solo da godersela. Ma poi si rende conto di aver tradito la sua gente e vuole cambiare le cose… a quel punto – siamo nel 2020 – deve fare i conti con il problema dei problemi: il potere della camorra che strozza Napoli. Come fare?&lt;br /&gt;L’idea gliela offre una potente ‘madrina’ di camorra (Donadio) che ha perso l’unico figlio per overdose: legalizzare&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-1UrNz4FdXfo/TxI11P1u8TI/AAAAAAAAA5Y/LCE2RXWAYeA/s1600/EraLegale6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-1UrNz4FdXfo/TxI11P1u8TI/AAAAAAAAA5Y/LCE2RXWAYeA/s200/EraLegale6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697675667478343986" /&gt;&lt;/a&gt; le droghe! Sì, anche perché il proibizionismo di consueto ‘aiuta’ lacriminalità. Vi ricordate gli alcolici vietati, nell’America anni Trenta, che arricchirono la mafia e fecero di Al Capone un potente re del crimine?&lt;br /&gt;Certo, ma chi garantisce che i tossici non si moltiplicheranno in modo esponenziale? Eppure il gioco vale la posta, e Nicolino accetta di correre questo rischio e alla fine… Amore batte Camorra? Sembra (ed è) una favola, ma siamo o non siamo nel futuro?&lt;br /&gt;A completare il quadro ci sono poi personaggi ‘veri’ e autorevoli che dicono la loro, come i magistrati antimafia Pietro Grasso e Vincenzo Macri, scrittori come Giancarlo De Cataldo e Carlo L ucarelli, giornalisti come Bill Emmott (“The Economist”) e Marcelle Padovani (“Le Nouvel Observateur”), il presidente di Lega Ambiente Francesco Ferrante e Tano Grasso di Libera, gli artisti Isabella Rossellini e Renzo Arbore che ‘giocano’ un po’ sul personaggio.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jigb73XPu8Y/TxIzklC-vhI/AAAAAAAAA5A/N7nCczXF0Fc/s1600/EraLegale1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-jigb73XPu8Y/TxIzklC-vhI/AAAAAAAAA5A/N7nCczXF0Fc/s200/EraLegale1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697673182090018322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Il film era finito quando ci sono state le elezioni a Napoli – esordisce il regista -, e siamo rimasti sorpresi perché è stato eletto un sindaco al di fuori della destra e della sinistra, come Luigi De Magistris. Ma in realtà non abbiamo avuto nessuna relazione con la corsa alle elezioni, quella che ci ha lavorato è la moglie di Rispo che è un’attivista molto energica. Per il film ci siamo informati sul lavoro reale nella società civile che è stata una sorta di chiave di volta alla rovescia, per una favola su un piano di racconto ottimistico”.&lt;br /&gt;“Canalizziamo l’energia della coscienza civile – ribatte Rispo – risvegliatasi attraverso il referendum e le elezioni, perché c’è voglia di partecipazione. Io mi espongo fin troppo tanto che la cittadinanza si rivolge spesso a me per problemi gravi quali la spazzatura, l’ecologia... Più partecipo più mi sento gratificato, ho un trasmissione tv su Canale 21, quasi uno spin off del film, una sorta di Onlus, un Report Napoli per la legalità. E abbiamo lanciato una campagna antiracket: ‘chi paga il pizzo avvelena anche te’. Spinto anche dalla curiosità di essere cittadini attivi facendo il nostro lavoro”. &lt;br /&gt;“Salvatore Mignano è un imprenditore&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-P5ukmSfMl6Y/TxIxmIGTJ4I/AAAAAAAAA40/1cd9cNbqxEA/s1600/EraLegaleLoc.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 143px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-P5ukmSfMl6Y/TxIxmIGTJ4I/AAAAAAAAA40/1cd9cNbqxEA/s200/EraLegaleLoc.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697671009655793538" /&gt;&lt;/a&gt; vero, produce davvero batterie e la sua fabbrica è stata bruciata veramente, ma ho cambiato la sua storia di industriale taglieggiato dal racket, trasformandolo in un personaggio della vicenda. Ma la nostra sfida è l’intrattenimento, la cultura è la satira, l'ironia, la risata. Abbiamo fatto una sorta di ricerca, divertendoci e giocando. Secondo noi è questa la vera comunicazione, un attuale modo di far cinema civile”.&lt;br /&gt;Fotografia di Giuseppe Schifano e musiche di Pivio &amp; De Scalzi.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-7635428802990063616?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/7635428802990063616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=7635428802990063616' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7635428802990063616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7635428802990063616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/nel-2020-napoli-regnera-lera-legale-del.html' title='Nel 2020 a Napoli regnerà &quot;L&apos;era legale&quot; del Sindaco Nicolino Amore'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8TwLspQbmUI/TxI2TIyaG5I/AAAAAAAAA5k/k_XZHAgj-PY/s72-c/EraLegale9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-4019552138020169525</id><published>2012-01-10T17:54:00.000-08:00</published><updated>2012-01-13T18:09:40.987-08:00</updated><title type='text'>Scoppia il conflitto tra religioni ma "E ora dove andiamo?". Una commedia fra guerra e pace</title><content type='html'>Un film sui toni della commedia per parlare di guerra e di pace, degli eterni conflitti etnici e religiosi che, se ora colpiscono particolarmente il medio oriente, sono comuni ad ogni nazione, paese e comunità. Basta una scintilla a farli esplodere, per lasciarsi trascinare dall’odio e/o dal fanatismo, per provocare una guerra, spesso pretesto per altri interesse politici ed economici. Ma a pagare sono sempre gli stessi contendenti, cioè i popoli e soprattutto quelli che non hanno i mezzi per sfuggire o superare ogni ostacolo. Questo ed altro è &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-vL99K8uOK7c/TxDj0RUQ87I/AAAAAAAAA4o/6qS-9HuRmmo/s1600/EOraDoveAndiamo9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-vL99K8uOK7c/TxDj0RUQ87I/AAAAAAAAA4o/6qS-9HuRmmo/s200/EOraDoveAndiamo9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697304015764779954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;al centro della seconda opera della regista libanese Nadine Labaki “E ora dove andiamo?”, nelle sale dal 20 gennaio distribuito da Eagle Pictures in 100 copie. L’autrice – della precedente “Caramel” - è passata a Roma per presentarla, dopo la calda accoglienza e il premio del pubblico ottenuto al Toronto International Film Festival.&lt;br /&gt;“La danza iniziale (le donne in nero ndr.) – esordisce la regista - è ispirata a tutte le donne che hanno perso un figlio, per i loro figli perduti, per le loro sofferenze che di consueto esprimono in modo aggressivo e violento, si feriscono, si strappano i vestiti. E’ una danza del dolore, la mia ammirazione nei confronti di chi riesce a sopravvivere, ad andare avanti nella vita nonostante la grave perdita e il profondo dolore. Anche per questo ho dedicato il film alle nostre madri. Piccoli movimenti sincronizzati in un rituale della sofferenza che volevamo esprimere anche con la musica di Khaleb (Mouzamar, suo marito, autore della colonna sonora ndr.). C’è da dire che sono tutte donne che non sono né ballerine né attrici, di età e profili diversi. Abbiamo dovuto fare moltissime prove, ma alla fine, il risultato è un momento non soltanto favoloso, ma addirittura indimenticabile. Abbiamo girato questa scena il primo giorno di riprese, iniziando con un’inquadratura di grande effetto. La presenza di quelle donne, che si muovono in quel panorama, irradiate da quella magnifica luce, ti fa venire la pelle d’oca. Abbiamo&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-F0a_So0AjjM/TxDjcpdxp_I/AAAAAAAAA4c/vKRpseqOUVA/s1600/EOraDoveAndiamo6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-F0a_So0AjjM/TxDjcpdxp_I/AAAAAAAAA4c/vKRpseqOUVA/s200/EOraDoveAndiamo6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697303609930262514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; creato un’emozione che ci ha permesso di andare avanti con potenza”.&lt;br /&gt;“Quello che sta succedendo al film è sorprendente soprattutto in Libano dove non abbiamo un’industria cinematografica – aggiunge -, è una continua lotta fare un film e riuscire a farla nascere. Questo ci sta aprendo tantissime porte e il fatto di una possibile candidatura all’Oscar (per il miglior film straniero ndr.), tutta questa esposizione, questa pubblicità ci fa pensare, sognare che anche il Libano potrebbe avere una vera industria cinematografica”.&lt;br /&gt;“Non ho una risposta, una soluzione definitiva a questo conflitto – afferma -, nemmeno le altre donne. Ho cercato di raccontare le donne, non dico che possano essere veramente portatrici di pace. E’ una fantasia. La guerra è una totale assurdità, un male che infliggiamo a noi stessi per niente, o addirittura per cose per le quali non vale la pena uccidersi. E’ stata proprio la mia responsabilità di essere umano, di donna e di madre a farmi concepire questa assurdità in modo più forte rispetto a prima e ho capito che volevo affrontare l’ossessione materna per proteggere i propri figli. La guerra non è soltanto colpa degli uomini, c’è anche una nostra responsabilità, perché i conflitti non sono solo religioni, ma anche tra famiglie, vicini, etnie. Nascono persino salendo su un bus, tra persone che non conoscono nemmeno la faccia del vicino. Sento la mia responsabilità da donna, non per cercare di fermare il conflitto ma per cambiare le cose, di dare un contributo, un punto di vista sull’assurdità del conflitto, di trovare un modo di reagire di fronte all’assurdità. La mia esperienza in Libano, dove nel 2008 all’improvviso ci siamo ritrovati in guerra. La gente che aveva respirato la stessa aria, che aveva vissuto per anni nello stesso edificio, che era cresciuta insieme, magari anche frequentato le stesse scuole, improvvisamente stava combattendo contro altra gente, soltanto perché non appartenevano alla stessa comunità religiosa”.&lt;br /&gt;Sui fatti recenti che hanno sconvolto il mondo arabo, la bella autrice, anche protagonista e sceneggiatrice con Jihad Hojeily e Rodney Al Haddad, dice:&lt;br /&gt;“Sono molto orgogliosa delle primavere arabe perché le donne sono riuscite ad ottenere molto in questi movimenti, e dato che il film è stato scritto prima, mi piace credere di aver dato in un certo modo un mio contributo. Al contempo sono molto scettica sul come verranno gestite queste conquiste; il conflitto religioso tra cristiani e musulmani c’è sempre, e ci chiediamo ancora quando finirà”.&lt;br /&gt;“‘La donna che canta’ mi è piaciuto molto e capisco perché il regista, come me, non abbia voluto citare il Libano. L’argomento guerra è molto delicato perciò bisogna evitare di raccontare eventi troppo specifici, &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Zxai3I0Y_LA/TxDi_JJCtQI/AAAAAAAAA4Q/0Gd2oA15KQo/s1600/EOraDoveAndiamo5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Zxai3I0Y_LA/TxDi_JJCtQI/AAAAAAAAA4Q/0Gd2oA15KQo/s200/EOraDoveAndiamo5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697303103037158658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;la propria posizione; perché soprattutto quando si parla di conflitti religiosi si tende a categorizzare (ci sono sunniti, sciiti…) eccessivamente, a ricollegarli ad un paese preciso e non si può dire con chiarezza quello che si vorrebbe dire. E così si cerca di renderli universali”.&lt;br /&gt;“Il mio film ha avuto una grande accoglienza – afferma -, nel nostro paese non era mai stato raggiunto un tale successo, si può dire che sta diventando il film di una nazione, tanto che tutti fanno il tifo, pregano addirittura perché riesca ad avere la nomination agli Oscar. Perché non ce la fanno più, vogliono vivere in pace, visto che nel nostro paese ci sono addirittura 18 religioni diverse e hanno bisogno di avere una vita normale. E’ il loro film, il nostro film. Non c’è stata nessuna reazione negativa né dai cristiani né dai musulmani”.&lt;br /&gt;Sulla scelta di girarlo in arabo dichiara: “Per me è stata una scelta naturale dato che è la mia lingua, ma anche perché per noi è facile parlare in inglese o francese che impariamo da ragazzini come seconda lingua. E’ importante perché spero che venga visto dal maggior numero di persone al di fuori del Libano, nella loro lingua e fuori dai cliché. Purtroppo l’immagine stereotipata del mondo arabo di solito non è bella né positiva. Voglio che il pubblico veda che anche da noi c’è gente bella, accogliente, spontanea.”&lt;br /&gt;“Se a Hollywood mi lasciano fare quello che voglio fare perché no?” dice su una possibile chiamata dalla mecca del cinema. “Comunque non è un mio scopo, non voglio fare una pellicola grandiosa, ma flirtare con la realtà, sperimentare qualcosa, lavorare con persone con cui non ho mai lavorato prima. Mi piacciono le storie vicine alla realtà, che possano cambiare qualcosa, in cui il pubblico possa identificarsi, con cui rapportarsi e riflettere sulla propria esistenza. Voglio che il cinema diventi una nuova arma non violenta che riesca a cambiare la vita. Sarà un’idea ingenua, ma almeno ci provo”. &lt;br /&gt;Sul collega palestinese Elia Souleiman confessa: “Elia è comunque un amico, il punto di vista comune, tra favola e umorismo, è quasi naturale, istintivo, per i registi della regione dato che la situazione in cui viviamo è talmente assurda che devi esasperarla con l’umorismo, fare ricorso alla fantasia per rendere le cose un po’ più irreali senza restare bloccati da situazioni politiche troppo specifiche che potrebbero suscitare la censura o una reazione negativa da parte del pubblico”.&lt;br /&gt;Infatti, “E ora dove andiamo’” racconta la vicenda di un villaggio sperduto nelle montagne, in cui donne cristiane e musulmane uniscono le forze, ricorrono a diversi espedienti, facendo anche alcuni sacrifici, per foermare i loro uomini che cercano di uccidersi vicendevolmente.&lt;br /&gt;“L’ironia si utilizza per affrontare le sfortune della vita – dice Nadine Labaki -, è una strategia di sopravvivenza, un modo per cercare di trovare la forza di riprendersi. In ogni caso, per me rappresenta una necessità. Desideravo che il film fosse una commedia più che un dramma e che riuscisse a provocare più risate che commozione”.&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QE8_DK4hXTQ/TxDiGgim84I/AAAAAAAAA4E/eqI2IToJ-YI/s1600/EOraDoveAndiamo2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 143px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-QE8_DK4hXTQ/TxDiGgim84I/AAAAAAAAA4E/eqI2IToJ-YI/s200/EOraDoveAndiamo2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697302130065863554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre nel film ci sono altri numeri musicali veri&lt;br /&gt;“E’ una cosa che mi porto dietro dall’infanzia – conclude -, quando ero solita guardare musical come ‘Grease’ o i cartoni animati ‘Biancaneve’ o ‘Cenerentola. Non è proprio una commedia musicale ma, visto che non volevo fare un film politicizzato, i brani cantati e i balli mi hanno permesso di dargli un tocco fiabesco, da favola”.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-4019552138020169525?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/4019552138020169525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=4019552138020169525' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/4019552138020169525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/4019552138020169525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/scoppia-il-conflitto-tra-religioni-ma-e.html' title='Scoppia il conflitto tra religioni ma &quot;E ora dove andiamo?&quot;. Una commedia fra guerra e pace'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-vL99K8uOK7c/TxDj0RUQ87I/AAAAAAAAA4o/6qS-9HuRmmo/s72-c/EOraDoveAndiamo9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-4035834611620577279</id><published>2012-01-04T17:37:00.000-08:00</published><updated>2012-01-06T17:45:24.490-08:00</updated><title type='text'>Dall'Inghilterra e dal piccolo schermo approda sul grande schermo e in Italia il fenomeno "Finalmente maggiorenni"</title><content type='html'>Da un fenomeno televisivo che ha battuto ogni record e ottenuto molti premi in Gran Bretagna, ecco che sul grande schermo arriva “The Inbetweeners Movie”, ovvero una commedia che di britannico ha solo i quattro ‘sfigati’ protagonisti, e quindi l’ambientazione originale, perché in bilico tra l’americana “American Pie” e le nostre “commediacce” sexy anni Settanta/Ottanta, con Pierino/Alvaro Vitali in testa.&lt;br /&gt;Ovviamente si tratta ancora una volta di&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-MSbQFYAJA2o/TwejjBTcCRI/AAAAAAAAA34/qGKaaYR1AMg/s1600/FinalmenteMaggiorenni2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-MSbQFYAJA2o/TwejjBTcCRI/AAAAAAAAA34/qGKaaYR1AMg/s200/FinalmenteMaggiorenni2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694700075873995026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; un ristretto gruppo di nerd della middle class, anzi di periferia, alle prese con l’agognata vacanza di ‘maturità’. Quindi di ‘immaturi’ al primo stadio, e al livello più basso, non di classe ma di educazione. La pellicola dunque narra la disavventure demenzial-volgari di quattro ragazzi – di estrazione sociale diversa (ma non troppo) però amici-compagni di scuola da sempre – che decidono di andare in vacanza a Malia, in Creta, senza genitori, senza prof, senza soldi (anche se il padre di uno di loro ce li ha ma non li ‘sgancia’) e senza molto successo con le ragazze, anzi quasi per niente.&lt;br /&gt;L’entusiasmo del pubblico – e anche della critica - di oltremanica risiede, forse, nel fatto che la commedia esce dagli schemi ‘old british’, e dove, abbandonata definitivamente l’eleganza, l’ironia e l’humour nero dei classici, si punta tutto o quasi sulla comicità grassa e si fa leva sulle situazioni sexy, sui doppi sensi e sugli equivoci di cattivo gusto, segni distintivi della comedy hollywoodiana di ultima generazione, diventata un vero filone sulla scia di “Tutti pazzi per Mary” di Bobby e Peter Farrelly (1998).&lt;br /&gt;Chi ama questo tipo di comicità non verrà certo deluso, chi invece spera di ritrovare la tradizione inglese – inclusi ironia e satira corrosiva – cambi strada, a meno che non sia attratto dalla curiosità per un ‘fenomeno locale’ che propone il solito tema, trito e ritrito ma universale, degli adolescenti imbranati in cerca di maturità, soprattutto sessuale, che finiscono per combinare più scontri e guai che incontri erotici e/o romantici. Ovviamente senza dimenticare le solite prese in giro, gli scherzacci e le bravate dei coetanei più belli e più atletici di loro.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-qQGBu9RGnfI/TwejNiTyeTI/AAAAAAAAA3s/E25CsxAkvok/s1600/FinalmenteMaggiorenni5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-qQGBu9RGnfI/TwejNiTyeTI/AAAAAAAAA3s/E25CsxAkvok/s200/FinalmenteMaggiorenni5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694699706776713522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; E staremo a vedere la reazione del pubblico italiano che in fatto di commedie, soprattutto nostrane, è – quasi sempre – imprevedibile. Eagle Pictures che lo distribuisce è però fiduciosa.&lt;br /&gt;Sceneggiato da Damon Beesley e Iaian Morris, e diretto da Ben Palmer il filmetto racconta la sgangherata storia di Will (Simon Bird), Simon (Joe Thomas), Jay (James Buckley) e Neil (Blake Harrison) che, finito l’ultimo anno scolastico alla Rudge Park Comprehensive, sono pronti per il mitico viaggio di diploma nella ‘meravigliosa’ località di Creta dove passeranno – almeno sperano - tutto il tempo fra locali notturni e spiagge, fra alcol e ragazze. Ma non tutto andrà secondo programma, anzi sarà tutto un catastrofico fuori programma.&lt;br /&gt;Però si imbatteranno in un gruppo di &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-MGZ9moLGC9o/TweiwKLo1OI/AAAAAAAAA3g/Zm0u6T-E8ic/s1600/FinalmenteMaggiorenni1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-MGZ9moLGC9o/TweiwKLo1OI/AAAAAAAAA3g/Zm0u6T-E8ic/s200/FinalmenteMaggiorenni1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694699202083869922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;quattro sfortunate coetanee connazionali che, tra incomprensioni e rifiuti, litigate e dispetti finiranno col far coppia. I loro nomi: Jane (Lydia Rose Bewley), Alison (Laura Haddock), Lisa (Jessica Knappett) e Lucy (Tamla Kari). Ma nel cast, tra gli stessi protagonisti del serial televisivo, ci sono anche Emily Head (Carli), Theo James (James), Greg Davies (Mr. Gilbert) e Anthony Head (Mr. McKenzie, il padre di Will), che vedremo in “The Iron Lady - Lady di Ferro”, accanto a Meryl Streep/Margaret Thatcher.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-4035834611620577279?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/4035834611620577279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=4035834611620577279' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/4035834611620577279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/4035834611620577279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/dallinghilterra-e-dal-piccolo-schermo.html' title='Dall&apos;Inghilterra e dal piccolo schermo approda sul grande schermo e in Italia il fenomeno &quot;Finalmente maggiorenni&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-MSbQFYAJA2o/TwejjBTcCRI/AAAAAAAAA34/qGKaaYR1AMg/s72-c/FinalmenteMaggiorenni2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-5619765486148257861</id><published>2012-01-03T13:13:00.000-08:00</published><updated>2012-01-03T13:13:00.179-08:00</updated><title type='text'>Ritornano Alvin Superstar e C., stavolta naufraghi in una paradisiaca isola deserta</title><content type='html'>Terza avventura cinematografica per l’incorreggibile Alvin e C., diretta da Mike Mitchell, già regista dell’ultima puntata della saga di Shrek, ovvero “e vissero felici e contenti”. Comunque, si tratta del terzo episodio di una franchise di enorme successo, nata addirittura alla fine degli anni Cinquanta quando i simpatici scoiattolini canterini erano solo star radiofoniche e discografiche, poi approdarono come personaggi sul piccolo schermo nell’animazione e, infine, proprio nel XXI secolo approdano su quello grande in una &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-j8pyXLg5OPw/TvuIH2M6M5I/AAAAAAAAA2A/ut2pHy0SgnA/s1600/AlvinSuperstar3SSCP6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 142px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-j8pyXLg5OPw/TvuIH2M6M5I/AAAAAAAAA2A/ut2pHy0SgnA/s200/AlvinSuperstar3SSCP6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691292222502876050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;gradevole commistione fra live action e animazione tridimensionale.&lt;br /&gt;La storia – scritta da Jonathan Aibel, Glenn Berger, in collaborazione (per i personaggi) con il creatore Ross Bagdasarian e Janice Karman - non è originale né riserva grandi sorprese, ma i piccoli protagonisti conquistano ed intrattengono ancora i loro fan umani, soprattutto quelli non molto più grandi di loro.&lt;br /&gt;In vacanza a bordo di una lussuosa nave da crociera, prima di intraprendere il loro tour musicale, Alvin, Simon, Theodore (i Chipmunks) e le Chipettes sono di nuovo all’altezza dei loro scherzi, facendo diventare l’imbarcazione il loro terreno di gioco, e in un vero incubo per il loro amico-manager Dave (sempre interpretato da Jason Lee). Ma non solo, sulla stessa nave, sotto le mentite spoglie di animatore, ‘viaggia’ anche il loro storico nemico-secondino Ian (David Cross), sempre in cerca di ‘vendetta’.&lt;br /&gt;Però i nostri piccoli amici finiscono, involontariamente ma per colpa loro, naufraghi su una paradisiaca isola deserta. Anche qui Munks e Chipettes fanno del loro meglio, cantano, ballano e soprattutto combinano altri guai. Ma c’è una&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-oE0wLNwltAE/TvuHnqQbNYI/AAAAAAAAA10/_8fR0L949J0/s1600/AlvinSuperstar3SSCP7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-oE0wLNwltAE/TvuHnqQbNYI/AAAAAAAAA10/_8fR0L949J0/s200/AlvinSuperstar3SSCP7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691291669540582786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; sorpresa quando si addentrano nell’isola con un loro nuovo amico naufrago, anzi naufraga perché si tratta di una misteriosa ragazza, Zoe (Jenny Slate). E come se non bastasse sono in ballo anche un tesoro e un minaccioso vulcano. &lt;br /&gt;Una delle novità della versione italiana riguarda la chipette Jeanette (Anna Faris nell’originale), doppiata stavolta da Isabelle Adriani. Attrice in ascesa, Isabelle ha già partecipato a oltre 20 film (tra cui “La prima cosa bella” di Paolo Virzì ), una decina di fiction (tra cui “Don Matteo”) e che prossimamente vedremo in “Venuto al mondo” di Sergio Castellitto con Penelope Cruz. &lt;br /&gt;Isabelle è anche giornalista professionista e scrittrice, in particolare di fiabe. Ad oggi ha pubblicato 7 libri di favole e 2 &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-6NaB2nrcNRc/TvuHOVJuAaI/AAAAAAAAA1o/iT_3T6Y0DyY/s1600/AlvinSuperstar3SSCP1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 155px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-6NaB2nrcNRc/TvuHOVJuAaI/AAAAAAAAA1o/iT_3T6Y0DyY/s200/AlvinSuperstar3SSCP1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691291234378580386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;romanzi storici sull'origine delle fiabe, in particolare di Cenerentola. Nel 2012 uscirà negli Stati Uniti  il suo libro: “Cinderella, Art and History”, edito dalla Fondazione Brant sulla vera storia della celebre favola.&lt;br /&gt;Il 29 dicembre Isabelle Adriani è ospite del festival Capri-Hollywood per presentare proprio il nuovo film di “Alvin”.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-5619765486148257861?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/5619765486148257861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=5619765486148257861' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5619765486148257861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5619765486148257861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/ritornano-alvin-superstar-e-c-stavolta.html' title='Ritornano Alvin Superstar e C., stavolta naufraghi in una paradisiaca isola deserta'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-j8pyXLg5OPw/TvuIH2M6M5I/AAAAAAAAA2A/ut2pHy0SgnA/s72-c/AlvinSuperstar3SSCP6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-7930917225100537349</id><published>2012-01-03T08:20:00.000-08:00</published><updated>2012-01-04T08:37:06.701-08:00</updated><title type='text'>Gli "Immaturi" campioni d'incassi fanno l'agognato viaggio del diploma in Grecia</title><content type='html'>Reduce del successo al botteghino con quasi 16 milioni di euro di incasso, e quindi di oltre 20milioni di spettatori, nonché degli annunciati remake americano, francese e spagnolo; anticipa la Befana – da domani nelle sale in 700 copie distribuita da Medusa - la seconda puntata di “Immaturi”, sempre scritta e diretta da Paolo Genovese e, naturalmente, con lo stesso efficace cast. E dopo essersi ritrovati per affrontare gli esami di maturità, i sette protagonisti decidono ora di organizzare quel famoso viaggio di fine scuola che non erano riusciti a fare ai tempi del liceo.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gG_kg871jWc/TwR_8uEA-VI/AAAAAAAAA3U/e8n6fNtQ0uA/s1600/Ambra%2BAngiolini%2B-%2B03.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 110px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-gG_kg871jWc/TwR_8uEA-VI/AAAAAAAAA3U/e8n6fNtQ0uA/s200/Ambra%2BAngiolini%2B-%2B03.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693816510036900178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così Francesca (Ambra Angiolini), Piero (Luca Bizzarri), Luisa (Barbora Bobulova), Giorgio (Raoul Bova), Eleonora (Anita Caprioli), Virgilio (Paolo Kessisoglu), Lorenzo (Ricky Memphis) accompagnati, chi volontariamente e chi no, da mogli, fidanzate, genitori e figli (veri e finti), vivranno nuove avventure e nuovi percorsi di crescita in un’isola della Grecia, Paros, rivelando ognuno nuove debolezze, a dimostrazione che la vera ‘maturità’ non si raggiunge mai veramente.&lt;br /&gt;“Dovevamo andare avanti – esordisce il regista -, dare un seguito alle storie dei personaggi. Quando si fa un sequel si ha sempre paura di deludere il pubblico, ma bisogna fare un film diverso, con una dignità autonoma, e la maturità si presta perché non si raggiunge mai, credo, nemmeno a 70 anni. Ci sono sempre nuove maturità da affrontare e vengono raccontate ancora, con nuove storie”.&lt;br /&gt;“Si parla anche di infelicità, di malattia, della difficoltà dello stare insieme – dice la Caprioli, il cui personaggio scopre di avere un tumore -, un fatto che ci riguarda nel quotidiano come tanti altri argomenti. Abbiamo lavorato con Paolo perché il cancro di Eleonora si raccordasse a tutto il resto, ai colori, alle altre storie”.&lt;br /&gt;“Bisogna sempre trovare temi e punti di vista interessanti – ribatte Genovese -, metterli in una commedia, saper raccontare la realtà per astrazione, non solo per ridere. Pure il tema di una ragazza malata anche quando si rischia la retorica. La difficoltà è raccontarla con leggerezza, no con superficialità”.&lt;br /&gt;“Di Virgilio non se ne sapeva molto – confessa Kessisoglu sul suo personaggio -, parlando con Paolo abbiamo concordato che è una persona che sfugge le responsabilità. Così davanti all’inizio di un nuovo rapporto, col supporto di questa sorta di Cyrano che è il personaggio di Anita, prova una storia nuova (tramite sms ndr.) e trova una consapevolezza diversa”.&lt;br /&gt;“Prima di iniziare abbiamo parlato molto di cosa significa essere davvero fedeli – afferma Bova -, anche perché non è che mi piaceva molto, si tratta soprattutto di mettersi alla prova anziché fuggire dalle tentazioni. Infatti, quando Giorgio si trova di fronte ad una possibilità a cui è difficile resistere, sbaglia. Però l’importante è assumersi la responsabilità di aver sbagliato e non scaricare, non lasciare all’altro la scelta. Perché spesso si tratta di una ‘piccola cosa’ che distrugge un’altra tanto grande, com’è il vero amore”.&lt;br /&gt;“Un po’ le piace – dice Ambra del suo personaggio che da sessodipendente è diventata cleptomane -, un po’ è un suo secondo giro di immaturità. E’ accertato che le sessodipendenti possono cadere in un’altra mania ossessiva. Smettono di fare sesso e cominciano a rubare. Lo faccio anch’io” – conclude.&lt;br /&gt;“C’è stata una complicità femminile&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-n92f6QHUdGM/TwR_lqtVKfI/AAAAAAAAA3I/oNVOUCVnfZU/s1600/IMMATURI%2BIL%2BVIAGGIO%2B-%2B01.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 110px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-n92f6QHUdGM/TwR_lqtVKfI/AAAAAAAAA3I/oNVOUCVnfZU/s200/IMMATURI%2BIL%2BVIAGGIO%2B-%2B01.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693816113999456754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; tra me e Luisa (Ranieri che è Marta, moglie di Giorgio ndr.) -, dal momento in cui entrambe percepiscono, sospettano dei loro compagni. La nostra complicità materna (sono madri nella vita ndr.) ci ha aiutate, è stato facile. Anche se Ricky Memphis (nel film il futuro marito) mi diceva sempre ‘meno entusiasmo’ e non ho ben capito perché”.&lt;br /&gt;“E’ stato un film speciale per me – ribatte la Ranieri – perché arriva dopo un’assenza dedicata alla mia vita privata, infatti quando abbiamo girato il primo ero davvero incinta, ed è stato bello ritrovare altri compagni. Accompagnare nella crescita Giorgio/Raoul, costruire insieme un rapporto solido, capire che nella vita bisogna essere leale uno con l’altra. Un rapporto che ha la caratteristica comune a tutti noi, su come pensiamo fare. Una bella prospettiva, quindi”.&lt;br /&gt;“Mi venivano in mente tante cose – dichiara Maurizio Mattioli che è ancora Luigi, padre di Lorenzo/Memphis -, alcune le ho fatte, altre non andavano bene. Tutte però sempre d’accordo col regista, e qualche mia battuta alla fine l’ho fatta ed è rimasta”.&lt;br /&gt;Ma nel cast ci sono anche Giovanna Ralli (Iole, la madre di Lorenzo), Lucia Ocone (Sonia, ‘fidanzata’ del single incallito Piero), Alessandro Tiberi (Ivano, compagno di Francesca/Ambra, lasciato a Roma), Francesca Valtorta (Gloria), Lavinia Longhi (Rita), Aurora Cossio (Ina) e Rocio Munoz (Ana).&lt;br /&gt;E il brano inedito “Il viaggio” è composto e interpretato da Daniele Silvestri, che dichiara: “Farla è stato strano, un po’ anomalo. Un po’ perché costretti da tempi forse non giusti, mancavano, oppure erano addirittura troppo pochi. Così leggendo solo una scena e vedendo le prime foto scattate sul set, soprattutto quella di Luca seduto su una sedia su quell’isola greca, dove ero stato l’anno prima e avevo scritto gran parte delle canzoni del mio disco. Era già un racconto narrativo e sono stato costretto a scriverla in tempo brevissimo. Ma è venuta fuori una canzone di cui sono orgogliosissimo perché in essa si sono ben sposati immagini e musica. Quando ci sono molti personaggi, uno scatto diventa un forte punto di vista”.