martedì 30 aprile 2019

Un malinconico addio degli "Avengers: Endgame" fra azione e sentimenti, fragilità e forza, coraggio e amicizia

Ha sbancato in tutti i botteghini del mondo, nei primi giorni d’uscita, “Avengers: Endgame”, il 22° e più atteso film in assoluto nella storia dell’Universo Cinematografico Marvel, ovvero il gran finale dopo gli eventi catastrofici raccontati nel lungometraggio record di incassi nel 2018 “Avengers: Infinity War”. Infatti, la franchise degli Avengers ha vissuto un fantastico viaggio cinematografico senza precedenti, attraversando diverse galassie nel corso degli 11 anni di esistenza dell’Universo Cinematografico Marvel. Ora “Avengers: Endgame” porta sul grande schermo il conflitto finale più letale e rischioso di tutti i tempi, in cui gli Avengers si contrappongono all’antagonista più potente e letale dell’universo, il perfido e letale Thanos.
Ambientato dopo la schiacciante sconfitta da parte di Thanos, che dopo aver collezionato le sei Gemme dell’Infinito aveva imposto la sua contorta volontà su tutto il genere umano, sterminando metà della popolazione del mondo, tra cui diversi Avengers. In seguito a questa distruzione, i supereroi rimasti si trovano ad affrontare la sfida più grande della loro vita: risollevarsi e trovare un modo per sconfiggere il male (Thanos) una volta per tutte e salvare il mondo per l’ultima volta.
E stavolta più che mai, i nostri (super)eroi si presentano prima di tutto umani, con sentimenti e fragilità, tra forza e solidarietà, coraggio e dolore. Ovviamente, come di consueto, non mancano azione ed effetti speciali, ma sempre al servizio della storia e concentrati nel gran finale, facendo partecipe lo spettatore di un malinconico e amaro addio. Ma sarà vero? Insieme, probabilmente, non li vedremo più, ma i ‘sopravvissuti’ (ri)tornano sempre. Al male non c’è mai fine e il (nostro) mondo ha sempre bisogno di essere salvato.
“Avengers: Endgame offre sempre lo stellare cast collettivo: Robert Downey Jr. nel ruolo di Iron Man, Chris Evans in quello di Captain America, Mark Ruffalo nel ruolo di Bruce Banner alias Hulk, Chris Hemsworth nella parte di Thor, Scarlett Johansson nelle vesti di Vedova Nera, Jeremy Renner nel ruolo di Occhio di Falco, Brie Larson nella parte di Captain Marvel (lei la rivedremo nel suo secondo film tutto suo), Paul Rudd, ancora Ant-Man, Don Cheadle in quello di War Machine, Karen Gillan (Nebula), Danai Gurira (Okoye), Benedict Cumberbatch (Dr. Strange), Chadwick Boseman (Black Panther), Tom Holland (Spider-Man), Zoe Saldana (Gamora), Evangeline Lilly (The Wasp), Chris Pratt (Peter Quill / StarLord) e tanti altri come Robert Redford, Renée Russo, Linda Cardellini e William Hurt, in ruoli cameo. Josh Brolin interpreta ancora una volta il famigerato antagonista, Thanos.
Il film vede inoltre il ritorno di Gwyneth Paltrow nel ruolo di Pepper Potts, Jon Favreau in quello di Happy Hogan, Benedict Wong (Wong) e Tessa Thompson nel ruolo di Valchiria. Il film è diretto dai registi vincitori dell’Emmy Award Anthony e Joe Russo – che hanno firmato la precedente avventura e al loro quarto film Marvel - a partire da una sceneggiatura originale di Christopher Markus e Stephen McFeely. Kevin Feige è il produttore del film, mentre Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Michael Grillo, Trinh Tran, Jon Favreau, James Gunn e Stan Lee sono i produttori esecutivi.
La squadra creativa dei fratelli Russo, fedele agli studi Marvel, comprende inoltre il direttore della fotografia Trent Opaloch (“Avengers: Infinity War”, “Captain America: Civil War”), lo scenografo Charles Wood (“Avengers: Infinity War”, “Matrix”), i montatori Jeffrey Ford, (“Avengers: Infinity War”, “Captain America: Civil War”) e Matthew Schmidt (“Avengers: Infinity War”, “Captain America: The Winter Soldier”), la costumista candidata a tre premi Oscar Judianna Makovsky (“Avengers: Infinity War”, “Captain America: Civil War”), il visual effects supervisor nomination all’Oscar Dan DeLeeuw (“Avengers: Infinity War”, “Captain America: Civil War”), lo special effects supervisor candidato all’Oscar Dan Sudick (“Avengers: Infinity War”, “Black Panther”) e la stunt coordinator Monique Ganderton (“Avengers: Infinity War”, “Atomica Bionda”). Basato sulla serie di fumetti Marvel pubblicata per la prima volta nel 1963, “Avengers: Endgame” è il proseguimento delle epiche avventure cinematografiche raccontate nei numerosi precedenti film. José de Arcangelo
(3 ½ stelle su 5) Nelle sale italiane dal 24 aprile 2019 distribuito da Walt Disney Studios Italy

giovedì 18 aprile 2019

"La Llorona. La donna che piange" di Michael Chaves, un horror che non fa piangere di paura

