giovedì 4 febbraio 2016

"Il viaggio di Norm", un piacevole lungometraggio d'animazione all'insegna dell'ecologia destinato ai più piccoli che intrattiene anche gli adulti

Un nuovo e piacevole film d’animazione all’insegna dell’ecologia e destinato ai più piccoli. “Il viaggio di Norm”, scritto da Jack Donaldson e Derek Elliott e diretto da Trevor Wall (“Sabrina: i segreti di una strega” in tivù), è un lungometraggio di ambientazione contemporanea e il protagonista è un simpatico orso polare parlante alle prese con speculatori edilizi che progettano l’invasione del Polo Nord, nuovo territorio da sfruttare sul mercato turistico.
Il giovane orso polare Norm, ha circa 30 anni, non ama e non vuole cacciare, ma in compenso possiede un dono raro: come il vecchio caro nonno, che una volta governava l’Artico, Norm riesce a comunicare con gli esseri umani attraverso la parola e prova delle vere emozioni. Ma, quando Vera, la coraggiosa e intraprendente direttrice marketing di una società edile, si presenta nei ghiacci del grande nord per girare uno spot televisivo per promuovere case di lusso per conto del suo spregiudicato datore di
lavoro, Mr. Greene, Norm sa che deve fare qualcosa per salvare il suo habitat. Incoraggiato dal suo saggio mentore, il gabbiano Socrate, Norm è costretto a lasciare la sua famiglia e ad imbarcarsi su una nave diretta a New York, insieme ai suoi tre piccoli e dispettosi – e quasi indistruttibili – amici lemming.
Arrivato a Manhattan, dove gli insensibili cittadini lo scambiano per un attore in costume, Norm diventa presto una celebrità, aggiudicandosi un flash-mob a Times Square e inviti a famosi talk-show televisivi. Però sarà Olympia, l’intelligente figlia di Vera, ad aiutarlo a mettere in atto un efficace piano per sconfiggere Mr. Greene e impedirgli di colonizzare, anzi distruggere anche l’Artico.
Gradevole anche per un pubblico adulto, “Il viaggio di Norm” diverte con i suoi simpatici personaggi e azzeccati personaggi, tra avventure, balli e comicità: una commedia anche ‘didattica’, destinata ai più piccini all’insegna del motto “per quanto freddo sia, non c’è nessun posto come casa propria”.
“Era importante che il nostro protagonista avesse una caratteristica unica – dice il produttore della Lionsgate, Ken Katsumoto -, percepita inizialmente come una debolezza ma che alla fine si dimostra essere un punto di forza. Simile al modo in cui Rudolph, la renna dal naso rosso, pensava che fosse un difetto avere un ‘naso’ lucido, la debolezza di Norm – il saper parlare agli uomini e la sua capacità di provare emozioni – lo aiuta a realizzare il suo obiettivo, salvare la sua casa da un folle costruttore di New York”.
Questo è il primo lungometraggio per il grande schermo della Splash Entertainment in cui sono state usate le stesse tecniche di animazione che la società ha perfezionato nel corso della produzione di centinaia di cartoni animati televisivi, pre-visualizzando lo story-board con le sequenze di riferimento live-action, ovverosia con attori in carne e ossa, ma anche visionando documentari sull’Artico per studiare i riflessi del ghiaccio, il cielo, le nuvole, i tramonti. Il modello della casa futuristica piantata nel Polo Nord dal magnate immobiliare è ispirato ai modelli non lineari di Frank Gehry, tra cui il Walt Disney Concert Hall di Los Angeles. E il risultato si vede, è al di sopra della media, anche visivamente. José de Arcangelo
(2 ½ stelle) Nelle sale italiane dal 4 febbraio distribuito da Notorious

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