&lt;br /&gt;Una commedia che sicuramente non deluderà i fan del precedente, anche perché mantiene quel che promette, ancora senza appellarsi a volgarità ed eccessi melensi, nonostante punti molto sul lato &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-hM4rLhDSqHI/TwR--2C2txI/AAAAAAAAA28/IBxyCB5AlKY/s1600/P.Kessisoglu%2B%252B%2BL.Bizzarri%2B%252B%2BR.Memphis%2B%252B%2BA.Caprioli%2B%252B%2BR.Bova%2B-%2B01.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 116px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-hM4rLhDSqHI/TwR--2C2txI/AAAAAAAAA28/IBxyCB5AlKY/s200/P.Kessisoglu%2B%252B%2BL.Bizzarri%2B%252B%2BR.Memphis%2B%252B%2BA.Caprioli%2B%252B%2BR.Bova%2B-%2B01.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693815447027627794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;sentimental-romantico. Niente di nuovo, forse, ma qualcosa di diverso nel panorama della (solita) commedia corale italiana.  &lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-7930917225100537349?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/7930917225100537349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=7930917225100537349' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7930917225100537349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7930917225100537349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2012/01/gli-immaturi-campioni-dincassi-fanno.html' title='Gli &quot;Immaturi&quot; campioni d&apos;incassi fanno l&apos;agognato viaggio del diploma in Grecia'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-gG_kg871jWc/TwR_8uEA-VI/AAAAAAAAA3U/e8n6fNtQ0uA/s72-c/Ambra%2BAngiolini%2B-%2B03.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-6878392527392386994</id><published>2011-12-28T16:34:00.000-08:00</published><updated>2011-12-28T16:55:22.683-08:00</updated><title type='text'>Non solo gli ex lavoratori dell'Alitalia, ma nell'intero Paese siamo "Tutti giù per aria"</title><content type='html'>Un documentario sul ‘caso’ Alitalia per sapere tutto quello che avreste voluto leggere o sentire e che (quasi) nessuno vi ha raccontato. Questo ed altro è “Tutti giù per aria”, nato da un’idea di Alessandro Tartaglia Polcini (cassaintegrato Alitalia) e Matteo Messina (giornalista freelance) che racconta la vertenza &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-UYqY9_0ltt4/Tvu6ZWav7dI/AAAAAAAAA2w/fXFe0uXJb1A/s1600/TuttiGiuperAria1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-UYqY9_0ltt4/Tvu6ZWav7dI/AAAAAAAAA2w/fXFe0uXJb1A/s200/TuttiGiuperAria1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691347498790022610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alitalia snodatasi dal settembre 2008 all’aprile 2009. Quindi il punto di vista del narratore è quello dei lavoratori (anche loro definiti allora ‘privilegiati’ da funzionari e politici), quello per lo più sottovalutato, se non ignorato, dai media e dalla pubblica opinione.&lt;br /&gt;Al regista Francesco Cordio (“Inti-Illimani, dove cantano le nuvole”) il compito di intrecciare il materiale girato – circa 80 ore - durante le manifestazioni e le interviste, con un’efficace parte di ‘fiction’ – da lui stesso inventata - in cui un assistente di volo cassaintegrato, interpretato dall’attore Fernando Cormick, ci accompagna in una sua giornata tipo attraverso quei mesi indimenticabili (e interminabili), densi di trattative e di ‘balletti’. E’ lui con il suo sguardo ad aprirci gli occhi su quello che molti hanno voluto nasconderci.&lt;br /&gt;Ad aprire e chiudere il documentario è Ascanio Celestini che interviene con un racconto inedito, ironico e corrosivo, dal titolo “L’aereo di carta”. Ma nel film c’è anche la partecipazione straordinaria del Premio Nobel Dario Fo.&lt;br /&gt;Un illuminante precedente di quello che “oggi abbiamo sotto i nostri occhi”, una crisi annunciata, anzi guidata, programmata e nascosta ai più, che i licenziati e i cassaintegrati della compagnia aerea nazionale, ma anche il giornalista Guido Gazzoli (sceneggiatore con Francesco Staccioli), avevano previsto.&lt;br /&gt;“Sono stato assistente di volo per quindici anni – dichiara Tartaglia Polcini – e visto quello che stava accadendo, ho deciso di riprendere tutto e dappertutto. Poi ho chiamato altri amici cari, alcuni professionisti, l’attore, il regista, i montatori, e Gianni Dragoni, giornalista del Sole 24 ore e autore del libro sul caso “Capitani coraggiosi”, uscito proprio ora. Anche perché i Tg generalisti non sono riusciti ad entrare nel merito, a raccontare quello che stava veramente succedendo”.&lt;br /&gt;“Una situazione ancora viva – aggiunge -, calda, presente; una realtà drammatica perché ho visto famiglie di cassaintegrati e licenziati (3.000 precari ndr.) &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vKpibxIr7fo/Tvu6AsIO2UI/AAAAAAAAA2k/MCyVVo5_n2g/s1600/TuttiGiuperAria3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-vKpibxIr7fo/Tvu6AsIO2UI/AAAAAAAAA2k/MCyVVo5_n2g/s200/TuttiGiuperAria3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691347075121207618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;sull’orlo del baratro, che non riescono a trovare una soluzione, un futuro”.&lt;br /&gt;“Il mio contributo al film è stato modesto – ribatte Dragoni –, ma sono felice perché il documentario ha anticipato una storia che molti vogliono venga dimenticata, ha letto in anticipo il futuro, i tentativi di abbattere il diritto al lavoro. Questa è la maggiore amarezza, perché il mio libro – concepito nel 2009 – racconta la cosiddetta ‘operazione patriottica’ che io invece definirei ‘stangata patriottica’ che ha visto protagonista, in qualità di adviser, l’attuale ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, allora maggior rappresentante di Intesa San Paolo. Non credo possa essere promotore dello sviluppo, visto che la CAI è una società in continua perdita, che ha riassunto lavoratori ottenendo delle agevolazioni. Più che una compagnia di bandiera è una compagnia di ‘bandierina’ che non investe”.&lt;br /&gt;“Ero capo cabina degli Stewart – afferma Gazzoli – ma la mia sopportazione raggiunse il limite nel 2002 quando scoprii che sul volo Boston-Malpensa le bottiglie di Coca Cola ce l’eravamo portate dall’Italia. Ma non erano state imbarcate nel nostro paese, bensì ci erano state inviate via nave al costo di 6 euro l’una. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e allora ho deciso di occuparmi di questo. Già dall’88 sapevamo come sarebbe andata a finire, perché nonostante dal punto di vista del personale fosse una compagnia a basso costo, dall’altra le spese di gestione erano sempre state nel segno dello spreco. Inoltre su questo fronte e sull’intera vicenda c’è stata un’assoluta mancanza di comunicazione e di informazione, una sorta di silenzio dei media. Noi non siamo mai stati presi in considerazione dalla stampa, tranne che da quella non allineata, anche perché certe cose non si potevano dire, ma quasi nessuno sa che l’operazione salvataggio dell’Alitalia è stata condannata dalla Comunità Europea. Nemmeno che i lavoratori cassaintegrati che avevano raggiunto i requisiti pensionistici hanno visto sfumare il prepensionamento, mentre quelli che avrebbero dovuto raggiungerli sono stati poi licenziati. In pratica che ci hanno rovinato la vita”.&lt;br /&gt;Anche perché loro, come tutti quelli&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-9Tqi9OFnYhA/Tvu5UznsMII/AAAAAAAAA2Y/nP2VHJ5gH6k/s1600/TuttiGiuperAria7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 102px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-9Tqi9OFnYhA/Tvu5UznsMII/AAAAAAAAA2Y/nP2VHJ5gH6k/s200/TuttiGiuperAria7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691346321217958018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; che sono rimasti senza un lavoro e raggiunto o superato i quarant’anni, il posto non lo trovano più, anzi non ci viene più nemmeno offerto. E poi c’è anche il lavoro delle donne, ancora una volta penalizzate. Infatti, quelle che dovevano essere riassunte erano (e sono) costrette a rinunciare, per contratto, alla normativa che prevede che le madri di minori di tre anni o di bambini disabili sono esonerate dai voli notturni e dai viaggi che prevedono una lontananza da più di due giorni. Un ricatto illegale in tutto e per tutto di cui nessuno parla (più?) e un atteggiamento che pian piano cancella una ad una le conquiste ottenute dai lavoratori negli ultimi cinquant’anni. Non è un caso se il documentario è stato rifiutato anche dalla televisione.&lt;br /&gt;“Racconto solo un aneddoto – aggiunge Tartaglia Polcini -, tempo fa Giovanni Minoli ha voluto vedere il film. Ci ha detto che avevamo del materiale video che la Rai se lo sogna, ma ha poi aggiunto che non avrebbe potuto trasmetterlo perché il film non ha il contradditorio. Allora gli ho fatto notare che era quello il contradditorio, perché c’è la voce di chi non ha avuto mai spazio”.   &lt;br /&gt;E i nostri ‘capitani coraggiosi’ non si arrendono, anzi è previsto una sorta di sequel che sarà un vero e proprio bilancio dell’intera vicenda. Il film viene presentato ancora una volta dalla coraggiosa Distribuzione Indipendente nei circuito nazionale di cineclub e circoli del cinema dal 6 gennaio, e per l’occasione, in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Estrogeni (www.estrogeni.net), le opere verranno distribuite &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-NGWWNC6wBRw/Tvu43VF5DaI/AAAAAAAAA2M/H_4J-Yzkgn8/s1600/TuttiGiuperAria2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-NGWWNC6wBRw/Tvu43VF5DaI/AAAAAAAAA2M/H_4J-Yzkgn8/s200/TuttiGiuperAria2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691345814806924706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;anche on demand su piattaforma Own Air, in contemporanea con le uscite in sala. Own Air è l’innovativa star up italiana che permette un’offerta di download film sia in ambito current che library (www.ownair.it).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-6878392527392386994?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/6878392527392386994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=6878392527392386994' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/6878392527392386994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/6878392527392386994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/12/non-solo-gli-ex-lavoratori-dellalitalia.html' title='Non solo gli ex lavoratori dell&apos;Alitalia, ma nell&apos;intero Paese siamo &quot;Tutti giù per aria&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-UYqY9_0ltt4/Tvu6ZWav7dI/AAAAAAAAA2w/fXFe0uXJb1A/s72-c/TuttiGiuperAria1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-7941479688212857413</id><published>2011-12-23T20:52:00.000-08:00</published><updated>2011-12-23T21:16:03.488-08:00</updated><title type='text'>Un cast all stars per la commedia "Capodanno a New York", sulla scia delle pellicole nostrane</title><content type='html'>Una commedia sentimental-brillante sulla scia di “Love Actually” ma anche delle ‘festive’ nostrane, magari più vicina a quelle degli anni Sessanta-Settanta, perché sono per lo più storie d’amore, anziché comiche, in bilico tra sorrisi e sentimenti, nascita e morte. E forse in quest’ultimo caso risiede il ‘tocco’ tipicamente americano, quando il sentimento rischia di diventare&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-NEHOsueO0-w/TvVfkhy9q-I/AAAAAAAAA1c/jcuLg2O9S-E/s1600/CapodannoNewYork2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-NEHOsueO0-w/TvVfkhy9q-I/AAAAAAAAA1c/jcuLg2O9S-E/s200/CapodannoNewYork2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689558785404546018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; sentimentalismo. E Garry Marshall, famoso soprattutto grazie a “Pretty Woman”, forse la sua commedia più riuscita, proprio a quel punto rischia di cadere persino nello strappalacrime, per ricordarci che per alcuni ‘la festa è già finita’.&lt;br /&gt;Cast all stars come una volta che sfoggia almeno tre generazioni di divi (o aspiranti tali) di ieri di oggi e di domani: dal veterano Robert De Niro (Stan Harris), a lui riservato l’episodio più drammatico, appunto; a Halle Berry (l’amorevole infermiera Aimée, con l’amato sul fronte iracheno); dalla rediviva Michelle Pfeiffer (la matura Ingrid, fra stress, lavoro e solitudine) al giovane Zac Efron (il pony express Paul che le cambierà la vita); dalla sensuale Jessica Biel (Tess, mamma in attesa) e Seth Meyers (Griffin, il marito) alla coppia ‘rivale’ - in gara per il ‘primo nato dell’anno’ -, Sarah Paulson (Grace) e il tedesco Til Schweiger (James); da Katherine Heigl (la capo chef Laura) a Jon Bon Jovi (la rockstar Jensen, pentito di averla abbandonata); da Ashton Kutcher (l’artista disilluso Randy) bloccato in&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-SAjGCaFD3kw/TvVfRn0LY2I/AAAAAAAAA1Q/FANp0Vq5z28/s1600/CapodannoNewYork4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-SAjGCaFD3kw/TvVfRn0LY2I/AAAAAAAAA1Q/FANp0Vq5z28/s200/CapodannoNewYork4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689558460602737506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; ascensore con la giovane in ascesa di “Glee” Lea Michele (la corista Elise che deve partecipare al concerto di Capodanno); da Sarah Jessica Parker (la madre apprensiva Kim) ad Abigail Breslin (la figlia adolescene Hailey), rivelazione di “Little Miss Sunshine”; da Josh Duhamel (Sam, in ritardo alla festa della Ahern) a Hilary Swank (Claire Morgan, responsabile del festeggiamenti di Times Square). Naturalmente questi ultimi due attori e i loro episodi sono incrociati con altri due e perciò da non svelare perché proprio sono le uniche (vere) sorprese riservate allo spettatore. Anche se in parte sono prevedibili, almeno per chi conosce a fondo o ama questo tipo di commedie. E naturalmente al momento in cui la sfera cala su Times Square come nella realtà – infatti le riprese sono iniziate proprio il 31 dicembre 2010 – tutti gli interpreti finiranno per incontrarsi tra la folla che segue attentamente il conto alla rovescia e non vuole perdersi lo spettacolo.&lt;br /&gt;Ma nel cast - i cui protagonisti hanno lavorato col regista almeno una volta - ci sono anche Chris “Ludacris” Brigdes (Brendan), Hector Elizondo (l’elettricista polacco Kominsky), Cary Elwes (il medico), Alyssa Milano (infermiera&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-queGmRv7OPM/TvVe-TbsUCI/AAAAAAAAA1E/Q_aOaAxGClM/s1600/CapodannoNewYork7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-queGmRv7OPM/TvVe-TbsUCI/AAAAAAAAA1E/Q_aOaAxGClM/s200/CapodannoNewYork7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689558128713814050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Mindy), Sofia Vergara (Ava), l'ispana resa famosa dal serial "Modern Family"; Jim Belushi (nel cameo del soprintendente), Penny Marshall, sorella del regista, nella parte di se stessa; Drena DeNiro (cameriera Ahern) e tanti altri attori meno noti.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-7941479688212857413?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/7941479688212857413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=7941479688212857413' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7941479688212857413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7941479688212857413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/12/un-cast-all-stars-per-la-commedia.html' title='Un cast all stars per la commedia &quot;Capodanno a New York&quot;, sulla scia delle pellicole nostrane'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-NEHOsueO0-w/TvVfkhy9q-I/AAAAAAAAA1c/jcuLg2O9S-E/s72-c/CapodannoNewYork2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-6396946637858481551</id><published>2011-12-23T19:47:00.000-08:00</published><updated>2011-12-23T19:54:23.102-08:00</updated><title type='text'>Finalmente "Arthur e la guerra dei due mondi", ultima parte della trilogia di Luc Besson</title><content type='html'>Terza e ultima puntata della saga scritta (con Céline Garcia), prodotta e diretta da Luc Besson per il piacere dei ragazzi e degli adulti nostalgici delle favole di una volta, ma realizzata con gusto, trovate e mezzi contemporanei, anzi futuristici. Una pellicola, quindi, in bilico fra tradizione e tecnologia che non dovrebbe deludere appassionati grandi e piccoli, visto che la serie ha tre milioni di lettori in tutto il mondo e&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jwE0deIWGZw/TvVMx4DcexI/AAAAAAAAA04/SDKAuk4cCuA/s1600/ArthurIII1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-jwE0deIWGZw/TvVMx4DcexI/AAAAAAAAA04/SDKAuk4cCuA/s200/ArthurIII1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689538123996625682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;, i film, oltre dieci milioni di fan. &lt;br /&gt;Sempre con prologo ed epilogo in live action – ma stavolta il perfido Maltazar sconfina nel nostro mondo, cioè in quello di Arthur e della sua famiglia -, la fantastica avventura riserva ancora una volta inseguimenti e fughe mozzafiato, intervallate da momenti di serenità e/o di divertimento, su e giù per i due ‘mondi’.&lt;br /&gt;Piombato nel nostro mondo Maltazard è ormai alto 2 metri e 10, e vuole dominare l’intero Pianeta. Solo Arthur e i suoi amici Selenia e Betameche – tutti e tre in versione Minimei, però -, possono fermarlo. E, ‘dall’alto’ dei loro 2 millimetri dovranno fare ricorso a tutta la loro immaginazione e al loro ingegno per contrastare i machiavellici piani di Maltazard e ristabilire l’equilibrio tra i due mondi e… ovviamente ce la faranno.&lt;br /&gt;“C’è qualcosa di me in ognuno dei personaggi della trilogia – dichiara Besson -, ma posso affermare che il 50 per cento del personaggio di Arthur appartiene ai miei ricordi da bambino”.&lt;br /&gt;“Tutti i bambini vogliono credere che esista da qualche parte, un mondo magico diverso dal loro – ribatte il giovane protagonista Freddie Highmore -. Mi è davvero piaciuto interpretare un personaggio che non ha nulla di speciale, non è un eroe, lui è uguale a tutti i ragazzi della sua età, ma lo diventa nel corso dell’avventura”.&lt;br /&gt;Però nella versione originale anglofona i ‘cattivi’ hanno le voci di due icone del rock come Iggy Pop (il punk Darkos) e Lou Reed (Maltazard), soprannominato “il principe della notte”, rispettivamente figlio e genitore. Il primo è un ‘piccolo mostro’ più maldestro che cattivo, mentre il padre è davvero diabolico, ambiguo e subdolo, tanto da considerare il figlio un ‘ingrato’.&lt;br /&gt;E come dice Gérard Darmon, voce francese di Maltazard, “la relazione con suo figlio è shakespeariana – lo fa entrare a far parte del suo esercito solo per condurlo nelle tenebre”.&lt;br /&gt;Quindi anche questa favola contemporanea è in fondo una sorta di romanzo di formazione, del piccolo grande Arthur e dei suoi giovani amici e ‘nemici’. Tanto &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-2Iq9mc0G-0s/TvVMUIf2FCI/AAAAAAAAA0s/hkYe1bRE5f8/s1600/ArthurIII4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-2Iq9mc0G-0s/TvVMUIf2FCI/AAAAAAAAA0s/hkYe1bRE5f8/s200/ArthurIII4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689537613014635554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;che alla fine si ritroveranno tutti insieme dalla parte del Bene.&lt;br /&gt;La coloratissima fotografia, fra luce e ombra, è di Thierry Arbogast, i set e modelli di Hughes Tissandier, il montaggio di Julien Rey e le musiche di Eric Serra.&lt;br /&gt;Nel cast ‘umano’ anche Mia Farrow (la nonna), Richard William Davis (il nonno), Penelope Ann Balfour (la madre) e Robert Stanton (il padre).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-6396946637858481551?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/6396946637858481551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=6396946637858481551' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/6396946637858481551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/6396946637858481551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/12/finalmente-arthur-e-la-guerra-dei-due.html' title='Finalmente &quot;Arthur e la guerra dei due mondi&quot;, ultima parte della trilogia di Luc Besson'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-jwE0deIWGZw/TvVMx4DcexI/AAAAAAAAA04/SDKAuk4cCuA/s72-c/ArthurIII1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-5497811895187477685</id><published>2011-12-16T19:05:00.000-08:00</published><updated>2011-12-20T15:03:45.494-08:00</updated><title type='text'>Una romantica cura al cioccolato per gli "Emotivi anonimi" di Jean-Pierre Améris</title><content type='html'>Una commedia deliziosa (è il caso di dirlo) su uno dei problemi reali e comuni a (quasi) tutti perché si parla di 'emotivi' oltre misura, ma ha a che fare con timidezza, paura e ansia, messi insieme. Ed è girata con leggerezza del tocco, come fosse una favola contemporanea, e recitata a meraviglia.&lt;br /&gt;"Il film è molto autobiografico - esordisce il regista e co-sceneggiatore (con Philippe Blasband) Jean-Pierre Améris -, &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-EaTS68MmT2g/TvEUMBYn2_I/AAAAAAAAAzk/LLhBgOBXFRc/s1600/EmotiviAnonimi7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-EaTS68MmT2g/TvEUMBYn2_I/AAAAAAAAAzk/LLhBgOBXFRc/s200/EmotiviAnonimi7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688350001108343794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;circa una decina di anni fa ho frequentato per due anni un gruppo di 'emotivi anonimi', esiste veramente, non so in Italia. L'ho scoperto su un giornale. Anche perché esistono tanti gruppi di anonimi. E questo funziona come quelli degli alcolisti, dei tossicodipendenti, dei sessodipendenti, persino dei debitori (cioè quelli che non possono fare a meno di  chiedere soldi in prestito), tanti gruppi organizzati. Per ogni tipo di disturbo. Dieci anni fa avevo capito che timidizza, ansia e angoscia si stavano trasformando in un vero handicap, tanto che ero arrivato al punto di rifiutare gli inviti a cena, e persino ai festival perché bisogna andare ai cocktail, tra l'altro essendo alto sbucavo sempre fra tutti gli altri. Tutto era fonte di ansia e disperazione, tranne fare film". &lt;br /&gt;"All'epoca non avevo mai immaginato di frequentarlo per poi fare un film - dichiara -, ma ho scoperto che questo problema riguarda persone di qualsiasi classe sociale e di ogni età. C'erano addirittura uomini d'affari che quando erano a una riunione importante rinunciavano a prendere la parola, quando toccava loro andavano a nascondersi in bagno, non riuscivano proprio a parlare. Anche riguardo l'amore il problema non tocca solo i giovani, ma uomini e donne di tutte le età. Tante belle donne raccontavano di avere una vita amorosa disastrosa: le sudavano le mani, arrossivano, facevano discorsi demenziali. E sono  venuti fuori tutti piccoli grandi problemi. E' un vero problema sociale, e in queste belle riunioni ci si rende conto di non essere 'unici', ci sono tante persone che hanno una mancanza di fiducia in se stesse, timidezza, debolezze, difficoltà, e tra noi si rideva anche delle situazioni createsi. Perciò ho pensato ad una commedia che facesse ridere. La terapia migliore è stata che alla fine ridevamo tutti di queste nostre cose. Philippe Blasband, lo sceneggiatore belga, ed io abbiamo scritto la sceneggiatura in un 'salon de chocolate' (sala da thè - pasticceria) dove non facevamo altro che lavorare, così quando abbiamo pensato al mestiere dei personaggi non potevano essere altro che maestri cioccolatai, abbiamo ragionato parecchio su questo, anche perché chi soffre d'ansia spesso ne abusa e volevo ci fosse una differenza, allontanarmi un po' dalla realtà. Creare un piccolo universo a parte, così il mestiere e l'ambientazione sono diversi dal resto".&lt;br /&gt;Infatti, racconta la storia di Jean-René (Benoit Poelvoorde), proprietario di una fabbrica di cioccolata, e Angélique (Isabelle Carré), cioccolataia di talento, che sono due emotivi al massimo grado.&lt;br /&gt;La passione comune per il cioccolato li fa incontrare (lei va a lavorare da lui). Si innamorano senza però osare confessarselo, e purtroppo la loro cronica timidezza minaccia di allontanarli uno dall'altra...&lt;br /&gt;"In queste riunioni c'erano tantissimi insegnanti - prosegue - raccontavano le difficoltà enormi per superare la loro timidezza di fronte alla classe, così anche degli impiegati di banca che avevano difficoltà nel rapportarsi col pubblico, ma non volevo che il film fosse troppo legato alla realtà. Volevo un universo più grazioso e a parte, proprio come la fabricca di cioccolato, che è poi il simbolo stesso del piacere, si offre all'altro, è sensuale. Inoltre lavorare il cioccolato per loro è quello che è stato il cinema per me, fin dall'adolescenza mi ha aiutato a superare le mie paure, a confrontarmi con gli altri. Solo una grande passione aiuta a superare le proprie ansie e l'incontro con gli altri. Tanti mi hanno detto spesso che ho evocato l'universo di Jacques Demy (autore de "Les parapluis de Cherbourg", perché il film nonostante non sia un musical, oltre all'atmosfera apparentemente senza tempo, prevede delle canzoni intonate dai protagonisti ndr.). Non ci ho pensato ma l'ho ponderata questa atmosfera, un mondo protetto, favolistico".&lt;br /&gt;"Il produttore sarebbe stato lieto se avesse pensato a qualche marchio famoso di cioccolata, ma noi non&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-MZhgjVZOG4A/TvESl3fNNmI/AAAAAAAAAzY/iT21bh2_wKo/s1600/EmotiviAnonimi1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-MZhgjVZOG4A/TvESl3fNNmI/AAAAAAAAAzY/iT21bh2_wKo/s200/EmotiviAnonimi1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688348246104946274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; ci abbiamo mai pensato, anche perché doveva essere una piccola azienda, artigianale; un piccolo negozio e/o una piccola fabbrica, e niente glamour. Sicuramente la cioccolateria non assomiglia ai laboratori di oggi, che penso siano più asettici, probabilmente diversi. Anche per lo spirito del personaggio, lui è uno con la tendenza a lasciare le cose come stanno, di non cambiare. La fabbrica rappresenta l'universo dei genitori che lui ha lasciato così com'è".&lt;br /&gt;"Credo che la commedia dia coraggio, aiuti a non sentirsi più in colpa, e io avevo molta voglia che potesse aiutare lo spettatore. Ho ricevuto poi tantissime lettere di persone che confessavano di cominciare a superare i loro problemi, di non sentiti più in colpa, perché molti lo nascondono, non hanno il coraggio di dichiararlo. E' una cosa brutta che ti impedisce di vivere, di correre rischi, e ci sono molti rimpianti, tanti non hanno fatto delle cose per paura, per mancanza di coraggio, hanno rinunciato a fare 'il cioccolato' per paura di fallire. Molti per mancanza di fiducia in se stessi non vivono la vita che vorrebbero e potrebbero vivere o fare. Oggi la società in tutto il mondo è ossessionata dalla prestazione, dal successo, e ognuno deve riuscire in tutto: lavoro, amore, vita. Si dice 'Non sarò mai quello che fanno queste persone, mai all'altezza di questi modelli', ma comunque ci sono persone più piccole, più modeste che arrivano a fare quello che vogliono fare, a raggiungere le loro passioni".&lt;br /&gt;"Mi ha sorpreso soprattutto la reazione di una giovane donna che mi ha inviato una lettere dove mi ringraziava perché è riuscita a non sposarsi più. Erano già promessi alla vigilia delle nozze, ma dopo aver visto il film hanno deciso di non sposarsi, sono riusciti a liberarsi dalla situazione angosciosa creata dall'organizzazione del matrimonio".&lt;br /&gt;"E' il secondo film che faccio con Isabelle Carré - afferma il regista -, quattro anni fa abbiamo fatto insieme un film-tv, "Maman est folle", è molto vicina al personaggio, anche lei ha molte paure. Tanti attori, anche famosi, sono molto emotivi, timidi e quando recitano si  sentono a loro agio perché hanno le battute già scritte. Lei mi ha dato diverse idee, per esempio il fatto di cantare. Mi diceva che quando deve affrontare l'ansia alle conferenze stampa e riunioni, canticchia. Una è la canzoncina dei cartoni&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-_ud4Xfq6NjQ/TvERSwhoO8I/AAAAAAAAAzM/m5SKWUfW7r0/s1600/EmotiviAnonimi6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-_ud4Xfq6NjQ/TvERSwhoO8I/AAAAAAAAAzM/m5SKWUfW7r0/s200/EmotiviAnonimi6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688346818306915266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; animati, forse  Candy Candy; l'altra è 'La confiance' (I Have Confidence – Io ho fiducia ndr.) che Julie Andrews canta in "The Sound of Music" (Tutti insieme appassionatamente) di Robert Wise. Ma entrambi i protagonisti sono molto vicini ai personaggi. Benoit di solito fa  l'attore comico, noi abbiamo scritto il ruolo per lui, perché ero convinto che avesse qualcosa in più da offrire. Nella vita reale è estroverso, parla a voce alta, diventa centro dell'attenzione, la sua (e la nostra) è una strategia per trovare la giusta collocazione, per farci apprezzare, amare. 'La cosa migliore per nascondersi è fare tanto rumore' - dice Poelvoorde -, e così superare le piccole grandi ansie. In Francia alla conferenza stampa ha dichiarato: per superare la difficoltà guardavo il regista e lo imitavo, non c'è stato nessun problema".&lt;br /&gt;"Sono ansioso per natura e trovo sempre un motivo per essere più ansioso. Ero appunto ansioso quando ho realizzato i film precedenti, ero addirittura angosciato e mi dicevo 'vedrai, non piacerà a nessuno', 'se facessi un film visto da un milioni di persone tutto cambierebbe'.  Invece no (in Francia 'Emotivi anonimi'  ha superato il milione di spettatori ndr.), non è vero che mi sono liberato dall'ansia. E' la mia prima commedia, ho fatto dei film molto dark, non allegri come questo, ma aver fatto un film che fa ridere è già un grande passo, far bene allo spettatore fa bene a me, e credo che se avessi visto 'Emotivi anonimi' a 15 anni mi avrebbe fatto molto bene".&lt;br /&gt;"Ovviamente sono molto felice del successo, anche perché mi ha permesso di viaggiare nel mondo, dagli Usa al Giappone, dove mi hanno detto ' lei ha fatto un film sui giapponesi', cosa che non avevo mai creduto. Forse la loro millenaria gentilezza nasconde le loro ansie. Ma penso che la paura dell'altro e la mancanza di fiducia in se stessi accomuni le persone in tutto il mondo". &lt;br /&gt;"La fobia sociale è l'ultimo gradino dell'ansia - aggiunge - ne soffrono quelli che non riescono nemmeno a uscire di casa; infatti alla riunione degli emotivi c'era chi diceva questa è la mia unica uscita settimanale. E' l'ultimo stadio dell'ansia, arrivati a quel punto non si fa più nulla né s'incontra nessuno. Non sono mai arrivato a quello stadio, magari evito di prendere l'ascensore per non incrociare delle persone; sono sul piano, aspetto che arrivi, e lo prendo, quando ho sentito i passi di quelli che sono usciti. Così come quando vado in un negozio non mi piace provare tante cose, compro qualunque cosa anche se non mi va bene, senza perdere tempo. Credo che siano tanti quelli che fanno così nei negozi di abbigliamento, dal parrucchiere. Mi sento troppo alto, troppo pesante, e cerco di fare prima possibile". &lt;br /&gt;"Ma ormai ho 50 anni - confessa - e ho imparato a gestire la situazione, anche se non sono  mai tranquillo. E' un anno che giro il mondo per la promozione, però credo di aver la paura che hanno gli attori prima di entrare in palcoscenico, e ciò oggi mi spinge a fare le cose, a non evitarle. Ho sempre sognato di fare il regista, e amato il cinema, nonostante la paura, anche perché sapevo che dirigere è fonte di stress. Credo di doverlo fare, se lo eviti si è sempre più soli e si ha meno fiducia in se stessi. Ormai è un mio alleato, quasi un gioco della paura che devo fare per non scendere ancora più in basso, verso la sfiducia".&lt;br /&gt;"In Francia tutti mi dicono: 'ti è venuta meglio la commedia, devi continuare' - conclude -, ma non è più facile o spontaneo, non so cosa mi verrà meglio, se continuare, o conservare certi elementi del film. La cosa certa è che i miei film hanno un filo conduttore: la paura dell'incontro con gli altri, dell'impegno politico, di quello economico. Addirittura ho fatto uno su un giovane che si è autoaccusato di un omicidio per trovare un posto al riparo, un rifugio. Penso di essere positiva, le persone, in fondo in fondo, riescono a vincere la paura e ad andare incontro al legame con gli altri, che la si può superare".&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-qdQiqLhcLLc/TvEOeQLB-BI/AAAAAAAAAzA/EeBd4fkhDV4/s1600/EmotiviAnonimi13.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-qdQiqLhcLLc/TvEOeQLB-BI/AAAAAAAAAzA/EeBd4fkhDV4/s200/EmotiviAnonimi13.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688343717245745170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sarà il solito remake americano?&lt;br /&gt;"Non lo so ma ne sarei felice. Mi immagino già i protagonisti, Anne Hathaway e Steve Carel, anche perché la mia commedia più che ispirarsi a quella francese proviene dai film americani anni '30-'40, quelli di Ernst Lubitsch, Billy Wilder, fino al suo 'Victor Victoria'. I film con Ginger Rogers (per Isabelle) o con James Stewart (per Benoit), le commedie americane di quelli anni. Ma è uscito da poco in America, e loro creano un universo diverso".