“La Llorona. La donna che piange”, di Michael Chaves, si ispira ad una leggenda messicana che si è sparsa in altri paesi dell’America latina, soprattutto nel Centramerica. Una variazione del celeberrimo uomo nero nostrano, oppure dell’uomo del sacco, chiamato in causa in Argentina per spaventare i bambini disubbidienti.
Un’apparizione terrificante, intrappolata tra Paradiso e Inferno, quella di una donna segnata da un terribile destino (tradita e angosciata, presa da un raptus di rabbia e gelosia ha annegato i propri figli per poi gettarsi nello stesso fiume, disperata e piangente) che si è creata con le sue stesse mani. Il solo sentir menzionare il suo nome ha terrorizzato il mondo in cui è nata per generazioni.
Ora le sue lacrime sono eterne e letali, e coloro che sentono di notte il suo richiamo mortale sono condannati, in primis i bambini. ‘La Llorona’ si insinua nell’ombra e va a caccia di bimbi, nel disperato tentativo di sostituirli ai suoi. Ma il destino non può che essere letale. Infatti, con il passare dei secoli il suo desiderio è diventato sempre più vorace i suoi metodi sempre più terrificanti. La sua storia viene accennata nel prologo del film.
Nel 1973 a Los Angeles, ‘La Llorona’ si aggira nella notte alla ricerca di bambini. Un’assistente sociale (Linda Cardellini, vista recentemente in “Green Book” nel ruolo della moglie) non prende sul serio l’inquietante avvertimento di una madre sospettata di aver compiuto violenze sui figli, e presto sarà proprio lei, insieme ai suoi bambini, ad essere risucchiata in uno spaventoso regno soprannaturale.
L’unica speranza di sopravvivere all’ira mortale della ‘Llorona’ potrebbe essere un prete disilluso e la mistica che pratica per scacciare il male (sulla scia dell’Esorvista), dove la paura e la fede si incontrano. Attenzione al suo gemito agghiacciante… non si fermerà davanti a niente pur di attirarti nel buio. Perché non c’è pace per la sua angoscia, non c’è misericordia per la sua anima. E non si può sfuggire alla maledizione della ‘Llorona’.
“La llorona” il film di Chaves - già vincitore del Shriekfest’s Best Super Short Film nel 2016 per “The Maiden”, al suo esordio nella regia - però si rivela un discreto horror, convenzionale, che non offre molta suspense né brividi, nonostante la buona resa tecnica degli effetti speciali digitali. I patiti del genere, infatti, resteranno delusi. Questa leggenda messicana senza tempo, comunque, prende vita (dopo qualche ‘apparizione’ televisiva) nel film di New Line Cinema “La Llorona - Le lacrime del male”, prodotto da Emile Gladstone, Gary Dauberman (“IT” e la serie “Annabelle”, citata nella pellicola) e James Wan (l’universo di “The Conjuring”).
Nel cast Cardellini (“Bloodline” di Netflix, “Avengers: Age of Ultron”); Raymond Cruz (“Major Crimes” per la tv); Patricia Velasquez (“The L Word” per la tv, i film della serie “La Mummia”); e Marisol Ramirez (“NCIS: Los Angeles” in tivù); Sean Patrick Thomas (i film della serie “Barbershop”, “Halloween: Resurrection”), Jaynee-Lynne Kinchen (“Selfless”) e l’esordiente Roman Christou. Chaves dirige il film da una sceneggiatura di Mikki Daughtry & Tobias Iaconis. Nel team dietro le quinte, il direttore della fotografia Michael Burgess, la scenografa Melanie Jones, il montatore Peter Gvozdas e la costumista Megan Spatz. Le musiche sono di Joseph Bishara (le saghe “Annabelle” e “Conjuring”). New Line Cinema presenta An Atomic Monster/Emile Gladstone Production. José de Arcangelo
(2 stelle su 5) Nelle sale italiane dal 17 aprile 2019 distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia

sabato 6 aprile 2019

Un rocambolesco mix di generi - dalla commedia al noir, dal thriller al cinema nel cinema: "DolceRoma" di Fabio Resinaro, prodotto e interpretato da Luca Barbareschi

