sabato 11 giugno 2011

"X-Men: l'inizio", un tuffo negli anni Sessanta per scoprire che anche i mutanti hanno cominciato da piccoli

Ecco il vero inizio della saga degli X-Men per conoscere la storia degli eventi e l’adolescenza dei personaggi più importanti degli amati fumetti della Marvel creati dall’inimitabile Stan Lee (anche coproduttore esecutivo). Un prologo/flashback ambientato in un campo di concentramento dove un bambino viene brutalmente separato dai genitori. Ovvero i precedenti della storia, prima ancora che il mondo conoscesse l'esistenza dei mutanti e che Charles Xavier (il James McAvoy di “Espiazione”) ed Erik Lensherr (Michael Fassbender, il
sempre fascinoso e bravo ‘nazista dagli occhi di ghiaccio’ di “Bastardi senza gloria”) prendessero rispettivamente i nomi di Professor X e Magneto, due ragazzi scoprono i loro (super) poteri per la prima volta. Negli anni Sessanta, i due, che diventeranno nemici giurati in futuro, sono amici e lavorano insieme con altri giovanissimi mutanti per fermare l'Armageddon. Ma in questo percorso, tra di loro nasce il conflitto, che scatena l'eterna guerra che contrassegnerà la rivalità tra la Confraternita di Magneto (interpretato nella maturità da Ian McKellen) e gli X-Men del Professor X (ruolo ricoperto da Patrick Stewart nei primi due film), appunto.
Da un’idea di Bryan Singer (regista delle prime due puntate e qui nelle vesti di produttore) e Sheldon Turner, sceneggiata da Ashley Miller, Zack Stentz, Jane Goldman con il nuovo regista Matthew Vaughn (quello di “Kick-Ass”, uscito solo recentemente da noi in sala), questo prequel si rivela un riuscito mix di azione, fantastico, spionaggio (la guerra fredda e ‘l’incidente’ dei missili a Cuba ci riportano alle
atmosfere delle pellicole di James Bond), dove non mancano certo gli effetti speciali digitali che però non diventano mai ingombranti, così come trovano spazio situazioni gustose e intervalli sentimentali, quindi melò e commedia insieme sullo sfondo della vicenda principale. Sarà per questo che la pellicola, nonostante le oltre due ore di spettacolo, non annoia nemmeno il pubblico di non appassionati dell’originale, conquistando adolescenti ed adulti in ugual misura. Quindi una fantavventura che non
trascura nemmeno la riflessione su questo nostro mondo, diviso da sempre in due schieramenti (politici, economici, sociali); intollerante e diffidente verso la diversità, qualunque essa sia; coinvolto e sconvolto da guerre a catena. Certo ogni spettatore, a seconda di gusti e preferenze, potrà trovare difetti e/o mancanze, però stavolta – se ci sono - sono minimi particolari, persino trascurabili. Anche perché se Synger ha ormai rinunciato al progetto di un capitolo interamente dedicato al malvagio, anzi letale, Magneto, lo spunto di questo episodio (il primo di una nuova trilogia) viene proprio da lui.
Bel cast di giovanissimi, non solo: la sempre più in ascesa Jennifer Lawrence (Raven / Mystique), nomination all’Oscar per il sorprendente ruolo di “Un gelido inverno” e rivista nemmeno un mese fa in “Mr. Beaver”; Alex Gonzalez (Janos Quested / Riptide), Rose Byrne (Moira MacTaggert), Zoe Kravitz (Angel Salvadore), Nicholas Hoult (Hank McCoy / Bestia), Caleb Landry Jones (Sean Cassidy / Banshee), Edi Gathegi (Armando Munoz / Darwin), January Jones (Emma Frost), Lucas Till (Alex Summers / Havoc) e poi un ‘ringiovanito’ (restaurato?) Kevin Bacon (il perfido Sebastian Shaw, il mutante che vorrebbe sterminare
l’intera umanità), Oliver Platt (l’uomo in nero). La fotografia è firmata John Mathieson (da “Il gladiatore” di Ridley Scott a “Ladri di cadaveri” di John Landis) e le musiche Henry Jackman (da “Mostri contro alieni” a “Kick-Ass”, dello stesso regista).
José de Arcangelo

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