&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-5497811895187477685?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/5497811895187477685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=5497811895187477685' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5497811895187477685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5497811895187477685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/12/una-romantica-cura-al-cioccolato-per.html' title='Una romantica cura al cioccolato per gli &quot;Emotivi anonimi&quot; di Jean-Pierre Améris'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-EaTS68MmT2g/TvEUMBYn2_I/AAAAAAAAAzk/LLhBgOBXFRc/s72-c/EmotiviAnonimi7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3988388487557240433</id><published>2011-12-16T18:23:00.000-08:00</published><updated>2011-12-20T18:51:09.552-08:00</updated><title type='text'>Tanta azione per le scoppiettanti indagini attraverso mezza Europa di "Sherlock Holmes - Gioco di ombre" con la coppia Downey Jr.-Law</title><content type='html'>Squadra vincente non si cambia, e visto il sorprendente successo del capitolo precedente, soprattutto in Italia che vanta il record europeo d’incassi, ritorna "Sherlock Holmes" con il suo inseparabile dottor Watson per una nuova, rocambolesca, avventura on the road fra Londra, Parigi, Strasburgo e Svizzera, sempre diretta da Guy Ritchie, scoperto col mitico "Lock &amp; Stock".&lt;br /&gt;La vicenda, sceneggiata da Michele e Kieran Mulroney, è ispirata a "L'ultima avventura", racconto in cui Conan Doyle – stanco e stufo - uccideva il suo&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5N6hcbG983s/TvFEkl48MYI/AAAAAAAAA0g/juMcDpyag_A/s1600/SherlockHolmesGioco18.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-5N6hcbG983s/TvFEkl48MYI/AAAAAAAAA0g/juMcDpyag_A/s200/SherlockHolmesGioco18.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688403199782564226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; personaggio, per poi ricredersi (costretto dai lettori) e resuscitarlo 12 anni dopo. In seguito a due misteriosi attentati passati rispettivamente come incidente e suicidio, Sherlock Holmes (Robert Downey Jr.) pensa si tratti di un omicidio, soprattutto nel caso del Principe d'Austria, prima rotella di un mortale ingranaggio messo in moto dal professor Moriarty (Jared Harris). Incorreggibile, Holmes organizza l'addio al celibato di Watson proprio in un club per gentiluomini, dove oltre al fratello Mycroft (Stephen Fry), incontra la zingara cartomante Sim (la Noomi Rapace della trilogia letterario-cinematografica iniziata da "Uomini che odiano le donne"), che sa (vede) più di quanto rivela ed è, involontariamente, coinvolta nel caso, quindi finita nel mirino dello spietato prof.&lt;br /&gt;Holmes riesce a salvarla con un colpo di fortuna e, per ricambiarlo, la donna accetta di aiutarlo, ma le indagini – che si svolgono attraverso mezza Europa - diventano sempre più pericolose perché il diabolico Moriarty precede sempre il geniale investigatore minacciando i suoi cari (Watson e la moglie in viaggio di luna di miele) e continuando puntualmente la sua serie di attentati che, probabilmente, porteranno allo scoppio di una guerra mondiale...&lt;br /&gt;Molta azione, tanti effetti speciali (efficaci e funzionali alla storia, però) e armi futuristiche per l'epoca, anche quando rispettano la data di fabbricazione (prima che venissero usate ufficialmente ne passava del tempo!), in questa scoppiettante seconda avventura degli inseparabili amici investigatori che comunque rispettano soprattutto il carattere e le bizzarrie dei personaggi originali, talvolta portandoli all'esasperazione ma dando loro un tocco di modernità e dotandoli di grande, e sana, ironia.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-EywvUSelva8/TvFD7YGEz2I/AAAAAAAAA0U/-Si4oTzbayk/s1600/SherlockHolmesGioco19.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-EywvUSelva8/TvFD7YGEz2I/AAAAAAAAA0U/-Si4oTzbayk/s200/SherlockHolmesGioco19.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688402491704921954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cast anche le due attrici già presenti nel precedente, Rachel McAdams (Irene Adler), Kelly Reilly (Mary Watson), Eddie Marsan (Ispettore Lestrade), Paul Anderson (colonnello Sebastian Moran), Geraldine James (signora Hudson), Iaian Mitchell (dottor Hoffmanstahl), Jack Laskey (Carruthers), Thierry Neuvic (Claude Ravache). La fotografia è del premio Oscar Philippe Rousselot (“In mezzo scorre il fiume”), le scenografie di Sarah Greenwood (tre nomination per “Orgoglio e pregiudizio”, “Espiazione” e il precedente “Sherlock Holmes”), i costumi di Jenny Beavan (ben 9 nomination), il montaggio di James Herbert, fedele collaboratore del regista; e le musiche del prolifico Hans Zimmer (anche lui 9 nomination su oltre 100 film).&lt;br /&gt;José de arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3988388487557240433?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3988388487557240433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3988388487557240433' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3988388487557240433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3988388487557240433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/12/tanta-azione-per-le-scoppiettanti.html' title='Tanta azione per le scoppiettanti indagini attraverso mezza Europa di &quot;Sherlock Holmes - Gioco di ombre&quot; con la coppia Downey Jr.-Law'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5N6hcbG983s/TvFEkl48MYI/AAAAAAAAA0g/juMcDpyag_A/s72-c/SherlockHolmesGioco18.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-1530647180141313448</id><published>2011-12-16T15:11:00.000-08:00</published><updated>2011-12-20T18:43:13.636-08:00</updated><title type='text'>Finalmente "Il Gatto con gli Stivali" ha un film tutto suo. Parola di Antonio Banderas</title><content type='html'>Ecco finalmente "Il Gatto con gli Stivali" è arrivato nelle sale italiane per il piacere di grandi e piccini, l'amato personaggio (ri) nato nella seconda puntata di "Shrek" e doppiato da Antonio Banderas (da sempre anche in Italia e Spagna, e non  solo), e dallo stesso divo adorato. E in questo suo primo lungometraggio d'animazione tutto per lui, è assecondato dalla sensuale Salma Hayek nel ruolo della gattina Kitty (da noi doppiata da Francesca Guadagno), e diretto da Chris Miller  (regista dell'ultima avventura di Shrek, ma collaboratore della saga fin dall'inizio) per la DreamWorks, di Steven Spielberg e C. E non poteva che essere in 3D che serve a mettere in risalto gli scontri&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-87D_J9GMFHs/TvE9bj3OYDI/AAAAAAAAA0I/mwDaWX6aS74/s1600/GattoStivali12.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 166px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-87D_J9GMFHs/TvE9bj3OYDI/AAAAAAAAA0I/mwDaWX6aS74/s200/GattoStivali12.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688395348038279218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; a fil di spada e gli inseguimenti soprattutto sui tetti, e persino 'in cielo'.&lt;br /&gt;Anche perché il celeberrimo 'Gatto' immortalato da Perrault - ma di antichissime origini e tramandato di secolo in secolo - è diventato un cavaliere spagnolo in tutto e per tutto, fra coraggio e debolezze, dure battaglie e teneri incontri. Un simpaticissimo felino in bilico fra Don Chisciotte e Robin Hood. E ovviamente ci troviamo nella sua terra, nella assolata Spagna dove il nostro eroe diventa più irresistibile e romantico che mai. E, come ha ricordato lo stesso Banderas di passaggio a Roma, è diventato un personaggio ispanico positivo - come lo sono stati prima "Zorro" e "Desperado" - cancellando il  classico cliché del cinema americano, dove di solito sono negativi ("Brutti sporchi e cattivi" per dirla col titolo del famoso film italiano), criminali, trafficanti, spacciatori. In questo modo il personaggio ha conquistato una grossa fetta di pubblico anche negli States, &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LrFRdxB875I/TvE9FgjX1_I/AAAAAAAAAz8/sYyQ50pAyc0/s1600/GattoStivali9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 101px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-LrFRdxB875I/TvE9FgjX1_I/AAAAAAAAAz8/sYyQ50pAyc0/s200/GattoStivali9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688394969192585202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;dove la popolazione di origini latine non è poca, anzi.&lt;br /&gt;In un malfamato bar Gatto apprende che la coppia di banditi Jack &amp; Jill si è impossessata dei fagioli magici che, una volta seminati e germogliati, permettono di arrampicarsi fino in cielo, dove si trova un castello sospeso tra le nuvole che nasconde la mitica anatra dalle uova d'oro. Gatto parte allora alla ricerca dei magici fagioli, ma sulla sua strada s'imbatte nella spericolata gattina Kitty 'Zampe di velluto' (una via di mezzo fra Catwoman e il 'Gatto' di "Caccia al ladro"), e in una sua vecchia conoscenza, l'uovo Humpty Dumpty (voce italiana di Alessandro Quarta), con i quali condividerà la sua sorprendente avventura, piena zeppa di pericoli e inganni, colpi di scena e numeri di flamenco.&lt;br /&gt;Il riferimento, non solo visivo, stavolta è lo spaghetti western con in testa i maestri Sergio Leone ed Ennio Morricone, un genere di cui aveva già fatto tesoro "Rango". Ma il lungometraggio d'animazione si rifà anche alle vecchie care avventure di cappa e spada, e naturalmente &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vfdsG7mRk4c/TvEXXN2eGJI/AAAAAAAAAzw/3QRfO_35Te4/s1600/Gatto14.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-vfdsG7mRk4c/TvEXXN2eGJI/AAAAAAAAAzw/3QRfO_35Te4/s200/Gatto14.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688353491968202898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;le favole, di cui è debitore il personaggio.&lt;br /&gt;Le altri voci italiane: Rodolfo Bianchi (Jack), Laura Boccanera (Jill), Valentina Martino Ghiglia (Imelda, la ‘mamma’ dell’orfanotrofio) ed Eugenio Marinelli (comandante). La pellicola è prodotta da Joe Aguilar e Latifa Ouaou, mentre i produttori esecutivi sono Andrew Adamson e il regista Guillermo Del Toro. Le musiche spagnoleggianti sono di Henry Jackman e le coreografie di Laura Gorenstein Miller.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-1530647180141313448?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/1530647180141313448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=1530647180141313448' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1530647180141313448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1530647180141313448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/12/finalmente-il-gatto-con-gli-stivali-ha.html' title='Finalmente &quot;Il Gatto con gli Stivali&quot; ha un film tutto suo. Parola di Antonio Banderas'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-87D_J9GMFHs/TvE9bj3OYDI/AAAAAAAAA0I/mwDaWX6aS74/s72-c/GattoStivali12.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3848156633461646808</id><published>2011-12-13T07:04:00.000-08:00</published><updated>2011-12-15T07:28:58.040-08:00</updated><title type='text'>La trasformazione di un giovane mite e intellettuale in leader carismatico: "Il principe del deserto"</title><content type='html'>Arriva per Natale il nuovo film di Jean-Jacques Annaud "Il principe del deserto", un colossal dall'impostazione classica, comunque coinvolgente, che ricorda il cinema di una volta tra avventura esotica e realtà, tradizione e religione, politica e sentimenti, guerre fraticide e interessi economici. Il film, in uscita il 23 dicembre è coprodotto e distribuito dalla Eagle Pictures in 300 copie. Protagonisti Tahar Rahim, la rivelazione de "Il profeta", Antonio Banderas, Mark Strong e la sempre più in ascesa Freida Pinto.&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-fMAjvWMsq5A/TuoSE6z3qcI/AAAAAAAAAy0/PGsoBkHxuiI/s1600/PrincipeDeserto9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-fMAjvWMsq5A/TuoSE6z3qcI/AAAAAAAAAy0/PGsoBkHxuiI/s200/PrincipeDeserto9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686377355224263106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sono desolato perché non parlo italiano - esordisce Annaud alla presentazione romana -. Il passato è eterno, col cinema ho fatto sempre dei viaggi in luoghi dove non posso recarmi solo con un biglietto aereo, amo le favole che abbiano una distanza dall'oggi, siano nel passato o nel futuro, e amo soprattutto che il cinema mi faccia sognare".&lt;br /&gt;"Sono stato lusingato dalla proposta di Jean-Jacques - ribatte il giovane protagonista Rahim -, ho letto la sceneggiatura, ho amato la storia nel suo lato positivo, la rappresentazione che fa del Medio Oriente. E' troppo difficile trovare ruoli così, il personaggio mi dava delle possibilità enormi, una grande ampiezza di intervento e di sfumature. Ho fatto bene a farlo e spero di fare presto un altro di questo tipo".&lt;br /&gt;"Da  quindici anni evito di rivedere 'Lawrence d'Arabia', un  film che all'epoca mi era molto piaciuto e mi ero prefissato che un giorno avrei fatto un film nella regione. Ma ho volutamente evitato di girarlo negli stessi posti, in particolare in  Giordania. Ma quelli che mi hanno segnato di più sono stati i sovietici come Puvdokin, Ejzenstein, e i giapponesi come Kurosawa. Il cinema americano e i film di Sergio Leone sono arrivati più tardi. Da 60 anni non sono mai più girati film in quella regione, rimasta un po' occultata dal cinema, da una qualità epica e meravigliosa in senso fisico".&lt;br /&gt;"Omar Sharif ha ragione non è facile cavalcare cammello - afferma Rahim -, ma è ancora peggio con i cavalli, mi sono allenato per più di un mese, anche quando si crede di sapere tutto ma non sai mai come andrà finire, non è  come uno scooter. Stavolta è successo che, dopo un'esplosione il cavallo non ti ascolta più, sono anche caduto, e ne ho pagato le conseguenze, tanto che la caduta finale del film è reale".&lt;br /&gt;"E' stata la più orribile giornata della mia vita - ribatte il regista -, corro per vedere se si è fatto male, tremava dappertutto, l'abbiamo portato in ospedale e non è morto, avevo paura di averlo ucciso. Arrivava al galoppo, il cavallo si spaventava, ho visto cadere e diceva mi sono fatto male, e ho capito che non era uno stuntman ma lui, e per fortuna stava bene".&lt;br /&gt;"Tanto che non abbiamo nemmeno ritardato la lavorazione - afferma l'attore -, e abbiamo deciso di intodurre nella storia la mia ferita e il fatto che io zoppicasse. Per la scena successiva io volevo lo stesso cavallo ma me l'hanno impedito".&lt;br /&gt;"E' una regione molto divisa - prosegue Annaud -, il regime regola il problema tra la modernità e la tradizione, ma è popolata da tantissimi tribù perciò la caduta di un regime non basta per risolvere il problema. Le elezioni in Libia hanno avuto dei risultati del tutto inattesi in Occidente, perché l'unificazione delle tribù rimane un grosso problema. Perciò credo che il mio film affronta un tema attemporale, senza averlo scritto in quel periodo,  penso sia valido ancora oggi".&lt;br /&gt;"Dopo tanti anni sono stanco di ricevere sceneggiatura che parlano di un giornalista o un'infermiera americana che scopre un determinato paese, mentre ci sono tantissime storie meravigliose raccontate da altri, da un altro punto di vista. Perciò tempo fa ho fatto che vedeva la guerra anche da russi e tedeschi. Qui ci voleva un principe che fosse dell a regione per impedire interferenze nella storia e sui personaggi".&lt;br /&gt;"La sceneggiatura prevedeva un personaggio positivo - riprende Rahim-, per cui individuare moltissime chiavi, quasi il&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-NrxDOT-NNBE/TuoO8BTDsoI/AAAAAAAAAyo/VM-dUNKk5kM/s1600/PrincipeDeserto19.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-NrxDOT-NNBE/TuoO8BTDsoI/AAAAAAAAAyo/VM-dUNKk5kM/s200/PrincipeDeserto19.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686373903811981954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; contrario di Malick (quello del 'Profeta' ndr.), un selvaggio che mette in azione i suoi neuroni in modo intellettuale; mentre Auda attraverso i libri riesce a superare ogni difficoltà e a diventare un leader carismatico. Jean-Jacques mi ha aiutato, ma anche la fotografia, i costumi, gli animali mi hanno fatto capire quanto fosse diverso dal 'Profeta'. Il personaggio è una persona che parla attraverso di te, del tuo corpo, della tolleranza e della bontà. Qualità che tutti abbiamo nel nostro interno e devi tirare fuori".&lt;br /&gt;"In realtà io decido in base all'istinto - aggiunge Annaud -, sempre di raccontare una storia di trasformazione un monaco ('Nel nome della rosa'), un orso, una tigre, una giovane amante (i personaggi dei suoi film famosi ndr.), sono sempre personaggi che sento molto vicini, non amo limitarmi ad un genere, non voglio stancarmi. Racconto storie diverse ma che hanno un fondo comune".&lt;br /&gt;"Sono stato prudente - dice sul raccontare un popolo che non è il suo -, una visione la più onesta possibile che sapevo di dover rappresentare. La più documentata possibile nella scrittura, nelle riprese, nel montaggio e mi sono ispirato al Corano e alla società civile araba, come avevo fatto a suo tempo in Tibet e in Cina. Mi sono ispirato nel corso degli anni nei viaggi in quella regione, ma non mi sono mai confrontato con episodi di contrasti della regione che applicano la cultura della tolleranza. A molto mi è servita l'esperienza personale nella società civile in questi anni".&lt;br /&gt;"Il personaggio di Auda è nel libro (di Hans Ruesch "Paese delle ombre corte" su cui è basato il film ndr.), in fondo è un altro modo di vedere quello che si può vedere nei miei film fin dal primo: la trasformazione. L'influenza di Tarak Ben  Ammar (il produttore ndr.) si è limitata nel comprare i diritti romanzo che poi è stato adattato (dallo sceneggiatore Menno Meyjes ndr.) con estrema libertà, come l'autore suggerendo delle modifiche sul personaggio sul testo scritto. Credo di individuare nei miei film un andare incontro agli altri senza rinunciare alle cose che non condivido".&lt;br /&gt;"Devo dire che la collaborazione con Jean-Jacques si è fatta giorno per giorno - ribatte l'attore -, nel ricreare le scenografie, nel mettere in bocca il testo agli attori,  nell'influenza sul comportamento sugli animali. E' qualcosa che deve vincere rispetto all'aspetto teorico, questa libertà di intervenire senza snaturare il film né la storia. Credo che il grande pericolo sia quello di limitarsi solo a 'filmare' una scenografia".&lt;br /&gt;"Una collaborazione estremamente organizzata - continua Annaud - dalla necessità di poter intervenire attraverso il cuore e l'anima dei miei protagonisti. Il film ha avuto un grande e inaspettato successo nella regione. Ero abbastanza preoccupato di come avrebbero reagito il pubblico del Maghreb e del mondo&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-cKz4bZhCy9k/TuoODD8srnI/AAAAAAAAAyc/TdoEbP8eQPc/s1600/PrincipeDeserto22.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-cKz4bZhCy9k/TuoODD8srnI/AAAAAAAAAyc/TdoEbP8eQPc/s200/PrincipeDeserto22.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686372925270961778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; arabo, esiste sempre il rischio sul come un occidentale racconta una storia. Al Festival Marrakech la gente era molto felice perché per una volta non erano visti come i soliti terroristi, in modo positivo. Si divertono, ridono spesso delle controversie sull'Islam, soprattutto per quel dibattito contemporaneo sul 'divorzio' dove  l'iman racconta quello che fa piacere al re".&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3848156633461646808?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3848156633461646808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3848156633461646808' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3848156633461646808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3848156633461646808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/12/la-trasformazione-di-un-giovane-mite-e.html' title='La trasformazione di un giovane mite e intellettuale in leader carismatico: &quot;Il principe del deserto&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-fMAjvWMsq5A/TuoSE6z3qcI/AAAAAAAAAy0/PGsoBkHxuiI/s72-c/PrincipeDeserto9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-8924975940202590130</id><published>2011-12-12T06:05:00.000-08:00</published><updated>2011-12-15T07:02:59.530-08:00</updated><title type='text'>Quando Peter Pan incontra Cenerentola (ri) nasce la commedia romantica ed è... "Finalmente la Felicità"</title><content type='html'>Un'idea di partenza, legata all'attualità e alla solidarietà (l'adozione a distanza), che poi prende la solita strada della commedia romantica, una (consueta) storia d'amore fra Peter Pan e Cenerentola, questo a grandi linee è "Finalmente la felicità" di e con Leonardo Pieraccioni, al cinema dal 16 dicembre in 600 copie distribuito da Medusa.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-3czrUJY7hLs/TuoFw5vhKYI/AAAAAAAAAyQ/QQOsjGhIZE8/s1600/FinalmenteFelicita1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-3czrUJY7hLs/TuoFw5vhKYI/AAAAAAAAAyQ/QQOsjGhIZE8/s200/FinalmenteFelicita1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686363817200658818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Guardando una puntata di "C'è posta per te" - esordisce Pieraccioni alla presentazione romana - lui (il coautore del soggetto Domenico Costanzo ndr.) mi dice che sua madre ha adottato da 16 anni una bambina brasiliana. Forse la ragazzina è diventata bellissima, diceva uno, mentre l'altro magari pensava che gli ridesse i soldi che la sua mamma le aveva dato... Lungo questi 16 anni ci siamo messi a fantasticare su quello che poteva essere diventata, e a me la gioia infinita, su cosa fosse la felicità. Una delle protagonista al 50 per cento, con Ariadna (Romero, cubana di nascita, modella brasiliana nel film ndr.), è la musica, un vero boomerang perché la musica non si può rubare, così come se si fa del bene il bene ritorna. Il buon Rocco (Papaleo) che di solito ha una performance più limitata, stavolta lo abbiamo sfruttato di più e ben pagato anche; mentre Ceccherini (in cameo ndr.) è una sorpresa, ripreso nello stesso ospedale psichiatrico dove è ricoverato da due anni - scherza -. Perciò tutto l'incasso andrà devoluto in beneficenza all'istituto".&lt;br /&gt;"Martina la mia figliola è meravigliosa - prosegue a proposito dell'immagine finale della bambina -, soltanto lei è la felicità, fate figlioli e andate al cinema. I figli fanno bene ma finché non fai la prova non la sai. Le donne sono delle partiture difficilissime, non si possono rapportare le note musicali nella testa delle donne; nella famiglia è la donna che tiene le redini di tante cose. Quando dicono "il cinema di Pieraccioni", mi fa sentire male. Avrei dovuto girare un film dal libro '7 uomini d'oro' di Lorenzo Licalzi, di cui ho preso i diritti in questi anni. Poi ci s'incontra con Giovanni (Veronesi, co-sceneggiatore da sempre ndr.), ci si trova un'idea che va avanti da sola e... Ma la mia è la veste di cabarettista che non perderò mai. Grandi registi mi hanno chiesto di fare un cameo, una performance nei loro film, ma non ho mai accettato. Dico sempre che sono uno imprestato al cinema, vado in tivù a fare delle performance solo per presentare il mio film. Le storie tutte le volte che le racconto andranno dove vorranno loro, non farei mai una cosa che non abbia questa caratteristica. Non siamo degli scienziati alla ricerca di una soluzione ad una forma di alitosi né ai dolori reumatici, speriamo solo che il pubblico si diverta. Sempre ci sono in uscita contemporanea altri film che fanno paura, e inizia la solita cronaca. La storia vera è averlo fatto, quello che farà è nelle mani del Signore, speriamo che non applauda. Speriamo che il pubblico sia tanto e si diverta tanto. Per me un complimento o un premio è quando mi dicono 'quanto mi sono divertito'. Mi sento come un bambino a cui stanno montando un trenino davanti".&lt;br /&gt;"Con un titolo come 'Finalmente la felicità' è difficile che finisca che io strozzo lei, perché mi tradisce - dice a proposito del 'buonismo' di cui lo si accusa -, non ho mai avuto vergogna, è stato il mio successo. Il grande Monicelli diceva sull'happy end, 'che le commedie devono graffiare verso il finale', ma quelle cose io le lascio a chi ha presso la sua eredità come Virzì. Con loro ci si saluta, qualcuno lo frequento ma non deve essere genio come 'ello'. Per me non ci sarà mai la crisi dell'eccezionale finale felice. E' il pubblico che decide se la proposta è divertente oppure no. A teatro è tutto più 'ganzo', al cinema tutto più confezionato, più dai ma non sai mai come. A teatro puoi cambiare in diretta gli umori del testo, capisce dove pigiare, dove mettere il freno a mano; col cinema puoi fare qualche proiezione con gli &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-EY_9HApV4rE/TuoEnqErzKI/AAAAAAAAAyE/y9XYuOkUzKk/s1600/FinalmenteFelicita12.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-EY_9HApV4rE/TuoEnqErzKI/AAAAAAAAAyE/y9XYuOkUzKk/s200/FinalmenteFelicita12.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686362558864018594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;amici per capire se in qualche punto non funziona, o non va. E' la decima volta (è il suo decimo lungometraggio ndr.) e si incomincia sempre a dire le stesse cose, non si sa mai che succederà, sia noi che lo si fa sia voi che vivete di questo mestiere; siamo tutti dieci gradini sotto al pubblico che ha già deciso e capito tutto. Il passa parola non funziona più perché il film non resta su due mesi come una volta. Da sempre lo spettatore è avanti a noi di 12 punti, si legge, ci si interroga, si fa. Arriva il pubblico e sceglie l'andamento entusiastico di 'Midnight in Paris' che te la dice lunga, perché non ci si aspettava un successo così per Allen. In ogni film c'è una sorta di codice, indecifrabili per noi, ma il pubblico li sa, li  riconosce".&lt;br /&gt;"Ho fatto dei provini e sono riuscita ad arrivare al mitico Leonardo - afferma la bellissima Ariadna - mi sono emozionata, ero agitatissima. Un giorno mi hanno devi venire (era a Milano ndr.) e sono salita sul treno per Roma. E' stato un  piacere lavorare con lui, e mi piacerebbe tantissimo continuare questa carriera, ma non dipende da me".&lt;br /&gt;Ma le carte in regola per farlo ce le ha. Perché oltre ad essere bellissima e fotogenica è molto simpatica e recita con una naturalezza né impacciata né finta.&lt;br /&gt;"Credo che la parola 'buonista' sia stata inventata all'epoca del 'Ciclone' - riprende Pieraccioni -, ci sono tanti artisti che raccontano altre cose, raccontano visioni; se leggete i miei libri uno è più triste e pessimista dell'altro. Forse al cinema non mi è riuscito di andarci nel mezzo - con 'Il principe e il pirata' ci ho provato -, quando si scrive la sceneggiatura ritorno ad essere il ragazzo di provincia che vive a Firenze in campagna, ha due gatti, una compagna e una figliola meravigliose. Dopo aver fatto per 5 anni il magazziniere e trenta corti con Costanzo in elettronico, il nostro sogno era fare un film in pellicola. Questo senso di gioia, di  positivismo di allora me lo porto dietro. Potrebbe essere scelleratezza, ben venga anziché triste e arrabbiato. Non mi "affrangevo", affliggevo, un bacio come si dava un tempo non a stampo ma alla francese" chiude sul bacio con Papaleo.&lt;br /&gt;"C'era un rapporto - ribatte Rocco al suo quinto film con l'attore-autore -, forse un ringraziamento perché gli ho rubato la maturità scientifica; un bel momento arrivato al Top, finalmente ho baciato Pieraccioni. Ci giravo intorno da anni, ora continuerò a scalare le vette per baciare Ceccherini". &lt;br /&gt;"Ho avuto anche la possibilità di calarmi nei  panni del maestro musica - dichiara Gianluca Sibaldi autore della colonna sonora, anche lui collaboratore di Pieraccioni negli ultimi precedenti 4 film -. In più nella varietà della musica, ho spaziato tra diversi generi, negli altri c'era più un genere portante; qui invece c'è di tutto, dal pezzo pseudo sinfonico al cantautore, più contaminazioni rock, etniche, folk".&lt;br /&gt;"Ho fatto come fanno in America - dice ironicamente sul suo personaggio Pieraccioni - ho studiato fagotto e controfagotto, ho passato mesi e mesi ad impararlo. Benedetto (come Marcello ndr.) è un appassionato dell'inno alla certezza del filosofo illuminista Charles Fourier, e intende dar vita ad un grande laboratorio musicale d'istinto in cui gli allievi possano dirigersi naturalmente  e direttamente verso lo strumento - appeso alla parete - che sentono più affine e congeniale, quello che lo affascina. Senza controfagotto alcune famose composizioni di Mozart non avrebbero la forza che&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8u3vEbkiusk/TuoCT0lv8_I/AAAAAAAAAx4/D2BQV_HOsn8/s1600/FinalmenteFelicita6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-8u3vEbkiusk/TuoCT0lv8_I/AAAAAAAAAx4/D2BQV_HOsn8/s200/FinalmenteFelicita6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686360019066418162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; hanno. Tanto che avevo proposto come titolo 'Viva il controfagotto'. C'ho 60 canzoni nel cassetto tutte brutte, tranne una. Sono amante della musica e dei cantautori che secondo me sono i nuovi poeti. A parte Alda Merini, conosco a menadito Guccini, De Andrè, Vecchioni a cui ho attinto a piene mani".&lt;br /&gt;"Il tema 'La felicità' che Buscemi (Andrea, attore, Argante personaggio ndr.) mi ruba, è un omaggio a Morricone, ricorda certe sue arie meravigliose. Devo ringraziare anche la Banca Popolare di Vicenza che ci ha aiutato col tax credit perché è piaciuto il copione, con altra intelligenza anche Camelot Placement; l'Honda Hybrid, ganza, che me l'hanno regalata; il resort Forte Village (Sardegna). E poi Lucca, città meravigliosa da un punto di vista musicale, che il Comune ci ha permesso di girare nella loro città. Il cinema si porta dietro i nostri sogni da bambini, è una grande forza, quando si va a girare qualcosa per il cinema c'è sempre grande interesse e attesa. Basta una cosa per portare divertimento, tutto intorno ci deve divertire. Dieci anni supportati da Medusa, sarebbe stato più difficile senza Maria De Filippi, perché quando i vecchini s'incontrano e non si ricordano nulla provoca grande ilarità. E ci sono storie più toccanti, come quella dei figli a distanza e non che vogliono ringraziare la mamma. Abbiamo girato in pratica solo un ciak e 'Buona la prima', anche se per sicurezza ne abbiamo girata un'altra, nel film però è 'ita' la prima.&lt;br /&gt;"Mi serviva una figura di eccezionale bellezza - dice del modello brasiliano Thyago Alves (già visto ne 'Il compleanno' ndr.) - ma superficiale nei rapporti, a cui viene contrapposta la sincerità di essere fedele e la poesia della musica del protagonista, nella realtà invece andrebbe bene con lui anche se la tradisse".&lt;br /&gt;"Il personaggio mi è piaciuto farlo - ribatte Alves - perché è la mia prima esperienza nella commedia, mi sono divertito, anzi mi è sembrata più una vacanza, vedermi nei panni di Jesus che a sua volta si diverte, balla, tradisce la fidanzata. E poi incontra lui che è un fratello di cui non sa nulla, e scatta la gelosia. Insieme a loro è stato diverso dalla prima esperienza in un film drammatico".&lt;br /&gt;"Penso da tempo che tutto ritorna, ti ritorna come dicevano i genitori e i nonni. Se sei una tipina un po' cattivina ti torna, se sei tranquillina e generosa ti ritorna comunque. La musica non si può rubare, si potrebbe dire che 'i nodi tornano tutti al pettine'. Là dove non ci fosse stato l'arrivo della bella Luna, se non fossi andato in Sardegna, se l'amministratore non avesse costruito la grondaia non avrebbe trovato il locale per il laboratorio musicale. Il boomerang fa il suo giro e ti ritorna in mano".&lt;br /&gt;"Da Leonardo stavolta ho riso poco  - afferma Veronesi -, bisognava cambiare il pannolino alla bambina, oppure piangeva. Ma comunque mi diverto sempre, se vedersi la mattina presto è faticoso, mi alzo volentieri, vado a casa sua, a casa del regista. Mi diverto molto con lui, ormai siamo come Stanlio e Ollio, ognuno conosce tutto dell'altro, sento che lui si diverte, ha voglia di farlo, e anche se lo sprono a farlo più spesso, lui non ci sta. Sa di essere un beniamino del pubblico, che deve sapersi dosare, è uno di battute che fanno sempre ridere. Questo è il mio lavoro, forse uno dei migliori del mondo, facendo bagni umiltà, e con una produzione che ci segue da anni. Facciamo sempre la stessa cosa, se ce lo fanno ancora fare vuol dire che funziona. Un artista si misura alla fine della carriera. Non credo che Picasso sia stato sempre Picasso, c'è chi lo ricorda e chi non lo ricorda, forse la storia ce lo dirà".&lt;br /&gt;"E' un po' il termometro della  mia pigrizia - ribatte Pieraccioni -, quando Giovanni girava con De Niro ("Manuale d'amore 3" ndr.) che preferiva andare a mangiare a casa sua anziché al ristorante, lui mi diceva viene che c'è De Niro ma io non riuscivo ad andare a casa sua. Spesso e volentieri si hanno risvolti positivi, Michela Andreozzi (l'ex di Benedetto, Mara) e Maurizio Battista (l'uomo sul treno) che frequento da fan, fanno ridere. Hanno un talento eccezionale, averli dentro in cameo, è stato naturale perché fanno parte degli attori anche di razza e sanno come andarsi a divertire".