Suggestivo e intrigante, ambizioso ed eccessivo, delirante e inconsueto, satirico e grottesco sono tutti aggettivi che ben si adattano al nuovo film di Fabio Resinaro, reduce - con Fabio Guaglione - del successo dell’acclamato “Mine”, ovvero “DolceRoma” con Luca Barbareschi, anche produttore e liberamente ispirato al romanzo “Dormiremo da vecchi” di Pino Corrias, sceneggiato da Resinaro e Fausto Brizzi (anche autori del soggetto).
Una metafora, ma non troppo, della Roma del cinema (non solo), la città eterna che seduce da secoli ma, che come la maga Circe, invischia e imprigiona, inganna e tradisce, attira e respinge. Un mix di generi frenetico fra commedia e noir, cinema nel cinema e thriller, ma purtroppo non sempre in equilibrio fra uno e l’altro. Ovviamente conquista e diverte chi è disposto a seguire una storia non troppo originale, perché Resinato sa girare in modo anticonvenzionale e visionario, sostenuto da un gruppo di attori col fisique du role, tanto che un Barbereschi scatenato disegna un ritratto di produttore di ultima generazione in cui racchiude vizi e virtù di quelli da lui conosciuti e con i quali ha lavorato negli ultimi quarant’anni (da Aurelio De Laurentiis a Valsecchi, ha ricordato).
Andrea Serrano (Lorenzo Richelmy, l’ultimo “Marco Polo” televisivo, non solo), aspirante scrittore, è costretto a lavorare in obitorio in attesa della grande occasione. E infatti arrriva nelle veste di un grande produttore cinematografico, Oscar Martello (Barbareschi) che decide di portare sul grande schermo il suo romanzo “Non finisce qui”. Ma i capitali a disposizione sono modesti, il regista (Luca Vecchi di The Pills) è incompetente ma presuntuoso, e il risultato è disastroso.
La protagonista, Jacarandà Ponti (Valentina Bellè) istigata dalla sua agente Milly (Iaia Forte), temendo ripercussioni sulla sua carriera, distrugge tutti gli hard disk che contengono il montato del film. Però Martello non può permettersi un fallimento. Il film deve uscire, il distributore Remo Golia (Armando De Razza) gli fa pesanti pressioni e anche la sua affascinante e facoltosa consorte, Helga (Claudia Gerini, in un bagno immersa nel miele che diventerà cult) gli fa capire che non può permettersi di andare in bancarotta.
A questo punto, con l’aiuto di Andrea, concepisce un piano diabolico: rapimento da parte della camorra della protagonista: i media impazziranno e il film sarà leggenda ancor prima di arrivare nei cinema. Ma il poliziotto Raul Ventura (Francesco Montanari) si mette sulle tracce di Oscar sospettando una truffa… Il finale, da non rivelare, riserva un colpo di scena a Praga…
E già c’è chi lo ama e chi lo odia, senza mezze misure. Perché se la storia è rocambolesca e piena zeppa di citazioni e riferimenti, attira soprattutto visivamente e per un cast variegato ed efficace, anche se tutti i personaggi di contorno hanno un senso, così come la ‘canzoncina’ del periodo fascista (“Vivere”). Nostalgia o semplicemente ritorno del ‘qualunquismo’, anche perché il regista e lo sceneggiatore probabilmente non lo sanno, perché ‘non erano nati’.
“Il film che ho avuto il piacere di poter realizzare – dichiara Resinaro – è, come scritto nei titoli, ‘liberamente ispirato’ al romanzo di Corrias. E, devo dire che, mai come in questo caso, l’espressione è azzeccata. Sono stato davvero ‘libero’ di fare di quel preziosissimo materiale, da cui ho attinto a piene mani, quello che ritenevo fosse la cosa migliore per esprimere il mio punto di vista”. Già, che naturalmente non coincide con quello di tutti gli spettatori. José de Arcangelo
(2 ½ stelle su 5) Nelle sale italiane dal 4 aprile 2019 presentato da 01 Distribution

giovedì 4 aprile 2019

"L'uomo che comprò la luna" di Paolo Zucca è una gustosa commedia surreal/grottesca sulla cultura, le tradizione e l'orgoglio sardo