&lt;br /&gt;"Ci hai riso in faccia tante volte - confessa la Andreozzi -, abbiamo fatto tanti ciak, un set veramente bello, tanto che seguivo la conferenza da fan. Credo nel karma perché a me mi ha dato un personaggio così cattivo, che fa delle cose che nella vita non farei mai. All'idea di percuotere Pieraccioni chi si sarebbe tirata indietro? Ma nella vita non farei mai una cosa del genere per vendetta, e ho dovuto tirare fuori tutta questa cattiveria".&lt;br /&gt;"E nel film fai bene - dice l'attore-regista. Ho una pagina ufficiale su facebook con una foto in bianco e nero ma nessuno ci va. Facciamo a gara tra me e la mia fidanzata per vedere chi  c'ha più fan. Lei".&lt;br /&gt;"Vengo dal teatro ed è vero che è stato come fare una vacanza dopo 'Il mercante di Venezia'. Una gita fra amici, il mio è un personaggio invadente e narcisista che ricorda gli attori di una volta, imitatori di Gassman, e finalmente si capisce chi è il vero sex symbol - scherza -, non Leo né Thyago, attorno al quale gira tutto, quasi uno dei 'Mostri', un tipo da Monicelli e Risi. E  tutto questo l'ho potuto dilatare nel 'mercante'".&lt;br /&gt;"Una vita da sogno per me - confessa Costanzo -, è il primo soggetto che ho scritto. Aver collaborato con Pieraccioni e Veronesi è stata un'emozione forte. Nei tanti corti che abbiamo &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-B1C1St9GTjY/TuoAgwyKBKI/AAAAAAAAAxs/i4EeAnYvwKE/s1600/FinalmenteFelicita14.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-B1C1St9GTjY/TuoAgwyKBKI/AAAAAAAAAxs/i4EeAnYvwKE/s200/FinalmenteFelicita14.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686358042359760034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;girato nel passato non c'era una tecnica drammaturgica né da commedia. Leo ha cominciato a fare cose serie con Veronesi. Agli inizi lo riprendevo un'ora e mezza e per anni abbiamo fatto progetti e tirato fuori idee, di cui non abbiamo mai finito di parlare. Invece, questa nasce da un'immagine di tenerezza, quando la mia mamma gli fa vedere le foto della bambina che ha adottato a distanza, Emiliana di Sao Paolo: l'idea cresce grazie a mia madre".&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-8924975940202590130?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/8924975940202590130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=8924975940202590130' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/8924975940202590130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/8924975940202590130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/12/quando-peter-pan-incontra-cenerentola.html' title='Quando Peter Pan incontra Cenerentola (ri) nasce la commedia romantica ed è... &quot;Finalmente la Felicità&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-3czrUJY7hLs/TuoFw5vhKYI/AAAAAAAAAyQ/QQOsjGhIZE8/s72-c/FinalmenteFelicita1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-1662507202295627344</id><published>2011-12-07T17:43:00.000-08:00</published><updated>2011-12-07T17:59:26.228-08:00</updated><title type='text'>"Ligabue Campovolo - Il Film 3D", un concerto diventato storico che conquista ancora i fan</title><content type='html'>Dall’ormai storico concerto di quest’estate al film, sull’onda inaugurata quasi cinquant’anni fa dal mitico “Woodstock” ma ancora sfruttata raramente in Italia. Al Campovolo di Reggio Emilia il 16 luglio scorso c’è stato il più grande e atteso concerto dell’amatissimo Ligabue: oltre 120mila spettatori (paganti perché qualcuno dice 180) e tre giorni indimenticabili (per chi ha partecipato dal vivo), per un raduno musicale che oggi diventa una spettacolare esperienza live in 3D in tutti i cinema d’Italia, in un film-concerto di Christian Biondani (regia concerto) e Marco &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Td9YfmCHuJo/TuAZeZDSwnI/AAAAAAAAAxg/T_BO6nx0WqY/s1600/LigabueCampovolo1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Td9YfmCHuJo/TuAZeZDSwnI/AAAAAAAAAxg/T_BO6nx0WqY/s200/LigabueCampovolo1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683570739653034610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Salom (regia documentario).&lt;br /&gt;Un’esperienza coinvolgente soprattutto per chi ama e ammira il cantautore e la sua musica, perché sono le sue canzoni live ad avere la meglio nel lungometraggio, dopo un prologo che descrive dell’arrivo dei ragazzi che hanno messo le tende (letteralmente) sul luogo per tre giorni di festa e così entrare per primi al grande evento musicale del 16 luglio 2011, e prima mostrarci – verso la fine -  particolari del retroscena dell’evento, tra organizzatori e musicisti.&lt;br /&gt;Il tutto intervallato da spezzoni di interviste/confessioni dello stesso Ligabue. Ma è durante il concerto che il film ci porta sull’enorme palco (90 metri) di fianco a Luciano e contemporaneamente in mezzo al suo pubblico, offrendoci così la possibilità di diventare spettatori ‘reali’ di quell’epico 16 luglio.&lt;br /&gt;Dal docu-film – distribuito da Medusa dal 7 dicembre in 300 sale - viene fuori un ritratto assolutamente inedito di Luciano Ligabue che nei luoghi in cui vive racconta se stesso, i suoi amici di sempre e la storia di un’amicizia ‘storica’ con un manager “ora e allora” al suo fianco. Una sorta di ritorno agli origini, visto che il musicista di Correggio si era esibito giovanissimo sullo stesso luogo col gruppo Ligabue e&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-6g3k28LiMa0/TuAZFVNe2ZI/AAAAAAAAAxU/JCf0OM_ztE0/s1600/LigabueCampovolo7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-6g3k28LiMa0/TuAZFVNe2ZI/AAAAAAAAAxU/JCf0OM_ztE0/s200/LigabueCampovolo7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683570309125298578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Orazero, agli inizi della carriera, ma già allora le canzoni erano scritte da lui, alla fine degli anni Ottanta.&lt;br /&gt;Due ore scarse di spettacolo – sulle quasi tre del concerto vero – dedicate e destinate soprattutto ai fan del cantautore (anche scrittore e regista di due buoni film, “Radiofreccia” e “Da zero a dieci”) e le sue canzoni perché le vere emozioni scattano da esse e dallo stesso Liga. Altrimenti non è il film che fa per voi, anche quando vi sembrerà di stargli così vicino, tanto quanto tutti i musicisti (23 per la precisione) che l’hanno affiancato in tour dal 1990 ad oggi, e richiamati per l’occasione. Tra i brani vengono presentati due inediti, che ora (con altri tre, registrati in studio) fanno parte del triplo cd live “Campovolo 2.011”, registrazione integrale del concerto (prodotto e organizzato da Riservarossa e F&amp;P Group, che co-producono anche il film con Lumière &amp; Co. e Zoo Aperto per Eventidigitali Films), che contiene in totale 32 brani (oltre 150 minuti di musica), uscito il 22 novembre scorso.&lt;br /&gt;Però la festa di “Campovolo 2.0” è durata ben tre giorni, perché cominciata il 15 luglio con iniziative di intrattenimento e solidarietà, culminata la sera del 16 con il concerto del Liga, si è chiusa domenica 17 con il “Dopo Campovolo”. E da allora il Liga è stato insignito dal prestigioso Premio Tenco per l’album “Arrivederci, Mostro! In acustico” che ha ricevuto al teatro Ariston di Sanremo il 12 novembre, esibendosi in un set eccezionale ed inedito,&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-tPZh1Z722NE/TuAYKsZ3-DI/AAAAAAAAAxI/HS5ZEQkMQqo/s1600/LigabueCampovolo8.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-tPZh1Z722NE/TuAYKsZ3-DI/AAAAAAAAAxI/HS5ZEQkMQqo/s200/LigabueCampovolo8.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683569301739010098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; pensato ad hoc per la rassegna.&lt;br /&gt;La fotografia del film-evento è firmata a quattro mani da Brett Turnbull (concerto) e Marco Bassano (docufilm), così come il montaggio di Marco Manes (concerto) e Claudio Bonafede (docufilm).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-1662507202295627344?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/1662507202295627344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=1662507202295627344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1662507202295627344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1662507202295627344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/12/ligabue-campovolo-il-film-3d-un.html' title='&quot;Ligabue Campovolo - Il Film 3D&quot;, un concerto diventato storico che conquista ancora i fan'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Td9YfmCHuJo/TuAZeZDSwnI/AAAAAAAAAxg/T_BO6nx0WqY/s72-c/LigabueCampovolo1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3886017522599143644</id><published>2011-11-27T13:12:00.000-08:00</published><updated>2011-11-27T13:40:41.535-08:00</updated><title type='text'>Un riuscito mix di dramma familiare e fantascienza per Hugh Jackman in "Real Steel"</title><content type='html'>Un gradito ritorno al vero e positivo ‘cinema per famiglie’ con un film che sposa il (melo) dramma familiare con la spettacolarità fantascientifica, offerta dal racconto breve di Richard Matheson, ricordato soprattutto perché già oggetto di un adattamento televisivo nel 1963 per un episodio di “Twilight Zone” (Ai confini&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Vnqd7zfGNoI/TtKuOjD6rBI/AAAAAAAAAw8/H3xL2ZapgKk/s1600/RealSteel3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Vnqd7zfGNoI/TtKuOjD6rBI/AAAAAAAAAw8/H3xL2ZapgKk/s200/RealSteel3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679793645020687378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; della realtà) con Lee Marvin.&lt;br /&gt;Ambientato in un futuro non troppo lontano (per oggi, a cinquant’anni dall’originale), nel 2020, narra la storia di Charlie Kenton (un sempre efficace Hugh Jackman, con i muscoli di Wolverine), ex pugile costretto a farsi da parte quando il mondo della boxe è stato invaso da giganteschi robot d'acciaio (alti 2 metri e pesanti 800 kg).&lt;br /&gt;Privo ormai di qualsiasi prospettiva, Charlie è diventato un promotore – sorta di allenatore - di incontri di pugilato fra robot, e si guadagna a malapena da vivere assemblando ‘macchine intelligenti’, scadenti e/o in disuso, per cui organizza match nei vari ring clandestini attraverso gli States. Ma proprio quando le cose sono diventate più difficili – ha fatto una scommessa che l’ha fatto finire proprio sul lastrico -, nella sua vita ricompare Max (Dakota Goyo), il figlio che aveva da tempo perso di vista, un ragazzino pieno di risorse e testardo quanto lui. Infatti, morta l’ex moglie, ora devi occuparsi di lui per l’intera estate, finita la quale il bambino andrà a vivere con gli zii Deborah (Hope Davis), sorella della madre, e il ricco marito Marvin Barness (James Rebhorn), a cui verrà affidato, perché in realtà Charlie&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xMzyzXadU3Q/TtKobUpXEcI/AAAAAAAAAww/9HubjPuXZ0Q/s1600/RealSteel10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-xMzyzXadU3Q/TtKobUpXEcI/AAAAAAAAAww/9HubjPuXZ0Q/s200/RealSteel10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679787267419738562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; si è fatto dare da lui dei soldi per pagare i suoi debiti.&lt;br /&gt;Padre e figlio però, dopo un'iniziale, reciproca riluttanza, uniscono le loro forze per ricostruire – anche con l’aiuto di Bailey (Evangelina Lily), ex, oltre che amica e figlia del rimpianto allenatore di Charlie - e addestrare un robot obsoleto - trovato in una discarica proprio dal piccolo - e trasformarlo in un vero pugile da combattimento... internazionale! Sullo sfondo di un'arena brutale e priva di regole, Charlie avrà finalmente l'occasione di un insperato ritorno e il film ci regala il momento più gustoso ed efficace: il robot imita i movimenti di Charlie in incredibile sincronia. Anche perché la coreografia è del mitico Sugar Ray Leonard, che ha allenato anche Jackman.&lt;br /&gt;Il riferimenti vanno dal primo “Rocky” ad un’altra pellicola con Stallone come “Over the Top”, passando ovviamente per i giganteschi e mostruosi “Transformer”, anche perché anche qui produce Steven Spielberg con la DreamWorks per la Disney.&lt;br /&gt;Quindi un buon film che unisce il rapporto padre-figlio con quello tra uomo e macchina, caduta e redenzione, sentimenti e azione dosandoli nella giusta maniera, senza eccedere né con lo zucchero né con gli effetti speciali, tanto che anche chi non ama il pugilato e le sue derivazioni non si annoia e chi non ama i drammi psicologici nemmeno, grazie alla sobria regia di Shawn Levy che, forte dell’esperienza di “Una notte al museo”, sa come utilizzare i mezzi tecnologici di ultima generazione a disposizio&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TCxRktDf2FM/TtKoEkLcO9I/AAAAAAAAAwk/XyKtBji2Kfc/s1600/RealSteel1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-TCxRktDf2FM/TtKoEkLcO9I/AAAAAAAAAwk/XyKtBji2Kfc/s200/RealSteel1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679786876452223954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ne senza farsi scippare l’intera pellicola.&lt;br /&gt;Nel cast anche Anthony Mackie (Finn), Kevin Durand (Ricky), Karl Yune (Tak Mashido) e Olga Fonda (proprietaria russa dei robot).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3886017522599143644?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3886017522599143644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3886017522599143644' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3886017522599143644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3886017522599143644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/11/un-riuscito-mix-di-dramma-familiare-e.html' title='Un riuscito mix di dramma familiare e fantascienza per Hugh Jackman in &quot;Real Steel&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Vnqd7zfGNoI/TtKuOjD6rBI/AAAAAAAAAw8/H3xL2ZapgKk/s72-c/RealSteel3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3853276219979954532</id><published>2011-11-26T11:03:00.000-08:00</published><updated>2011-11-26T11:53:53.765-08:00</updated><title type='text'>"Happy Feet 2", un gustosa e 'calda' avventura nell'Antartide dei pinguini</title><content type='html'>Squadra vincente non si cambia, così il veterano e pluripremiato George Miller (da "Interceptor”, titolo italiano del primo film della saga di “Mad Max", a "Babe") e i suoi fedeli collaboratori, forti del premio Oscar per il precedente lungometraggio, ci hanno preparato un sequel tutto da gustare, non solo per i più piccoli ma per chiunque ami l'animazione e le favole sugli animali che rispecchiano sogni e sentimenti &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-XHtbBzqoXqM/TtFDIMn6FwI/AAAAAAAAAwY/VMe2eHYhnSM/s1600/HappyFeet7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 81px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-XHtbBzqoXqM/TtFDIMn6FwI/AAAAAAAAAwY/VMe2eHYhnSM/s200/HappyFeet7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679394413197530882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;degli umani. Cioè basta sentirsi ancora un po' bambini per godersi un’ora e tre quarti di vero spettacolo per tutti, stavolta anche in un 3D che sfrutta al massimo gli scenari polari e soprattutto le incursioni sottomarine sulla scia di due simpatici ‘gamberetti’ con problemi di identità (nell’originale la ‘strana coppia’ Pitt-Damon). &lt;br /&gt;"Dico spesso che queste sono storie per l'adulto che è nel bambino - afferma il regista - e per il bambino che è nell'adulto. Credo che una delle ragione per cui 'Happy Feet' è rimasto nel cuore della gente è che sostiene idee sempre valide, come l'essere coerenti con se stessi, avere coraggio e trattare il mondo con rispetto".&lt;br /&gt;Se nell'originale c’è un supercast di ‘voci’, non scherza nemmeno la  notevole versione italiana che vanta i nomi di Beppe Fiorello che sostituisce Elijah Wood (il Frodo della saga "Il signore degli anelli") nel ruolo di Mambo&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-x2GAhnRgfmk/TtFB32ql3FI/AAAAAAAAAwM/gsICmzziWO0/s1600/HappyFeet5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 81px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-x2GAhnRgfmk/TtFB32ql3FI/AAAAAAAAAwM/gsICmzziWO0/s200/HappyFeet5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679393032913673298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;; Pierfrancesco Favino al posto di Robin  Williams in quello di Adone, mentre Massimo Lopez dà voce a Ramon, che nell'originale è lo stesso Williams. Poi ci sono Nathalie che 'canta' al posto di Alecia Moore nella parte di Gloria, Nicola Savino che doppia Brad Pitt (Will il Krill) e Linus al posto di Matt Damon (Bill il Krill, l’amichetto), per finire col grande Gigi Proietti che presta la sua inconfondibile (e versatile) voce a Bryan, il capospiaggia, sostituendo il Richard Carter dell'originale. E nella versione anglofona ci sono anche Sofia Vergara (Carmen), Common, l’australiano Hugo Weaving (il vecchio saggio), Magda Szubanski, Anthony LaPaglia e Benjamin "Lil p-Nut" Flores Jr. Sceneggiata dallo stesso Miller con Gary Eck (anche co-regista), Warren Coleman e Paul Livingston, la vicenda riprende il personaggio di Mambo, il re del tip tap dell'Antartide, anzi della terra dei pinguini imperatore, che ora ha dei problemi col figlioletto Erik (dolcissimo e bellissimo), che ha&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-9YoiFoMu9uo/TtFBh_OoUeI/AAAAAAAAAwA/aCl3KicBgco/s1600/HappyFeet9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 81px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-9YoiFoMu9uo/TtFBh_OoUeI/AAAAAAAAAwA/aCl3KicBgco/s200/HappyFeet9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679392657255191010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; la fobia per la danza, soprattutto perché si sente 'diverso' e deriso da tutti. Quando Ramon, deluso in amore, decide di ritornare nella propria terra, Erik scappa, con due piccoli amici, sulle sue tracce e incontra lo stravagante Sven, un pinguino nordico che può volare! Mentre Mambo non ha alcuna speranza di poter competere con lui, il piccolo Erik impara che 'volere è potere'.&lt;br /&gt;Ma le cose peggiorano quando il loro mondo viene sconvolto dalle forze potenti della natura, però ‘Irik’ – come lo chiama Sven - scopre il coraggio e la determinazione del padre, quando Mambo riesce a riunire attorno a sé non solo la comunità dei pinguini, ma anche quella dei giganteschi elefanti marini, per rimettere le cose a posto e così salvare tutti da un destino che sembra già segnato.&lt;br /&gt;Prodotto dal regista, con il fratello Bill Miller e Doug Mitchell, il lungometraggio d’animazione ha come produttori esecutivi Chris de Faria, Philip Hearnshaw, Graham Burke e Bruce Berman, mentre David &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LfLqwv1YoCs/TtFBTHIhyQI/AAAAAAAAAv0/QwJuzs_3ce0/s1600/HappyFeet8.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 168px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-LfLqwv1YoCs/TtFBTHIhyQI/AAAAAAAAAv0/QwJuzs_3ce0/s200/HappyFeet8.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679392401679042818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Peers è il direttore della fotografia che in questi casi è una sorta di co-regista, Rob Coleman il direttore dell'animazione e David Nelson lo scenografo. Le canzoni sono firmate da Pink (Alecia Moore) su musiche di John Powell.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3853276219979954532?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3853276219979954532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3853276219979954532' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3853276219979954532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3853276219979954532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/11/happy-feet-2-un-gustosa-e-calda.html' title='&quot;Happy Feet 2&quot;, un gustosa e &apos;calda&apos; avventura nell&apos;Antartide dei pinguini'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-XHtbBzqoXqM/TtFDIMn6FwI/AAAAAAAAAwY/VMe2eHYhnSM/s72-c/HappyFeet7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-1660729370411003091</id><published>2011-11-26T10:04:00.000-08:00</published><updated>2011-11-26T10:12:12.979-08:00</updated><title type='text'>Mezzo secolo di riferimenti e citazioni nella gustosa commedia d'azione "Tower Heist"</title><content type='html'>Stavolta anche chi non ama troppo la nuova coppia Stiller-Murphy non verrà deluso. Perché si tratta di una commedia d’azione che è una vera e gustosa commistione di riferimenti, generi e citazioni per una pellicola che prende spunto da tanti classici sui "colpi grossi" partendo dall’ormai mitico "I soliti ignoti" di Mario Monicelli (ladri per caso e, quindi, inesperti a lezione di scasso) per poi via via far tesoro di trovate e variazioni sul tema di altri, da "Ocean's Eleven" (l'originale) a "7 uomini d'oro" di Marco&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-t4URN9ShlPM/TtEroyNNtqI/AAAAAAAAAvo/jkWERGmphLw/s1600/TowerHeist11.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-t4URN9ShlPM/TtEroyNNtqI/AAAAAAAAAvo/jkWERGmphLw/s200/TowerHeist11.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679368584762865314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Vicario (dimenticato da noi ma scopiazzato da quarant’anni all'estero), da "Un colpo all’italiana” (e il recente rifacimento “The Italian Job") per finire persino con "48 ore" visto che c'è pure Eddie Murphy (anche produttore). &lt;br /&gt;Gli sceneggiatori Ted Griffin e Jeff Nathanson ("Prova a prendermi"), però, hanno fatto del soggetto di Adam Cooper &amp; Bill Collage con lo stesso Griffin, una divertente e vivace commedia d'azione che è profondamente legata alla realtà contemporanea, quella delle truffe finanziarie colossali (e 'virtuali') e dei risarcimenti alle banche, operazioni che quasi sempre e ovunque lasciano sul lastrico soprattutto la 'povera gente' (i lavoratori/risparmiatori di una vita). Quindi un'altra freccia nel loro arco per accaparrarsi l'attenzione del pubblico, trattando un argomento serio, anzi grave e ambiguo, sulla scia del divertimento e della rivincita, anche quando si rivelerà 'virtuale' anch'essa. Josh Kovacs (Ben Stiller), nato nel Queens, è da undici anni l'integerrimo amministratore di uno dei più lussuosi e controllati condomini di New York. Al suo occhio attento nulla sfugge, anche perché nel più elegante e fastoso attico del condominio risiede il magnate di Wall Street, Arthur Shaw &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ZAj2eeYrGMo/TtErPiajoyI/AAAAAAAAAvc/YgI09xVaG0I/s1600/TowerHeist5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ZAj2eeYrGMo/TtErPiajoyI/AAAAAAAAAvc/YgI09xVaG0I/s200/TowerHeist5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679368151027131170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(il veterano attore, produttore e regista Alan Alda). Però l'uomo, finora insospettabile, finisce agli arresti domiciliari per truffa aggravata, anzi per aver rubato due miliardi di dollari ai suoi investitori, tra cui alcuni impiegati. Infatti, i più danneggiati dalla colossale truffa sono i membri del personale del Tower, di cui Shaw gestiva le pensioni, proprio per iniziativa dell’ottimista e onestamente ingenuo Josh.&lt;br /&gt;Ma, dato che Shaw (possiede persino la fiammante Ferrari Testa Rossa di Steve McQueen!) sicuramente se la caverà avendo così realizzato il delitto perfetto, Josh si affida al maldestro ladro Slide (Murphy) per escogitare una missione praticamente impossibile: impossessarsi dei 20 milioni di dollari che è certo si trovino nascosti nell'appartamento del magnate, dove è sotto custodia di una squadra dell'FBI capeggiata dall'agente speciale Claire Denham (Téa Leoni).&lt;br /&gt;Completano il gruppo di ladri (del super ladro) dilettanti e scalcinati, l'ipersensibile concierge Charlie (Casey Affleck, fratello di Ben e anche lui regista), cognato di Josh; l'ex di Wall Street finito invece sul lastrico Mr. Fitzhugh (il quasi irriconoscibile Matthew Broderick), il nuovo fattorino Devreaux (Michael Peña) e l'esuberante cameriera Odessa (Gobourey Sidibe, la rivelazione di "Precious"); però tutti conoscono l'edificio (segreti inclusi) più di chiunque altro...&lt;br /&gt;E se la commedia fila liscia è anche merito del regista Brett Ratner (dalla serie "Rush Hour" a "X-Men: conflitto finale") che evita lunghezze e sbavature, rendendo il ritmo anche vivace e (quasi) senza tempi morti; e guida il cast con mano sicura, bandendo gigionismo e macchiette. Tener a bada Stiller e soprattutto Murphy non sarà stato facile, ma ci è davvero riuscito.&lt;br /&gt;Cast tecnico di lusso: dal (‘nostro’) direttore della &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-oO6jrc88bIY/TtEq18QYPmI/AAAAAAAAAvQ/kBC9BfhnGE8/s1600/TowerHeist4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 98px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-oO6jrc88bIY/TtEq18QYPmI/AAAAAAAAAvQ/kBC9BfhnGE8/s200/TowerHeist4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679367711287164514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;fotografia Dante Spinotti (da "L.A. Confidential" a "The Insider") al montatore Mark Helfrich, fedele collaboratore del regista; dalla scenografa Kristi Zea (da "The Departed" a "Revolutionary Road") alla costumista Sarah Edwards (da "Michael Clayton" a "Salt") e al compositore Christophe Beck (da "Una notte da leoni" a "Red").&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-1660729370411003091?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/1660729370411003091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=1660729370411003091' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1660729370411003091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1660729370411003091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/11/mezzo-secolo-di-riferimenti-e-citazioni.html' title='Mezzo secolo di riferimenti e citazioni nella gustosa commedia d&apos;azione &quot;Tower Heist&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-t4URN9ShlPM/TtEroyNNtqI/AAAAAAAAAvo/jkWERGmphLw/s72-c/TowerHeist11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3108222612257661643</id><published>2011-11-11T02:11:00.000-08:00</published><updated>2011-11-11T10:10:16.031-08:00</updated><title type='text'>Tra nuovo fantasy e vecchio mitologico, arrivano gli "Immortals" che però deludono</title><content type='html'>Un’ennesima pellicola epica che prende (soltanto) spunto dalla mitologia e dalla storia dell’antica Grecia per realizzarne un nuovo blockbuster di ultima generazione, firmato dal già visionario e accattivante Tarsem Singh - il regista di origine indiana di “The Cell” e “The Fall” -, che però delude le attese, anche se mantiene quel che promette in quanto prodotto commerciale di frenetico consumo. Uscita mondiale lo stesso giorno, &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-9hDvkqp2ZXs/TrxsAPt5vEI/AAAAAAAAAvE/s4LbhjBUlO8/s1600/Immortals3D26.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-9hDvkqp2ZXs/TrxsAPt5vEI/AAAAAAAAAvE/s4LbhjBUlO8/s200/Immortals3D26.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5673528382054841410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;inclusa, come è ormai riservato ad operazioni del genere. Quindi, più che un mitologico da terzo millennio, è una sorta di fantasy ambientato agli albori della civiltà e della cultura occidentale. Ma anche perché manca di quella sottile ironia che contraddistingueva i migliori prodotti del mitologico made in Italy anni Sessanta, filone che diede l’avvio, volente o nolente, allo spaghetti western.&lt;br /&gt;Se, le ricercate e rivoluzionarie tecnologie, incluso il 3D, sono le più avanzate sul campo, stavolta smorzano le note suggestioni pittoriche del regista. E se lui pretendeva una luce caravaggesca, l’effetto stereoscopico – in particolare  in esterni – la fa diventare opaca, quasi spenta; mentre negli interni a tratti l’inghiotte. Il tridimensionale, si sa, anziché nascondere esalta la finzione di scenari e scenografie che sembrano e rimangono finti, appunto.&lt;br /&gt;Per fortuna restano il fascino delle inquadrature, gli originali costumi ideati dalla giapponese Eiko Ishioka - premio Oscar per “The Fall” -, tanto da pensare che (soprattutto quelli delle sacerdotesse) sarebbero piaciuti al maestro Fellini; le coreografie dei combattimenti &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5KdUszWo4Zo/TrxrkZOh8cI/AAAAAAAAAu4/ToZMe175v6s/s1600/Immortals3D18.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-5KdUszWo4Zo/TrxrkZOh8cI/AAAAAAAAAu4/ToZMe175v6s/s200/Immortals3D18.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5673527903571276226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(a diversa velocità a seconda si tratti di umani o dei, mortali o immortali, o di entrambi insieme). Purtroppo mancano le vere emozioni e il brivido, anche quando il sangue schizza e abbonda, e per i fan del genere c’è parecchia azione.&lt;br /&gt;Lo spietato e sanguinario Re Iperione (Mickey Rourke) e il suo feroce esercito stanno devastando la Grecia, demolendo e uccidendo tutto quello che trovano sul loro cammino. I villaggi continuano a cadere di fronte alle legioni del brutale re e ogni vittoria lo porta un passo più avanti verso il suo obiettivo: risvegliare il potere dei Titani per conquistare gli dei dell’Olimpo e tutta il mondo conosciuto.&lt;br /&gt;Sembra che niente e nessuno possa fermare il crideòe re dal diventare il padrone assoluto del mondo, fin quando un semplice contadino chiamato Teseo (l’Henry Cavill de “I Tudors”, ma anche in “Montecristo” e “Basta che funzioni” di Woody Allen, ora neo Superman) giura di vendicare la morte della madre, per mano dello stesso Iperione. E quando Teseo incontra l’Oracolo della Sibilla, Fedra (la sempre più in ascesa Freida Pinto, stavolta anche senza veli), le sue inquietanti visioni sul futuro del giovane la convincono che avrà un ruolo fondamentale nel fermare questa distruzione. Infatti, col suo aiuto Teseo mette assieme un piccolo gruppo di seguaci – prigionieri come lui - e abbraccia il suo destino in una disperata battaglia finale, in cui è in gioco il futuro dell’umanità. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-nVXvO88_cFs/TrxrIJ5Sz0I/AAAAAAAAAus/WbPS6qg6qvY/s1600/Immortals3D17.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-nVXvO88_cFs/TrxrIJ5Sz0I/AAAAAAAAAus/WbPS6qg6qvY/s200/Immortals3D17.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5673527418419334978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peccato che la grande operazione resti tutta in superficie. Anche perché se nell’illustre precedente “300” lo spettatore che conosceva la vicenda storica e/o mitologica era costretto a dimenticarla, per lasciarsi, comunque, coinvolgere e persino meravigliare visivamente; qui invece si ha la sensazione di trovarsi in mezzo ad un raffinato videogioco in cui non possiamo interagire. E così la suspense diventa ansia, la tensione latita e lo svolgimento della vicenda un po’ annoia.&lt;br /&gt;Gli sceneggiatori Charles e Vlas Parlapanides, per la prima volta alle prese con una pellicola a grosso budget, hanno inventato una storia che inizia quando gli dei dell’Olimpo sconfiggono i Titani e ne imprigionano i sopravvissuti in una montagna.&lt;br /&gt;“Nella nostra sceneggiatura, tutto questo viene dimenticato – affermano i fratelli americani di origine greca -, fino a quando un uomo, Iperione scopre un Titano morto. Lui decide che libererà i Titani e conquisterà il mondo. Abbiamo ritratto Iperione come il Charles Manson dell’antica Grecia. Lui dà vita a un culto omicida e convince le persone a credere al suo piano. Non solo l’umanità è in pericolo, ma lo sono anche gli dei”.&lt;br /&gt;Chi conosce miti e leggende, quindi, li dimentichi. E sappia che del mitico Teseo c’è solo il fatto che uccide (anche) un Minotauro. Infatti, gli sceneggiatori confessano: “Abbiamo utilizzato degli archetipi conosciuti, ma modificandoli. Al centro della storia, c’è un uomo che all’inizio non crede in nulla e che poi affronta un viaggio che lo rende un eroe e un martire”.&lt;br /&gt;Nel ricco e variegato cast anche Stephen Dorff (Stravos), da “Backbeat” a “Somewhere” di Sofia Coppola; Kellan Lutz (Poseidone), l’Emmett Cullen della saga di “Twilight”; Luke Evans  (Zeus), da “Scontro di Titani” all’Aramis dei “Tre Moschettieri”; Isabel Lucas (Atena), protagonista femminile di “Transformers: la vendetta del caduto”; Joseph Morgan (Lisandro), dalla&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-quk5461HqXs/Trxqhb9jkAI/AAAAAAAAAug/eo5QPrKZwJQ/s1600/Immortals3D12.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-quk5461HqXs/Trxqhb9jkAI/AAAAAAAAAug/eo5QPrKZwJQ/s200/Immortals3D12.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5673526753254150146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; miniserie “Ben Hur” a “Drift”; Peter Stebbing (Helios), dal piccolo al grande schermo, per cui ha scritto e diretto l’indipendente “Defendor”; e il veterano John Hurt (Zeus anziano) da “Elephant Man” alla saga di “Harry Potter”.