Una deliziosa commedia surreal/grottesca - tra favola e satira -, sulla cultura, le tradizioni e l’orgoglio sardo in “L’uomo che comprò la luna” scritta e diretta da Paolo Zucca, sceneggiata con Barbara Alberti e Geppi Cucciari. Infatti, ambientato interamente in una Sardegna ancestrale e fuori dal tempo, narra una storia sconcertante e al tempo stesso romantica: qualcuno si è permesso di comprare la Luna, ma nessuno sa perché l'abbia fatto.
Quando la notizia dell'acquisto fa il giro della nazione, arrivando alle orecchie di un'agenzia per la sicurezza atlantica, l'inesperto agente segreto Kevin (Jacopo Cullin) viene costretto ad occuparsi del caso. Quello che lo aspetta, però, è un viaggio nelle tradizioni sarde, da sempre disconosciute da lui, che di quella terra è originario. Kevin deve scrostarsi via il rinnegamento (si finge milanese doc) e calarsi completamente in quella cultura ripudiata, che, però, porta inevitabilmente dentro di sé. Ad aiutarlo in questa immersione nella ‘sarditudine’ ci sarà il misantropo Badore (Benito Urgu). E questo momento è,
forse, il più comico del film. Seguendo questo percorso, Kevin non solo riscoprirà le sue antiche origini, ma anche chi si è permesso di acquistare il satellite terrestre e soprattutto perché, scopre che i Sardi sono un popolo che mantiene sempre le promesse fatte.
Piacevole al punto giusto, “L’uomo che comprò la luna” – coproduzione fra Italia, Albania e Argentina presentata quest’anno al Guadalajara International Film Fest -, nonostante giochi fra pregiudizi e stereotipi, citazioni e riferimenti, non cade mai nel volgare offrendo gustose trovate, a tratti persino poetiche, e facendoci partecipi delle ‘scoperte’ dello ‘stralunato’ Kevin.
Nel cast anche Stefano Fresi (Pino), Francesco Pannofino (Dino), Lazar Ristovski (Taneddu) e con la partecipazione di Angela Molina (Teresa). I due asini attori si chiamano Sole e, ovviamente, Luna. José de Arcangelo
(3 ½ stelle su 5) Nelle sale italiane dal 4 aprile 2019 distribuito da Indigo Film

martedì 2 aprile 2019

Dopo il "work in progress" presentato al Fantafestival 2018 è ora in post-produzione l'horror "Everybloody's End" di Claudio Lattanzi

E’ in post-produzione il nuovo horror “Everybloody’s End”, il lungometraggio diretto da Claudio Lattanzi - già autore dello splatter “Killing birds – Raptors” – prodotto dalla Filmirage del prolifico regista di genere all’italiana (dall’horror al soft.core) Joe D’Amato (all’anagrafe Aristide Massaccesi) – e del documentario “Aquarius visionarius – Il cinema di Michele Soavi”.
Presentato in”work in progress” al Fantafestival 2018, di Roma, nel film, accanto a Nina Orlandi, reduce dall’apprezzato “La terra dell’abbastanza” di Damiano e Fabio D’Innocenzo, recitano tanti volti noti del genere anni ’70-‘90: Cinzia Monreale (“Buio omega”, “…e tu vivrai nel terrore! L’aldilà” di Fulci), Giovanni Lombardo Radice (“Paura nella città dei morti viventi”, “Deliria”), Marina Loi (“Zombi 3”, “Demoni 2… l’incubo
ritorna”), Veronica Urban (“Herbert West: Re-Animator” di Ivan Zuccon) e il regista Lorenzo Lepori (da “Il Vangelo secondo Taddeo” a “Catacomba” e “Notte nuda”, 2018). Una produzione Himirides, “Everybloody’s End” si svolge in un tempo indefinito. In un sotterraneo-bunker cinque persone lottano per la sopravvivenza: le tre donne Bionda (Cinzia Monreale), Nera (Veronica Urban) e Rossa (Nina Orlandi), un teologo (Giovanni Lombardo Radice) e un giovane dottore (Lorenzo Lepori).
Fuori dal nascondiglio regna l’Apocalisse: il male è stato generato da un paziente zero e, di conseguenza, un gruppo di ex soldati chiamati “Sterminatori” provvede alla crocifissione di ogni persona che incontra sulla propria strada, in modo da cercare l’origine del flagello. Ma i cinque personaggi sono veramente al sicuro o nel posto in cui sono rifugiati c’è qualcosa di cui non sono a conoscenza?
Sceneggiato da Antonio Tentori (co-sceneggiatore di “Dracula 3D” e “Rabbia furiosa – er Canaro”), Everybloody’s End vanta l’amichevole partecipazione di Sergio Stivaletti – anche curatore degli effetti speciali del film – nelle inedite vesti di attore. Le musiche originali sono firmate da Luigi Seviroli (“Nassiryia – Per non dimenticare”), mentre la fotografia da Ivan Zuccon (“Colour From the Dark) e la supervisione artistica dal mitico Massimo Antonello Geleng (vincitore del David di Donatello per le scenografie di “Dellamorte Dellamore”).