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3108222612257661643?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3108222612257661643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3108222612257661643' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3108222612257661643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3108222612257661643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/11/tra-nuovo-fantasy-e-vecchio-mitologico.html' title='Tra nuovo fantasy e vecchio mitologico, arrivano gli &quot;Immortals&quot; che però deludono'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-9hDvkqp2ZXs/TrxsAPt5vEI/AAAAAAAAAvE/s4LbhjBUlO8/s72-c/Immortals3D26.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-7644636008746568602</id><published>2011-11-08T09:53:00.000-08:00</published><updated>2011-11-08T10:11:21.826-08:00</updated><title type='text'>Conflitti famigliari e arti marziali nel dramma d'azione "Warrior" di Gavin O'Connor</title><content type='html'>Sulla scia di “The Fighter” e su misura per la star in ascesa Tom Hardy (da “Inception” a “Il cavaliere oscuro: il &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-q8gjKYiEK8Q/Trlwdf3x8OI/AAAAAAAAAuU/imSZnCCNbV8/s1600/Warrior7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-q8gjKYiEK8Q/Trlwdf3x8OI/AAAAAAAAAuU/imSZnCCNbV8/s200/Warrior7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672688857723826402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ritorno”), già definito il nuovo Brando (soprattutto fisicamente, perché un po’ assomiglia al giovane Marlon), e per il più maturo collega Joel Edgerton (da “Animal Kingdom a “Star Wars: Episodio III”). Infatti, anche qui si tratta di due fratelli che scelgono il ring come riscatto e sul quale finiranno per confrontarsi, al contrario dei fratelli dell’altro film, candidato all’Oscar. Quindi, un discreto dramma familiare prima che sportivo fra riconciliazione e redenzione, sulla forza dell’animo umano e sul potere dei sentimenti, con una buona dose d’azione e un sempre immenso (in ogni senso) Nick Nolte nel ruolo del padre. Peccato perché nella prima parte, dove regnano la descrizione e il ritratto psicologico dei personaggi, il dramma (lungo oltre due ore) faceva ben sperare. Invece nel finale i conflitti famigliari restano inesplosi, nel dubbio tra sacrificio e riscatto. &lt;br /&gt;Il marine Tommy Conlon (Hardy), tormentato dal tragico passato, torna a casa dopo quattordici anni per chiedere al padre (Nolte) di aiutarlo ad allenarsi per partecipare a “Sparta”, la più grande competizione di arti marziali miste della storia. Da ex prodigio del Wrestling, Tommy si qualifica brillantemente, mentre il fratello Brendan (Edgerton), ex lottatore diventato insegnante di liceo (ancora un prof! Nel cinema americano), è costretto &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bdGLiL_HTrM/TrlwNa2ohMI/AAAAAAAAAuI/3SJkPjJAXgo/s1600/Warrior10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 143px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-bdGLiL_HTrM/TrlwNa2ohMI/AAAAAAAAAuI/3SJkPjJAXgo/s200/Warrior10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672688581498930370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;a tornare sul ring nel disperato tentativo di salvare la sua famiglia dalla rovina. Ma quando lo favoritissimo Brendan dove confrontarsi proprio con l’inarrestabile Tommy, la sfida si fa sempre più dura e cruda…&lt;br /&gt;Scritto dallo stesso regista e produttore Gavin O’Connor – già autore del più riuscito “Pride and Glory - Il prezzo dell’onore”, anche lì c’era una famiglia però di poliziotti - con Anthony Tambakis e Cliff Dorman (anche co-soggettista), uno spettacolo prima coinvolgente che, senza pretese, riflette ancora una volta sui legami di sangue e sui rapporti d’amore/odio che, non tanto raramente, si creano fra padri e figli, incrinando anche quelli tra fratelli. Il tutto inserito nella società contemporanea e riflesso sul percorso di una famiglia, dal tracollo finanziario a quello spirituale, dai rancori ai sentimenti che dividono due fratelli forti e coraggiosi – uno che lotta per il suo paese (e per se stesso) e l’altro per la sua famiglia (moglie e figlio).&lt;br /&gt;Nel cast anche Jennifer Morrison (Tess Conlon), nota come la dottoressa Allison Cameron del “Dr. House” televisivo; Frank Grillo (Frank Campana), da "Minority Report" al televisivo "The Gates"; Denzel Whitaker (Stephon), visto recentemente in “Abduction”; Bryan Callen (nel ruolo di se stesso), Kevin Dunn (preside Zito), Maximiliano Hernandez (Colt Boyd), Sam Sheridan (se stesso), Fernando Funan Chien (Fenroy), Kurt Angle (Koba) e Jake McLaughlin (Mark Bradford). L’ambientazione a Pittsburg è &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-WnxLNE1Y1s4/Trlv3XgHquI/AAAAAAAAAt8/SsaYxohO57o/s1600/Warrior11.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-WnxLNE1Y1s4/Trlv3XgHquI/AAAAAAAAAt8/SsaYxohO57o/s200/Warrior11.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672688202642074338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;esaltata dalla fotografia firmata Masanobu Takayanagi. Il montaggio è invece a 6 mani: John Gilroy, Sean Albertson e Matt Chessé. Distribuisce la giovane e coraggiosa M2 Pictures.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-7644636008746568602?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/7644636008746568602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=7644636008746568602' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7644636008746568602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7644636008746568602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/11/conflitti-famigliari-e-arti-marziali.html' title='Conflitti famigliari e arti marziali nel dramma d&apos;azione &quot;Warrior&quot; di Gavin O&apos;Connor'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-q8gjKYiEK8Q/Trlwdf3x8OI/AAAAAAAAAuU/imSZnCCNbV8/s72-c/Warrior7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-7160066291888659799</id><published>2011-11-05T18:26:00.000-07:00</published><updated>2011-11-05T18:35:08.677-07:00</updated><title type='text'>Arriva dall'Australia la nuova saga letterario-cinematografica per adolescenti "The Tomorrow Series - Il domani che verrà"</title><content type='html'>Finita la serie di libri e film su “Harry Potter” e in attesa dell’episodio finale – anche esso in due parti - di “Twilight”, è già in arrivo una nuova saga adolescenziale passata dalla letteratura (popolare per ragazzi) al cinema, stavolta targata Australia. Infatti la fonte è la serie best seller "Tomorrow", composta da ben 7 libri, dello scrittore &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-RfQS18nrL8o/TrXjwS5eZ3I/AAAAAAAAAtw/jhPPLNcpPcs/s1600/Domanicheverra8.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-RfQS18nrL8o/TrXjwS5eZ3I/AAAAAAAAAtw/jhPPLNcpPcs/s200/Domanicheverra8.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671689724589139826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;australiano John Marsden (pubblicata in Italia da Fazi Editore), che ha già venduto oltre due milioni e mezzo di copie ed è stata tradotta in sette lingue. Sceneggiato e diretto da Stuart Beattie, il primo film della serie ci presenta un gruppo di adolescenti costretti a diventare eroi per far fronte ad un'invasione che nessuno aveva previsto, e ad una vera e propria guerra per sfuggire a forze militari ostili (probabilmente asiatici, almeno stando ai pochi visti in faccia nella pellicola), a combattere per sopravvivere. E alla guida c'è anche una coraggiosa ragazza.&lt;br /&gt;La situazione non è del tutto nuova, tranne il fatto che i 'nuovi guerrieri' è un manipolo (otto) adolescenti che frequentano il liceo di un paese rurale sulla costa australiana, le cui vite sono improvvisamente e violentemente stravolte. E, se nel vecchio, ambiguo, "Alba rossa" di John Milius, il nemico erano ancora i russi, anzi i sovietici, qui ormai lontani dalla guerra fredda, e trovandosi dall'altra parte del globo i più vicini sono i cinesi che, con la continua crescita demografica, hanno sempre più bisogno di spazio e di risorse che nell'emisfero australe 'avanzano' ancora.&lt;br /&gt;La pellicola ha come riferimento, conscio o inconscio, la fiction seriale che ha spopolato negli ultimi anni, non solo “Lost”, ma soprattutto quella sulle invasioni di ogni sorta - dagli alieni ("Falling Skies") ai morti viventi ("The Walking Dead") fino al recente "Terra Nova", dove - come da titolo - si è alla ricerca, anzi alla conquista di nuove terre, catapultandosi indietro nel tempo fino alla preistoria. Solo che in tutti questi precedenti – illustri o meno, riusciti e non - sono ancora gli adulti a guidare e dirigere la resistenza.&lt;br /&gt;"Mi sono reso conto subito conto - dice lo scrittore -, mentre lavoravo a 'Il domani che verrà' e agli altri romanzi della serie, che avevano qualità molto visive, una caratteristica diversa dagli altri mie libri.&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qFVDohNP114/TrXjb64wFqI/AAAAAAAAAtk/GTkNR8oz3G8/s1600/Domanicheverra6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-qFVDohNP114/TrXjb64wFqI/AAAAAAAAAtk/GTkNR8oz3G8/s200/Domanicheverra6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671689374546269858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Già mentre scrivevo, immaginavo un film nella mia testa, e questo ha fatto la differenza. I personaggi mi sono sembrati molto veri fin dal primo momento in cui ho iniziato a scrivere, come se uscissero dalle pagine, quasi fossero tridimensionali".&lt;br /&gt;E sullo squadrone di giovanissimi eroi è convinto che la differenza fra i ragazzi australiani degli anni Quaranta e quelli di oggi stia nel fatto che i bambini di oggi non crescono con la costante minaccia della guerra e dei conflitti.&lt;br /&gt;"Il fatto che oggi alle persone non venga data la possibilità di compiere atti eroici - afferma ancora Marsden - non significa che non possano essere eroici, significa solo che non ne hanno l'opportunità. Nessuno vuole la guerra e nessuno si vuole trovare in mezzo ad una foresta in fiamme oppure nel bel mezzo di un'inondazione, o in qualche situazione estremamente pericolosa, ma allo stesso tempo è importante sapere che se ci dovessimo trovare in quelle situazioni estreme abbiamo la stoffa per affrontarle, che se si cerca nel profondo di noi stessi possiamo trovare una sorta di determinazione, una grande forza di volontà, un'inclinazione ad essere eroici, una forza che forse non pensiamo nemmeno di avere".&lt;br /&gt;Giustissimo solo che nella realtà poi non sempre (e non tutti) riusciamo a portare a termine le nostre gesta e 'a salvarci la pelle', ma i suoi ragazzi – sono quasi dei supereroi e, stando al primo capitolo - ce la faranno.&lt;br /&gt;Quindi uno spettacolare film d’azione e avventura che non risparmia in effetti speciali digitali, esplosioni di &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-yupDyrsaD_E/TrXjBZG4ucI/AAAAAAAAAtY/3D83QOBEWhc/s1600/Domanicheverra9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-yupDyrsaD_E/TrXjBZG4ucI/AAAAAAAAAtY/3D83QOBEWhc/s200/Domanicheverra9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671688918802151874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ogni sorta (incluso un gigantesco ponte), sparatorie e inseguimenti.&lt;br /&gt;I giovani e bravi attori protagonisti sono: Caitlin Stasey (Ellie Linton), Rachel Hurd-Wood (Corrie McKenzie), Lincoln Lewis (Kevin Holmes), Deniz Akdeniz (Homer Yannos), Phoebe Tonkin (Fiona Maxwell), Christopher Pang (Lee Takkam), Ashleigh Cummings (Robyn Mathers), Andrew Ryan (Chris Lang), assecondati dal (solo) veterano e noto Colin Friels (dottor Clement).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-7160066291888659799?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/7160066291888659799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=7160066291888659799' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7160066291888659799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7160066291888659799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/11/arriva-dallaustralia-la-nuova-saga.html' title='Arriva dall&apos;Australia la nuova saga letterario-cinematografica per adolescenti &quot;The Tomorrow Series - Il domani che verrà&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-RfQS18nrL8o/TrXjwS5eZ3I/AAAAAAAAAtw/jhPPLNcpPcs/s72-c/Domanicheverra8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-1719653356710435692</id><published>2011-10-21T14:25:00.000-07:00</published><updated>2011-10-21T14:41:21.467-07:00</updated><title type='text'>Quando un uomo comune diventa "Super" per amore... ma non solo</title><content type='html'>La vicenda può ricordare il recente "Kick-Ass" ma comunque è stata pensata prima ed è affrontata da un altro punto di vista, con uno stile e una contaminazione di generi diversi. Quindi siamo di fronte alla storia di un anonimo uomo comune che ad un certo punto decide di diventare 'supereroe', ma spinto da motivi, in partenza, del tutto personali: un affascinante trafficante di droga gli ha scippato la bella mogliettina.&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-6JNN_ePfIIk/TqHmu3-ZhvI/AAAAAAAAAs8/LQ5HQcAMxrM/s1600/Super3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-6JNN_ePfIIk/TqHmu3-ZhvI/AAAAAAAAAs8/LQ5HQcAMxrM/s200/Super3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666063499182835442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, il regista James Gunn afferma che già, nel 2003, prima ancora di "Slither" (2006), "avevo voglia di dimostrare di saper fare un film e pensavo che un corto fosse la strada migliore per provarci. Allora ho cominciato a girare 'Super', che doveva essere appunto un corto, ma pian piano il film ha preso vita propria. Non è che ci fosse una grande idea iniziale, una grande scintilla, però man mano che scrivevo i personaggi cominciavano a conquistarmi, così il corto è diventato un lungo". Forse troppo, aggiungiamo noi, per un mix demenziale di ultima  generazione (commedia e horror, comico e splatter), sorta di evoluzione dei celebri prodotti della Troma, dove Gunn aveva debuttato scrivendo proprio il celebre "Tromeo &amp; Juliet" per 150 dollari.&lt;br /&gt;Anche perché la pellicola funziona fino ad un certo punto, fin quando tutto sembra sul filo dell'ironia e della satira di un'America sempre alla ricerca del Bene ma ormai sprofondata nel Male, fra vendette, fanatismo religioso, pregiudizi e falso moralismo, buone intenzioni e regole imposte o contestate con la violenza delle armi. Cioè né rispettate né trasgredite mai fino in fondo, come del resto il film che tutto ad un tratto sembra virare sul serio/realistico smorzando la carica 'distruttrice' della prima parte, proveniente dai fumetti e/o dal cinema d'animazione per adulti, per sposare una certa ambiguità.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-VMrX5woKcGA/TqHk1cTxVwI/AAAAAAAAAsw/AZZwnBMSXpA/s1600/Super2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-VMrX5woKcGA/TqHk1cTxVwI/AAAAAAAAAsw/AZZwnBMSXpA/s200/Super2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666061412992112386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la moglie Sarah (la rediviva Liv Tyler) lo lascia per lo spacciatore di droga seduttore e psicopatico Jacques (Kevin Bacon), Frank (Rainn Wilson, dalla versione americana della serie "The Office", premiata con un Emmy, a "Transformers: la vendetta del caduto"), autoconvintosi che l’altro l’abbia rapita, diventa Saetta Purpurea, un supereroe dalla tuta rossa (cucita a mano in casa), armato da una chiave inglese e trova una scatenata assistente un po' folle, Saettina/Libbi (la Ellen  Page di "Juno").&lt;br /&gt;Lo scalcinato Saetta Purpurea si fa strada tra le vie infernali del crimine nella speranza di salvare l’amata. E le regole sono state scritte tanto tempo fa: non si molestano né aggrediscono bambini, donne e anziani; non si spaccia né si sniffa, non si ruba e, persino, non si graffiano le automobili senza ragione... Se lo fate preparatevi ad affrontare la furia di Saetta Purpurea, supereroe per caso coadiuvato da un Robin in gonnella tanto dolce quanto imprevedibile.&lt;br /&gt;"Quando la  sceneggiatura non è andata in porto - aggiunge l’autore -, ho cercato di dimenticare il progetto e l'ho messo da parte. Poi però non ce l'ho fatta. Mi sentivo in debito con questa storia, se ha senso dirlo. Era una storia che, non so perché, sentivo di dover assolutamente raccontare (la spinta finale gliela ha data l'ex moglie ndr.). Tra le altre fonti d'ispirazione, senz'altro i fumetti di Alan Moore, insieme ai film di Scorsese, Tarantino e Lukas Moodysson (l’autore svedese di “Togheter” e “Fucking Amal” ndr.), nonché gli intermezzi comici e i cambi di tono di tanto cinema asiatico e, in misura minore, i film della pop art anni '60 come 'Non mandarmi fiori' (di Norman Jewison con Doris Day ndr.). Un'altra influenza è stato il libro di William James del 1902 'La varietà dell'esperienza religiosa". Si potrebbe addirittura dire che 'Super' è un adattamento del libro di James nell&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-RjKig8aItG4/TqHkizyViaI/AAAAAAAAAsk/9boFw1VuKDg/s1600/Super7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 112px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-RjKig8aItG4/TqHkizyViaI/AAAAAAAAAsk/9boFw1VuKDg/s200/Super7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666061092876814754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;a forma di una fiction comica su un tizio che decide di mettersi la tuta da supereroe".&lt;br /&gt;Nel bel cast anche l’icona di tanti thriller/horror, il duro Michael Rooker (Abe), Andre Royo (Hamilton), Sean Gunn (Toby), Stephen Blackehart (Quill), Linda Cardellini (commessa negozio animali), e Nathan Fillion (The Holy Avenger), protagonista (senza maschera) della serie tivù "Castle" e l'ormai veterano William Katt (sergente Fizgibbon), che aveva debuttato giovanissimo in "Un mercoledì da leoni".&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-1719653356710435692?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/1719653356710435692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=1719653356710435692' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1719653356710435692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1719653356710435692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/10/quando-un-uomo-comune-diventa-super-per.html' title='Quando un uomo comune diventa &quot;Super&quot; per amore... ma non solo'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-6JNN_ePfIIk/TqHmu3-ZhvI/AAAAAAAAAs8/LQ5HQcAMxrM/s72-c/Super3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-4830692340553482946</id><published>2011-10-15T12:39:00.000-07:00</published><updated>2011-10-19T12:48:21.411-07:00</updated><title type='text'>Tornano "I tre moschettieri" in una nuova divertente versione in 3D</title><content type='html'>Ennesima versione/rivisitazione (oltre una ventina in poco più di un secolo di cinema e in tutti i paesi del mondo, che diventano un centinaio se contiamo anche quelle sul piccolo schermo) per i celeberrimi "Tre&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-14vki1L4dnA/Tp8o19-zusI/AAAAAAAAAsM/FVyzrmiThK4/s1600/3Moschettieri10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-14vki1L4dnA/Tp8o19-zusI/AAAAAAAAAsM/FVyzrmiThK4/s200/3Moschettieri10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665291763891550914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; moschettieri" di dumasiana memoria, ma stavolta facendo tesoro soprattutto dell'ironica e dissacrante rielaborazione anni Settanta firmata dall'irresistibile Richard Lester - ricordato soprattutto come regista dei Beatles, ma in realtà uno dei più corrosivi maestri del Free Cinema britannico anni ’60, specializzato nella commedia - e sfruttando gli effetti speciali - incluso l'ormai immancabile 3D - in modo da renderli funzionali alla famosissima avventura che da quasi due secoli conquista ogni generazione di ragazzi e di adulti. &lt;br /&gt;E la nuova rivisitazione firmata Paul W.S. Anderson (la saga "Resident Evil"), pur restando fedele alla storia originale, ricrea la vicenda del primo romanzo di Alexandre Dumas arricchendola con particolari ora divertenti (arti marziali inclusi) ora fantasiosi (vedi l'arma da guerra, nave volante/mongolfiera inventata dall'illustre Leonardo da Vinci) e ridando, crediamo per la prima volta, oltre che il fisico anche l'età del ruolo ai giovanissimi D'Artagnan e Costanza, presentati di consueto sul grande schermo (non solo) ultra&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-NG6Vuj6A7XA/Tp8ofkFAXbI/AAAAAAAAAsA/qPA379DPPiI/s1600/3Moschettieri1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-NG6Vuj6A7XA/Tp8ofkFAXbI/AAAAAAAAAsA/qPA379DPPiI/s200/3Moschettieri1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665291378981100978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; maggiorenni. Su questo versante, qualcosa di simile a quello che aveva fatto Franco Zeffirelli quasi cinquant'anni fa con "Romeo &amp; Giulietta", ritornati i teen-ager dell'opera di Shakespeare. Comunque ci sono stati altri (deludenti) tentativi di rinverdire la vicenda, dalla discussa versione Disney firmata Stephen Herek (1993) – anche lì D’Artagnan più giovane ma non troppo - al dimenticabile e dimenticato "D'Artagnan" in salsa wuxiapian (il fantasy cinese) diretta da Peter Hyams (2001).&lt;br /&gt;Anche stavolta, dopo un illuminante prologo veneziano, il giovane cadetto di Guascogna (il Logan Lerman di "Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo") lascia il paesello per recarsi a Parigi e così unirsi al corpo dei moschettieri del re. E' lì che conosce 'per caso' i tre famosi e veterani moschettieri Athos (Matthew MacFadyen, visto in "Orgoglio e pregiudizio"), Porthos (il Ray Stevenson di "Thor") e Aramis (il prestante Luke Evans che rivedremo in "Immortals" e "Lo Hobbit"). Infatti, il loro più che un incontro è uno scontro che finisce in duello. Ma proprio al momento giusto arrivano gli uomini di Richelieu (il sempre più diabolico Christoph Waltz, da “Bastardi senza gloria” a “Carnage”) e i presunti rivali si alleano per affrontare quaranta uomini in quattro. Da questa alleanza nasce un riconoscimento del re anziché la punizione che Richelieu sperava e, allora, il perfido prelato continua a tramare per accaparrarsi il trono e liberarsene il prima possibile sia dei moschettieri sia della dolce regina Anna. E Milady (Milla Jovovich, moglie del regista, e &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-qNR_3aZTXDw/Tp8oQmRhYPI/AAAAAAAAAr0/OjYz95p9My0/s1600/3Moschettieri4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-qNR_3aZTXDw/Tp8oQmRhYPI/AAAAAAAAAr0/OjYz95p9My0/s200/3Moschettieri4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665291121872429298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;protagonista di “Resident Evil”), amore impossibile di Athos, ovviamente, fa il doppio gioco: la spia per Richelieu e l'amante del duca di Buckingham (Orlando Bloom, in un ruolo come nei “Pirati dei Caraibi”). Incaricata dal cardinale di rubare la collana di diamanti, dono del re alla consorte, e di farla finire nel palazzo di Buckingham (le cui false lettere, invece, finiranno nel cassetto della regina), l'affascinante cortigiana dà il via ad una scatenata avventura da Parigi a Londra... in volo!&lt;br /&gt;Certo i puristi ripudieranno, forse, questa versione "steampunk" (da vapore, quindi macchine a vapore) come la definiscono a Hollywood e dintorni, sorta di variazioni del "cyberpunk", genere che introduce tecnologie anacronistiche all'interno di vicende storiche, nato addirittura negli anni '60 per il serial televisivo "Wild Wild West" ma risuscitato negli anni Novanta dalla versione cinematografica omonima. Ma va ricordato anche l'esperimento nostrano di "Non ci resta che piangere" della coppia Benigni-Troisi che induceva il solito Leonardo a costruire la locomotiva a vapore. Non solo. Quindi una pellicola divertente destinata agli adolescenti, ma anche come si diceva una volta un vero spettacolo per famiglie, 'moderne', e adulti ‘giocherelloni’.&lt;br /&gt;Il resto come da vecchio copione,&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZNoC2Ubt1vY/Tp8n3BeBJDI/AAAAAAAAAro/PGTPGgm2V_M/s1600/3Moschettieri5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZNoC2Ubt1vY/Tp8n3BeBJDI/AAAAAAAAAro/PGTPGgm2V_M/s200/3Moschettieri5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665290682496001074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; con un epilogo in cui ricompaiono Milady e Buckingham che fa ben sperare in un sequel, anche perché lo stesso Dumas scrisse ancora tanto.&lt;br /&gt;Nel cast anche Gabriella Wilde (Costanza), Freddie Fox (Re Luigi), Juno Temple (regina Anna), anche loro giovanissimi come gli 'originali'.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-4830692340553482946?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/4830692340553482946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=4830692340553482946' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/4830692340553482946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/4830692340553482946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/10/tornano-i-tre-moschettieri-in-una-nuova.html' title='Tornano &quot;I tre moschettieri&quot; in una nuova divertente versione in 3D'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-14vki1L4dnA/Tp8o19-zusI/AAAAAAAAAsM/FVyzrmiThK4/s72-c/3Moschettieri10.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-7746680511029754490</id><published>2011-10-14T09:22:00.000-07:00</published><updated>2011-10-17T09:37:42.161-07:00</updated><title type='text'>"Amici di letto", una commedia trasgressiva - ma non troppo - del regista di "Easy Girl"</title><content type='html'>Dal regista del fortunatissimo anche al botteghino(soprattutto negli Stati Uniti e nel resto del mondo, perché in Italia è stato lanciato senza clamore a fine della stagione scorsa), intelligente e divertente "Easy Girl", Will Gluck, una ‘nuova’ commedia che parte brillantemente - ruolo cameo per la protagonista dell'altra, Emma Stone, prima dei titoli -, purtroppo, per ammosciarsi (è il caso di  dirlo) nel ‘secondo tempo’ come si usava dire una volta (quando era previsto l'intervallo in tutti i cinema).&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-s7fp343FbLI/TpxYuSRpXkI/AAAAAAAAArc/Jl4IdrgndAU/s1600/AmicidiLetto17.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-s7fp343FbLI/TpxYuSRpXkI/AAAAAAAAArc/Jl4IdrgndAU/s200/AmicidiLetto17.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664499983528320578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo lo sceneggiatore, produttore e regista ha avuto il copione già messo a punto da Keith Merryman &amp; David A. Newman - da un soggetto scritto da loro con Harley Peyton - e, quindi, ha collaborato alla sceneggiatura solo nella  fase finale, soprattutto perché la considerava "una versione moderna delle vecchie commedie interpretate dall’affiatata coppia Hepburn-Tracy", tutto vero stando alla parte iniziale perché storia e meccanismo si inceppano proprio quando tutti ormai sappiamo come andrà a finire.&lt;br /&gt;E allora, anziché accelerare il ritmo, la pellicola si dilunga in particolari inutili e luoghi comuni (dal weekend insieme al padre di lui colpito da Alzheimer) che non fanno altro che ‘allungare il brodo’, smorzando trasgressione e divertimento. Peccato perché là dove "Easy Girl" restava 'trasgressiva, un po’ cinica e originale' fino in fondo, qua la storia viene stravolta e addolcita da un romanticismo di maniera e da ripetizioni (involontarie?) di temi e situazioni di altri film &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Rvowy1B4anw/TpxYHl5Z-JI/AAAAAAAAArQ/sqM6fzowea8/s1600/AmicidiLetto22.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Rvowy1B4anw/TpxYHl5Z-JI/AAAAAAAAArQ/sqM6fzowea8/s200/AmicidiLetto22.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664499318780459154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;anche contemporanei. Fra tutti “Amici, amanti e...” con cui ha in comune lo spunto di partenza (e la caduta finale). Come dire che l’operina è stata bruciata per accontentare (rassicurare) il pubblico americano che, nonostante siano passati più di quarant’anni dalla ‘liberazione sessuale’, al cinema non accetta trasgressioni a meno che non siano temporanee, rinnegando una prima parte ricca di battute ironiche e situazioni davvero divertenti e gustose.&lt;br /&gt;Dylan (Justin Timberlake, da cantante ad attore, da "Alpha Dog" a "The Social Network") e Jamie (Mila Kunis, Coppa Volpi a Venezia 2010 per "Il cigno nero" e pluripremiata in patria) sono due single incallito. Quando Jamie, che lavora a New York come 'recruiter' - tra il talent scout e l'agente -, riesce a convincere il bravo art director Dylan, che vive a Los Angeles, a trasferirsi nella Grande Mela per lavorare niente meno che a GQ, entrambi scoprono quanto hanno in comune. Le loro delusioni sentimentali li hanno convinti – almeno così sembra - a rinunciare all'amore per dedicarsi esclusivamente al lavoro e al puro divertimento.&lt;br /&gt;Una volta a New York, Dylan inizia a frequentare Jamie regolarmente e, dato che insieme si divertono un mondo, decidono di diventare amici e di intraprendere un esperimento esclusivamente sessuale. Riusciranno i due amici - due persone di successo, senza legami e amanti della libertà - ad esplorare questo nuovo territorio senza effetti 'collaterali’?  In un primo tempo sì, ma dato che l'amore non è solo sesso e il sesso senza amore diventa un fatto ‘istintivo e meccanico’...&lt;br /&gt;Nel bel cast che vanta anche la grande Patricia Clarkson (Lorna, la madre di lei), anche lei in "Easy Girl", appunto; Jenna Elfman (Annie, la sorella di lui), da "Tentazioni d'amore" al televisivo "Dharma &amp; Greg"); Bryan Greenberg (Parker), dal "Bride Wars - La mia migior nemica" a "Nobel Son - Un colpo da Nobel"; Richard Jenkins (Harper sr., il padre di lui), da "L'ospite inatteso" a "Burn After Reading - A prova di spia" dei fratelli Coen, e ora &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-F4ZwVcbW7Uc/TpxXhXy73eI/AAAAAAAAArE/PjIFjVAfjxQ/s1600/AmicidiLetto7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-F4ZwVcbW7Uc/TpxXhXy73eI/AAAAAAAAArE/PjIFjVAfjxQ/s200/AmicidiLetto7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664498662160195042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;al cinema in “Blood Story”; e Woody Harrelson (Tommy, il giornalista sportivo gay), da “Assassini nati” di Oliver Stone e "Larry Flynt - Oltre lo scandalo" di Milos Forman a "Non è un paese per vecchi", sempre dei Coen.  &lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-7746680511029754490?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/7746680511029754490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=7746680511029754490' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7746680511029754490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/7746680511029754490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/10/amici-di-letto-una-commedia.html' title='&quot;Amici di letto&quot;, una commedia trasgressiva - ma non troppo - del regista di &quot;Easy Girl&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-s7fp343FbLI/TpxYuSRpXkI/AAAAAAAAArc/Jl4IdrgndAU/s72-c/AmicidiLetto17.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-1789655407046243614</id><published>2011-10-07T11:24:00.000-07:00</published><updated>2011-10-07T11:24:00.300-07:00</updated><title type='text'>Un normalissimo action thriller per l'esordio da protagonista di Taylor Lautner "Abduction"</title><content type='html'>Un (normalissimo) action thriller su misura per l'astro nascente del cinema hollywoodiano, Taylor Lautner (il bello e muscoloso licantropo Jacob Black della saga di "Twilight"), diretto da un illustre e già apprezzato regista come John Singleton (da "Boyz N the Hood - Strade violente" e "Poetic Justice" al remake "Shaft" e&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-rvtc1OktBsI/ToiuHAeHBUI/AAAAAAAAAqc/tzisseb0CMM/s1600/Abduction4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-rvtc1OktBsI/ToiuHAeHBUI/AAAAAAAAAqc/tzisseb0CMM/s200/Abduction4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658964367199634754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; "2 Fast 2 Furious") che mette al suo servizio (solo) il buon  mestiere. Per il resto è la solita avventura d’azione, trita e ritrita, per il target di pubblico, adolescenziale e senza troppe pretese. E diventerà sicuramente blockbuster come quelli della saga vampiresca per giovanissime(i).&lt;br /&gt;L'idea è venuta al produttore esecutivo del Gotham Group, Jeremy Bell, che ha proposto di scrivere la sceneggiatura al giovane in ascesa Shawn Christensen (è alla vigilia dell’esordio nella regia con "Sidney Hall", scritto da lui stesso con Jason Dolan, dopo aver venduto la sceneggiatura alla Scott Free Productions e un'altra alla Warner Bros.).