domenica 31 marzo 2019

Ben Affleck e Oscar Isaac protagonisti del nuovo action film prodotto da Netflix "Triple Frontier" ambientato in Sud America

E’ disponibile su Netflix il nuovo film “Triple Frontier” con Ben Affleck e Oscar Isaac protagonisti di un action movie destinato alla rete. Le vicende di un gruppo di ex agenti delle forze speciali americane (Affleck, Isaac, Charlie Hunnam, Garrett Hedlund e Pedro Pascal) si riuniscono per pianificare una rapina in una zona multi-confine scarsamente popolata del Sud America.
Per la prima volta nella loro prestigiosa carriera, questi non celebrati eroi intraprendono la pericolosa missione per loro stessi invece che per il proprio paese. Ma quando gli eventi prendono una piega inaspettata e minacciano di andare fuori controllo, le loro abilità, la loro lealtà e la loro morale vengono spinte verso un punto di rottura in un'epica battaglia per la sopravvivenza. Diretto dal candidato all'Oscar J.C. Chandor (“Margin Call”, “All Is Lost”, “A Most Violent Year”) e co-scritto da Chandor insieme al vincitore dell'Academy Award Mark Boal (“The Hurt Locker”, “Zero Dark Thirty”).

venerdì 29 marzo 2019

Riccardo Scamarcio diventa "Lo Spietato" per Renato De Maria, la storia di un gangster yuppie nella Milano da bere degli anni d'oro. Nel cast Sara Serraiocco e Marie-Ange Casta

In arrivo nel prossimo mese “Lo Spietato” di Renato De Maria, con Riccardo Scamarcio protagonista, il film dopo un’uscita evento in cinema selezionati l’8-9-10 aprile 2019, sarà disponibile sulla rete Netflix dal 19 aprile. “Lo Spietato” è un viaggio lungo un quarto di secolo nell’universo della mala italiana raccontato attraverso la storia di Santo Russo, un gangster dalla mentalità yuppie, che si muove nella realtà
caleidoscopica e vertiginosa della Milano da bere negli anni d’oro della moda, dei soldi facili, dell’arte d’avanguardia e della disco music. Diretto da Renato De Maria, e sceneggiato dallo stesso De Maria insieme a Valentina Strada e Federico Gnesini, il film è liberamente ispirato a “Manager Calibro 9” di Pietro Colaprico e Luca Fazzo. E’ Riccardo Scamarcio il volto di Santo Russo, affiancato da Sara Serraiocco (la moglie), Alessio Praticò, Alessandro Tedeschi e Marie-Ange Casta (l’amante).
La storia. Siamo nel periodo del boom, in una metropoli - Milano - destinata a una crescita economica e criminale vertiginosa. Santo Russo, calabrese cresciuto nell’hinterland, dopo i primi furti in periferia e il carcere minorile, decide di seguire le sue aspirazioni e di intraprendere definitivamente la vita del criminale. Nel giro di pochi anni diventa la mente e il braccio armato di una potente e temuta gang, lanciandosi in affari sempre più sporchi e redditizi: rapine, sequestri, traffici di droga, riciclaggio di denaro sporco, e non ultimi i miracoli, esecuzioni a sangue freddo.
Nella sua corsa sfrenata verso la ricchezza e la soddisfazione sociale, Santo Russo è diviso tra due donne: la moglie, remissiva e devota, e l’amante, una donna bellissima, elegante e irraggiungibile. Due scelte di vita agli antipodi e due opposte facce di sé. Il percorso criminale di Santo è fatto di scelte inevitabili e traiettorie dolorose: chi vive o chi muore, l’amore passionale o la famiglia, il sogno borghese o una vita da ‘Spietato’.
Prodotto da Angelo Barbagallo e Matilde Barbagallo, è una produzione Bibi Film con RAI Cinema. Netflix è il più grande servizio di intrattenimento via Internet del mondo, con 139 milioni di abbonati paganti in oltre 190 paesi che guardano serie televisive, documentari e film in un'ampia varietà di generi e lingue. Gli abbonati possono guardare tutto ciò che vogliono in qualsiasi momento, ovunque e su ogni schermo connesso a Internet. Possono mettere in pausa e riprendere la visione a piacimento, senza interruzioni pubblicitarie e senza impegno.