&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-bu28jkw8PrM/ToitsfI6TpI/AAAAAAAAAqU/_MXV9inkuc8/s1600/Abduction12.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 121px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-bu28jkw8PrM/ToitsfI6TpI/AAAAAAAAAqU/_MXV9inkuc8/s200/Abduction12.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658963911575752338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'adolescente Nathan Harper (Lautner), da quando ha memoria sente stranamente di vivere l’esistenza di qualcun altro ed è tormentato da un incubo ricorrente, una donna aggredita e uccisa in camera da letto. Ma un giorno vede casualmente l'immagine di se stesso bambino su un sito web di ragazzini scomparsi e, da quel momento in poi, tutte le sue paure più recondite si materializzano e la sua vita diventa un incubo, in cui l'unica via d'uscita è la lotta per la sopravvivenza... Anche se non ormai non può più fidarsi di nessuno né della polizia né della Cia, e tantomeno dei fantomatici gestori del sito. Infatti, sarà costretto a fuggire insieme alla sua vicina di casa e compagna di classe Karen, testimone per caso, finita anche lei nel mirino di misteriosi killer professionisti.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-YNSj0KHz7fg/ToitPzYjrDI/AAAAAAAAAqM/RU9SE2k68as/s1600/Abduction9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-YNSj0KHz7fg/ToitPzYjrDI/AAAAAAAAAqM/RU9SE2k68as/s200/Abduction9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658963418793880626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi un prodotto da vedere senza altra intenzione che passare il tempo in giro per l'America in mezzi di trasporti diversi, dalla macchina al treno e persino a piedi, tra azione e riciclaggio, inseguimenti e colpi di scena, stereotipi e luoghi comuni.&lt;br /&gt;"Taylor probabilmente è l'unico attore della sua età che avrebbe potuto interpretare questo ruolo - dichiara la produttrice Ellen Goldsmith-Vein -, viste le sue abilità nelle arti marziali e le sue doti di atleta. E' anche incredibilmente intelligente e serio". In  quanto a interpretazione, però, deve ancora fare tanto, perché come gli altri colleghi – diventati famosi da un giorno all’altro - della saga romantico-vampiresca non ha più di un'espressione. Però è fascinoso e prestante a sufficienza per far irretire le ragazzine, sue fan scatenate o meno.&lt;br /&gt;Oltre Lautner e i suoi coetanei Lilly Collins (Karen), anche presentatrice televisiva e giornalista, da "The Blind Side" a "Priest"; e Denzel Whitaker (Gilly), i cui mentori - inutile dirlo - sono Denzel Washington e Forest Whitaker; c'è un cast di tutto rispetto capeggiato dal veterano Alfred Molina (l’ambiguo Burton); il Lucius Malfoy della saga di "Harry Potter" Jason Isaacs (Kevin); e Maria Bello (Mara), da "Thank You for Smoking" ad "A History of Violence" di David Cronenberg, i genitori del ragazzo; Michael Nyqvist (Kozlow), l'attore svedese protagonista della saga/trilogia "Millennium" ("Uomini che odiano &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-prfGGrIBoOc/Tois3-f9tvI/AAAAAAAAAqE/P_ZGQVGAKmA/s1600/Abduction2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-prfGGrIBoOc/Tois3-f9tvI/AAAAAAAAAqE/P_ZGQVGAKmA/s200/Abduction2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658963009460877042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;le donne", "La ragazza che giocava col fuoco" e "La regina dei castelli di carta"); e la sempre affascinante Sigourney Weaver (dottoressa Bennett), indimenticabile Ripley di un'altra saga cinematografica, "Alien", ma non solo.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-1789655407046243614?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/1789655407046243614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=1789655407046243614' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1789655407046243614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1789655407046243614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/10/un-normalissimo-action-thriller-per.html' title='Un normalissimo action thriller per l&apos;esordio da protagonista di Taylor Lautner &quot;Abduction&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-rvtc1OktBsI/ToiuHAeHBUI/AAAAAAAAAqc/tzisseb0CMM/s72-c/Abduction4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-9079482866307737609</id><published>2011-10-07T06:20:00.000-07:00</published><updated>2011-10-07T06:20:00.566-07:00</updated><title type='text'>Nemmeno il 3D li può salvare da un'orribile morte in "Final Destination 5"</title><content type='html'>Ormai è arrivata alla quinta puntata, anche questa saga horror – forse la più ‘giovane’ perché nata nel nuovo millennio – sempre con la morte in primo piano, e che utilizza  per la seconda volta – e quindi meglio - il 3D, visto che l’effetto stereoscopico serve ad esaltare le scene più impressionanti, raccapriccianti e vertiginose. Sarà perché in questa serie la trama conta pochissimo, visto che già nel prologo, da sempre, sappiamo cosa accadrà, però il ‘gioco’ – stavolta diretto da Steven Quale, con vent’anni&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-OgJj3O24guQ/To2sbJiBx6I/AAAAAAAAAq8/S-i-DY7hTmc/s1600/FinalDestination5in3D2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-OgJj3O24guQ/To2sbJiBx6I/AAAAAAAAAq8/S-i-DY7hTmc/s200/FinalDestination5in3D2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660369889089669026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; di carriera alle spalle tra effetti speciali, fotografia e collaboratore alla regia, anche di James Cameron - funziona ancora, e il risultato è sempre ‘divertente’, se inteso come terapia di sfogo e scongiura della violenza (e della tensione accumulata) che, subita dagli altri, ci rassicura perché almeno noi spettatori siamo  riusciti a ‘sopravvivere’ al destino fatale.&lt;br /&gt;Cambiano ambientazione e disastro/tragedia di cui riescono a salvarsi, ma per poco, il gruppo di sfortunati protagonisti. La morte, sempre onnipresente fin dai titoli di testa, qui rivela la sua minacciosa presenza a un gruppo di colleghi diretto ad un raduno aziendale. Infatti, durante il viaggio in autobus, e precisamente quando sono arrivati sul ponte in cui ci sono lavori in corso, Sam (Nicholas D’Agosto) ha una premonizione, una sorta di visione/incubo: lui e quasi tutti i suoi amici, insieme a tante altre persone, perderanno la vita sul terribile crollo. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4IzimhIzBVY/To2sNu03LwI/AAAAAAAAAq0/-dkd1lwHARY/s1600/FinalDestination5in3D8.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 88px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-4IzimhIzBVY/To2sNu03LwI/AAAAAAAAAq0/-dkd1lwHARY/s200/FinalDestination5in3D8.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660369658582609666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Subito dopo, secondo dopo secondo, gli eventi iniziano a rispecchiare la visione e Sam fa tutto il possibile per allontanare i suoi colleghi dal ponte appena prima che la morte li porti via, tra questi l’amico Peter (Miles Fisher) e la fidanzata Molly (Emma Bell) che l’aveva appena lasciato.&lt;br /&gt;Ma, come di consueto, gli ignari superstiti non erano destinati a restare in vita e quindi, in una terribile corsa contro il tempo e il destino, lo sventurato gruppo prova a escogitare il modo di sfuggire al sinistro piano della Morte. Sempre più imprevedibile e orribile.&lt;br /&gt;Quindi chi ama il genere, si può godere un’ora e mezza fra brividi e suspense, humour nero, citazioni e autocitazioni, colpi di scena (soprattutto nel finale a sorpresa, ma non troppo, per i fan), e omaggi, tanto che i protagonisti nel film hanno (quasi) tutti cognomi illustri del cinema di genere e non. Infatti nel cast, oltre a D’Agosto, lanciato dalla serie “Heroes”, e Bell, da “Frozen” a “The Walking Dead” in tivù, che hanno solo il nome, gli altri sono: Miles Fisher (Peter ‘Friedkin’), da “Mad Men” a “Gossip Girl”; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1mQOpDLcmRI/To2r962enRI/AAAAAAAAAqs/-pqEtAthGMY/s1600/FinalDestination5in3D4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-1mQOpDLcmRI/To2r962enRI/AAAAAAAAAqs/-pqEtAthGMY/s200/FinalDestination5in3D4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660369386932706578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ellen Wroe (Candice ‘Hooper’), Jacqueline MacInnes Wood (Olivia ‘Castle’, come il famoso produttore/regista anni ’60), da tre anni Steffy Forrester nella soap opera “Beautiful”; ci sono anche Barclay Hope (dottor Leonetti, come le famose lenti e obiettivi cinematografici); P.J. Byrne (Isaac), Arlen Escarpeta (Nathan), visto in “Venerdì 13”; i noti caratteristi David Koechner (Dennis), del televisivo “The Office”; Courtney B. Vance (il poliziotto ‘Block’), da “E.R.” a “Flash Forward” sul piccolo schermo; e Tony ‘Candy Man’ Todd, già presente (e icona) nei primi tre episodi della saga.&lt;br /&gt;Nel cast tecnico, tra specialisti e non, il direttore della fotografia Brian Pearson (”Drive Angry”, “San Valentino di sangue”, entrambi in 3D); lo scenografo David R. Sandefur (“Repo Men - Il recuperatore”, “Viaggio al centro della terra”); il montatore Eric Sears (“Shooter”); il responsabil&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-5efWDthUYrA/To2rs1W9ltI/AAAAAAAAAqk/SZR8hnijpOM/s1600/FinalDestination5in3D1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-5efWDthUYrA/To2rs1W9ltI/AAAAAAAAAqk/SZR8hnijpOM/s200/FinalDestination5in3D1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660369093400565458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;e degli effetti visivi Ariel Velasco Shaw, già collaboratore nel terzo episodio della saga; il costumista Jori Woodman (“8 amici da salvare”) e il compositore Brian Tyler (“Fast &amp; Furious 5”) che firma la colonna sonora.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-9079482866307737609?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/9079482866307737609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=9079482866307737609' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/9079482866307737609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/9079482866307737609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/10/nemmeno-il-3d-li-puo-salvare-da.html' title='Nemmeno il 3D li può salvare da un&apos;orribile morte in &quot;Final Destination 5&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-OgJj3O24guQ/To2sbJiBx6I/AAAAAAAAAq8/S-i-DY7hTmc/s72-c/FinalDestination5in3D2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-974987864908470936</id><published>2011-09-23T14:01:00.000-07:00</published><updated>2011-09-23T15:53:37.616-07:00</updated><title type='text'>"Ma come fa a far tutto Sarah Jessica Parker, moglie e madre, e soprattutto in carriera</title><content type='html'>Una nuova commedia al femminile per la protagonista di “Sex and the City”, ovvero Sarah Jessica Parker, e sempre ispirata a un altro best seller omonimo (titolo originale “I don’t Know How She Does it”), il libro – racconto a forma di diario - della giornalista gallese Allison Pearson (Mondadori lo rilancia per l’occasione). Certo si tratta sempre di una commedia leggera, una riflessione sulle donne che lavorano, in carriera si diceva negli anni Ottanta, costrette a dividersi (letteralmente) tra casa e ufficio (inclusi i continui viaggi d’affari).&lt;br /&gt;Ma, se i maschi sono giustificati per assenze e professione, le donne spesso vengono incolpate e giudicate dalle stesse madri casalinghe, &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-blq9fEy9FlU/TnujkBukuhI/AAAAAAAAAp0/igspYB739R0/s1600/MaComefeFa1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-blq9fEy9FlU/TnujkBukuhI/AAAAAAAAAp0/igspYB739R0/s200/MaComefeFa1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655293596428188178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;presunte amiche e non.&lt;br /&gt;Quindi, come di solito, uno spettacolo in bilico tra il (poco) brillante e il romantico con una cornice ‘social-esistenziale’, trasposto abilmente da Londra a Boston, dalla sceneggiatrice Aline Brosh McKenna (da “Il diavolo veste Prada” a “Il buongiorno del mattino”) – anche produttrice esecutiva con Scott Ferguson, Bob e Harvey Weinstein -, fedele collaboratrice del regista Douglas McGrath (da “Emma” a “Infamous - Una pessima reputazione”) che è anche attore e sceneggiatore (“Pallottole su Broadway” di Woody Allen). Una pellicola che se non approfondisce poi tanto la condizione delle donne lavoratrici, sempre e comunque di una classe medio-alta, almeno spinge a pensarci. Il resto è tutto del bagaglio hollywoodiano, incluso il finale con tanto di riappacificazione, rassicurazione e rilassamento per i protagonisti e per gli spettatori. Niente moda e incontri-scontri amorosi e/o sessuali, anche se non mancano attrazione e romanticismo&lt;br /&gt;Kate Reddy (Sarah Jessica Parker) è una moglie, una madre, una donna in carriera evidentemente  dotata di abilità ‘fuori dal comune’ visto come riesce a mantenere tutto in equilibrio. La sua vita è, naturalmente, frenetica, ma ha un marito anche lui eccezionale, Richard (il sempre efficace Greg Kinnear), un architetto che si è appena messo in proprio, due figli adorabili, Emily (Emma Rayne Lyle), che sta per compiere sei anni, e Ben (Theodore e &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-cAMQYMe4EEY/TnujTxoYhdI/AAAAAAAAAps/6xWRe1zcYIA/s1600/MaComefeFa8.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-cAMQYMe4EEY/TnujTxoYhdI/AAAAAAAAAps/6xWRe1zcYIA/s200/MaComefeFa8.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655293317229348306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Julius Goldberg), un bambino di oltre due che la adora ma che ancora non parla. Kate ama il suo mestiere ed è la responsabile degli investimenti nella filiale di Boston di un istituto bancario di New York, lavoro che spesso la porta a viaggiare, cosa che complica non poco la sua vita familiare. I colleghi, gli amici e i parenti dicono tutti la stessa cosa: “Ma come fa a far tutto?”. &lt;br /&gt;Di fronte alla grande occasione della sua vita – per cui deve incontrare spesso nella Grande mela il funzionario Jack Abelhammer (l’ex 007 Pierce Brosnan) - rischia però di far crollare il castello di carte costruito a suon di corse contro il tempo, insonnia e piccoli trucchi Kate non dovrà solo fare giochi di prestigio, ma camminare su una fune tesa nel vuoto. &lt;br /&gt;C’è una via di mezzo a questa situazione? Forse sì, però ad un certo punto bisogna cambiare atteggiamento e regole, rallentare il ritmo frenetico per restare un pochino di più in famiglia, soprattutto con i figli, e non perdersi nemmeno il ‘primo taglio’ (di capelli)!&lt;br /&gt;Nel cast anche Christina Hendricks (l’amica Allison Henderson), nota per il televisivo “Mad Men”; Kelsey Grammer (il capo Clark Cooper), Seth Meyers (il collega Chris Bunce), del Saturday Night Live; Olivia Munn (l’assistente Momo Hahn), Jane Curtin (Marla) e Mark Blum (Lew Reddy, i suoceri), Busy Philipps (Wendy West), Sara Shahi (Jeannie LoPietro), Jessica Szohr (la baby sitter Paula).&lt;br /&gt;Il film è prodotto dalla vincitrice del premio&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-dQbSo1lh2EQ/Tnui7Ob1p-I/AAAAAAAAApk/bSv-IlW2raQ/s1600/MaComefeFa3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-dQbSo1lh2EQ/Tnui7Ob1p-I/AAAAAAAAApk/bSv-IlW2raQ/s200/MaComefeFa3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655292895464630242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Oscar Donna Gigliotti (“Shakespeare in Love”) e coprodotto dalla stessa scrittrice, e vanta nel cast tecnico il direttore della fotografia Stuart Dryburgh, lo scenografo Santo Loquasto, fedele collaboratore di Woody Allen; la costumista Renée Ehrlich Kalfus, da “Buon compleanno Mr. Grape” a “Dead Man Walking” e “Notte brava a Las Vegas”; i montatori Camilla Toniolo e Kevin Tent, il compositore Aaron Zigman e il supervisore alle musiche Dana Sano. &lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL LIBRO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il romanzo d’esordio di Allison Pearson, “Ma come fa a far tutto?” è il racconto delle lunghe giornate e delle notte insonni di una moglie, madre e responsabile di investimenti economici a Londra, Kate Reddy. Scritto con uno stile asciutto, consapevole e molto onesto, &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-tdkTZalGTVs/Tnuil5qjipI/AAAAAAAAApc/bX-2gC2IDtQ/s1600/MaComefeFa6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-tdkTZalGTVs/Tnuil5qjipI/AAAAAAAAApc/bX-2gC2IDtQ/s200/MaComefeFa6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655292529111960210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;il libro della Pearson ha rivelato i segreti del gioco di prestigio chiamato “avere tutto” e ha colpito i lettori quando è stato pubblicato negli Stati Uniti da Alfred A. Knopf nel 2002. E’ rimasto 23 settimane nella classifica di vendite del New York Times e finora ha venduto quasi quattro milioni di copie in tutto il mondo. Oprah Winfrey lo ha definito “l’inno nazionale delle madri lavoratrici” e ha ottenuto grandi consensi da parte del pubblico e della critica. “Finalmente, la commedia sociale definitiva sulle madri che lavorano”, ha scritto Marjorie Williams del Washington Post, mentre la scrittrice Claire Dederer nella sua recensione per Amazon.com ha detto che “Kate è decisamente affascinante e noi speriamo che le cose vadano bene per lei. Alla fine, il libro non rappresenta soltanto una raccolta di frasi intelligenti su come conciliare la maternità con il lavoro, ma un vero e complesso romanzo su un personaggio che impariamo ad apprezzare”. &lt;br /&gt;Mentre alcuni particolari dell’esistenza quotidiana di Kate Reddy erano decisamente femminili, la sua storia parla a entrambi i sessi. In effetti, Ma come fa a far tutto? può vantare un forte seguito tra gli uomini, tanto che a un certo punto è stato deciso di realizzare una nuova copertina. “All’inizio - rivela la Pearson -, gli uomini erano riluttanti nei confronti del libro, soprattutto perché aveva una copertina di un rosa intenso. Alla fine, l’editore ha realizzato una versione blu, così che gli uomini non dovessero nasconderlo tra i giornali o le riviste in treno perché si vergognavano”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-974987864908470936?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/974987864908470936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=974987864908470936' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/974987864908470936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/974987864908470936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/09/ma-come-fa-far-tutto-sarah-jessica.html' title='&quot;Ma come fa a far tutto Sarah Jessica Parker, moglie e madre, e soprattutto in carriera'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-blq9fEy9FlU/TnujkBukuhI/AAAAAAAAAp0/igspYB739R0/s72-c/MaComefeFa1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3567954323844248940</id><published>2011-09-21T16:19:00.000-07:00</published><updated>2012-02-18T16:20:48.755-08:00</updated><title type='text'>Anche il nuovo docu-film di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, "Italy Love it or Leave It", premiato due volte al Milano FilmFest</title><content type='html'>Il nuovo film documentario di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, "Italy Love it or Leave it", si è aggiudicato i due premi più importanti della 16esima edizione del Milano Film Festival. Unico film italiano in concorso, alla sua prima mondiale, ha vinto il premio del pubblico e il premio per il miglior film assegnato dalla giuria internazionale. "Il film è il tentativo di riconciliarci con il nostro paese, è la ricerca di buoni motivi per rimanere oggi in Italia, nonostante tutto" ha detto Hofer, altoatesino di nascita ma romano d'adozione.&lt;br /&gt;Il documentario nella sua versione da 52 minuti intitolata "Cercasi Italia disperatamente" andrà in onda mercoledì 21 settembre alle 23.50 su Rai Tre, produttore associato del film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ne siamo molto felici anche perché mentre Rai Uno censura la fiction dove si sposa una coppia gay, Rai Tre manda in onda, forse per la prima volta nella storia della televisione italiana, un documentario, dove il fatto che io e Gustav siamo una coppia, non è il tema centrale del film ma è un dato di fatto, rispecchia semplicemente la realtà dei nostri tempi", ha dichiarato Luca Ragazzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il successo del loro primo lavoro "Improvvisamente l'inverno scorso", nastro d'argento 2009, anche "Italy Love it or Leave it" inizia il suo tour mondiale. Nelle prossime settimane verrà presentato ai festival di Zurigo, Annecy, Rio de Janeiro, Lipsia ed Helsinki e uscirà quest'autunno in Italia distribuito da Zalab.org.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3567954323844248940?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3567954323844248940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3567954323844248940' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3567954323844248940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3567954323844248940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/09/anche-il-nuovo-docu-film-di-gustav.html' title='Anche il nuovo docu-film di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, &quot;Italy Love it or Leave It&quot;, premiato due volte al Milano FilmFest'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3316136957949958802</id><published>2011-09-17T14:28:00.000-07:00</published><updated>2011-09-17T14:35:13.805-07:00</updated><title type='text'>Dopo le anteprime estive sono arrivati finalmente in sala gli amatissimi "Puffi" in 3D</title><content type='html'>Ed ecco arrivato, finalmente nelle sale, l’attesissimo “I Puffi” in una versione cinematografica che ha conquistato non solo i ragazzi del Fiuggi Family Festival, ma anche i ‘vecchi’ appassionati meno &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5YEeXahwbWQ/TnUSdlsTVPI/AAAAAAAAApU/6GXDuHdkb9s/s1600/Puffi6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 112px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-5YEeXahwbWQ/TnUSdlsTVPI/AAAAAAAAApU/6GXDuHdkb9s/s200/Puffi6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5653445206776960242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ortodossi. Il popolo dei piccolissimi esseri blu più famosi del mondo, quelle simpatiche creaturine - create da Peyo oltre cinquant’anni fa - che hanno accompagnato la crescita dei genitori di ieri e di oggi, hanno fatto accorrere anche lì centinaia di persone, tra cui tanti grandi e piccoli fan. &lt;br /&gt;La pellicola, diretta da Raja Gosnell, è una produzione belga/americana targata Columbia Pictures, Kerner Entertainment Company, Sony Pictures Animation, distribuita dalla Warner Bros. Pictures Italia. E, stavolta, gli ‘inediti’ Puffi (anche in 3D, ovviamente) si ritrovano protagonisti di un riuscito mix di animazione digitale (della Sony Pictures ImageWorks) e live action, di tradizione e nuove tecnologie – raramente efficace - che intrattiene e diverte grandi e piccini, unendo avventura e commedia, divertimento e sentimenti senza abbondare con lo zucchero ma neanche con la violenza che è tutta, appunto, da cartone animato.&lt;br /&gt;I nostri piccolissimi eroi abitanti dei funghi - per sfuggire al perfido e goffo Gargamella (interpretato da un attore in &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-BA99Fl5fGXU/TnUSM1LW5CI/AAAAAAAAApM/a9zlD6HM3HI/s1600/Puffi10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-BA99Fl5fGXU/TnUSM1LW5CI/AAAAAAAAApM/a9zlD6HM3HI/s200/Puffi10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5653444918875972642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;carne e ossa, il caratterista Hank Azaria, e perciò, forse, meno efficace) -, dalla loro paradisiaca foresta si ritrovano nel bel mezzo di Central Park, nella Grande Mela dove dovranno trovare il modo di ritornare al loro villaggio prima che il ritmo sfrenato della metropoli – fra taxi che sfrecciano e i bambini che li scambiano per giocattoli viventi – e/o il solito  stregone pasticcione, li catturino… o peggio! E, naturalmente, riusciranno a tornare ‘a casa’ con l’aiuto di una simpatica e altruista coppia di essere umani in dolce attesa: Patrick (Neil Patrick Harris) e Grace Winslow (la Jayma Mays del fenomeno musical-televisivo “Glee”). Infatti, i due sposini hanno proprio ospitato gli ometti blu nel loro appartamento.&lt;br /&gt;Le voci della versione originale sono quelle della cantante Katy Perry (Puffetta), Jonathan Winters (Grande Puffo), il veterano Alan Cummings, Anton Yelchin, Fred Armisen, George Lopez, Kenan Thompson, Jeff Foxworthy, John Oliver e Paul Reubens.&lt;br /&gt;Il soggetto è di J. David Sterm &amp; David&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5lf4j5T_FXA/TnURs8SEvrI/AAAAAAAAApE/6_vXjKxPwoc/s1600/Puffi3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 116px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-5lf4j5T_FXA/TnURs8SEvrI/AAAAAAAAApE/6_vXjKxPwoc/s200/Puffi3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5653444371027377842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; N. Weiss, che hanno scritto anche la sceneggiatura con Jay Scherick e David Ronn. Le musiche originali sono firmate dal brasiliano Heitor Pereira, ex chitarrista dei Simply Red, mentre la fotografia dall’inglese Phil Meheux (da “GoldenEye” e “La maschera di Zorro” a “Casino Royale”).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3316136957949958802?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3316136957949958802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3316136957949958802' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3316136957949958802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3316136957949958802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/09/dopo-le-anteprime-estive-sono-arrivati.html' title='Dopo le anteprime estive sono arrivati finalmente in sala gli amatissimi &quot;Puffi&quot; in 3D'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5YEeXahwbWQ/TnUSdlsTVPI/AAAAAAAAApU/6GXDuHdkb9s/s72-c/Puffi6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-335485134708517868</id><published>2011-09-16T15:39:00.001-07:00</published><updated>2011-09-16T15:50:07.589-07:00</updated><title type='text'>Un'avventura vecchio stile fra gladiatori e legionari romani, fra onore e fedeltà, nella Britannia del II secolo d.C. "The Eagle"</title><content type='html'>Un’avventura vecchio stile, tratta da un best seller per ragazzi scritto nel 1954 dall’inglese Rosemary Sutcliff (1920-1992) “La legione scomparsa” (titolo originale “The Eagle of the Ninth) – pubblicato ora in Italia da Mondadori -, che a sua volta prende spunto da un enigmatico episodio storico. Quindi un’avventura a metà strada fra il kolossal storico&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wC5NZy8HXb0/TnPSI8Lr5VI/AAAAAAAAAo8/xqLMIJ9brEg/s1600/TheEagle4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-wC5NZy8HXb0/TnPSI8Lr5VI/AAAAAAAAAo8/xqLMIJ9brEg/s200/TheEagle4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5653093008316032338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; sull’Impero Romano e il (nostro) mitologico anni Sessanta - con un pizzico di dark fantasy tutta anglo-americana dalla cornice di lusso -, firmata dal già illustre e impegnato Kevin MacDonald (dal documentario premio Oscar “Un giorno a settembre” a “L’ultimo re di Scozia”). Una storia di e per maschi come si diceva una volta, dei western e dei film bellici, anche perché se i solitari protagonisti sono solo due, ovviamente, gli scontri e le mini battaglie sono combattute esclusivamente da uomini. E le donne scarseggiano anche come comparse. &lt;br /&gt;Non deluderà probabilmente chi ama questo tipo di pellicole perché l’azione non manca, però in sottofondo c’è il solito discorso – e la presunta riflessione - sull’onore (perduto) del padre da riconquistare da parte del figlio.&lt;br /&gt;Siamo nella Britannia del II secolo d.C., due giovani uomini – padrone e schiavo – si avventurano oltre i confini del mondo conosciuto per intraprendere una pericolosa missione che porterà loro a misurarsi con la lealtà e il tradimento, l’amicizia e l’odio, l’inganno e l’eroismo. Nel 140 d.C., l’Impero Romano si estende, appunto, fino alla Britannia,&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-6tRwnoyGRag/TnPRuHEIuiI/AAAAAAAAAo0/Bv_3J_OOa5c/s1600/TheEagle6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-6tRwnoyGRag/TnPRuHEIuiI/AAAAAAAAAo0/Bv_3J_OOa5c/s200/TheEagle6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5653092547380689442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; anche se non ha il controllo totale del territorio e l’estremo nord è in mano alle tribù ribelli della Caledonia (l’attuale Scozia). Marco Aquila (Channing Tatum, da “Guida per riconoscere i tuoi santi” a “G.I. Joe: la nascita dei Cobra”) vi approda deciso a riabilitare la reputazione del padre, Flavio Aquila, avventuratosi vent’anni prima nello sterminato nord a capo della Nona Legione romana, con cinquemila uomini, sotto l’insegna dell’Aquila dorata, per non fare mai più ritorno. Allora, l’imperatore Adriano, furioso, aveva ordinato di costruire una muraglia per isolare quel territorio: il vallo di Adriano – confine settentrionale dell’Impero, e soglia estrema del mondo conosciuto.&lt;br /&gt;Marco ha un unico grande desiderio: essere un buon soldato al comando del piccolo forte in una regione sudoccidentale. Durante un assedio guida valorosamente le sue truppe e viene elogiato da Roma per il suo coraggio, ma congedato a causa delle gravi ferite riportate, soprattutto ad una gamba. Demoralizzato, il giovane ufficiale trascorre la convalescenza nella villa dello zio Aquila (il sempre grande Donald Sutherland), militare in pensione. Però un giorno, durante un combattimento di gladiatori, Marco interviene di slancio risparmiando la vita a un giovane britanno, Esca (Jamie Bell, ex bambino prodigio di “Billy Elliot”, che rivedremo presto in “Le avventure di Tin Tin”) che lo zio compra come schiavo proprio per lui.&lt;br /&gt;L’uomo non sembra molto interessato a Esca, che cova un odio feroce per tutto ciò che è romano (gli hanno sterminato la famiglai), ma giura di servire l’uomo che gli ha salvato la vita. Appreso che qualcuno ha visto la mitica Aquila dorata in un tempio tribale all’estremo nord, Marco decide di mettersi in viaggio, portandosi dietro Esca come guida e interprete, e di attraversare il vallo. Ma gli altopiani scozzesi sono impervi e sconfinati oltre che zeppi di minacce e di misteri…&lt;br /&gt;Ma, nonostante trappole e scontri, incomprensioni e scambi di ruoli, rancori e solidarietà, i ‘nostri eroi’ riusciranno a ritrovare non solo l’Aquila ma anche un manipolo di sopravvissuti della Nona&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-SMkGY-Lrl3I/TnPRcqWzZdI/AAAAAAAAAos/2z1DhGMndQw/s1600/TheEagle7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-SMkGY-Lrl3I/TnPRcqWzZdI/AAAAAAAAAos/2z1DhGMndQw/s200/TheEagle7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5653092247616579026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Legione con i quali affronteranno l’ultima feroce battaglia.&lt;br /&gt;Certo di storico, come accennavamo più su, c’è solo lo spunto di partenza, tutto il resto è frutto dell’immaginazione e della fantasia della scrittrice e dello sceneggiatore Jeremy Brock (da “L’ultimo re di Scozia” a “In viaggio con Evie”, con cui ha esordito nella regia, e candidato all’Oscar per “La mia regina”). Non mancano episodi inverosimili e citazioni (volute e non) di altri film famosi o meno (tra cui il combattimento con i guerrieri foca, a metà fra “Apocalypse Now” e “L’ultimo dei Mohicani”), ma come prodotto medio di intrattenimento, funziona perché ben costruito (soprattutto tecnicamente), sempre che non si pretenda di avere più di quel che esso promette. Anche perché come il romanzo è destinato ad un pubblico giovanile di altri tempi e non per la generazione di internet, infatti lo conferma la dichiarazione del regista: “Lessi il romanzo quando avevo circa dodici anni, e ne rimasi affascinato. C’era qualcosa che mi colpiva in quell’atmosfera, nell’incontro tra le culture celtica, britannica e romana. Il libro aveva alimentato la mia passione per la storia, e ora sentivo di poterne fare un film che gli rendesse giustizia e rappresentasse in modo credibile mondi così straordinariamente lontani”.&lt;br /&gt;Nel cast rigidamente maschile anche Mark Strong (Guern), visto recentemente in “Lanterna Verde”; Tahar Rahim (Principe delle foche), protagonista del pluripremiato film francese “Il Profeta” di Jacques Audiard; e il caratterista Denis&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-raV2NRxaepA/TnPRIHuPDPI/AAAAAAAAAok/xiRyxL5zoM8/s1600/TheEagle5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-raV2NRxaepA/TnPRIHuPDPI/AAAAAAAAAok/xiRyxL5zoM8/s200/TheEagle5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5653091894722235634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; O’Hare (Lutorio). La  fotografia – che esalta il paesaggio sterminato e incontaminato - è di Anthony Dod Mantle, le scenografie di Michael Carlin, il montaggio di Justin Wright, i costumi di Michael O’Connor e le musiche di Atli Orvarsson.&lt;br /&gt; José de Arcangelo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prefazione originale del libro in cui Rosemary Sutcliff (nella traduzione di Gianna Guidoni per l’edizione Mondadori, in uscita contemporanea con il film) racconta la sua ispirazione.&lt;br /&gt;Nel 117 d.C. circa, la Nona Legione che si trovava presso Eburacum, dove ora sorge York, marciò verso nord per sedare una rivolta scoppiata tra le tribù della Caledonia e, da quel momento, nessuno ne seppe più nulla.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/---CIxi1pSuU/TnPQkvtCCDI/AAAAAAAAAoc/U_1w7ELIzPU/s1600/TheEagle9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 120px;" src="http://2.bp.blogspot.com/---CIxi1pSuU/TnPQkvtCCDI/AAAAAAAAAoc/U_1w7ELIzPU/s200/TheEagle9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5653091286979315762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante gli scavi effettuati presso Silchester circa diciotto secoli dopo, tra le verdi distese che coprivano la pavimentazione di quella che un tempo era chiamata Calleva Atrebatum, fu rinvenuta un’Aquila romana senza ali; il suo calco è ora esposto presso il Museo di Reading. Molti studiosi hanno espresso pareri diversi sul motivo per cui la statuetta sia stata rinvenuta in quel luogo, ma nessuno ne ha mai scoperto la ragione, così come nessuno sa cosa accadde esattamente alla Nona Legione quando scomparve marciando tra le nebbie del Nord.&lt;br /&gt;E’ da questi due misteri che ho tratto la storia della legione scomparsa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-335485134708517868?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/335485134708517868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=335485134708517868' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/335485134708517868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/335485134708517868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/09/unavventura-vecchio-stile-fra.html' title='Un&apos;avventura vecchio stile fra gladiatori e legionari romani, fra onore e fedeltà, nella Britannia del II secolo d.C. &quot;The Eagle&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-wC5NZy8HXb0/TnPSI8Lr5VI/AAAAAAAAAo8/xqLMIJ9brEg/s72-c/TheEagle4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-8359468164479195375</id><published>2011-09-09T00:46:00.001-07:00</published><updated>2011-09-09T00:53:58.318-07:00</updated><title type='text'>Da Venezia alle sale, arriva "Contagion", un thriller catastrofico il cui fascino è tutto nel cast</title><content type='html'>Tanto ‘contagio’ per nulla, ovvero come un vecchio spunto (catastrofico), un cast all stars (come una volta) e una struttura corale che ci catapulta da una capitale all’altra (per tre continenti)  non reggano più se non hanno dietro una storia forte&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-J63V2C9rEGE/TmnF03XOe3I/AAAAAAAAAoU/5Vs-0gqRt0U/s1600/Contagion3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-J63V2C9rEGE/TmnF03XOe3I/AAAAAAAAAoU/5Vs-0gqRt0U/s200/Contagion3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650264719518235506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; e credibile, dall’inizio alla fine, e sostenuta da una sceneggiatura di ferro.&lt;br /&gt;Infatti il film coinvolge nella prima mezz’ora quando lo spettatore non conosce ancora i personaggi, né i retroscena dei diversi fatti/episodi accaduti in ogni città e non scopre, guidato da chi indaga nella pellicola, da dove è sbucato e/o partito il misterioso virus.&lt;br /&gt;Lo spunto viene dai diversi allarmi sanitari degli ultimi anni sulle presunte pandemie originate (sars, aviaria e simili) in Asia e approdate in Europa e America tramite i sempre più numerosi e frenetici spostamenti aerei di turisti, uomini d’affari e sportivi.&lt;br /&gt;E quello che in partenza sembra un thriller, solido e inquietante, su un argomento serio velato da sottile ironia su fatti e personaggi contemporanei (involontaria?), sfuma pian piano cedendo il posto alla convenzione e alla banalità, tratteggiando i personaggi solo in modo superficiale e prevedibile, fra stereotipi e luoghi comuni.&lt;br /&gt;“Contagion” segue il rapido sviluppo di un virus letale trasportato dall’aria che uccide nel giro di pochi giorni colpendo quasi contemporaneamente Hong Kong, Londra e Chicago. Col rapido diffondersi dell’epidemia, la comunità medica mondiale si affretta a trovare una cura e controllare il panico che si diffonde più velocemente del virus stesso. Nel frattempo, la gente comune si sforza di&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-mP8g7RxzZ_8/TmnFaGSp42I/AAAAAAAAAoM/LtMnCixGLPk/s1600/Contagion4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-mP8g7RxzZ_8/TmnFaGSp42I/AAAAAAAAAoM/LtMnCixGLPk/s200/Contagion4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650264259669123938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; sopravvivere in una società ormai allo sbando.&lt;br /&gt;Se le cronache veneziane ci avevano fatto sperare in un teso mix di spettacolo – sulla scia del miglior catastrofico anni Settanta – e riflessione sulle ansie e le paure della società contemporanea, dove si acutizza sempre più una sorta di lotta per la sopravvivenza di vecchia memoria, era solo un’intuizione, purtroppo, sbagliata.&lt;br /&gt;Anche perché Steven Soderbergh aveva citato persino Joseph Losey per evitare di parlarne. Certo non è necessario spiegare nulla sul film, casomai dovrebbe essere il film a comunicare allo spettatore qualcosa in più e di meglio delle buone intenzioni. Anche perché la pellicola, sceneggiata da Scott Z. Burns, è un dramma thriller dall’approccio realistico, non tanto verosimile né avvincente da provocare panico, diffidenza e paura – come qualcuno aveva anticipato -, nonostante gli accenni a continui passaggi di mano in mano di oggetti tecnologici, dai telefonini alle carte di credito; o il contatto con altri oggetti e persone in luoghi pubblici (bar, stazioni e aeroporti). Oppure come ricorda la dottoressa interpretata da Kate Winslet, ogni persona si tocca il viso migliaia di volte al giorno. “Un solo contatto. Un solo istante. Ed il virus letale viene trasmesso” è lo slogan,&lt;br /&gt;Quindi resta il fascino del supercast, anche se alcuni degli attori hanno un ruolo appena un po’ più consistente di un cameo. Quando Beth Emhoff (Gwyneth Paltrow) torna a Minneapolis dopo un viaggio di &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-nhYUNz8Uuio/TmnFMJoY-BI/AAAAAAAAAoE/CkdSRw21NO8/s1600/Contagion10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-nhYUNz8Uuio/TmnFMJoY-BI/AAAAAAAAAoE/CkdSRw21NO8/s200/Contagion10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650264020047427602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;affari a Hong Kong, quello che pensava solo un banalissimo jet lag si rivela – troppo tardi – il contagio di un virus letale. Dopo due giorni, la donna muore nel pronto soccorso e i medici dicono al marito scioccato e afflitto (Matt Damon) che non hanno idea di cosa sia successo. Ma, per prevenzione, finirà anche lui in quarantena.&lt;br /&gt;In breve tempo altre persone mostrano gli stessi sintomi: tosse secca e febbre, seguiti da attacchi ischemici, emorragia cerebrale e… infine la morte. A Minneapolis, Chicago, Londra, Parigi, Tokyo e Hong Kong, i numeri si moltiplicano in breve tempo. Esplode una pandemia globale e al Centro Usa per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, i ricercatori si mobilitano per cercare di interrompere la catena dell’agente patogeno che continua a mutare. Il vice direttore Ellis Cheever (Laurence Fishburne) cerca di placare il panico crescente ed incarica una giovane e coraggiosa dottoressa (Winslet) di valutare ogni rischio.&lt;br /&gt;Nel bel mezzo di una crescente ondata di sospetti intorno a un potenziale vaccino – e chi dovrebbe ottenerlo per primo – in Svizzera, la dottoressa Leonora Orantes (Marion Cotillard) dell’OMS lavora duramente cercando di sfruttare la sua rete di conoscenze per arrivare alla &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-kMc0wQ4bhGk/TmnEyvSCezI/AAAAAAAAAn8/apHJASfHJug/s1600/Contagion1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-kMc0wQ4bhGk/TmnEyvSCezI/AAAAAAAAAn8/apHJASfHJug/s200/Contagion1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650263583477627698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;soluzione, ma –andata in Cina per continuare le ricerche - viene rapita. Dall’altra parte, il blogger attivista Alan Krumwiede (Jude Law) sostiene che il pubblico non stia ricevendo correttamente le dovute informazioni del caso ma nemmeno lui sembra essere quello che dice di essere…&lt;br /&gt;Nel cast anche Bryan Cranston (Lyle Haggerty), Jennifer Ehle (Dr. Ally Hextall), Sanaa Lathan (Aubrey Cheever), John Hawkes (Roger), Stef Tovar (Dr. Arrington), Ching Han (Sun Feng) e il veterano Elliott Gould (Dr. Ian Sussman).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-8359468164479195375?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/8359468164479195375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=8359468164479195375' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/8359468164479195375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/8359468164479195375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/09/da-venezia-alle-sale-arriva-contagion.html' title='Da Venezia alle sale, arriva &quot;Contagion&quot;, un thriller catastrofico il cui fascino è tutto nel cast'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-J63V2C9rEGE/TmnF03XOe3I/AAAAAAAAAoU/5Vs-0gqRt0U/s72-c/Contagion3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-3742025712815557611</id><published>2011-09-04T09:06:00.000-07:00</published><updated>2011-09-04T09:13:08.684-07:00</updated><title type='text'>Un nuovo (discreto) thriller d'azione per Nicolas Cage</title><content type='html'>Ancora un thriller d’azione per il divo del genere (non solo) Nicolas Cage, e – dopo il recente “The Last Three Days” di Paul Haggis con Russell Crowe – ancora un insegnante di letteratura coinvolto in una storia &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-XmNTS-OD2tY/TmOi4RR3JYI/AAAAAAAAAn0/W2V9Fyu3qQc/s1600/SoloxVendetta10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-XmNTS-OD2tY/TmOi4RR3JYI/AAAAAAAAAn0/W2V9Fyu3qQc/s200/SoloxVendetta10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648537445247427970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di fughe, omicidi e vendette. Certo, il film del veterano regista australiano Roger Donaldson (da “The Bounty”, dall’esordio neozelandese al debutto a Hollywood, con Mel Gibson, a “Senza via di scampo” e oltre), ha come riferimento principale il vecchio odiato (soprattutto negli anni ’70) “Giustiziere della notte”, perché anche qui è un brutale stupro a innescare il tutto, solo che dietro al nostro ‘uomo senza macchia’ c’è una sorta di organizzazione di ‘vigilantes’ che compiono vendetta per conto terzi, anzi fanno una sorta di scambio, di “delitto per delitto” per intenderci (ecco l’altro riferimento) con tutte le varianti e conseguenze del caso.&lt;br /&gt;Will Gerard (Cage) è insegnante di lettere in un liceo americano, felicemente sposato con una musicista di successo, Laura (January Jones, dal televisivo “Mad Men” a “X-Men: l’inizio”). La coppia ha una vita normalissima, che ruota attorno a serate fuori, barbecue in giardino e al passatempo preferito di Will: le partite a scacchi con il preside della sua scuola (Harold Perrineau, da “Romeo +&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-AZlypb_0ZjE/TmOilhudPNI/AAAAAAAAAns/l5IAIeH8gGc/s1600/SoloxVendetta13.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-AZlypb_0ZjE/TmOilhudPNI/AAAAAAAAAns/l5IAIeH8gGc/s200/SoloxVendetta13.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648537123244817618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Giulietta” a “Case 219”).&lt;br /&gt;La loro serenità viene però improvvisamente sconvolta la notte in cui Laura, mentre lascia lo studio di registrazione, resta vittima di un violento stupro. Will, precipitatosi in ospedale, attende nervosamente notizie sulle condizioni della moglie quando viene avvicinato da un uomo (Guy Pearce, da “Priscilla” a “Il discorso del re” e al serial “Mildred Pierce”), che gli offre la possibilità di vendicare Laura e di farsi giustizia in maniera immediata, senza dover attendere i lunghi tempi di un eventuale processo (è ambientato nella violenta New Orleans, reduce dell’uragano Katrina). Costretto a prendere subito una decisione, il disperato Will accetta la proposta, restando così invischiato in una spirale infernale di eventi che lo porteranno pian piano a perdere il controllo della sua vita…&lt;br /&gt;Scritta da Robert Tannen (anche soggetto) e Yuri Zeltser, la pellicola esplora (ma non sempre approfondisce), in rapide sequenze, un complesso labirinto psicologico, fatto di vittimismo, di rivalsa e di ricerca della giustizia. Il risultato è un thriller al di sopra della media, ben costruito, a tratti inquietante, che non disdegna luoghi comuni e stereotipi, e dove Donaldson sfoggia il suo buon mestiere di artigiano, più nella forma che nei contenuti.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-8ODi-HtplXc/TmOiTt7WTzI/AAAAAAAAAnk/GOIivkvIbPU/s1600/SoloxVendetta4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-8ODi-HtplXc/TmOiTt7WTzI/AAAAAAAAAnk/GOIivkvIbPU/s200/SoloxVendetta4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648536817282469682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cast anche Jennifer Carpenter (dal fenomeno tv “Dexter” a “The Exorcism of Emily Rose”), nel ruolo dell’amica/collega della moglie; Xander Berkeley (tenente Durgan), Joe Chrest (detective Rudeski), Wayne Pere (Cancer), Iron Singleton (Scar), Donna Duplantier (Gina), Mike Pniewski (Gibbs), proveniente dal televisivo “The Glades”, e Jason Davis (Leon Walczak/Alan Marsh).&lt;br /&gt;Il film è prodotto da James Stern della Endgame Entertainment (“An Education”), Ram Bergman (“Brothers Bloom”), dall’attore Tobey Maguire (“Spider-Man”) della Maguire Entertainment e Jenno Topping. Il direttore della fotografia è David Tattersall (“Guerre stellari” I-III, “Ultimatum alla terra”), lo scenografo Dennis Washington (già collaboratore di Donaldson in “World’s Fastest Indian” e “Thirteen Days”), la costumista Caroline Eselin (“Fratelli in erba”) e il coordinatore degli stunt Andy Cheng (“Green Hornet”, “Twilight”).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-3742025712815557611?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/3742025712815557611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=3742025712815557611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3742025712815557611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/3742025712815557611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/09/un-nuovo-discreto-thriller-dazione-per.html' title='Un nuovo (discreto) thriller d&apos;azione per Nicolas Cage'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-XmNTS-OD2tY/TmOi4RR3JYI/AAAAAAAAAn0/W2V9Fyu3qQc/s72-c/SoloxVendetta10.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-5530009842910563875</id><published>2011-08-31T18:00:00.000-07:00</published><updated>2011-08-31T18:00:00.468-07:00</updated><title type='text'>Ritorna Cameron Diaz, una "Bad Teacher" che non convince</title><content type='html'>Una commedia apparentemente irreverente che dovrebbe essere ironica e ‘cattiva’ al punto giusto per far centro, anche perché si tratta sempre delle disavventure di una ‘cattiva maestra’. Peccato che l’ironia e la satira restino in superficie e la comicità non abbia mai balzi esilaranti. Occasione mancata per Cameron Diaz che dai tempi di “Tutti pazzi per Mary” cerca di rinverdire il successo di quella fortunata pellicola.&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-yXU6tj8tA78/Tl5ExAAalQI/AAAAAAAAAnc/ZAD7MBRAG88/s1600/BadTeacher1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-yXU6tj8tA78/Tl5ExAAalQI/AAAAAAAAAnc/ZAD7MBRAG88/s200/BadTeacher1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647026591375201538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi resta un’operina divertente ma non troppo per chi vuole passare una spensierata ora e mezza e poi dimenticarsene. Perché, se la Diaz non riesce ad essere veramente ‘cattiva’, in parte colpa della sceneggiatura di Gene Stupnitsky &amp; Lee Eisenberg (che si sono fatte le ossa in tivù con “The Office”), e anche del regista Jake Kasdan, dal grande al piccolo schermo e ritorno.&lt;br /&gt;Elizabeth Halsey (Diaz) è un’insegnante da record negativo: sboccata, insoddisfatta, spietata se vogliamo, ma soprattutto decisamente inadatta. Beve, fa vedere agli allievi dei dvd anziché insegnar loro qualcosa, se la spassa e non vede l’ora di sposarsi – con un uomo ricco – e lasciare finalmente il suo lavoro nella scuola media.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-m6AiWtQ5iRU/Tl5EiWBgnDI/AAAAAAAAAnU/Z4XVcaANNXY/s1600/BadTeacher10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 130px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-m6AiWtQ5iRU/Tl5EiWBgnDI/AAAAAAAAAnU/Z4XVcaANNXY/s200/BadTeacher10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647026339587333170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando viene scaricata dal fidanzato decide di conquistare il neo arrivato supplente timido, bello e ricco Scott Delacorte (un’inedito Justin Timberlake), entrando in aperta competizione con una collega tanto energica quanto determinata, Amy (Lucy Punch). Ma deve vedersela anche con l’insolente professore di educazione fisica Russell Gettis (Jason Segel) che le fa una corte spietata, ma è squattrinato quanto lei. Gli stravaganti piani di Elizabeth – tra cui trovare i soldi per rifarsi il seno – e le loro burrascose conseguenze sconvolgeranno tutti, lei compresa.&lt;br /&gt;“Per Elizabeth l’insegnamento non è una missione – afferma la Diaz -, è solo un lavoro, una necessità: deve pagare l’affitto. Non ci sono ruoli così, soprattutto per le donne. Questa sceneggiatura invece è così oltraggiosamente sovversiva, brillane e divertente e quindi appena l’ho letta ho deciso che dovevo essere io ad interpretarla”.&lt;br /&gt;Tutto questo è vero sulla carta e nelle intenzioni di regista e interpreti, ma i risultati sono più tenui e anziché ridere, talvolta soltanto si sorride.&lt;br /&gt;“Vuole avere i soldi per farsi le tette nuove – aggiunge l’attrice sul personaggio -. E’ alla ricerca di un uomo che sia abbastanza ricco da mantenerla, così lei non dovrà  più lavorare, ed è convinta che solo se avrà una ‘quarta’ ci riuscirà”.&lt;br /&gt;Probabilmente la comicità verbale perde qualcosa nella versione italiana, ma non crediamo che il filmetto sia molto più divertente&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-8QHm3YlBz6Q/Tl5EKfRWeKI/AAAAAAAAAnM/dgxjjJo5pXw/s1600/BadTeacher7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 130px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-8QHm3YlBz6Q/Tl5EKfRWeKI/AAAAAAAAAnM/dgxjjJo5pXw/s200/BadTeacher7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647025929752836258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; nell’originale, a meno che non si ami la commedia sgangherata condita da stereotipi e romanticismo, luoghi comuni e finta trasgressione. Anche perché Elizabeth più che cattiva è una scansafatiche, una menefreghista ed egoista. Fate voi.&lt;br /&gt;Nel cast anche i caratteristi John Michael Higgins (preside Wally Snur), Phyllis Smith (Lynn), anche lei proveniente dal televisivo “The Office”.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-5530009842910563875?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/5530009842910563875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=5530009842910563875' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5530009842910563875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5530009842910563875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/08/ritorna-cameron-diaz-una-bad-teacher.html' title='Ritorna Cameron Diaz, una &quot;Bad Teacher&quot; che non convince'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-yXU6tj8tA78/Tl5ExAAalQI/AAAAAAAAAnc/ZAD7MBRAG88/s72-c/BadTeacher1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-427457060986102663</id><published>2011-08-31T06:06:00.000-07:00</published><updated>2011-08-31T07:28:41.642-07:00</updated><title type='text'>Ecco "Lanterna verde", riuscito intrattenimento nonostante i pregiudizi e le aspettative</title><content type='html'>Arriva finalmente per la prima volta sul grande schermo il popolare (ma non troppo) e leggendario supereroe di “Lanterna Verde”, in un film diretto da Martin Campbell (“Casino Royale”) e interpretato da Ryan Reynolds. Una sorpresa rispetto alle aspettative, perché si tratta dell’ennesima trasposizione cinematografica di un supereroe dei fumetti, &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_ocAq9XRVT0/Tl1uw6QNEPI/AAAAAAAAAnE/F5QubZRdBZc/s1600/LanternaVerde1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 86px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-_ocAq9XRVT0/Tl1uw6QNEPI/AAAAAAAAAnE/F5QubZRdBZc/s200/LanternaVerde1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646791294342467826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;non celebre come altri (vedi “Superman”) né dark come “Batman”, nemmeno all’altezza dei vari “Spider-man”, “Hulk”, “X-Men” e compagnia bella, e che, quindi, non fa parte della memoria collettiva.&lt;br /&gt;Però la pellicola, sceneggiata da Greg Berlanti, Michael Green, Marc Guggenheim e Michael Goldenberg si presenta senz’altra pretesa che quella dell’intrattenimento spettacolare dove gli ormai più che rodati effetti digitali di ultima generazione sono funzionali alla storia. Infatti, il soggetto, scritto dagli stessi Berlanti, Green e Guggenheim - basato sui personaggi della DC Comics – non si rivela come spesso accade come una sorta di prologo alle future puntate ma come una storia con un inizio e una fine, anche quando nei titoli di coda si preannunci già una seconda. Certo il tutto è in tono leggero, anche quando sullo sfondo c’è il tema della paura necessaria quanto la volontà (e il coraggio) di superarla che, volente o nolente, rimanda alle grandi paure della società contemporanea americana in particolare (come non pensare al dopo 11 settembre), e universali (quale futuro ci aspetta).&lt;br /&gt;Per chi non conosce l’originale, ecco la premessa: nell’universo tanto vasto quanto misterioso, esiste da secoli una elite di forze&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-NkbcSGtaVHc/Tl1uNbh9SEI/AAAAAAAAAm8/GQm-u_oJp3I/s1600/LanternaVerde14.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 90px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-NkbcSGtaVHc/Tl1uNbh9SEI/AAAAAAAAAm8/GQm-u_oJp3I/s200/LanternaVerde14.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646790684800010306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; potenti. Viene chiamata il Corpo delle Lanterne Verdi. Il suo compito è proteggere la pace e la giustizia nel cosmo. I suoi membri sono guerrieri che hanno giurato di mantenere l’ordine inter-galattico. Ogni Lanterna Verde indossa un anello che gli dà l’abilità e il (super) potere di creare qualsiasi cosa che la sua mente possa immaginare. Quando, però, un vecchio nemico rimasto da tempo imprigionato, chiamato Parallax, minaccia di distruggere l’equilibrio nell’Universo, il suo destino e quello del mondo intero sono riposti nelle mani di una nuova recluta, il primo umano a essere stato scelto a far parte del Corpo. Il suo nome è Hal Jordan (Ryan Reynolds).&lt;br /&gt;Però Hal è un dotato e arrogante pilota – ritenuto da tutti un irresponsabile -, e le Lanterne Verdi non rispettano la razza umana in quanto non ha mai prima d’ora usato i poteri infiniti che l’anello può trasmettere. Hal possiede, però, un’arma che nessun membro del Corpo ha mai avuto, l’umanità. Se con la forza di volontà, la determinazione e il sostegno della sua co-pilota ed ex-fidanzata Carol Ferris (Blake Lively),  riuscirà velocemente a gestire i suoi nuovi poteri e a trovare il coraggio per superare tutte le sue paure, dimostrerà non solo di essere la chiave per sconfiggere Parallax… ma anche per salvare la Terra e tutta l’umanità dalla distruzione.  &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-HX0a_BxgLQo/Tl1t0h-b2RI/AAAAAAAAAm0/iK-fYQQCV2E/s1600/LanternaVerde5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-HX0a_BxgLQo/Tl1t0h-b2RI/AAAAAAAAAm0/iK-fYQQCV2E/s200/LanternaVerde5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646790257033337106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre ai protagonisti, recitano nel film Peter Sarsgaard (Hector Hammond), Mark Strong (Sinestro), Angela Bassett candidata all’Oscar (“Tina-What’s Love Got to Do with It”), nella parte del dottor Waller, e il vincitore dell’Oscar Tim Robbins (“Mystic River”) nel ruolo del senatore Hammond, Temuera Morrison (Abin Sur), Jay O. Sanders (Carl Ferris), Jon Tenney (Martin Jordan) e Taika Waititi (Tom Kalmaku). Prestano le loro voci ai personaggi non umanoidi, il vincitore del premio Oscar  Geoffrey Rush (“Shine”) a Tomar-Ro, e il candidato all’Oscar  Michael Clarke Duncan (“Il Miglio Verde”) a Kilowog.&lt;br /&gt;Il film è stato prodotto da Donald De Line e Greg Berlanti.  Herbert W. Gains e Andrew Haas sono i produttori esecutivi; mentre Geoff Johns e Lucienne Papon sono i coproduttori. &lt;br /&gt;Anche nel team dietro le quinte ci sono vari vincitori dell’ambita statuetta: il direttore della fotografia Dion Beebe (“Memorie di una Geisha”), lo scenografo Grant Major (“Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re”), e la costumista Ngila Dickson (per lo stesso film), e ancora, il montatore, nomination all’Oscar, collaboratore di vecchia data di Campbell, Stuart Baird (“Gorilla nella Nebbia”, “Superman”).&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-VNpjtd5Xk9Y/Tl1tXp3JcUI/AAAAAAAAAms/Dp6NcuaPTRo/s1600/LanternaVerde0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 142px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-VNpjtd5Xk9Y/Tl1tXp3JcUI/AAAAAAAAAms/Dp6NcuaPTRo/s200/LanternaVerde0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646789760934048066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Gli effetti visivi del film sono stati curati dai candidati all’Oscar Jim Berney (“Le Cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio”), Ken Huston (“Le avventure del Barone di Munchausen”) e Karen Goulekas (“Spider-Man”) e da John “DJ” DesJardin (“Watchmen”).  Le musiche sono state composte da un altro candidato all’ambito premio, James Newton Howard (“Defiance”).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-427457060986102663?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/427457060986102663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=427457060986102663' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/427457060986102663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/427457060986102663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/08/ecco-lanterna-verde-riuscito.html' title='Ecco &quot;Lanterna verde&quot;, riuscito intrattenimento nonostante i pregiudizi e le aspettative'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-_ocAq9XRVT0/Tl1uw6QNEPI/AAAAAAAAAnE/F5QubZRdBZc/s72-c/LanternaVerde1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-2205437935678483097</id><published>2011-08-26T10:38:00.000-07:00</published><updated>2011-08-28T11:48:15.850-07:00</updated><title type='text'>Un remake che non convince i fan dell'originale: "Fright Night - Il vampiro della porta accanto"</title><content type='html'>Un remake ‘carino’ ma non troppo soprattutto – pensiamo e costatiamo -, per chi ha visto e amato l’originale ben ancorato com’era negli anni Ottanta e in raro equilibrio tra horror – vero e ‘cattivo’ – ed (auto)ironica e graffiante commedia nera. Allora si rideva e un attimo dopo si tremava dalla paura, spaventati a morte senza preavviso. Questo era “Ammazzavampiri”. Stavolta nel rifacimento tutto è perfetto visivamente, con l’aggiunta del sempre più inutile 3D; gli attori sono giusti ed efficaci, l’ambientazione contemporanea (non più gli ’80, anche se sono rimasti alcuni fatti che oggi non hanno più senso), relativamente aggiornata.&lt;br /&gt;Però il mix dei due generi non ha contrasti, manca la vera tensione (che allora quando diventava insostenibile veniva stemperata dall’humour nero) e, &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-S6yCbG8PrfM/Tlp-7VQ7UoI/AAAAAAAAAmk/cbHCLnCRNaA/s1600/FrightNight2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 120px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-S6yCbG8PrfM/Tlp-7VQ7UoI/AAAAAAAAAmk/cbHCLnCRNaA/s200/FrightNight2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645964640647860866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;spesso, anche la suspense, tanto che il passaggio dallo scherzoso allo spaventevole non ha scatti inaspettati e le situazioni (a volte anche le battute) diventano prevedibili.&lt;br /&gt;Peccato perché si intuisce che i giovanissimi di oggi lo troveranno, forse, carino, appunto, perché non ci sono, o non possiedono, riferimenti doc oltre quello della saga di “Twilight” – che il film cita volentieri negativamente -, quindi per loro la resa e la fruizione saranno diverse.&lt;br /&gt;E se la ‘firma’ di Marti Noxon, già sceneggiatrice del serial “Buffy”, faceva ben sperare, resta un teen movie per ragazzi ancora più piccoli ai quali il divieto ai minori di 14 anni priva la visione. Lo era anche l’originale ma lì e allora la sensualità, l’erotismo e la violenza erano tutt’altro che accennate, anzi viste e ‘sentite’ dallo spettatore. Inoltre, lo splatter digitale odierno resta quindi molto ‘freddo’ e per niente da ‘brivido’, mentre la trasformazione in diretta ormai non sorprende né commuove nessuno finendo&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-7I-rBB8n5Co/Tlp-FzRkKmI/AAAAAAAAAmU/xY6cpMM0UQI/s1600/FrightNight9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 120px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-7I-rBB8n5Co/Tlp-FzRkKmI/AAAAAAAAAmU/xY6cpMM0UQI/s200/FrightNight9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645963720990665314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; per sprecare anche l’ottima qualità del risultato. Tanto da dover rendere omaggio al capostipite nella ‘trasformazione’ della ragazza.&lt;br /&gt;Infine i personaggi, i coprotagonisti in particolare (vedi l’amico nerd Ed che scompare e riappare nel sottofinale), non sono incisivi, mancano di sostanza e profondità. Dell’originale di Tom Holland resta poco, la struttura, diciamo il soggetto, ma sono pochi i particolari originali e trasgressivi rimasti del caro vecchio “Ammazzavampiri” (1985). E il regista Craig Gillespie, autore di “Lars e una ragazza tutta sua”, nonostante, come Farrell, si dichiari un fan dell’originale non riesce a ricostruire un’atmosfera veramente inquietante, ma a farne una corretta rielaborazione, quasi un compitino per ottenere appena la sufficienza da parte del pubblico meno esigente.&lt;br /&gt;“Poiché il tema dei vampiri è stato ampiamente esplorato sia a livello cinematografico che televisivo – afferma la Noxon -, il mistero e lo spaventoso fascino che da sempre circonda queste creature, è ormai in parte svanito. Oggi va di moda un genere di vampiro che ricorda la figura di un eroe romantico, ma noi abbiamo scelto di discostarsi da questo personaggio. Siamo rimasti fedeli allo spirito del film originale”. Siamo d’accordo anche noi. Però non bastano buoni propositi e buone intenzioni per far rinascere l’ambiguo e pessimistico romanticismo – anche masochista – del genere e dell’originale – diventato ormai un vero cult - che ben si adatta al mondo dell’adolescenza, dopo oltre un decennio di ‘normalizzazione’ di ambiente e personaggi.&lt;br /&gt;La storia segue le vicende di Charley Brewster (Anton Yelchin, da “Cuori in Atlantide” a “Mr. Beaver”), un ragazzo che frequenta l’ultimo anno di liceo e che non è più un isolato nerd: frequenta la comitiva più &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Di6vvZ3Lw70/Tlp94pTJWHI/AAAAAAAAAmM/LY4Xl9mlY0E/s1600/FrightNight1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Di6vvZ3Lw70/Tlp94pTJWHI/AAAAAAAAAmM/LY4Xl9mlY0E/s200/FrightNight1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645963494974642290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;popolare del quartiere ed esce con la ragazza più carina della scuola. In effetti si sente talmente sicuro di sé da arrivare persino a snobbare il suo migliore amico Ed (Christopher Mintz‐ Plasse), lui ancora solitario per forza. Ma questa situazione idilliaca è destinata a cambiare quando un giovane e atletico uomo di nome Jerry (Colin Farrell), si trasferisce nella casa accanto a quella in cui Charley vive con la sua famiglia. All’inizio Jerry sembra un tipo tanto simpatico quanto affascinante ma c’è qualcosa di strano in lui, anche se nessuno tranne l’amico Ed (nell’originale era lo stesso Charley a scoprirlo per primo) –, nemmeno la madre (Toni Collette) – sembra rendersene conto! Dopo aver osservato le sue enigmatiche attività, Charley giunge ad un’inevitabile conclusione: Jerry è veramente un vampiro e la sua preda è l’intero vicinato. Nell’impossibilità di convincere le persone che lo circondano, Charley cerca l’aiuto del popolare illusionista di Las Vegas Peter Vincent (l’inglese David Tennant), per riuscire ad affrontare la situazione e a liberarsi del ‘mostro’. Ma…&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-7O1sbtYrvgE/Tlp9eNQotQI/AAAAAAAAAmE/vIa3FuN99oE/s1600/FrightNight3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-7O1sbtYrvgE/Tlp9eNQotQI/AAAAAAAAAmE/vIa3FuN99oE/s200/FrightNight3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645963040771323138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un cameo impietoso per Chris Sarandon, vecchio fascinoso e inquietante protagonista, che viene subito ‘divorato’ dal suo erede Colin Farrell, in versione meno cattiva e persino meno ‘diabolicamente intelligente’ del precedente.&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-2205437935678483097?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/2205437935678483097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=2205437935678483097' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/2205437935678483097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/2205437935678483097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/08/un-remake-che-non-convince-i-fan.html' title='Un remake che non convince i fan dell&apos;originale: &quot;Fright Night - Il vampiro della porta accanto&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-S6yCbG8PrfM/Tlp-7VQ7UoI/AAAAAAAAAmk/cbHCLnCRNaA/s72-c/FrightNight2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-1409973389682113989</id><published>2011-08-06T07:15:00.000-07:00</published><updated>2011-08-06T08:07:00.343-07:00</updated><title type='text'>A ruota nelle sale italiane le due prime puntate del fenomeno "Diario di una schiappa"</title><content type='html'>Dopo la prima puntata, uscita nelle sale italiane la scorsa settimana, ecco la seconda diretta con sicuro mestiere da David Bowers. E’ ancora una commedia adolescenziale ‘diversa’ da tutte le &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-2IVDx9b-HSE/Tj1N3yDNNII/AAAAAAAAAls/4kQratghGOM/s1600/DiarioSchiappa2-6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 100px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-2IVDx9b-HSE/Tj1N3yDNNII/AAAAAAAAAls/4kQratghGOM/s200/DiarioSchiappa2-6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637747929261094018" /&gt;&lt;/a&gt;altre – né demenziale né volgare -, ispirata al romanzo dello scrittore americano Jeff Kinney, vivace cronaca delle (dis)avventure quotidiane di un simpatico antieroe di undici anni, personaggio nato on line nel 2006 e arrivato subito dopo nelle librerie di tutto il mondo, raggiungendo il record di 40 milioni di copie vendute solo in America. E pensare che Kinney all’inizio aveva proposto all’editore un romanzo destinato agli adulti. Invece ha conquistato gli adolescenti di (quasi) tutto il pianeta.&lt;br /&gt;E’ assodato che essere un ragazzo è un mestiere difficile, anzi complicato: nessuno lo sa meglio di Greg Heffley, che ha iniziato la scuola media (nel precedente film) e si era ritrovato in mezzo a compagni ben più alti di lui, ragazze improvvisamente mature, e compagni con cui è difficilissimo andare d'accordo.&lt;br /&gt;Però in questa nuova avventura – è già in preparazione una terza -, Greg (Zachary Gordon) inizia a frequentare la ‘seconda’ media. Ormai si è ambientato e le cose sembrano andare meglio,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-jcNVm0P6Wqk/Tj1Nimdi5gI/AAAAAAAAAlk/sTFBh9LrXro/s1600/DiarioSchiappa2-7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-jcNVm0P6Wqk/Tj1Nimdi5gI/AAAAAAAAAlk/sTFBh9LrXro/s200/DiarioSchiappa2-7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637747565373089282" /&gt;&lt;/a&gt; ma un nuovo guaio è rappresentato dal fratello maggiore Rodrick (Devon Bostick) – il sottotitolo americano è le regole di Rodrick, appunto - che fa di tutto per rovinargli l'esistenza, anche perché i genitori (Rachael Harris e Steve Zahn) lo costringono a ‘fare pace’, non sospettando nemmeno a quali umiliazioni lo sottoponga il fratellone. Ma il piccolo grande Greg non demorde, anzi si è messo in testa di diventare il ragazzo più popolare della scuola.&lt;br /&gt;Il successo del personaggio e del film - non solo negli States, come dicevamo - risiede soprattutto nel fatto che l'adolescenza, sotto l'apparente leggerezza del tocco, viene mostrata in modo abbastanza verosimile e realistico per cui i coetanei del protagonista riescono a identificarsi col protagonista, mentre gli adulti, anzi tutti quelli che hanno superato l’ambiguo e complicano periodo dell’esistenza, ricordano i vecchi tempi attraverso rapporti, legami e sentimenti lontani, ma comuni a tutti, e col sorriso a fior di labbra. Oppure si ritrovano nei panni dei genitori e hanno un’occasione per riflettere.&lt;br /&gt;Scritta  per lo schermo da Gabe Sachs e Jeff Judah, “Diary of a Wimpy Kid: Rodrick Rules” (Titolo originale) - distribuito da 20th Century Fox Italia&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Twvsgug1Etc/Tj1NBvFOjmI/AAAAAAAAAlc/3NqwIgWJaDs/s1600/DiarioSchiappa2-5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 142px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Twvsgug1Etc/Tj1NBvFOjmI/AAAAAAAAAlc/3NqwIgWJaDs/s200/DiarioSchiappa2-5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637747000751328866" /&gt;&lt;/a&gt; - infatti è adatto ad un pubblico ‘familiare’, e non a caso è stata presentato in anteprima nell’ambito della, recente, quarta edizione del Fiuggi Family Festival.&lt;br /&gt;Nel nutrito cast anche Robert Capron (Rowley, l’amico ‘ciccione’), Peyton List (Holly, la ragazza di cui si è invaghito), Karan Brag (il compagno indiano pettegolo), Laine McNeil (Patty), Terence Kelly (il nonno) e i gemellini Connor e Owen Fielding (nel ruolo del fratellino Manny). &lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-1409973389682113989?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/1409973389682113989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=1409973389682113989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1409973389682113989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/1409973389682113989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/08/ruota-nelle-sale-italiane-le-due-prime.html' title='A ruota nelle sale italiane le due prime puntate del fenomeno &quot;Diario di una schiappa&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-2IVDx9b-HSE/Tj1N3yDNNII/AAAAAAAAAls/4kQratghGOM/s72-c/DiarioSchiappa2-6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-5371011363323517194</id><published>2011-06-22T15:47:00.000-07:00</published><updated>2011-07-15T15:54:25.792-07:00</updated><title type='text'>Robert Redford indaga sui mali dell'America di ieri e di oggi in "The Conspirator"</title><content type='html'>Da attore, regista ma anche da uomo sempre impegnato Robert Redford continua la sua ricerca-esposizione dei mali dell’America sia nel presente che nel passato. E questo film, che fa parte di una sorta di analisi storica su vizi e virtù del nuovo grande paese, dalla sua nascita ai giorni nostri,&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bh1Q6smJAnY/TiDE6GpOAcI/AAAAAAAAAk8/9sMNbpf3Pf8/s1600/TheConspirator1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-bh1Q6smJAnY/TiDE6GpOAcI/AAAAAAAAAk8/9sMNbpf3Pf8/s200/TheConspirator1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629716036708073922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; lo conferma ancora una volta.&lt;br /&gt;Partendo da un fatto storico di tragica importanza Redford regista riflette su giustizia e vendetta, sul nazionalismo che diventa fanatismo, sulle maggioranze che si impongono brutalmente alle minoranze, su intolleranza e pacifismo, su dubbio e sospetto, su innocenza e colpevolezza. Temi sempre attuali ed universali. E soprattutto su come sempre si trovi un capro espiatorio per una ‘punizione esemplare’. Non a caso la vicenda ci riporta in mente il dopo 11 settembre.&lt;br /&gt;Infatti, in questo primo film prodotto dall’American Film Company – società che si prefigge d’indagare su aspetti poco conosciuti della storia statunitense -, l’autore analizza la reazione della ‘nazione’ all’assassinio di Lincoln, le tragiche conseguenze di quello che fu, allora, l’omicidio più sconvolgente della storia americana. Come lo sarà oltre un secolo dopo quello di JF Kennedy.&lt;br /&gt;“Il film parla di come si cercasse di impedire l’aggravamento della polarizzazione politica di allora – afferma il regista -, il paese era profondamente diviso, non solo fra Nord e Sud, ma anche all’interno del governo, tra chi voleva imporre punizioni e restrizioni al Sud sconfitto che avrebbero provocato sofferenze e risentimento tra i Confederati e chi,&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-F2055yqfOh0/TiDEUsRAlvI/AAAAAAAAAk0/74SYC4kaJlY/s1600/TheConspirator5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-F2055yqfOh0/TiDEUsRAlvI/AAAAAAAAAk0/74SYC4kaJlY/s200/TheConspirator5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629715393972049650" /&gt;&lt;/a&gt; come Lincoln, sosteneva una ricostruzione più moderata e conciliante”.&lt;br /&gt;La storia: dopo l’omicidio di Abramo Lincoln, sette uomini e una donna vengono arrestati con l’accusa di aver cospirato per uccidere il Presidente, il Vice presidente e il Segretario di Stato. La donna accusata, Mary Surratt (un’intensa e irriconoscibile Robin Wright, ex Penn) è la proprietaria della pensione dove l’attore John Wilkes Booth (Toby Kebbell) e gli altri si riunivano per pianificare la congiura. Nell’inquieta Washington nel periodo che segue la Guerra Civile, il ventottenne Fredrick Aiken (un sempre efficace James McAvoy, da “Espiazione” a “X-Men: l’inizio”), valoroso soldato ora avvocato, accetta – pur controvoglia – di difendere la vedova davanti a un tribunale militare.&lt;br /&gt;Durante lo sbrigativo processo Aiken si convince sempre più dell’innocenza della sua cliente, ed inizia a pensare che sia stata usata, appunto, come capro espiatorio al fine di catturare l’unico cospiratore scampato all’arresto, suo figlio John (Johnny Simmons). Mentre tutti e tutto è contro di lei, Mary è costretta ad affidarsi ad Aiken per scoprire la verità ed avere salva la vita, però non a costo di quella del figlio. Ma se la verità non è mai soltanto una, la ragione di Stato farà comunque della Surratt la prima donna condannata a morte della democratica e giovanissima nazione. Mentre Aiken abbandonerà la carriera di avvocato per diventare uno dei più attivi giornalisti del “Washington Post”.&lt;br /&gt;Sceneggiato da James D. Solomon, “The Conspirator” è un coinvolgente ed emozionante dramma processuale, fra thriller e action movie, che si avvale delle prestazioni di due grandi attori come Kevin Kline, nel ruolo di Edwin M. Stanton, e di Tom Wilkinson in quello di Reverdy Johnson. Ma del cast fanno parte anche Evan&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-YXHF9nZJtkU/TiDEFKFXpUI/AAAAAAAAAks/wiHoJb7efeM/s1600/TheConspirator7.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-YXHF9nZJtkU/TiDEFKFXpUI/AAAAAAAAAks/wiHoJb7efeM/s200/TheConspirator7.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629715127098385730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Rachel Wood (Anna Surratt, la figlia), Danny Huston (Joseph Holt), Justin Long (Nicholas Baker), Colm Meany (generale David Hunter) e Stephen Root (John Lloyd).&lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-5371011363323517194?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/5371011363323517194/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=5371011363323517194' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5371011363323517194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5371011363323517194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/06/robert-redford-indaga-sui-mali.html' title='Robert Redford indaga sui mali dell&apos;America di ieri e di oggi in &quot;The Conspirator&quot;'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-bh1Q6smJAnY/TiDE6GpOAcI/AAAAAAAAAk8/9sMNbpf3Pf8/s72-c/TheConspirator1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-5542802455201263888</id><published>2011-06-17T12:45:00.000-07:00</published><updated>2011-08-01T13:01:25.026-07:00</updated><title type='text'>Un'isola per non dimenticare gli anni della tortura nel Cile di Pinochet</title><content type='html'>Il film che segna il ritorno del maestro del cinema latinoamericano Miguel Littin – presentato oltre due anni fa al Festival Internazionale del Film di Roma - che qui e ora  racconta una storia vera, da non dimenticare, e dedicata soprattutto ai giovani di oggi, quelli che hanno riempito i cinema cileni alla sua uscita e che non hanno vissuto in prima persona i terribili momenti del golpe e gli anni della dittatura del generale Augusto Pinochet, che il regista – volontariamente – non ha voluto nemmeno nominare una volta &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-PGQmnPA5ihE/TjcFz-XghXI/AAAAAAAAAlU/we7vzLBidlY/s1600/DawsonLoc.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 143px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-PGQmnPA5ihE/TjcFz-XghXI/AAAAAAAAAlU/we7vzLBidlY/s200/DawsonLoc.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5635979849150530930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;nel suo film.&lt;br /&gt;Un colpo di stato militare – appoggiato non solo moralmente dagli Stati Uniti - che soffocò il primo ‘esperimento’ di governo socialista democratico eletto e sostenuto dal popolo in America Latina. Ispirato al libro autobiografico di Sergio Bitar, allora Ministro delle miniere per Salvador Allende, che quella orribile esperienza l’ha vissuta sulla propria pelle, “Dawson, Isla 10” (titolo originale) ricostruisce la prigionia su un’isola dimenticata dal mondo, all’imboccatura dello stretto di Magellano, flagellata dal freddo polare.&lt;br /&gt;“E’ un caso esemplare in cui la tortura – afferma l’autore -, oltre che fisica, diventa soprattutto intellettuale e psicologica. E l’obiettivo centrale dell'oppressore è quello di cancellare l'identità e perfino la nazionalità, distruggere la volontà, estirpare ogni segno di appartenenza e capacità di ragionare. Ma se l'oppresso sviluppa la capacità di resistere e mantenere intatta la propria dignità, come accadde per i ‘prisioneros’ di Dawson, i ruoli si ribaltano e l'oppresso inizia a esercitare la sua superiorità intellettuale sull'oppressore, che&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-2TH79rx8YQ4/TjcFiSD2hFI/AAAAAAAAAlM/pPCGs_XvmuI/s1600/Dawson4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 128px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-2TH79rx8YQ4/TjcFiSD2hFI/AAAAAAAAAlM/pPCGs_XvmuI/s200/Dawson4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5635979545199150162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; può solo contare sulla forza (bruta ndr.). Così gli uomini dell’isola riuscirono a ricostruirsi uno spazio democratico. Utilizzando il loro stato di prigionieri di guerra, organizzarono corsi secondo le rispettive professioni precedentemente esercitate. Si può addirittura parlare di una 'Repubblica di Dawson' tenendo conto però che fu una conquista dei prigionieri e mai concessione degli aguzzini. Che non sapevano come comportarsi. Per questa ragione applicarono la Convenzione di Ginevra riservata ai ‘prigionieri di guerra di una nazione straniera’”.&lt;br /&gt;Un dramma carcerario senza altre sbarre che quelle della tortura psicologica per nulla retorico né angosciante, avvincente e lucido che dovrebbe almeno incuriosire i giovani spettatori anche da noi, visto che si fa presto a dimenticare e, come si diceva allora e sempre, a fare di tutt’erba un fascio.&lt;br /&gt;E bisogna ricordare che la dittatura di Pinochet diede il via ai ‘golpes’ militari a catena in tutto il Sudamerica (Uruguay, Argentina&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-D8M925YevN4/TjcFJw120PI/AAAAAAAAAlE/S3ungSRkG0k/s1600/Dawson1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 128px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-D8M925YevN4/TjcFJw120PI/AAAAAAAAAlE/S3ungSRkG0k/s200/Dawson1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5635979123965219058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; e pian piano fino all’America Centrale), i più feroci e spietati della storia sudamericana, e dell’intero Novecento.&lt;br /&gt;4 (su 5 stelle) - José de Arcangelo&lt;br /&gt;Nelle sale dal 17 giugno distribuito da Nomad Film Distribution&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-5542802455201263888?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/5542802455201263888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=5542802455201263888' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5542802455201263888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5542802455201263888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/06/unisola-per-non-dimenticare-gli-anni.html' title='Un&apos;isola per non dimenticare gli anni della tortura nel Cile di Pinochet'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-PGQmnPA5ihE/TjcFz-XghXI/AAAAAAAAAlU/we7vzLBidlY/s72-c/DawsonLoc.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-6216960891270582512</id><published>2011-06-17T11:05:00.000-07:00</published><updated>2011-06-17T15:09:15.732-07:00</updated><title type='text'>I fratelli Farrelly, anche in "Libera Uscita", deludono ancora</title><content type='html'>Anche con la nuova commedia i fratelli Farrelly deludono, anche quando qualche risata la strappano e nonostante la nuova coppia Owen Wilson-Jason Sudeikis sia affiata ed efficace al punto giusto. Il fatto è che stavolta i trasgressivi fratelli registi tentano la strada della &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-DN-9WTx1gT8/TfuYTasK0PI/AAAAAAAAAjk/B_m3NirXLRk/s1600/LiberaUscita1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 215px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-DN-9WTx1gT8/TfuYTasK0PI/AAAAAAAAAjk/B_m3NirXLRk/s320/LiberaUscita1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5619252419424342258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;commedia sentimental-romantica a cui la loro comicità volutamente volgare e scurrile mal si adatta. Anche perché sono (e siamo) ben lontani dai tempi di “Tutti pazzi per Mary”, capostipite del filone, e vero prototipo dello stile demenzial-volgare che ha fatto scuola negli ultimi anni a Hollywood. Allora certe situazioni ed effetti portati all’esasperazione risultavano divertenty, qui spesso disgustano o sono colpi a salve. Però se anche la cosiddetta “commediaccia” all’italiana anni Settanta è stata rivalutata… Chi si accontenta gode, anche al cinema.&lt;br /&gt;Rick (Wilson) e Fred (Sudeikis) sono grandi amici, entrambi sposati da parecchio tempo. Amano le loro mogli, ma come molti altri uomini, non riescono a evitare di esaminare sfacciatamente tutte le donne che incontrano. Stanche di questo atteggiamento, le loro mogli Maggie (Jenna Fischer) e Grace (Christina Applegate) si decidono di passare ad&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-3rQBw2VBbFU/TfuYCytFiqI/AAAAAAAAAjc/sI-KAb_b1Cw/s1600/LiberaUscita6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-3rQBw2VBbFU/TfuYCytFiqI/AAAAAAAAAjc/sI-KAb_b1Cw/s320/LiberaUscita6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5619252133812865698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; una soluzione estrema per cercare di rivitalizzare il loro matrimonio, garantendo ai mariti una settimana di libertà per fare tutto quello che vogliono, niente domande. Sette giorni per vedere esattamente cosa pensano di aver perduto… o smetterla una volta per tutte di guardare le altre donne. All’inizio Rick e Fred pensano che sia stia avverando un sogno, ma ben presto scoprono che le loro aspettative di una vita da single sono comicamente fuori dalla realtà. Mentre l’Hall Pass (titolo originale) si rivelerà occasione di conquista per le rispettive mogli.&lt;br /&gt;A “Libera Uscita”, prodotto oltre che diretto da Peter Farrelly &amp; Bobby Farrelly, da una sceneggiatura di Pete Jones &amp; Kevin Barnett e degli stessi fratelli e da un soggetto di Jones, hanno collaborato i fedeli produttori Bradley Thomas e Charles B. Wessler e il produttore esecutivo Marc S. Fischer (“Tutti pazzi per Mary” e “Amore a prima svista”). Altri produttori esecutivi &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-LOTCVwT5GAQ/TfuXzfuNn6I/AAAAAAAAAjU/7r3zGgUTsfg/s1600/LiberaUscita10.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-LOTCVwT5GAQ/TfuXzfuNn6I/AAAAAAAAAjU/7r3zGgUTsfg/s320/LiberaUscita10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5619251871019278242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;sono Toby Emmerich, Richard Brener e Merideth Finn, con i coproduttori Mark Charpentier e John Rickard. La fotografia è firmata Matthew F. Leonetti, mentre le scenografie Arlan Jay Vetter, il montaggio Sam Seig e i costumi Denise Wingate. Supervisori delle musiche Tom Wolfe e Manish Raval.  &lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-6216960891270582512?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/6216960891270582512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=6216960891270582512' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/6216960891270582512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/6216960891270582512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/06/i-fratelli-farrelli-anche-in-libera.html' title='I fratelli Farrelly, anche in &quot;Libera Uscita&quot;, deludono ancora'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-DN-9WTx1gT8/TfuYTasK0PI/AAAAAAAAAjk/B_m3NirXLRk/s72-c/LiberaUscita1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-5180388617974720</id><published>2011-06-17T08:41:00.000-07:00</published><updated>2011-08-06T07:58:39.441-07:00</updated><title type='text'>L'orribile odissea della "Venere nera" nella civiltà (bianca) occidentale</title><content type='html'>Scioccante e lucido dramma sullo sfruttamento esasperato, l’opera di Abdellatif Kechiche – presentata in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2010 - dove il regista era stato premiato qualche anno fa –, che ricostruisce la storia (vera) di &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-odbvqAhEMSw/Tj1WjxuIpfI/AAAAAAAAAl8/d4hQ5xmoKnU/s1600/Venerenera9.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-odbvqAhEMSw/Tj1WjxuIpfI/AAAAAAAAAl8/d4hQ5xmoKnU/s200/Venerenera9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637757481179981298" /&gt;&lt;/a&gt;una donna africana, diventata fenomeno da baraccone e vittima di ogni sorta di umiliazioni/torture fisiche e psicologiche, nella ‘civiltà bianca’.&lt;br /&gt;Un film che fa ‘vedere’ e ‘sentire’ allo spettatore non solo le umiliazioni e le sevizie della martire sudafricana (il suo calco e i suoi resti sono stati restituiti al Sudafrica nel 2002 e ne vediamo le immagini sui titoli di coda), ma anche – a disagio - i sensi di colpa della civiltà occidentale verso il diverso, ieri come oggi e sempre. Sarà proprio per questo che parte del pubblico (e della critica) lo rifiuta, visto che il regista franco-tunisino illustra questa storia di duecento anni fa senza filtri né retorica, senza giudicare o prendere posizione. E’ lo schermo ad esprimere tutto l’orrore subito da una donna intelligente esibita come fenomeno da baraccone e repressa, anzi costretta a recitare la parte della selvaggia. E Saartjie ha lo sguardo dell’attrice afrocubana Yahina Torres che proprio con gli occhi e le espressioni del volto esprime tutto il suo disagio, la sua solitudine, la sua paura, il suo orrore. Perché “Venere nera” non è nemmeno un dramma psicologico ma il lungo racconto (rispetto alla copia presentata a Venezia il regista ha tolto 9 minuti nella versione internazionale, riducendola a 2 h e mezza). E, naturalmente, essendo il cinema un&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-aSZwSC_d4L4/Tj1WOCNjuWI/AAAAAAAAAl0/hi-Zejkihus/s1600/Venerenera12.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 112px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-aSZwSC_d4L4/Tj1WOCNjuWI/AAAAAAAAAl0/hi-Zejkihus/s200/Venerenera12.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637757107649624418" /&gt;&lt;/a&gt; fenomeno voyeuristico il film finisce per esaltare ‘la visione rubata’ del suo corpo.&lt;br /&gt;Parigi, 1817, Accademia Reale di Medicina. “Non ho mai visto testa umana più simile a quella di una scimmia”. Di fronte al calco del corpo di Saartjie Baartman, l’anatomista Georges Cuvier (l’ottimo François Marthouret) è categorico. Un parterre di illustri colleghi applaude la dimostrazione. Sette anni prima, Saartjie (poi Sara) lasciava l’Africa del Sud con il suo padrone, Hendrick Caezar (il bravo André Jacobs), per andare ad offrire il suo corpo in pasto al pubblico londinese delle fiere e degli zoo umani. Da lì finirà a Parigi guidata da Réaux (Olivier Gourmet, l’attore preferito dai fratelli Dardenne), nei salotti della nuova borghesia, perversa e famelica di piaceri. Donna libera e schiava al tempo stesso, la “Venere ottentotta” era l’icona dei bassifondi, sacrificata al miraggio di un’ascesa dorata...&lt;br /&gt;“Sartjie è un personaggio misterioso – dichiara l’autore dell’inimitabile e pluripremiato “Cous Cous” -, perciò mi ha subito conquistato. Per raccontarla non ho seguito un approccio psicologico, l'immagine da sola rivela molte più sfumature della natura umana. E’ stata una donna violentata da tutti: guardandola la gente vedeva solo la sua caricatura. E’ vero che gli uomini hanno sempre oppresso molto le donne, ma una donna nera dal corpo ‘diverso’ riassume in sé ogni tipo di oppressione”.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-BYBrrdkR4Cs/TgtLBGLQTEI/AAAAAAAAAkU/d33oorRGUtI/s1600/Venerenera4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 112px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-BYBrrdkR4Cs/TgtLBGLQTEI/AAAAAAAAAkU/d33oorRGUtI/s200/Venerenera4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623671041911966786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre il razzismo, la pellicola affronta un altro tipo di sfruttamento, forse più orrendo, quello scientifico: “Un orrore assoluto – dice Kechiche. Non si può, col pretesto della ricerca, perdere così la propria umanità". &lt;br /&gt;José de Arcangelo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4527207946948128137-5180388617974720?l=dearcacinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://dearcacinema.blogspot.com/feeds/5180388617974720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4527207946948128137&amp;postID=5180388617974720' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5180388617974720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4527207946948128137/posts/default/5180388617974720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://dearcacinema.blogspot.com/2011/06/lorribile-odissea-della-venere-nera.html' title='L&apos;orribile odissea della &quot;Venere nera&quot; nella civiltà (bianca) occidentale'/><author><name>dearcacinema</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11149924401501977123</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_ynZWr02DAE8/SdX0oIWcheI/AAAAAAAAAH0/By8a4fDP600/S220/jose%27%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-odbvqAhEMSw/Tj1WjxuIpfI/AAAAAAAAAl8/d4hQ5xmoKnU/s72-c/Venerenera9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4527207946948128137.post-6435676286698365396</id><published>2011-06-15T06:18:00.001-07:00</published><updated>2011-06-16T08:03:08.342-07:00</updated><title type='text'>Torna il supereroe Nicolas Cage in uno scorrevole mix di fantasy, storia, leggenda e horror: "L'ultimo dei templari"</title><content type='html'>Nicolas Cage torna nei panni del supereroe dal cuore d’oro e in viaggio nel tempo – da “Il mistero dei templari”, a cui allude il titolo italiano, a “Ghost Rider” e oltre - in un’avventura, scritta da Bragi Schut Jr., che è un mix di storia e fantasy, leggenda e horror gotico, caccia alle streghe ed esorcismo. Una miscela esplosiva che è anche un divertente passatempo per chi ama il cinema di genere senza altra pretesa che l’intrattenimento, scorrevole e nemmeno lungo (94’), fatto eccezionale&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-fpq_A8xysM4/TfoaqgOGcfI/AAAAAAAAAjM/MfDEtL9uLeI/s1600/Ultimotemplari6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-fpq_A8xysM4/TfoaqgOGcfI/AAAAAAAAAjM/MfDEtL9uLeI/s320/Ultimotemplari6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618832802604020210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; per questo tipo di produzioni.&lt;br /&gt;Sarà perché Dominic Sena (da “Kalifornia” a “Codice: Swordfish”) conosce bene i tempi giusti e i particolari adatti al film d’azione ma lo spettacolo funziona e fila veloce coinvolgendo anche lo spettatore in un viaggio – non privo di indizi e colpi di scena - in un medioevo reinventato che prende spunto da fatti storici veri per sviare subito sulla fantasia. Oppure perché gli effetti speciali digitali ci sono ma non diventano mai eccessivi – concentrati nel convenzionale finale - e, almeno per una volta, produttore e regista hanno evitato il 3D, ormai diventato pressoché indispensabile, anche quando non è nemmeno in funzione della storia.&lt;br /&gt;Prologo: gli anni della crudele guerra combattuta nel nome di Dio – le crociate - hanno strappato via da Behmen (Nicolas Cage) ogni sua propensione allo spargimento di sangue e la sua lealtà alla Chiesa. Con la speranza di un tranquillo futuro a riposo e i sensi di colpa per la strage di donne e bambini, Behmen e il suo compagno in armi Felson (il Ron Perlman di “Hellboy”) sono invece sconvolti nel trovare la loro terra d’origine abbandonata, ignari del fatto che l’Europa è stata decimata dalla Peste Nera.&lt;br /&gt;Alla ricerca di cibo e rifornimenti a Marburg, i due cavalieri vengono arrestati e portati dal Cardinale D’Ambroise (un’irriconoscibile Christopher Lee in ruolo cameo) per dare una spiegazione del &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-u4EZo2Gb4yM/TfoabWAXiqI/AAAAAAAAAjE/Cua3MxXLBPo/s1600/Ultimotemplari16.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-u4EZo2Gb4yM/TfoabWAXiqI/AAAAAAAAAjE/Cua3MxXLBPo/s320/Ultimotemplari16.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618832542164028066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;loro non previsto ritorno dall’Oriente. Il cardinale morente minaccia di farli accusare di diserzione, a meno che non accettino una pericolosa missione. La loro unica occasione di redenzione per i due è accompagnare una ragazza (Claire Foy, premiata alla tivù inglese, al suo esordio sul grande schermo) - accusata di essere una delle streghe portatrici della Peste -, in una lontana abbazia dove sarà celebrato il processo. I brutali maltrattamenti di cui è vittima la giovane in prigione e la sua impotenza di fronte alle accuse dei giudici inquisitori commuovono Behmen. Convinto che ella sia solo un capro espiatorio e col timore che subisca una condanna senza un giusto processo, consente a scortarla in questo viaggio zeppo di pericoli e tormentato dal dubbio.&lt;br /&gt;Oltre al suo fidato compagno Felson, lo accompagnano Hagamar, un viaggiatore imbroglione che conosce la strada giusta (Stephen Graham, da “Nemico pubblico” di Michael Mann, al recente “London &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-uWHfFSuTMXc/TfoaAs1-AJI/AAAAAAAAAi8/nii_D6ZMA1w/s1600/Ultimotemplari2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-uWHfFSuTMXc/TfoaAs1-AJI/AAAAAAAAAi8/nii_D6ZMA1w/s320/Ultimotemplari2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618832084437958802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Boulevard”); Kay, un giovane ambizioso ed entusiasta che aspira al cavalierato (il Robert Sheehan del successo televisivo “Misfits”); il cavaliere Eckhart, amareggiato perché la peste gli ha decimato la famiglia (il danese Ulrich Thomsen di “Festen” e “L’eredità”) e padre Debelzaq, un prete ingenuo e semplice (Stephen Campbell Moore, da “Le seduttrice” a “The Bank Job – La rapina perfetta”). &lt;br /&gt;Quindi "Season of the Witch - La stagione della strega" (titolo originale più adatto) è un discreto spettacolo per chi vuole passare un’ora e mezza senza pensieri, fra violenza e avventura puramente inventate.  Fiction e nient’altro, anche perché la realtà è un altro cosa. La fotografia è firmata Amir Mokri (da “Fast &amp; Furious” a “Transformers 3”), il montaggio da Mark Helfrich &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-PYFRZZCFtHQ/TfoZkresoHI/AAAAAAAA
